Aberrazione Cromatica: Cosa è, Come evitarla

Comincia con questo sull’aberrazione cromatica una serie di articoli relativi ai difetti ottici in fotografia.

Se ne sente infatti parlare moltissimo, ma pochi, soprattutto all’inizio della loro avventura nel mondo della fotografia, sanno che cosa sono e come individuarli.

Il risultato è che compri una fotocamera o un obiettivo, e prima di saperne abbastanza per renderti conto che hanno un problema, è scaduta la garanzia!

In questa piccola guida quindi, scoprirai:

  • Che cosa è la aberrazione cromatica
  • Come  evitarla o almeno ridurla se possiedi già degli obiettivi che presentano il problema
  • Come individuare, prima di comprarli, gli obiettivi che la minimizzano 

Che cosa è l’aberrazione cromatica

L’arcobaleno è un esempio estremo di aberrazione cromatica.

Come sai infatti, la luce bianca è composta da diversi colori, ognuno individuato da una precisa lunghezza d’onda e frequenza.

Una lente “ideale” dovrebbe poter rifrarre ognuna di queste lunghezze d’onda alla stessa maniera, così che tutte convergano esattamente sullo stesso punto focale, come nello schema qui sotto:

Disclaimer: immagine modificata su originale wikipedia, utilizzabile secondo Licenza Creative Commons. 

Ma in realtà una lente ideale non esiste, può solo approssimarsi alla perfetta coincidenza dei punti focali.

E così, la differente lunghezza d’onda e frequenza dei colori che compongono la luce fa si che, quando essa attraversa una lente, ogni colore che la compone lo faccia in realtà con un angolo leggermente diverso.

E quindi ogni raggio di colore che compone la luce viene condotto su un diverso punto focale.

Se il fenomeno è minimo, non dà alcun tipo di distorsione ottica apprezzabile. Se invece il fenomeno è significativo, nella tua foto vedrai la tua immagine

  • Sfocata
  • O contornata da delle linee di colore
  • O entrambe le cose insieme. 

Disclaimer: immagine modificata su originale wikipedia, utilizzabile secondo Licenza GNU. 

Qui sopra puoi vedere, messe a confronto:

  • Foto normale, in alto
  • La stessa foto, in basso, con evidenziata una macroscopica aberrazione cromatica. E’ presente infatti sia una notevole sfocatura dell’intero soggetto, sia molto linee di colore. Fra esse, ne ho marcate due  davvero molto evidenti, a titolo esemplificativo.

Ora che abbiamo chiarificato il concetto generale, facciamo un breve passo in più parlando dei due tipi di aberrazione cromatica: assiale e longitudinale.

Saper distinguere fra le due è importante per imparare a difenderti da esse!

E infatti, subito dopo averle spiegate, cominceremo invece con la ciccia vera dell’articolo: come evitarle!

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Aberrazione Cromatica Assiale

Il fuoco sta su un piano verticale che si chiama piano di fuoco, e che è a una certa distanza X dalla lente.

Si parla di aberrazione cromatica assiale quando le differenti lunghezze d’onda vanno a cadere a distanze diverse del piano di fuoco, cioè prima o dopo di esso.

Disclaimer: immagine modificata su originale wikipedia, utilizzabile secondo Licenza Creative Commons.

In questo schema di esempio, vedi la radiazione verde  messa a fuoco esattamente nel punto focale, la blu un po’ prima, e la rossa un po’ dopo.

Naturalmente potrebbe essere anche il contrario: dipende, appunto, dalla lente.

Poiché quando chiudi il diaframma migliora il potere di messa a fuoco della lente, una delle strategie contro la aberrazione assiale è proprio ridurre l’apertura del diaframma. Tienila a mente, perché fra poco ne vedremo altre.

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Aberrazione Cromatica Trasversale

In questo caso, le diverse radiazioni di colore cadono tutte sul piano di fuoco, ma a differenti distanze sopra (come nello schema) o sotto al punto focale

Per le caratteristiche specifiche di questo tipo di rifrazione, l’aberrazione cromatica trasversale tende ad essere più marcata nelle parti periferiche dell’immagine.

Fra poco vedremo come questo può aiutarti.

Come evitare o ridurre l’aberrazione cromatica

Non esistendo la lente perfetta, per le caratteristiche fisiche della luce i fenomeni che abbiamo visto sono inevitabili.

Per fare una foto tecnicamente giusta allora, devi fare sì che essi siano così modesti da non essere visibili al maggior ingrandimento che intendi utilizzare.

Vediamo un po’ di strategie su come farlo:

Scatta in raw

Molti difetti possono essere corretti al meglio solo in post-produzione, e naturalmente un file RAW permette di essere manipolato con maggiore efficacia.

E così, con photoshop e gli altri comuni programmi di fotoritocco, se parti da un buon file RAW puoi far scomparire l’aberrazione cromatica in pochi click. (Entro certi limiti).

Evita allora il jpg, soprattutto nelle situazioni in cui sai che c’è un rischio alto di ottenere una foto difettosa.

Leggi le istruzioni della fotocamera prima di comprarla

Orami moltissime reflex di nuova costruzione hanno, nel loro processore, un sistema di correzione dell’aberrazione cromatica che agisce automaticamente in fase di scatto.

Privilegia dunque le fotocamere con processori delle ultime 2-3 generazioni; e soprattuto se fai foto “ad alto rischio”, come per esempio il paesaggio, sincerati scrupolosamente sul fatto che la fotocamera che scegli abbia questa funzione.

Attento alle situazioni di altro contrasto

Una luce intensa dietro al soggetto, come un sole intenso nelle ore centrali della giornata, e in generale tutti gli sfondi bianchi o molto molto luminosi, tendono ad enfatizzare l’aberrazione cromatica.

Se fai d’abitudine questo tipo di foto, dovrai scattare sempre in RAW e rassegnarti a investire nei migliori obiettivi. Diversamente, devi cambiare inquadratura per avere meno luce.

Chiudi il diaframma

Lo abbiamo già visto: è il miglior antidoto contro la aberrazione cromatica longitudinale.

Chiaramente però, chiudere il diaframma ha un prezzo: niente effetto bokeh, tempi di scatto più lunghi, o ISO più alti.

Fotografa al centro

Anche questo lo abbiamo già visto, però per quanto riguarda la aberrazione cromatica trasversale.

Poiché essa si manifesta soprattutto nella parti periferiche della foto, metti il tuo soggetto al centro!

In post produzione, poi, taglierai l’immagine per dargli l’aspetto compositivo che desideravi.

Certo però, mi dirai, che comporre correttamente già mentre scatti è molto meglio!

Vero, ma in situazioni estreme comporre semplicemente al centro e poi tagliare in post-produzione può davvero salvarti la foto.

La cosa più importante per ridurre l’aberrazione cromatica

Come abbiamo visto quindi, sia mentre scatti sia in post-produzione puoi prendere diverse contromisure.

In generale, funzionano molto bene, ma purtroppo si tratta anche, in qualche maniera, di artifici che condizionano in parte le tue scelte di scatto.

A monte di essi, c’è invece una cosa molto importante che puoi fare: investire in obiettivi. Soprattutto poi se si tratta di teleobiettivi, perché normalmente presentano fenomeni di aberrazione cromatica più intensi.

Un buon obiettivo:

  • Ti permette di ridurre i difetti già in fase di scatto
  • Ti permette di generare file RAW globalmente migliori, e quindi più facilmente e velocemente migliorabili in post-produzione

Ma fra le centinaia di obiettivi presenti sul mercato, quali sono i più indicati?

Obiettivi contro l’aberrazione cromatica

Un buon obiettivo è probabilmente la maniera migliore per ridurre le distorsioni ottiche delle tue foto.

Per questo devi imparare a sceglierli, orientandoti fra sigle e descrizioni tecniche!

Nikon AF-S NIKKOR 70-200mm f/2.8E FL ED VR

Il Nikon AF-S NIKKOR 70-200mm f/2.8E FL ED VR è uno dei migliori (e più cari) 70-200 sul mercato in termini di riduzione dell’aberrazione cromatica. Il suo segreto sta nei cristalli di fluorite, di cui parleremo fra pochissimo. 

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Gli obiettivi più performanti contro l’aberrazione cromatica hanno una o più di queste caratteristiche:

  1. Sono formati da una serie numerosa di lenti, in maniera tale da ridurre la diffrazione attraverso più correzioni successive.
  2. Sono formati da lenti di Fresnel: si tratta di una tecnologia di costruzione della lente che permette di ridurne dimensioni e peso. In questa maniera è possibile avere lenti multiple su uno stesso obiettivo senza farlo pesare dieci chili.
  3. Soprattutto, presentano uno strato di fluorite. Un cristallo con delle caratteristiche davvero speciali.

Fluorite e aberrazione cromatica

La Fluorite è un cristallo che:

  • ha un indice di rifrazione molto basso: quindi diminuisce l’angolo di rifrazione della luce quando attraversa la lente
  • ha un indice di dispersione molto basso: quindi la luce si frammenta meno

Risultato: è quanto di meglio c’è al mondo per ridurre la aberrazione cromatica di un obiettivo.

Gli obiettivi Nikon trattati con fluorite sono identificati con la sigla FL. (Se hai una fotocamera nikon, vai all’articolo guida agli obiettivi nikon per trovarli tutti)

Anche Canon la utilizza. Tuttavia, ha preferito investire soprattutto in un altro tipo di tecnologia, la UD (Ultra-low Dispersion), che è meno costosa.

Però,  anche se gli obiettivi Canon UD lavorano molto bene contro l’aberrazione cromatica, non lo fanno ancora altrettanto bene di quelli in fluorite.

Per questo, nella serie L, che è il top del top, Canon presenta alcuni obiettivi che hanno contemporaneamente sia la fluorite che l’UD. 

Dovrai vendere un rene per comprarli! Eccone qua uno:

Canon EF 300mm f/2.8L IS II USM

Il Canon EF 300mm f/2.8L IS II USM. Un vero sogno, monta sia la tecnologia UD che i cristalli di fluorite, e costa come un auto usata. 

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A questo punto, direi che sai davvero tutto quello che serve per difenderti dall’aberrazione cromatica. Proseguiremo presto con gli altri difetti dei sistemi ottici. Un saluto.

Last update was on: 19 agosto 2018 16:40