Rumore Digitale: Cos’è e Come si Corregge

Uno dei problemi che un buon fotografo deve imparare a gestire è quello del rumore digitale.

Ma di cosa si tratta esattamente?

Sicuramente ti è capitato di scattare una foto con luce scarsa, e poi, una volta vista al monitor renderti conto che appariva poco nitida, più granulosa, o con dei pixel colorati in maniera casuale qua e là sulla foto.

Ecco, quello è come si presenta il rumore digitale.

Nella fotografia in bianco e nero, talvolta, l’aumento della grana può essere un effetto ricercato e voluto. 

L’idea è quella di riprodurre l’aspetto vintage di una vecchia pellicola analogica.

Ma di solito il rumore digitale è qualcosa che il fotografo vuole evitare.

rumore digitale esempio

 

Se qualche volta quindi, come nell’immagine qui sopra, può essere un mezzo espressivo per esaltare la texture, il più delle volte è invece un grosso problema da risolvere. 

Cerchiamo di imparare a farlo cominciando con il capire meglio di cosa si tratta.

Cos’è il rumore digitale

Il rumore digitale è di due tipi:

  • rumore di luminanza
  • rumore di crominanza

 Cerchiamo di analizzarli e capire che effetti hanno su una fotografia.

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Rumore di luminanza

Il rumore di luminanza si presenta sotto forma di macchie monocromatiche, diffuse su tutta la fotografia.

Crea perciò l’effetto di una fotografia stampata su pellicola ad alti iso, ovvero molto granulosa.

Il rumore di luminanza si manifesta in modo proporzionale all’aumento degli Iso.

Ovvero: più aumentano gli iso, più l’effetto “a grana grossa” sarà evidente.

(Se non hai chiaro che cosa sono gli ISO, leggi la nostra guida alla sensibilità ISO) 

Rumore di crominanza

Il rumore di crominanza si manifesta a fasce, non su tutta la fotografia; è particolarmente visibile in alcuni punti, soprattutto nelle zone d’ombra. E’ dovuto alla errata interpolazione del colore dei pixel.

Si presenta sotto forma di pixel colorati “a caso”.

Il rumore di crominanza dipende dal tempo di esposizione e si manifesta con le lunghe esposizioni.

Quando il tempo di esposizione è lungo infatti, il sensore si scalda. 

Ed è proprio l’alta temperatura a generare pixel colorati in maniera casuale, evidenti soprattutto nelle zone scure dell’immagine.

Cause del rumore digitale

Abbiamo già accennato al fatto che, a seconda che si tratti di rumore di luminanza o di crominanza, esso dipende da

  1. Innalzamento degli  ISO
  2. Aumento del tempo di esposizione

Approfondiamoli ora entrambi.

1. Alti Iso

Quando ti trovi in situazioni di scarsa illuminazione,  può capitare di dover aumentare gli ISO per portare a casa lo scatto. (Approfondisci la sensibilità ISO)

Ma più alti sono i valori ISO con cui si scatta, più rumore si rischia di ottenere.

Proprio per questo motivo i professionisti raccomandando di scattare sempre al minimo degli ISO possibile, proprio per ottenere una buona esposizione e ridurre il rischio del rumore digitale.

E per farlo, bisogna lavorare su altri elementi.

Come per esempio:

Per capire di quanto bisogna cambiare diaframma e tempi per non essere costretti ad aumentare gli ISO, è necessario avere chiaro il concetto di STOP in fotografia. in questo articolo, dove troverai anche una tabella degli stop. Esso è “l’unità di misura” che ti permette di compensare la quantità di luce registrata dal sensore, e ne parlo diffusamente

2. Sensore della fotocamera piccolo

In questi anni di rincorsa ai megapixel, gli esperti di marketing delle case produttrici si sono dimenticati di avvertire il pubblico: più pixel ha la tua fotocamera, più esse inevitabilmente sono piccoli, peggio si comportano ad alti ISO.

Quindi, se da una parte avere tanti megapixel ti premia con un’alta definzione dell’immagine, dall’altra ti penalizza quando la situazione di illuminazione non è ottimale.

Quindi, prima di comprare una fotocamera, pensaci un attimo su: se ti capita di scattare spesso con basse luci, meglio investire in un sensore più grande, o almeno accontentarsi di meno megapixle.

3. Tempi di esposizione lunghi

Quando decidi di impostare la tua fotocamera con tempi di esposizione lunghi, può capitare che il sensore si surriscaldi. E, come abbiamo visto, ciò produce il rumore di crominanza.

(Nota: altre cause di surriscaldamento del sensore e quindi di rumore digitale di crominanza  possono essere l’uso prolugato della fotocamera e la temperatura ambiente molto alta).

Spesso, è la qualità intrinseca del sensore a determinare quanto esso sia soggetto al rumore digitale di crominanza.

Ed è quindi un fattore da tenere in considerazione quando compri una fotocamera.

In ogni caso, per contenerlo, devi nuovamente “saper maneggiare” i tre elementi del triangolo dell’esposizione (diaframma, ISO, tempi) utilizzando la scala degli STOP  . 

Oltre a lavorare su ISO e tempi di esposizione, ci sono poi altri sistemi per “tenere a bada” il rumore digitale

Ridurre il rumore digitale attraverso le impostazioni della fotocamera

Nel menu della tua fotocamera reflex sono presenti due impostazioni che servono a ridurre il rumore digitale:

  • Riduzione rumore digitale ad alti iso
  • Riduzione rumore digitale da lunghe esposizioni

La riduzione rumore digitale ad alti iso, si applica solo al formato jpg. Perciò non viene applicata alla foto scattata in raw. 

L’efficienza di questo sistema dipende soprattutto dalla performance del processore della fotocamera.

La riduzione da rumore digitale da lunghe esposizioni  si applica invece sia ai file raw che ai file jpg.

Quando selezioni questa funzione, se scatti una foto con lunga esposizionie la tua fotocamera, una volta terminato lo scatto, ne fa un altro analogo, della stessa durata. Questo secondo scatto si chiama “dark frame

Il dark frame è un file che contiene una mappatura dei pixel “impazziti” , ovvero di quelli che hanno alterazioni cromatiche (chiamati anche Hot Pixel). Grazie a questa mappatura, essi vengono poi sottratti dallo scatto originale.

In questo modo riduce considerevolmente il rumore digitale di crominanza.

Con un problema: i tempi di attesa si dilatano, perché se per esempio hai fatto una foto con esposizione di 4 minuti, altrettanti ne serviranno alla macchina per creare il dark frame … E così raddoppia il tempo che dedichi ad ogni scatto.

Correzione del rumore digitale in post-produzione

Ad ogni nuova release, i software di editing per la riduzione del rumore sono sempre migliori.

Quindi anche se i tuoi scatti evidenziano inevitabilmente un po’ di rumore digitale, è probabile che tu possa correggerlo in post-produzione.

Alcuni metodi includono la regolazione di alcune impostazioni come la luminosità, i dettagli, ecc…

Un altro metodo potrebbe essere l’acquisto di un pacchetto di preset per l’automazione del processo. 

In ogni caso, per ottenere il massimo della flessibilità nelle correzioni, è indispensabile scattare in RAW.

E se devi scegliere fra scattare una foto sovraesposta o una sottoesposta, opta sempre per la sovraesposta.

In post-produzione sarà più facile correggerla ottenendo risultati migliori, perché perderai meno “informazioni”.

Conclusioni

Il rumore nella fotografia digitale è sicuramente uno dei “nemici” più insidiosi dei fotografi che operano con attrezzature digitali.

Abbiamo visto cosa si intende per rumore digitale e perché si manifesta.

Ma abbiamo anche visto che:

  • Il rumore di luminanza può essere anche una risorsa artistica
  • In una certa misura il rumore digitale può essere tenuto a bada attraverso l’applicazione di semplici accorgimenti.

Questi accorgimenti si applicano:

  • In fase di scatto: tieni bassi gli ISO sfruttando il triangolo dell’esposizione. Non far surriscaldare il sensore della fotocamera. Utilizza la funzione “riduzione rumore” della fotocamera
  • In fase di postproduzione: efficace soprattutto con file raw.

Non dimenticare poi quanto è importante il tipo di fotocamera che utilizzi:

Una fotocamera compatta, con un sensore piccolo, non è certo l’ideale per scattare foto ad alti iso e con poca luce; il rumore prodotto dalle compatte è molto elevato.

Tra le mirrorless, il sistema Micro 4:3 da ottimi risultati (ad esempio la Fujifilm X-T1), ma comunque inferiori a quelli di una APS-c. Le nuove mirrorless APS-C e full frama danno invece risultati analoghi a quelli delle reflex con pari sensore.

Tutte le case costruttrici di fotocamere hanno comunque investito molto sulla tecnologia dei sensori per cercare di risolvere il problema del rumore digitale. E prova ne è che i sensori diventano sempre più performanti.

Così come lo stanno diventando i processori, anche essi fondamentali per ridurre il rumore già in fase di scatto.

Basti pensare alle performance della reflex full frame Nikon D850. Più di 40 megapixel e controllo del rumore quasi perfetto. Certo, al prezzo non irrisorio di circa 3000 euro!

Comunque, se posso darti un consiglio, non farti spaventare dal rumore digitale: esiste da quando c’è la fotografia (solo che prima non si chiamava “digitale”, ma solo rumore) , ed è parte del suo fascino.

Meglio quindi una foto correttamente esposta con ISO 800 e un po’ di rumore digitale, che non una foto mal esposta ma con ISO minori!

Last update was on: 20 Agosto 2019 17:24