Come realizzare lunghe esposizioni con soggetto non mosso

Alcuni consigli per realizzare foto a lunga esposizione e riprendendo soggetti ben fermi. In questo tutorial verranno affrontate le azioni pratiche. Le modalità dettagliate di post-produzione verranno affrontante in un successivo tutorial specifico.

PASSO 1: Impostazione della fotocamera e azioni preliminari

Per realizzare fotografie a lunga esposizione, occorre prima di tutto compiere delle azioni fondamentali che brevemente elencherò:

  • Scattare con la reflex sul treppiede e assicurarsi che ogni suo movimento sia impedito; può sembrare banale, ma anche un lieve movimento può compromettere il risultato ricercato;
  • Disattivare lo stabilizzatore di immagine qualora lo si abbia;
  • Alzare lo specchio prima dello scatto o scattare con lo scatto posticipato (evita il micromosso durante la fase di partenza dello scatto);
  • Coprire il mirino ottico (onde evitare, soprattutto per esposizioni sopra i 30 secondi, le fastidiose interferenze luminose sull’immagine dovute all’entrata di luce non solo dall’obiettivo, ma anche dal mirino ottico (se si tratta di luce diretta, rovinerà quasi sicuramente lo scatto imprimendo una striscia violastra centrale sull’immagine di dimensioni pari a circa 1/3 dell’immagine);
  • Utilizzare possibilmente un controllo remoto (utile per la posa B) o quanto meno lo scatto posticipato di qualche secondo per dar tempo alla reflex di assestarsi dall’ultimo tocco (sono per tempi non superiori a 30 secondi);
  • In base alle condizioni di luce, utilizzare dei filtri ND;

PASSO 2: Modalità di composizione e con quale scatto partire

In caso di scarsa luminosità il filtro ND non serve quasi mai, al più si chiude il diaframma (consiglio di non superare mai f/16 – f/18 per non perdere qualità: non entrerò nel dettaglio in quanto esula dallo scopo di questo tutorial).

Nel caso di buona luminosità invece, l’uso di un buon filtro ND diventa d’obbligo per poter lavorare con tempi di posa molto lunghi: generalmente prediligo ND1000 (10 stop) per allungare le mie esposizioni sopra i 60 secondi anche in condizioni di discreta luminosità.

Se si utilizza il filtro ND, è meglio esporre e comporre prima senza di esso per ridurre il tempo di scatto e focheggiare in maniera corretta in quanto con il filtro applicato, le azioni diventano più complesse.

Una volta che l’esposizione ci aggrada, possiamo applicare il filtro ND (se vogliamo correggere la composizione non occorre smontare continuamente il filtro ND, basta aprire al volo il diaframma e alzare in HI gli ISO per testare con tempi ridotti le nuove composizioni: ricordatevi poi di ripristinare le impostazioni di scatto precedenti). Normalmente prediligo ISO bassi senza scendere sotto i 100 ISO.

Come si calcola il tempo corretto di scatto? Ci sono due modalità, la prima e la più veloce, è utilizzare una delle tante APP per smartphone, molto comode e veloci, dove basterà inserire il tipo di filtro, es. ND da 10 stop e tempo di scatto rilevato dalla reflex (settata in priorità di diaframma) senza il filtro ND montato: l’APP ci darà il tempo di scatto necessario per ottenere circa la stessa luminosità nella foto con il filtro sulla macchina. Se non si vuole o non si ha la possibilità di utilizzare una di queste APP, basterà aumentare di tanti stop quanti ne toglie il filtro che utilizziamo; un esempio rapido: senza filtro la reflex ci da un tempo pari a 1/125, utilizziamo un filtro ND1000, ossia 10 stop, significa aumentare il tempo di 10 stop:

  • Tempo 1/125 = 0 stop
  • Tempo 1/60 = 1 stop
  • Tempo 1/30 = 2 stop
  • Tempo 1/15 = 3 stop e così via… fino ad arrivare a 10 stop.

PRIMO SCATTO: la lunga esposizione

Come realizzare lunghe esposizioni con soggetto non mosso

Impostazioni scatto 1: ISO 100; f/8; t 541 sec; focale 10mm (aps-c); filtro ND1000

Avrete intuito che il primo scatto sarà quello a lunga esposizione… non deve essere una regola, ma visto che è lo scatto che richiede più tempo si predilige anche per sfruttare le condizioni di luce preferite, contando anche che in scatti da 60/120 secondi, le condizione di luce variano tantissimo, specialmente all’alba e al tramonto. Settiamo quindi la reflex su manuale e posa B ed eseguiamo il nostro scatto. Una volta realizzato il primo scatto a lunga esposizione possiamo passare al secondo scatto.

SECONDO SCATTO: il soggetto

Come realizzare lunghe esposizioni con soggetto non mosso

Impostazioni scatto 2: ISO 400; f/5.6; t 1/2 sec; focale 10mm (aps-c); senza filtro ND

Facendo attenzione a non variare la composizione del primo scatto, togliamo il filtro ND e variamo l’impostazione di scatto da manuale a priorità di diaframma per impostare la reflex per lo scatto veloce per imprimere sul sensore un soggetto ben fermo. Per imprimere un soggetto immobile sulla foto cerchiamo di stare su tempi sopra 1/2 di secondo.

Come fare? chiudendo il diaframma almeno fino a f5.6 (in quanto il dettaglio deve essere solo del soggetto perchè il dettaglio del paesaggio lo prenderemo dal primo scatto) e aumentando gli ISO fino a 400 almeno (questo in condizioni di scarsa luminosità, altrimenti non occorre). Sempre con lo scatto remoto o posticipato eseguiamo lo scatto con più pose in modo tale che in post produzione avremo più scelta.

PASSO 3: fase di post-produzione

Come realizzare lunghe esposizioni con soggetto non mosso

Una volta che abbiamo i due scatti in camera, passiamo alla loro post produzione e fusione. In questo tutorial non farò cenno sulle produzione di sviluppo ma solo sui principi di fusione. Quando avremo i due scatti sviluppati, possiamo fonderli caricandoli su layer distinti e utilizzare le maschere di livello scontornando con calma il soggetto.

Può capitare che, anche se abbiamo sviluppato i due scatti con le simili luminosità e temperature di colore, il soggetto si “amalgami” male al paesaggio, quindi in questa fase di fusione, e avendo inserito le due immagini su livelli separati, possiamo bilanciarle andando a lavorare indipendentemente sulle due immagini.

Articolo a cura di ©Davide Campanelli

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