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Le migliori Nikon full-frame a confronto

Pubblicato il 26 gennaio 2015 in Recensioni, Confronto prodotti | 1 commento

Tentati dal formato pieno? Ecco alcune pillole per sapere di più sui migliori modelli Nikon. Per cominciare, parliamo di misure: il formato DX misura 25x17mm. Il sensore ha, cioe, circa le dimensioni di un francobollo. Il formato FX misura invece 36x24mm, il formato del tradizionale rullino fotografico 35mm. Un’area utile decisamente maggiore, che è possibile sfruttare in due modi diversi.

Il primo è mantenere la conta dei Mpixel relativamente bassa, in modo che le dimensioni fisiche dei singoli fotodiodi (corrispondenti a ciascun pixel) siano relativamente ampie. Ciò consente di catturare più luce e di produrre in uscita un segnale più intenso, che si traduce in un miglior rapporto segnale/rumore. Per il fotografo, questo significa, ottenere immagini più pulite quando lavora ad alti ISO in condizione di luce ridotta. L’esempio più lampante di questo approccio è il sensore da 16.2 Mpixel utilizzato dalle Nikon Df e D4s.

Un secondo modo per sfruttare la superficie del sensore FX è mantenere un’elevata densità di fotodiodi e raggiungere una risoluzione ‘stellare’, come è stato fatto per la D810 e per la D800 prima di lei (36.3 Mpixel). Una risoluzione tanto elevata consente di ottenere un livetto di dettaglio incredibile, ma l’immagine conterrà più rumore. Tra i due estremi, si trovano poi modelli come la D610 e la D750 che, con il loro sensore FX da 24 Mpixel, rappresentano una soluzione di compromesso. Vediamo quali sono le caratteristiche di ciascuna reflex…

NIKON D610

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L’entry-level delle FX, non e molto più costosa di un corpo macchina DX di fascia alta come la D7200. Anche la costruzione è molto simile. Costruita sul successo della D600 la prima Nikon Full Frame destinata al grande pubblico, la D610 è l’opzione più abbordabile per entrare nel mondo del formato pieno.

La D610 è stata introdotta sul mercato circa 2 anni fa, quasi contemporaneamente alla peculiare Df. Questo ne fa la più datata tra le full frame attualmente in produzione. A differenza della Df, il cui stile volutamente retrò impone un’operativita leggermente diversa rispetto alle fotocamere di impostazione moderna, la D610 è moltosimile a qualunque altra reflex Nikon. Di conseguenza, passare da un corpo macchina DX (in particolare dalle D7xxx) alla D610 risulta naturale. Già al primo sguardo, la D610 sembra identica alla D7200. Rispetto a quest’ultima manca il programma ‘Effects’ (che si trova invece sulla D750) anche se la cosa non è vissuta come una limitazione da molti utenti, che trovano questo programma fuori luogo su una reflex full frame.

Dal punto di vista tecnico, la D610 rappresenta una piccola evoluzione rispetto alla D600. La principale differenza è il nuovo gruppo otturatore introdotto per risolvere il problema della polvere sul sensore, che ha reso possibile anche un piccolo incremento della cadenza di scatto (da 5.5 a 6 fps) e ha introdotto una nuova modalità di scatto continuo silenzioso da 3 fps.

LE PRESTAZIONI

Le prestazioni complessive sono di tutto rispetto considerato il prezzo piuttosto contenuto. Il sistema AF a 39 punti è lo stesso della Df (che costa decisamente di più). La sua accuratezza è indiscutibile, ma i 39 punti risultano raggruppati entro un’area centrale relativamente ristretta. Il che rende più laborioso l’utilizzo dell’autofocus in presenza di soggetti fortemente decentrati.

Purtroppo, l’esposizione e il bilanciamento del bianco non sono perfettamente costanti da uno scatto al successivo, e ci si può trovare con sequenze di immagini non perfettamente omogenee (alcune foto più chiare o più scure, alcune con un tono più caldo o più freddo). Non è un grosso problema per chi scatta regolarmente in formato RAW, ma risulta molto fastidioso per chi predilige il formato JPEG.

Vediamo ora in pillole, alcune delle caratteristiche della D610.

  • Sensore: la D610 utilizza lo stesso sensore da 24,3 Mpixel che si trova anche sulla D600 e la D750, il che non è certo una cattiva notizia. La risoluzione è ideale per quanti desiderano qualcosa in più rispetto ai 16,2 Mpixel della Df e della D4s, senza arrivare all’ estremo della  D810 coi suoi 36,3 Mpixel. La D610 è però più datata, per cui il sensore è coadiuvato da un processore d’immagine EXPEED 3 di generazione precedente. Per questa ragione il rumore ad alti ISO si nota maggiormente.
  • Autofocus: Il modulo AF MultiCam 4800 è stato anch’esso ereditato dalla D600 ed utilizzato sulla Nikon Df e da diversi corpi macchina DX, tra cui la D5500 e la D7000. Su un corpo macchina FX, però, i suoi 39 punti di messa a fuoco risultano raggruppati in un’area centrale piuttosto ristretta. Funziona bene, ma i punti AF sono troppo raggruppati nella zona centrale del fotogramma. Interessante notare a questo proposito che quando Nikon ha aggiornato la D7000 in D7100, i punti AF  sono passati da 39 a 51.
  • Scatto continuo: con i suoi 6 fotogrammi al secondo la D610 è leggermente più veloce sia della Df che della D810, sebbene la velocità della raffica in modalità silenziosa si riduca a 3 fps. Risulta però perdente nei confronti della D750, anche in termini di durata della raffica: il suo buffer può infatti contenere dai 14 ai 26 file RAW.
  • Esposimetro: l’esposimetro 3D Colour Matrix 2 da 2016 pixel, lo stesso utilizzato anche dalla Df, assicura una lettura affidabile e buona accuratezza del sistema di riconoscimento automatico della scena. Quest’ultimo ottimizza, tra l’altro, il bilanciamento del bianco, l’autofocus e l’esposizione, producendo immagini che qualcuno potrebbe però trovare leggermente “fredde”.
  • Costruzione: progettata per unire leggerezza e resistenza, la D610 utilizza un corpo “misto” in policarbonato di alta qualità e lega di magnesio (parte superiore e posteriore) e policarbonato di alta qualità (parte anteriore). Apposite guarnizioni prevengono l’infiltrazione di polvere e umidità. Nel complesso, la D610 appare dunque solida, ben costruita e resistente agli agenti esterni. Come la D810 anche la D610 è tropicalizzata per offrire elevata resistenza a polvere e umidità.

Da sapere: Per eliminare ogni possibile preoccupazione riguardo l’otturatore della D600 (accusato di sporcare il sensore di olio) Nikon ha deciso di dotare la D610 di un otturatore riprogettato. Sembra che cosi abbia risolto il problema.

NIKON DF

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Moderno capolavoro o reperto storico restaurato? Con il suo design retrò, la Df divide l’opinione dei nikonisti. Le prestazioni e le soluzioni tecniche adottate non convincono del tutto.

Le reflex di casa Nikon sono immuni dalla moda del look retrò che spopola tra le mirrorless di altri produttori. La Nikon Df è l’eccezione a questa regola, perché vanta un aspetto evidentemente ispirato alle reflex meccaniche degli anni ’80 (e precisamente alla FM2, un modello molto popolare tra i fotografi). Anche la Df è zeppa di ghiere (ben 5 sul pannello superiore), che sostituiscono i più anonimi pulsanti regalando ai nostalgici un brivido feticistico a ogni click.

Il pulsante di scatto è filettato per l’utilizzo di un comando di scatto meccanico, che sembrera un souvenir del passato ma è tutt’ora prodotto da Nikon (è il cable release AR-3). Persino il logo Nikon è quello storico e, per essere retrò fino in fondo, questo modello rinuncia in toto a qualsiasi funzionalità video (altra scelta radicale che ha diviso gli appassionati). I controlli sul corpo macchina sono destinati a confondere chi non ha mai visto una reflex meccanica, anche perché non mancano alcune incongruenze. Per esempio, la ghiera dei tempi è inefficace quando si lavora in Program o in Priorità di diaframma (cosi come la ghiera ISO quando si lavora in Auto ISO). Il fatto di leggere un valore ignorato dalla fotocamera può certamente confondere. Per alcuni fotografi, l’immediatezza delle ghiere meccaniche è tutt’ora insuperata.

LE PRESTAZIONI

La Df ha molto in comune con la D4 (non con la D4s). Integra infatti il suo stesso sensore da 16.2 Mpixel e lo stesso processore EXPEED 3, ormai superato. Al suo debutto, l’accoppiata era apprezzatissima per la capacità di creare immagini molto pulite anche ad altissimi ISO, ma oggi quelle prestazioni sono state superate dalla D750. A differenza della D4s, poi, la ridotta risoluzione non si traduce in elevata cadenza di scatto (limitata a 5,5 fps); viene dunque da chiedersi a che pro sia stata fatta una tale scelta. La D750 è più economica e più equilibrata.

Vediamo ora in pillole, alcune delle caratteristiche della Df.

  • Sensore: “Al momento del debutto, nel 2013, la Df integrava lo stesso sensore da 16.2 Mpixel e lo stesso processore d’immagine EXPEED 3 dell’allora ammiraglia D4. Entrambi questi componenti appaiono, oggi, un po’ datati. Dato che anche la D3300 utilizza ormai un sensore da 24,2 Megapixel, può sembrare strano che la Df si fermi a 16,2 Megapixel. Bisogna però considerare che si tratta dello stesso sensore della D4, cioè della precedente ammiraglia Nikon, il che consente alla Df di arrivare a una sensibilità massima in estensione di ben 204.800 ISO !
  • Autofocus: La Df è, al pari della D610, in fondo alla classifica per sistema autofocus. L’autofocus è affidato al modulo MultiCam 4800 a 39 punti, 9 dei quali a croce (che possono cioè rilevare cambiamenti di contrasto sia lungo il piano orizzontale che verticale). Considerato il prezzo, sarebbe stato lecito aspettarsi il modulo AF top di gamma a 51 punti.
  • Scatto continuo: Considerata la risoluzione identica a quella della velocissima D4s una raffica da 5,5 fps sorprende negativamente. La Df non può certo dirsi lenta con i suoi 5.5 fps di cadenza massima di scatto. Un vantaggio dato dalla risoluzione non elevatissima, quindi dalla ridotta dimensione dei file, è l’elevata quantità di immagini consecutive memorizzabili in ciascuna raffica che vanno da 25 a 47 RAW – ben oltre le capacità della D610.
  • Esposimetro: Come nel caso del modulo AF, anche nel caso dell’esposimetro la Df utilizza lo stesso modulo della D610. Il 3D Colour Matrix2 da 2016 pixel è affidabile e, come sempre, lavora molto bene col sistema D-Lighting per assicurare risultati eccellenti anche in condizioni di luce difficile. Si tratta di un prodotto meno performante rispetto a quello integrato nelle D750, D810 e D4s. I risultati, però, sono migliori (soprattutto più consistenti) di quelli esibiti dalla D610.
  • Costruzione: La FM2, alla quale questo modello si ispira, aveva fama di essere indistruttibile. La Df spera di guadagnarsi la stessa fama grazie ad un corpo che superiormente,posterirmente,e lungo tutto il fondello inferiore è protetto da lega di magnesio. Non manca la tropicalizzazione. In accordo con il design retro’, l’ impugnatura è piuttosto sottile.

Da sapere: Nikon ha riprodotto il look delle sue  fotocamere storiche mantenendo però, l’ergonomia e l’efficacia operativa di una reflex moderna. Come ci si poteva aspettare da un modello che si ispira alle reflex meccaniche, la Df è disponibile in due varianti: nera e nera-silver. Per entrambe le versioni, è previsto in kit un 50mm f/1.8, anch’esso perfettamente adeguato allo stile della fotocamera. Chi preferisce uno zoom, dovrà acquistarlo a parte.

NIKON D810

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Tra le reflex FX è quella di maggior risoluzione: consente di catturare anche i dettagli più fini. L’unica full frame priva di filtro low-pass. Alta, ampia e bellissima, la D810 ha tratti “mascolini” e domina il mercato delle reflex digitali in termini di risoluzione d’immagine.

La D810 segna il passaggio dalle reflex Nikon consumer alla fascia prettamente professionale. Si tratta di un gruppo ristretto ed esclusivo, di cui, oltre alla D810, fa parte oggi la D4s e la novità D5. La disposizione dei comandi è quella tipica della categoria. Si nota, in particolare, l’assenza della ghiera dei programmi, sostituita da quattro pulsanti ad accesso rapido per altrettante funzioni fotografiche di primaria importanza. I programmi, del resto, sono limitati ai classici PASM (i professionisti solitamente non usano Scene o effetti speciali) e possono essere scelti con la pressione del pulsante Mode e una rotazione della ghiera di comando.

Il maggior pregio della D810 è ovviamente la risoluzione del sensore, ben 36,3 Mpixel, che consente di arrivare a un incredibile livello di dettaglio. La definitiva rimozione del filtro ottico passa-basso, opzionale nella prima generazione di questa famiglia, non fa che confermare questa vocazione. Interessante notare che, nonostante il filtro passa-basso sia sparito ormai da molti modelli DX, la D810 è l’unica FX tra queste confrontate a farne a meno.

LE PRESTAZIONI

Ingrandendo un’immagine al PC, o stampando in grande formato, il livello di dettaglio visibile all’interno delle immagini è quasi sorprendente. Il sistema AF a 51 punti aiuta a selezionare con precisione il punto di massima nitidezza e, pur di una generazione precedente a quello della D750, svolge ottimamente il suo compito. Specifico per questa macchina anche il meccanismo dell’otturatore, riprogettato per essere più dolce ed evitare così il micromosso; per evitare ogni vibrazione, è anche possibile usare l’otturatore elettronico. L’enorme risoluzione ha, però, un prezzo: il rumore ad alti ISO, che tende a essere maggiore rispetto ad altre fotocamere di questo gruppo. Un limite che ha una precisa ragione d’essere.

Vediamo ora in pillole, alcune delle caratteristiche della D810.

  • Sensore: ha la stessa risoluzione di 36,3 Mpixel della D800, ma la D810 utilizza un nuovo sensore rispetto ai modelli D800 e 0 800E; come quest’ultima è priva di filtro ottico passa-basso, cosa che massimizza il potere risolvente. Anche il processore d’immagine EXPEED 4 è di una generazione più avanzata rispetto all’originale D800. Abbinato al processore d’immagine EXPEED 4, consente di raggiungere sensibilità standard tra 64/12.800 ISO, e di arrivare a 32/51.200 ISO in estensione.
  • Autofocus: All’interno di una fotocamera tanto orientata alla nitidezza, non può che trovarsi un modulo autofocus all’altezza: il Multi-Cam 3500 che è un passo avanti rispetto a quello utilizzato dalla D610 e dalla Df. Il numero totale di punti AF sale a 51, e 15 di questi sono a croce. Inoltre, è stato qui adottato il modello “affinito” di Multi-Cam 3500 che  si trova  anche sulla D4s, che assicura una velocità di messa a fuoco ancora più elevata. La versione Mark II di questo stesso modulo AF, che ha debuttato sulla D750, risulta però più accurata.
  • Scatto continuo: si tratta di una fotocamera di altissima risoluzione, quindi la cadenza di scatto non può essere anch’essa elevatissima. Grazie al sensore dal readout più veloce e al nuovo processore EXPEED 4, raggiunge comunque 5 fotogrammi al secondo (7 fps in modalita Ritaglio) che è cresciuta rispetto alla D800 originale (4 – 5 fps), ed è, in assoluto, davvero notevole considerando la risoluzione di 36,3 Mpixel. Il buffer è all’altezza della situazione, e può contenere dai 23 ai 58 file RAW, a seconda delle impostazioni.
  • Esposimetro: si tratta del modulo 3D Colour Matrix 2 da 91.000 pixel che si trova anche sulla D4s e sulla D800. Rispetto a quest’ ultimo, però offre in più la nuova modalità di lettura 2 “Ponderata sulle alti luci”.  Un netto upgrade rispetto al modulo da 2016 pixel utilizzato da D610 e Df.
  • Costruzione: robusta e resistente grazie al suo guscio costruito interamente in lega di magnesio, è progettata per sopportare lo stress e gli urti tipici di uso professionale. La tropicalizzazione la protegge da polvere e umidità.

Da sapere: l’elevatissima risoluzione si traduce in dimensioni dei file altretanto alte. Un singolo file Raw 14 bit può pesare fino a 75 MB e un TIFF può raggiungere i 110 MB. Con questi ultimi si potrebbe esaurire una memory card da 8 GB  con soli 71 scatti. Le memory card, infatti, si riempiono quindi molto in fretta, così ome gli hard disk del PC. È una caratteristica di questa FX. È possibile comunque scattare a risoluzione ridotta, ottenendo file più leggeri.

NIKON D750

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Forte di un completissimo set di funzioni, è una splendida tuttofare che vanta qualità costruttiva e prestazioni al top della gamma FX. La D700 è stata la prima Nikon full frame ‘compatta’, cioè priva di impugnatura verticale. Sembrava che questa linea si fosse esaurita con la capostipite, soppiantata dalla serie D6xx verso il basso e D8xx verso l’alto. A sorpresa, invece, ritorna sulla nuova D750. A prima vista, questo modello sembra assai simile alla D610, ma le apparenze ingannano. Generosa impugnatura a parte, il corpo è più sottile e un poco più leggero, grazie al design monoscocca già utilizzato con successo sulle D3300 e D5500.

La cura dimagrante è piuttosto evidente se si osservano i due modelli dall’alto. Minor spessore significa però minor spazio per il display superiore, che per forza di cose è ridimensionato. Sul dorso, si apprezza una caratteristica unica tra queste FX: il display basculante. Il sensore ha gli stessi Mpixel della D610 ma è un nuovo modello riprogettato per ottenere un miglior rapporto segnale/rumore. Rispetto alla D610, cambiano anche il processore d’immagine e il sistema autofocus, entrambi sostituiti da omologhi più recenti. Morale: tutta l’elettronica che conta è di categoria superiore, quindi le somiglianze con la D610 sono solo apparenti.

LE PRESTAZIONI

Il nuovo sistema autofocus è veloce e molto accurato, così come l’esposimetro, che non si lascia ingannare facilmente da condizioni di luce anche complesse (per esempio, nelle scene ad alto contrasto). Si ottengono quindi, scatto dopo scatto, esposizioni precise e coerenti. Il bilanciamento automatico del bianco è molto più affidabile rispetto alla D610, e assicura anch’esso risultati consistenti scatto dopo scatto. Spettacolare la qualità delle immagini prodotta ad alti ISO: sono estremamente ‘pulite’ e presentano persino meno rumore di quelle prodotte dal sensore da circa 16 Mpixel delle Df e D4s. Complessivamente, si può dire che la qualità d’immagine della D750 sia la migliore ottenibile oggi da una reflex Nikon formato FX. D5, a parte.

Vediamo ora in pillole, alcune delle caratteristiche della D750.

  • Sensore: Il nuovo sensore da 24.3 Mpixel, completamente riprogettato, e il processore d’immagine EXPEED di quarta generazione assicurano una straordinaria qualità d’immagine. Soprattutto ad alti ISO, la D750 stacca sia la D610 sia la D810.
  • Autofocus: Il modulo AF Multi-CAM 3500 Mark II è la seconda versione di quello a 51 punti utilizzato da D810 e D4s, più sensibile in condizioni di luce scarsa (raggiunge infatti i -3EV, conntro i -2EV della prima versione). Dei 51 punti AF, 15 sono a croce e possono essere utilizzati con obiettivi/moltiplicatori fino a f/8.
  • Scatto continuo: Lo scatto continuo da 6.5 fps è secondo solo a quello della D4s, e il buffer ha capienza di scatti compreso tra 15 e 33, in funzione della profondità colore e della compressione selezionata. In ogni caso, si tratta di un ottimo risultato per una full frame.
  • Esposimetro: Come D810 e D4s, anche la D750 utilizza l’esposimetro 3D Colour Matrix III da 91.000 pixel, il più avanzato oggi disponibile. Estremamente accurato, in modalità Matrix risulta pressoché infallibile, anche di fronte a scene ad elevato contrasto.
  • Costruzione: Leggermente più ingombrante e pesante rispetto alla Df (principalmente a causa dell’impugnatura più sagomata) la D750 utilizza un design del corpo monoscocca che ha già riscosso molti consensi su altri modelli recenti. Un mix di policarbonato e lega di magnesio assicurano il giusto compromesso tra leggerezza e robustezza.

Da sapere: Al momento, la D750 è l’unica full frame Nikon dotata di modulo Wi-Fi. Un’App gratuita per Android e iOS consente lo scatto remoto da smartphone o tablet, oltre a facilitare la condivisione delle immagini.

NIKON D4s

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Scelta preferita dei fotografi sportivi, la potente D4s è un mostro di velocità, in tutti i sensi. È veloce, potente, massiccia ma restando eccezionalmente ergonomica. Come un purosangue, regge il confronto sulle lunghissime distanze.

La D4s era la reflex professionale Nikon top di gamma. Niente di più, niente di meno. Per questo costa circa il doppio della D810, che è la fotocamera immediatamente al di sotto, ed è l’unica a offrire un’impugnatura verticale integrata con duplicazione completa dei comandi di scatto, per il massimo della praticità anche quando si fotografa con orientamento ‘ritratto’. La costruzione è granitica. Questi ultimi due aspetti ovviamente incidono su peso e sulle dimensioni. Con i suoi 1.35 Kg, in effetti, la D4s pesa da sola più della D750 completa di obiettivo Nikon 24-85mm VR. Che dire? La comodità ha sempre un prezzo e nonostante il peso, la maneggevolezza resta fantastica.

Come nel caso della D810, la ghiera dei programmi è stata sostituita da alcuni pulsanti per l’immediato accesso alle principali funzioni di scatto, ma la D4s integra anche un terzo display LCD e una serie di pulsanti dedicati per ISO, qualità d’immagine e bilanciamento del bianco. Di fatto, ogni regolazione che ha un qualche impatto sul risultato fotografico è direttamente e immediatamente accessible, il che, a livello professionale, fa la differenza tra il cogliere uno scatto vendibile oppure no.

LE PRESTAZIONI

La D4s può affrontare qualunque genere fotografico, dalla moda allo sport, grazie ai suoi 11 fps di scatto continuo. Da sottolineare che, a differenza della precedente D4, questa cadenza di scatto è raggiungibile con messa a fuoco e misurazione esposimetrica su ogni singolo fotogramma della raffica. Il che non è affatto una cosa secondaria. La risoluzione del sensore, 16,2 Mpixel, inizia ad apparire ridotta considerando che ormai anche le entry-level utilizzano sensori da 24 Mpixel, e che la D750, anch’essa dotata di sensore da 24 Mpixel, ma di nuova generazione, vanta un miglior comportamento ad alti ISO nonostante la maggior risoluzione. La D5 è la risposta Nikon anche a questo problema.

Vediamo ora in pillole, alcune delle caratteristiche della D4.

  • Sensore: Identica risoluzione (16,2 Mpixel), ma diverso sensore per la nuova D4s rispetto alla precedente D4, il sensore della D4s è stato progettato per essere più veloce in lettura, offrire una maggiore gamma dinamica e un più ridotto rumore ad alti ISO. Il comportamento ad alti ISO è migliorato anche grazie all’adozione del nuovo processore EXPEED 4, mentre la conta dei Mpixel è rimasta invariata 16,2.
  • Autofocus: La versione ottimizzata del modulo autofocus MultiCam 3500, identico a quello integrato nella D810: 51 punti AF è migliorata funzione di inseguimento dei soggetti dinamici, essenziale per la vocazione sportiva e la cadenza di scatto di questa fotocamera, assicura un autofocus estremamente rapido. La nuova modalità di raggruppamento dei punti AF è molto utile e assicura il preciso inseguimento del soggetto in rapido movimento anche con l’uso dello scatto continuo ad alta velocità. Rimane, comunque, di una generazione precedente rispetto a quello integrato nella D750.
  • Scatto continuo: Nessuno supera la D4s quanto a raffica di scatto. Gli 11 fotogrammi al secondo di scatto continuo sono gli stessi della D4 , ma la D4s consente la messa a fuoco e la misurazione esposimetrica su ogni singolo fotogramma, anche a questa cadenza di scatto: un vantaggio nell’ inseguimento di soggetti, in movimento.
  • Esposimetro: La D4s eguaglia la D810 e la D750 nell’offrire un esposimetro 3D Colour Matrix III da 91.000 pixel. A dimostrazione che le fotocamere professionali non devono necessariamente essere conservative, anche in modalità Live View è possibile inseguireil soggetto, ed è disponibile la funzione di riconoscimento facciale, per risultati ottimali durante lo scatto in sequenza o la ripresa video.
  • Costruzione: Costruita per resistere alle peggiori condizioni di lavoro, utilizza un robusto corpo interamente in lega di magnesio,tropicalizzato. Peso e ingombri sono notevoli (1,35 kg), ma non superiori a quelli di una D810 dotata  di impugnatura verticale opzionale MB – D12.

Da sapere: La D4s vanta la gamma ISO più estesa: 100-25.600 ISO nativi, 50-409.600 ISO in estensione. Nonostante questo, la più recente D750 produce immagini più pulite ad alti ISO, e il suo sistema AF è in grado di lavorare con la metà della luce disponibile (-3 EV contro i -2 EV della D4s).

CONCLUSIONI:

La Nikon D750, al netto dei pregi e dei difetti presenti in ogni modello, è la più equilibrata.

Grazie alla combinazione di un sensore e di un sistema autofocus più recenti ed evoluti (rispetto a qualsiasi altro modello in questo post) la D750 mostra quanto di meglio si sia mai visto su una reflex Nikon. Eguaglia la D4s per generazione di processore EXPEED e modulo esposimetrico, mentre la messa a fuoco è più accurata (specie in condizioni di luce scarsa) e sensibile (è utilizzabile fino a -3 EV di illuminazione ambientale). La qualità d’immagine garantita è eccellente, e le immagini risultano pulite e prive di rumore anche alles ensibilità più elevate. Quanto a cadenza di scatto, 6,5 fps non sono esattamente gli 11 della D4s, ma la D750 è comunque la più veloce tra le altre.

La 4Ds rimane una scelta professionale possible, grazie alla sua velocità, all’estrema robustezza, e all’ampio ventaglio di controlli diretti. Poi 11 fps con un sensore full frame sono qualcosa di inimmaginabile solo fino a pochi anni fa. La risoluzione di 16,2 Mpixel appare superata.

La D810 fa meglio di tutte nel registrare dettagli minuscoli. Il suo unico contro è il rumore ad alti ISO che, proprio a causa dell’elevata risoluzione, cresce più velocemente rispetto ad altri modelli FX; inoltre produce file davvero ingombranti. Ha un uso specifico.

La D610 è un ottimo affare per chi desidera una full frame poco impegnativa (anche dal punto di vista economico), ma non può competere con la D750 quanto a sistema autofocus, esposimetro o qualità d’immagine ad alti ISO.

La Df, infine, ha dalla sua il fascino retrò e un’operatività vecchio stile che ha ancora, a nostro avviso, qualcosa da dire, ma non offre la ripresa video e, quanto al resto, viene superata su tuttii fronti dalla più economica D750. In definitiva, la gamma FX ha pregi e difetti dovuti ai compiti che ciascuna fotocamera deve soddisfare, ma la D750 rappresenta a nostro avviso la migliore sintesi di tutte le qualità Nikon.

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