Astrofotografia: la metafisica del fotografare le stelle

L’astrofotografia per me  è qualcosa di più dell’arte di fotografare le stelle …. E’ una specie di metafisica del fotografo: ore e ore passate al buio, di notte, con l’obiettivo puntato su qualcosa che sta a milioni di chilometri di distanza.

E tutto con l’unico scopo di catturarne l’immagine attraverso la luce. Wow!

Sarà per questo che è proprio con l’astrofotografia che voglio completare il mio piccolo ciclo di articoli dedicati alla fotografia dopo il calare delle tenebre.

Avevamo iniziato con alcuni concetti generali sulle foto notturne, e continuato con qualcosa di molto specifico, cioè come fotografare la via lattea.

Come abbiamo visto, sono cose che puoi fare con  la normale attrezzatura che possiedi: reflex, treppiedi, scatto remoto …

Ma per fare una fotografia come quella qua sotto, cioè per fare vera astrofotografia e fotografare le stelle dello spazio profondo, serve qualcosa di diverso ….

M51 - Whirlpool Galaxy by Dennis Sprinkle on 500px.com

 

Pensa che per ottenere questa piccolo capolavoro l’autore ha lavorato più di 7 ore, facendo 400 esposizioni di più di 60 secondi ciascuna per poi sommarle fra loro in post produzione.

Inoltre, ha utilizzato attrezzatura che sarà costata qualcosa in più di 10 mila euro …

E’ chiaro quindi che l’astrofotografia di questo tipo non è per tutte le tasche, né per tutte le pazienze …

Attrezzatura per astrofotografia

Per fotografare le stelle dello spazio profondo, oltre alla normale attrezzatura servono quattro cose fondamentali

1 Sensori CCD

Sono il gold standard per l’astrofotografia, permettendo di catturare anche luci molto flebili.

Inventato negli anni ’70, il sensore CCD ha fatto vincere ai suoi artefici il premio nobel per la fisica (serve a molto altro oltre che a fotografare le stelle!).

Il sensore viene posto nel fuoco del telescopio. E’ accoppiato ad un sistema di raffreddamento per ridurre il rumore termico, che tipicamente si innalza nelle lunghe esposizioni necessarie in astrofotografia.

Normalmente è monocromo e viene utilizzato insieme a filtri che servono per ottenere le differenti colorazioni desiderate.

2 Telescopio

Ne esistono di tutti i tipi e per tutte le tasche. Chiaramente, più è potente il telescopio più il tuo occhio fotografico potrà addentrarsi nello spazio profondo.

Ormai, quasi tutti i telescopi sul mercato sono integrabili con un sistema fotografico. Che si tratti del sensore CCD visto sopra, o della tua reflex tradizionale.

Tuttavia, per sicurezza, ricordati di verificare!

3 Montatura equatoriale

Si tratta di un meccanismo di movimento annesso al telescopio, che simula il movimento della terra rispetto alla volta celeste. Questo  permette di compensare il moto apparente degli astri, ossia lo spostamento nel cielo di stelle e pianeti dovuto alla rotazione terrestre.

Evitando così il marcatissimo “effetto startrail” che si otterrebbe per le lunghe esposizioni.

Nella foto qui sotto puoi vedere un tipico “startrail”, ovviamente voluto, ed anche molto ben fatto.

Se ti interessa approfondire, abbiamo un intero articolo su come realizzare l’effetto startrail.

Le basi sono che viene realizzato grazie alla somma di più foto, ciascuna con lunga esposizione, e senza usare una montatura equatoriale.

Polaris is King by Connor Nielson on 500px.com

4 Adobe Photoshop

Se photoshop è quasi indispensabile per la fotografia normale, diventa un assoluto must per l’astrofotografia.

Non dimentichiamoci che fotografare le stelle significa cercare di catturare ed esaltare particolari e sfumature luminose distanti qualche milione di chilometro.

E quindi, la post produzione da fare è veramente notevole!

Breve procedimento per l’astrofotografia: fotografare le stelle e il buio

Si comincia allineando la montatura equatoriale con il Polo Nord Celeste. (Lo so, è veramente una terminologia da star wars!).

Questo proprio per permettere al tuo sistema fotografico, una volta montato, di “seguire” le stelle nella loro rotazione.

Poi, devi inquadrare la formazione celeste che vuoi fotografare, e cominciare con la serie di esposizioni che ti daranno il risultato finale. Poiché le esposizioni sono molto lunghe, inevitabilmente si produrrà nel risultato finale del “rumore”, sotto forma di puntini colorati chiamati “hot pixel”.

Poiché poi la posizione in cui si manifestano è caratteristica di ogni sensore, sarà possibile toglierli dall’immagine finale con una procedura che si chiama “Dark Frame”.

Una astrofotografia è dunque il risultato della

  • somma di moltissime esposizioni, spesso fatte con filtri colorati diversi per le diverse formazioni celesti che si vogliono evidenziare nella stessa foto
  • sottrazione di rumore attraverso sistemi quali il raffreddamento del sensore e il dark frame

E’ necessaria pertanto parecchia esperienza e pazienza prima di arrivare a dei risultai apprezzabili. E infatti la maggior parte delle persone che si dedica all’ astrofotografia passa diverse notti in bianco e alla luce delle stelle prima di riuscire a tornare a casa con qualcosa di decente.

Anche se, come sempre, con la guida giusta è possibile, anche per il principiante, fotografare le stelle ottenendo dei risultati soddisfacenti. Per esempio, fra i manuali, tanti consigliano il classico Guida Pratica All’Astrografia Digitale, di Lorenzo Comolli e Daniele Cipollina.

Conclusioni sull’astrofotografia

Non ho mai fatto una foto di vera astrofotografia; sono sempre e solo andato con amici che la facevano. Perchè?

Beh, il mio personale punto di vista sull’astrofotografia è che essa sia veramente molto bella, per chiunque, da vedere. 

Ci sono foto di astrofotografia che lasciano davvero a bocca aperta, ed hanno, come ho detto all’inizio, un qualcosa di metafisico.

Come se portassero i nostri occhi ai confini dell’universo, facendoci intuire molto di più di quello che le formule della fisica riescano a spiegare.

Per quanto riguarda invece l’esecuzione, essa richiede fotografi con caratteristiche psicologiche molto particolari. E io non sono, in questo momento, fra quelli.

Preferisco, per il momento, il casino della strada, o magari il contrasto fra cielo e terra al calare delle tenebre, come in una normale foto in notturna.

E magari poi tornare a casa a rilassarmi e riflettere guardando una bella astrofotografia fatta da un altro!

E tu che ne pensi dell’arte di fotografare le stelle? Ti piacerebbe?

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