I 10 fotografi più famosi di tutti i tempi

Ti sei mai chiesto quali sono i fotografi più famosi di sempre? Noi ci abbiamo pensato a lungo e abbiamo deciso di stilare un elenco che contenga i nomi dei fotografi contemporanei più conosciuti al mondo.

E su questo aspetto vorrei ricalcare da subito una cosa: abbiamo cercato di selezionare quelli secondo noi più famosi, che non sono però necessariamente i più bravi o quelli che ci piacciono di più (anche se , per la maggior parte dei nomi che vedrai, le cose coincidono).

Per questa ragione, scatenati pure nelle critiche alla lista, suggerendo i tuoi nomi.

Ma soprattutto, lasciati ispirare dalle loro storie, studia le loro tecniche e immergiti nelle loro idee. Ognuno di questi artisti ha qualcosa da raccontare e molte lezioni da insegnare. Mettiti comodo e preparati a partire con noi per questo viaggio attraverso epoche differenti, alla scoperta dei fotografi più famosi al mondo.

Non mi sono mai chiesto perché scattassi delle foto. In realtà la mia è una battaglia disperata contro l’idea che siamo tutti destinati a scomparire. Sono deciso ad impedire al tempo di scorrere. È pura follia”.  Robert Doisneau

Steve McCurry (23 aprile 1950)

Il suo celebre ritratto di una ragazza afghana ha commosso e affascinato milioni di persone in tutto il mondo, ed è considerato una delle fotografie più famose di sempre. È proprio durante il conflitto fra Pakistan e Afghanistan che la fama di McCurry come uno dei fotografi più famosi al mondo cresce e si consolida.

L’artista arriva a ricevere il celebre premio Robert Capa Gold Medal for Best Photographic Reporting from Abroad, un riconoscimento riservato solo ai fotoreporter che si sono distinti per il coraggio dimostrato durante la guerra. Steve McCurry riesce infatti a immortalare l’orrore delle azioni belliche tra Pakistan e Afghanistan: riporta intatti alla propria base i rullini con le immagini del conflitto, nascosti fra i suoi vestiti. Da quel momento inizia inoltre a lavorare come fotoreporter ufficiale per conto di National Geographic.

Ho sempre raccontato la storia delle vittime, dei rifugiati, delle persone che devono abbandonare tutti i propri beni, il proprio lavoro, la casa, il paese in cui sono nati. Sono sempre stato convinto che fossero i soggetti più deboli dell’umanità a poter raccontare grandi storie su quanto accade nel mondo”: questo è il pensiero di Steve McCurry in merito alla guerra.

Nei suoi scatti si percepisce tutta la sofferenza dei popoli stanchi della violenza sulla loro pelle e della distruzione che riempie i loro occhi. Eppure non si rassegnano. Continuano a lottare, con tutto l’orgoglio e la dignità che rimane loro in corpo. Come la ragazza afghana del ritratto, di nome Sharbat Gula.

Nel 1986 Steve McCurry entra a far parte della scuderia della Magnum Photos, la rivoluzionaria agenzia fotografica fondata da Robert Capa nel 1947. Questi due fotografi famosi hanno qualcosa in comune, nonostante non si siano mai incontrati: entrambi hanno vissuto e documentato gli orrori della guerra, entrambi sono diventati famosi durante un conflitto.

Oggi Steve McCurry è considerato uno dei fotografi più famosi al mondo. Le sue regole di composizione vengono spesso imitate da tutti coloro che vogliono raccontare storie con le loro foto. Ricorda però, le regole sono fatte per essere infrante: perciò, una volta apprese, via libera alla sperimentazione!

steve mccurrySteve McCurry, Ragazza afghana

Ritratto di Sharbat Gula, la celebre ragazza afghana immortalata da McCurry in un campo profughi al confine col Pakistan.

Approfondisci la storia e lo stile di Steve McCurry

Robert Capa (22 ottobre 1913 – 25 maggio 1954)

 Nella vita di Robert Capa non c’è mai stato un attimo di pace. Ancora ragazzo, fu costretto a fuggire dalla sua Ungheria per timore di ripercussioni politiche e razziali. Finì in Francia, dove incontrò l’amore della sua vita e iniziò a lavorare come fotoreporter di guerra.

Nel maggio del 1947 fondò la Magnum Photos, che diventò in poco tempo la più famosa e rivoluzionaria agenzia fotografica del mondo. La società sopravvive ancora oggi e annovera nella sua scuderia alcuni fra i fotografi più famosi della nostra epoca, come Steve McCurry e Elliot Erwitt.

Le sue foto hanno segnato un’epoca: quella della Guerra Civile Spagnola, della Seconda Guerra Mondiale e del conflitto in Indocina, dove Capa troverà la morte nel 1954. La sua celebre affermazione “Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino” descrive perfettamente il carattere indomito e intraprendente del fotografo ungherese. Lo scatto “Morte di un miliziano”, sulla cui autenticità si è a lungo dibattuto, è l’emblema del pensiero di Capa: il fotografo si trovava talmente vicino all’azione da essere riuscito a immortalare un momento che, altrimenti, avremmo solamente potuto immaginare.

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Robert Capa, Morte di un miliziano. Il celebre e controverso scatto immortalato durante la guerra civile spagnola

Per saperne di più su Robert Capa

Henri Cartier – Bresson (22 agosto 1908 – 3 agosto 2004)

 Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento”: di questo era convinto Henri Cartier – Bresson, uno dei fotografi più famosi del Novecento e, forse, il migliore di tutti i tempi.

Fondatore della Magnum Photos, insieme a Robert Capa, è conosciuto soprattutto per la sua capacità di cogliere l’istante decisivo e ritrarlo nelle sue fotografie. Si riesce quasi a percepire tutta la pazienza che il fotografo ha dedicato a ogni scatto: è riuscito ad attendere il momento giusto per scattare e immortalare momenti unici carichi di intensità.

Anche Cartier – Bresson diventò fotoreporter di guerra durante il conflitto civile spagnolo e la Seconda Guerra Mondiale. La sua fama crebbe e venne così invitato a ritrarre importanti personaggi dell’epoca come Picasso, Matisse o Marie Curie. Alla morte di Stalin, ebbe l’onore di essere il primo giornalista occidentale a poter visitare l’Unione Sovietica per documentare l’evento. Fu inoltre il primo fotografo a esporre le sue opere nel Museo del Louvre di Parigi: mai nessuno aveva avuto questo privilegio prima.

Negli ultimi anni della sua vita abbandonò la fotografia per dedicarsi al suo primo amore, la pittura. La sua ossessione per l’istante decisivo non lo abbandonò mai, sentiva il bisogno di esprimerla anche sulla tela. Morì all’età di 95 anni, non prima di aver creato una Fondazione che porta il suo nome con l’aiuto della moglie Martine Franck. L’intento era quello di conservare le sue opere e creare uno spazio espositivo aperto anche ad altri artisti.

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Henri Cartier – Bresson, Ciclista a Hyeres. Una frazione di secondo prima o dopo e questa foto sarebbe del tutto diversa: l’importanza del momento decisivo!

Approfondisci la storia e lo stile di Cartier-Bresson

Ansel Adams (20 febbraio 1902 – 22 aprile 1984)

 Il maestro del paesaggio e del bianco e nero. Una strana combinazione, vero? Solitamente, di fronte a una fotografia che ritrae un bellissimo panorama naturale, viene spontaneo ammirarne i colori e la luce. Ansel Adams, invece, ha scelto di esaltare gli scorci e le vedute dei suoi paesaggi attraverso il sapiente uso del bianco e nero. È riuscito così a creare delle vere e proprie opere d’arte, che l’hanno consacrato come uno dei fotografi più famosi e apprezzati al mondo.

Il suo amore per la natura nasce da una vacanza di famiglia allo Yosemite National Park, nel 1916. I genitori regalano al giovane Ansel una Kodak Brownie e, da quel momento in poi, l’amore del ragazzo per la fotografia e la natura non smette mai di crescere. I suoi scatti sono intensi e carichi di drammaticità, a tratti onirici. La pellicola diventa per Adams il mezzo per esprimere la propria emotività, il proprio mondo interiore.

Adams inventa la tecnica del sistema zonale, ovvero una maniera di riprodurre la luce nelle sue specifiche densità sul negativo e sulla carta. In questo modo la gamma di grigi disponibili sulla scala del bianco e nero viene ampliata, permettendo di ottenere immagini più nitide e definite.

Nel 1928 Ansel Adams diventa fotografo ufficiale del Sierra Club, una delle più importanti organizzazione ambientaliste americane. I suoi lavori immortalano tutta la bellezza e la maestosità della natura, un tesoro così prezioso che tutti dovremmo impegnarci a conservare.

ansel adams

Ansel Adams, Oak Tree at Sunset City.La silhouette di una meravigliosa quercia si staglia contro il cielo al tramonto

Approfondisci la storia e lo stile di Ansel Adams

Robert Doisneau (14 aprile 1912 – 01 aprile 1994)

 Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere”. Così parlava Robert Doisneau.

Dalle sue parole traspaiono le difficoltà che ha incontrato e affrontato durante la sua vita, segnata dalla perdita del padre in tenera età e vissuta a cavallo di due Guerre Mondiali.

Robert inizia a scattare a 17 anni, la sua fedele compagna è una Rolleiflex. Svolge i suoi primi lavori nell’ambito della fotografia pubblicitaria per conto di Renault, la famosa fabbrica di automobili.

La svolta arriva nel 1950, quando la rivista Life gli propone di realizzare un reportage che descriva il mondo dei giovani parigini al termine della Seconda Guerra Mondiale. Proprio da quel servizio nasce “Il bacio dell’Hotel de Ville”, probabilmente lo scatto più famoso di Doisneau.

Una giovane coppia passeggia per strada e all’improvviso, in mezzo alla folla, si scambia un romantico bacio. Questo scatto diventerà l’emblema del Dopoguerra e si convertirà in una delle fotografie più riprodotte e vendute del XX secolo, consacrando Robert Doisneau come uno dei fotografi più famosi di sempre.

robert doisneau

Ecco il celebre scatto della coppia di innamorati davanti all’Hotel de Ville

Scopri la storia del bacio più famoso del mondo

Sebastião Salgado (8 febbraio 1944)

 Salgado è un maestro del bianco e nero, esattamente come Ansel Adams e Robert Doisneau. Dalle stesse sfumature di grigio nascono tre stili molto diversi, sia nelle intenzioni che nella tecnica.

Salgado ha sempre inteso la fotografia come un mezzo per dipingere e raccontare il mondo, con tutta la sua bellezza ma anche con le sue ingiustizie. I poveri di tutto il mondo sono un soggetto ricorrente nelle sue opere e vengono ritratti mentre lavorano nei campi, sulle barche o mentre estraggono il petrolio per conto di multinazionali straniere.

Magri, emaciati, eppure instancabili.

La dignità di questi lavoratori stupisce e fa riflettere sulla società moderna, sui sacrifici che la povera gente compie quotidianamente per poter sopravvivere. Questi scatti fanno parte di un progetto colossale chiamato “La mano dell’uomo”, realizzato nel corso di 6 anni attraverso 26 paesi diversi.

Ma Salgado non è sempre stato un fotografo. Nasce come economista e inizia ad avvicinarsi all’obiettivo solo negli anni Settanta, mentre lavorava per l’Organizzazione Mondiale del Caffè. Da quel momento in avanti la fotografia diventa la sua vita: documenta alcuni conflitti in Africa, ma si dedica soprattutto a tematiche sociali come il cambiamento climatico e le influenze politico-economiche sulla vita delle persone nei paesi poveri. I suoi reportage lo fanno entrare di diritto nell’olimpo dei fotografi più famosi al mondo.

Anche Salgado fa parte della Magnum Photos (a partire dal 1979), un destino che sembra legare fra di loro molti dei grandi fotografi presenti in questo elenco. Nel 1994 però abbandona la società per fondare una propria agenzia fotografica, chiamata Amazonas Images.

Negli ultimi anni Salgado ha spostato la sua attenzione verso le tematiche ambientali con l’intento di realizzare un omaggio al pianeta Terra. Il progetto prende il nome di “Genesis” e ritrae luoghi e animali non ancora contaminati dalla mano dell’uomo.

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Sebastiao Salgado, Genesis. Una coppia di gabbiani si stringe nel proprio nido guardando verso l’orizzonte

Approfondisci Sebastiao Salgado

Annie Leibovitz (2 ottobre 1949)

Annie è una delle personalità più intriganti e interessanti dell’epoca moderna. Figlia di un ufficiale della Marina Americana e di una ballerina, ha iniziato a viaggiare molto presto spostandosi fra una base militare e l’altra.

Tutte quelle ore trascorse a sbirciare il mondo dal finestrino dell’auto l’hanno resa una fine osservatrice, caratteristica che emerge con forza dai suoi lavori. Come lei stessa ha affermato, prima di scattare ama “fare i compiti”: questo significa documentarsi e osservare attentamente la location per identificare i migliori punti di vista, significa studiare fotografie di altri artisti per raccogliere un po’ di ispirazione e significa anche guardare e avvicinarsi con empatia al protagonista delle foto per comprenderne a fondo il carattere e la natura.

La sua carriera è costellata di successi. Inizia a lavorare per la rivista Rolling Stone nel 1970, grazie a una foto da lei scattata durante una manifestazione contro la guerra in Vietnam a San Francisco. L’immagine diventa subito la copertina di quel numero del giornale. Poco dopo diventa la fotografa ufficiale della tournée dei Rolling Stones, e realizza servizi fotografici per tutti i vip più importanti dell’epoca, inclusi Yoko Ono e John Lennon (che morirà poche ore dopo).

Nel 1983 inizia la collaborazione con Vogue e Vanity Fair, e realizza alcuni dei ritratti più famosi alle celebrità di tutto il mondo.

È proprio nei ritratti che la Leibovitz dà il meglio di sé, grazie alla sua innata capacità di saper leggere le persone. Le sue foto sono intense e cariche di emozioni come poche altre. Le celebrità fanno a gara per essere fotografate da lei, e non è difficile comprenderne il motivo.

annie leibovitz

Annie Leibovitz, Ritratto di Jane Fonda e Jennifer Lawrence. Le due attrici posano insieme per un ritratto

Approfondisci la storia e lo stile di Annie Leibovitz

Elliot Erwitt (26 luglio 1928)

 Come Henri Cartier – Bresson, anche Elliot Erwitt è un seguace della teoria dell’istante decisivo in fotografia. Il suo stile, però, si differenzia da quello del grande maestro francese per l’ironia che caratterizza la maggior parte dei suoi scatti. Erwitt ama immortalare situazioni ai limiti dell’assurdo, e la strada è il luogo perfetto per scovarle: ecco come nascono scatti celebri come “The Bulldog Lady”.

Membro della Magnum Photos dal 1953, Erwitt è riuscito a esporre le sue opere nelle gallerie e nei musei più importanti del mondo. Il suo stile è unico: ironico, intelligente, sensibile e ricco di humor allo stesso tempo. Ha fotografato alcune delle personalità più importanti dell’epoca come Marilyn Monroe, Jacqueline Kennedy o Che Guevara.

Sapevi che i cani sono uno fra i soggetti preferiti di Elliot Erwitt? Il fotografo ha riunito le numerose immagini di chihuahua e bulldog scattate durante la sua carriera in quattro libri: Son of Bitch (1974), Dog Dogs (1998), Woof (2005) e Elliott Erwitt’s Dogs (2008).

Elliott ErwittElliot Erwitt, The Bulldog Lady

Approfondisci i mondi canini di Elliott Erwitt

Michael Kenna (1953)

 Tempi di posa lunghissimi, grandi formati e paesaggi in bianco e nero: queste sono le principali caratteristiche delle opere di Michael Kenna. In un’epoca dove la fretta regna sovrana, Kenna ha invece deciso di restituire al tempo l’importanza che si merita.

Le lunghe esposizioni regalano ai suoi scatti un’atmosfera eterea ed elegante, data dalla morbidezza delle acque e del cielo. Per sua stessa ammissione, Kenna preferisce lavorare in condizioni atmosferiche cupe e minacciose, in modo da esaltare ancora di più la forza e la bellezza della natura.

Al contrario di altri fotografi famosi contemporanei, l’intenzione di Kenna non è quella di documentare attraverso i suoi scatti le attuali condizioni ambientali del pianeta o di denunciare situazioni sociali particolarmente difficili. Egli vuole solamente raccontare il suo punto di vista sul mondo e, per farlo, usa le sue immagini come fossero poesie. Simboliche, a tratti indecifrabili, ma piene di significati nascosti.

michael kenna

Franco Fontana (9 dicembre 1933)

 Conosciuto anche come “maestro del colore”, Franco Fontana è uno dei fotografi italiani più conosciuto e apprezzati a livello internazionale. Durante la sua lunga carriera ha giocato e sperimentato con diversi soggetti e tecniche: la paesaggistica, il reportage, la pubblicità e la moda, e anche il nudo. I suoi panorami ricordano le opere di pittura metafisica di De Chirico e Carrà: l’uso del colore e della profondità di campo invitano ad andare oltre l’apparenza fisica della realtà per reinventarla.

Le sue opere sono esposta in più di 50 musei sparsi in tutto il mondo, oltre che pubblicate su più di 40 libri fotografici. Ha collaborato con riviste e giornali del calibro di Vogue e New York Times, inoltre moltissime campagne pubblicitarie degli ultimi anni portano la sua firma: Fiat, Volkswagen, Volvo, Sony e Canon. Per questo Franco Fontana entra di diritto nell’elenco dei fotografi più famosi di sempre.

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Franco Fontana, Paesaggio pugliese. Un albero si staglia solitario nel mezzo di un campo di grano

Approfondisci la vita e lo stile di Franco Fontana

Le 5 menzioni d’onore

 Quando si stila un elenco o una classifica di qualsiasi genere, è inevitabile scegliere di includere certi nomi a discapito di altri. Il mondo della fotografia è ricco di talenti, più o meno conosciuti e in alcuni casi controversi. Ecco perché abbiamo deciso di includere nel nostro elenco altri 5 fotografi famosi contemporanei che meritano di essere menzionati.

 David LaChapelle (11 marzo 1963)

 I suoi ritratti delle celebrità di Hollywood hanno fatto il giro del mondo. Trasgressivi, iconici, glamour: è impossibile rimanere indifferenti di fronte agli scatti di David Lachapelle.

Il giovane fa il suo esordio nel mondo della fotografia iniziando a lavorare nel campo della moda e della pubblicità. Questa scelta gli permette di conoscere molti personaggi famosi che diventeranno poi i soggetti delle sue opere. Lachapelle è sempre stato un grande ammiratore di Andy Warhol e della sua pop art. È stato proprio il grande artista a offrirgli il suo primo incarico fotografico professionale per la rivista Interview Magazine.

Dopo un viaggio a Roma nel 2006, Lachapelle decide di abbandonare il mondo della moda per dedicarsi completamente all’arte. Si ispira agli affreschi di Michelangelo presenti nella Cappella Sistina per sviluppare una serie dal titolo “Il diluvio”, una metafora che vuole illustrare la paura dell’uomo moderno di perdere tutti i propri punti di riferimento in un’epoca di grandi cambiamenti.

david lachapelle

David Lachapelle, Dopo il diluvio. Le sale di un importante museo sono tutte allagate a causa del diluvio universale che si è abbattuto sulla società.

Scopri di più su David Lachapelle

Anne Geddes (13 settembre 1956)

Quando si nomina Anne Geddes viene automatico pensare alle coloratissime fotografie che ritraggono neonati intenti a sonnecchiare, circondati da fiori e frutti di ogni genere. Nei suoi scatti la Geddes vuole celebrare la bellezza della nascita e l’inizio di una nuova vita.

Quale modo migliore di farlo, se non con un sapiente uso del colore e della composizione? Certo, la tenerezza disarmante dei neonati fa la sua parte. Ma la vera magia si nasconde dietro alle lunghe settimane di preparazione necessarie a realizzare ciascuna fotografia: un paziente lavoro che viene ripagato con scatti davvero unici.

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Anne Geddes, Neonati travestiti da girasoli che riposano dentro tre grandi vasi

Pedro Luis Raota (26 aprile 1934 – 04 marzo 1986)

 Lo chiamano il “Caravaggio della fotografia” per il suo sapiente uso del chiaro-scuro. Proprio come le opere del famoso pittore, le fotografie di Raota sono piene di luci e ombre che esaltano i soggetti sulla scena, conferendo una certa drammaticità e intensità allo scatto. Il fotografo racconta il mondo dal suo personale punto di vista, quello di un testimone silenzioso della vita che scorre davanti ai suoi occhi.

Future mamme che si accarezzano il pancione, bambini che giocano felici per strada, ritratti di popoli antichi e situazioni quasi surreali: proprio come Henri Cartier – Bresson, anche Pedro Luis Raota riesce a cogliere l’istante decisivo e fissarlo su pellicola per l’eternità. A modo suo, naturalmente.

Il talento del fotografo è riconosciuto a livello internazionale e lo ha portato a vincere più di 30 premi nel corso di tutta la sua carriera. Oggi le sue opere sono esposte nei musei e nelle gallerie di mezzo mondo.

pedro luis raota

Pedro Luis Raota, Bambino e ombrelli. Il tenero volto di un bambino fa capolino da una coltre di ombrelli neri. Il contrasto presente in questa foto è semplicemente incredibile

Man Ray (27 agosto 1890 – 18 novembre 1976)

 Man Ray non è solo uno dei fotografi più famosi di tutti i tempi, è un artista completo. Considerato uno dei massimi esponenti del surrealismo e del Dada, si è fatto un nome grazie alle sue opere cariche di ironia dissacrante e di trasgressione. Lo scopo di queste due correnti del Novecento era proprio quello di stravolgere la realtà e gli oggetti di uso comune, attribuendo loro funzioni del tutto estranee alla loro natura.

Negli anni Venti si trasferisce a Parigi, dove inizia ad avvicinarsi all’arte della fotografia. Riesce a ritrarre alcuni dei personaggi più importanti della scena francese dell’epoca, come Salvador Dalì e Ernest Hemingway. La sua opera più famosa però è “Le violon d’Ingres”: la protagonista della scena è Kiki de Montparnasse, modella e amante dello stesso Man Ray. L’artista decide in seguito di ritoccare la foto con due semplici tratti di pennarello, disegnando due “effe di violino” sulla schiena nuda della donna in perfetto stile Dada.

Man Ray è famoso per aver inventato la tecnica della Rayografie: gli oggetti venivano appoggiati direttamente sulla carta sensibile per ottenere immagini misteriose e quasi spettrali.

Man Ray, Le Violon d’Ingres, il celebre scatto in cui ritrae Kiki de Montparnasse.

La vita e lo stile di Man Ray

Oliviero Toscani (28 febbraio 1942)

 Irriverente, dissacrante, trasgressivo e geniale: Oliviero Toscani è uno dei fotografi più famosi e controversi al mondo. Le sue campagne pubblicitarie per Benetton hanno fatto la storia della fotografia e sono state per anni al centro di numerose polemiche, proprio a causa delle immagini forti proposte dal fotografo italiano.

I grandi marchi del mondo fashion si contendono le attenzioni di Toscani, che ha realizzato campagne di successo per conto di Valentino, Fiorucci, Chanel e soprattutto Benetton. Oliviero Toscani non ha paura di uscire dagli schemi e di sconvolgere la sensibilità del pubblico con le sue immagini estreme e controverse. Forse è proprio per questo che è diventato uno dei fotografi più famosi del mondo.

oliviero toscani

Oliviero Toscani. Una delle famose e controverse campagne realizzate per Benetton negli anni Novanta, che portarono alla rottura della collaborazione fra le parti.

Come vedi, la fotografia è piena di artisti che guardano il mondo a modo loro e hanno stili differenti per raccontarlo. Da ognuno di essi possiamo imparare grandi lezioni e trarre ispirazione per trovare la nostra personale voce. Sperimenta, infrangi le regole e non avere paura di esprimere le tue idee. “Non ci sono regole per una buona foto, ci sono solo buone fotografie”, Ansel Adams.

“I 10 fotogafi più famosi di tutti i tempi” è un articolo di Valentina Zanzottera