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Regola dei terzi: spiegazione, esempi, esercizi da fare

Pubblicato il 5 gennaio 2017 in Tutorials | 0 commenti

La regola dei terzi è forse la più conosciuta regola di composizione fotografica.

E questo per tre semplici motivi:

  • è vecchia di diversi secoli, essendo fra le preferite dai pittori Rinascimentali
  • è, almeno nelle sue basi, semplice da applicare
  • è straordinariamente efficace nel rendere le tue foto più interessanti

Tanto è vero che diverse macchine fotografiche digitali presentano una visione, sia nel mirino che sullo schermo LCD, con una griglia già preimpostata secondo la regola dei terzi. In maniera tale che ti sia più facile ancora utilizzarla.

E non c’è neanche bisogno di avere una reflex. Anche su molti modelli di iPhone, Samsung, etc, è possibile impostare la funzione fotocamera in maniera tale che mostri la griglia dei terzi. (Guarda per esempio questo tutorial per iPhone).

Ma …

Che cos’è la regola dei terzi?

E’ una linea guida di composizione delle immagini che prevede di dividere il campo fotografico attraverso:

  • 2 linee verticali, che individuano tre segmenti uguali orizzontalemente
  • 2 linee orizzontali che individuano tre segmenti uguali verticalmente

L’intersezione di queste linee crea 9 spazi di identica dimensione, come nello schema qui sotto.

N.B: La cosa funziona anche se la foto è orientata verticalmente invece che orizzontalmente. Basta che ruoti di 90 gradi l’immagine qui sopra per rendertene conto.

Le linee verticali e orizzontali si chiamano “linee di forza“.

I 4 punti rossi che ho evidenziato li puoi trovare di volta di volta indicati come  “fuochi“, “punti di interesse“, “punti di forza” etc.

Quello che importa però, al di là del nome, è che

  • I punti individuano per lo sguardo dello spettatore delle aree di maggiore interesse rispetto al centro o alla periferia.
  • Le linee creano dei percorsi di esplorazione per l’occhio

Quindi, aree di interesse e percorsi di esplorazione

E sono esattamente questi gli aspetti della regola dei terzi che devi sfruttare nella composizione della tua fotografia.

Perché e come funziona la regola dei terzi ?

La regola dei terzi ha dimostrato sul campo la sua efficacia, a partire dai quadri dei pittori rinascimentali per arrivare alla moderna fotografia.

Tuttavia, non ho mai sentito una spiegazione convincente sul perché funzioni. Allora ne azzardo una io.

Secondo me la regola dei terzi funziona per  ragioni biologico-evolutive.

Quando l’uomo primitivo camminando nella giungla si trovava di fronte un pericolo, tipo una bella tigre dai denti a sciabola, la poneva al centro del suo campo visivo, e non è che stava là a indagare più di tanto …

La regola dei terzi invece, decentrando i soggetti, evita al tuo occhio di fermarsi, e in qualche maniera lo provoca ad esplorare l’intera immagine. In cerca della tigre che non ha visto nel centro : )))

E quindi, pensaci su: quando guardi una scena, il tuo campo visivo si concentra per prima cosa nel centro dell’immagine. E se ci trova qualcosa di significativo, generalmente si ferma là, prestando poca attenzione al resto.

L’immagine e lo sguardo dello spettatore risultano dunque statici.

Grazie ad essa invece, lo sguardo diventa dinamico, e lo spettatore cerca altri elementi di interesse.

E se poi sei così abile da sfruttare le linee di forza come guida, sarai tu stesso a dire agli occhi dello spettatore dove devono andare. 

Esempi pratici di regola dei terzi

Ora, vediamo qualche esempio della regola, applicata a diverse situazioni fotografiche.

La regola dei terzi nei paesaggi

Normalmente, quando applichi la regola ai paesaggi, più che i punti di forza sfrutti le linee. Nel farlo, ricorda che:

  • se poni l’orizzonte sulla linea di forza orizzontale superiore, dai più importanza alla terra.
  • se poni l’orizzonte sulla linea di forza orizzontale inferiore, dai più importanza al cielo.

Credo che le due foto affiancate qui sotto siano un ottimo esempio della enorme differenza fra le due situazioni!

Naturalmente, è anche possibile sfruttare i punti di forza. Nell’immagine qui sotto per esempio, nuvole-cielo-terra suddividono orizzontalmente la foto  in tre piani uguali, tutti con lo stesso “peso”.

Mentre il grande albero sulla sinistra è un buon esempio di composizione fotografica in cui un elemento principale si trova in un punto di forza, secondo la regola dei terzi.

La regola dei terzi nel ritratto

Normalmente, nei ritratti si prendono come punto di interesse del viso gli occhi, e li si colloca in un punto di forza.

Le due foto qui sotto sono entrambe abbastanza mediocri.

Tuttavia, quella della nonna è di gran lunga migliore grazie al semplice decentramento degli occhi verso il punto di forza in alto a sinistra.

Quella col ragazzo a centro invece (anche se gli occhi sono allineati sulla linea orizzontale superiore dell’ipotetica griglia dei terzi), è semplicemente tremenda.

Ed assomiglia purtroppo al 90% dei ritratti fotografici che vedo fatti dai dilettanti.

Dal mio punto di vista comunque, soprattutto nel ritratto la regola dei terzi  non è affatto inviolabile. La Gioconda di Leonardo per esempio (che tra l’altro di solito utilizzava la regola a manetta!) è perfettamente al centro del quadro che la rappresenta.

L’interesse della Gioconda dipende in questo caso dall’armonia totale che deriva da un’altra regola di composizione, quella della proporzione aurea. Ma questo è un altro discorso che vedremo separatamente.

Per fare invece un esempio più modesto, nonostante la ragazza qui sotto sia praticamente al centro, la foto è comunque resa interessante:

  • Dalla torsione del corpo verso le linee di fuga dietro di lei
  • Dalla mancanza di profondità di campo, che porta comunque l’occhio a esplorare non quello che c’è attorno al soggetto, ma quello che c’è dietro

Questo giusto per sottolineare che con le regole, una volta che le hai imparate, puoi giocarci. E anche romperle se lo ritieni opportuno.

La regola dei terzi nello still life.

Anche la semplice foto di un oggetto inanimato (quello che in fotografia si definisce “still life”) può cambiare radicalmente grazie all’applicazione della regola.

Nell’esempio qui sotto:

  • Le tre assi individuano quasi esattamente le tre linee di forza orizzontali
  • Le due posate sono decentrate sul punto di forza in basso a sinistra, “rompendo” perpendicolarmente le linee orizzontali di cui sopra.

Il risultato è una foto tanto semplice quanto interessante: non solo relativamente agli oggetti rappresentati, ma anche rispetto allo spazio vuoto individuato al centro grazie alla felice scelta compositiva del fotografo.

Ora, immaginale posate  al centro: la foto perde certamente in dinamicità e interesse.

Esercizi con la regola dei terzi

Poiché è la prima e più famosa regola di composizione, è importante che tu la sappia applicare alla perfezione. Questo ti permetterà di:

  • Apprezzarne l’effetto nelle diverse situazioni.
  • Capire se, quando, come e perché romperla.

Non avere fretta però. Come ho detto, le regole è bene romperle una volta che si conoscono. E quando lo vorrai fare, ti consiglio di leggere, anche se in inglese, il bellissimo articolo 10 myths about the rule of the thirds, che ti permetterà di capire come le regole di composizione:

  • Non sono da prendere come oro colato
  • Non sono che l’inizio del percorso!

Intanto, ti lascio tre semplici esercizi per approfondire la regola dei terzi:

Il primo esercizio consiste nell’analisi di foto altrui, possibilmente di grandi fotografi (Salgado, Cartier-Bresson, McCurry)

  • Osserva delle foto che ti piacciono
  • Disegna mentalmente la griglia dei terzi con linee di forza e punti di interesse
  • Cerca di capire se e come è stata applicata la regola ai vari elementi della foto
  • Cerca di capire se e perché non è stata applicata
  • Immagini di spostare degli elementi: in che maniera la foto apparirebbe diversa ?

Il secondo esercizio è modificare le tue foto:

  • Prendi alcune tue foto che non ti piacciono, e in cui non hai applicato la regola
  • Prova a modificarle in photoshop (o altro software di fotoritocco) in maniera tale che rispettino la regola dei terzi
  • Valuta il prima e il dopo, e se necessario, torna a modificare

Il terzo esercizio è, ovviamente, prendere la tua macchina fotografica e metterti a scattare. : ))

Se poi vuoi approfondire ulteriormente le regole di composizione, leggi, leggi e ancora leggi i grandi libri di fotografia.

Per esempio il grande classico “Composizione – Michael Freeman“.  E poi scatta, scatta e ancora scatta. Un saluto!

 

 

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