Il Blog Del Fotografo

Cosa rappresenta un blog per un fotografo? Ci penso ogni volta che debbo scrivere un post per F22. Insomma, perché mai condividere dei contenuti che magari sono costati letture, esperienze, riflessioni o comunque pezzetti di vita? Cosa si intende dare a chi legge e in cambio cosa si pensa di ricevere?

Belle domande, no? A cui non so rispondere compiutamente, anche se ho delle opinioni. Come professionista è mio interesse farmi conoscere, diffondere il mio lavoro e anche il mio punto di vista sulla fotografia che in fondo rappresenta una parte importante – predominante – del mio quotidiano. Perciò alla fine mi piace trovare degli spunti, ruminarci su e poi scrivere e condividere le mie opinioni con chi avrà la bontà di leggermi.

Un po’ ragionando su questo alla fine ho deciso che un progetto (uno dei diversi a cui lavoro contemporaneamente), oramai pronto per essere ripreso in mano e portato (forse) verso una degna conclusione, si prestava a essere l’occasione anche per fare qualcosa di diverso dal solito, portando con me i miei lettori, riflettendo con loro, sul campo, mentre sono al lavoro.

Mi è subito sembrata una buona idea, ma solo il tempo dirà se lo è stata davvero. Così è nato il mio blog “Tiber”, lanciato lo scorso 28 settembre, “Giornata Internazionale dei fiumi”. Di cosa si tratta? Te lo voglio spiegare sfruttando brandelli del primo post (che puoi leggere per intero qui: www.kelidon.eu/blog/tiber). La mia decisione di dedicare un progetto al fiume Tevere non è nuova, neanche per me, visto che ne ho già realizzati diversi per delle riviste come “Plein Air” o “I Viaggi di Repubblica“. In realtà sono partito da una semplice constatazione: che c’è una parte del territorio attraversato dal fiume che ha decisamente cambiato aspetto a partire, almeno, dal 1964. Ed è questo tratto che mi interessa raccontare: il fiume, certo, ma anche il “nuovo” territorio che attraversa. Ma andiamo con ordine.

Non saprei dire con esattezza quando ho iniziato a interessarmi del Tevere, ad approfondirne la conoscenza, forse tutto è iniziato quando, andando a Roma con i miei genitori, il Tevere è stato il primo vero fiume che abbia mai visto. E forse proprio il vederlo laggiù, nascosto sotto i muraglioni, distante dalla gente e dunque dalla loro attenzione, ha smosso qualcosa in me. Fatto sta che divenuto adulto ho iniziato a percorrerne le rive in modo quasi ossessivo.

Debbo dire che però, dopo aver sceso e risalito l’intero corso, pubblicato reportage, scritto una guida e anche effettuato un viaggio in bicicletta (quasi 1300 km!) da Ostia al monte Fumaiolo (dove sono le sorgenti) e ritorno, alla fine in tutte queste esperienze il fiume entrava solo ogni tanto, quando cercavo disperatamente di avvicinarlo. Se ci si tiene sulle strade, per quanto secondarie o addirittura campestri, comunque il Tevere non si vede, se non in qualche fessura tra gli alberi. Poi spesso occorre risalire le colline, in alto, dove sono i paesi nati distanti dalle bizze e dalle piene del fiume. Così più che viaggi lungo il Tevere, si tratta di viaggi lungo la valle del Tevere, e non è proprio la stessa cosa.

E’ stato questo il vero motivo che mi ha spinto a tornare ancora sulle sue rive dedicandomi a un progetto fotografico che esplora non certo l’intera asta fluviale, ma solo il tratto che grossomodo va dal lago di Corbara (in Umbria) sino a Fiano Romano, alle porte di Roma. Delle scelte tecniche fatte puoi leggere sul blog, se lo desideri, quel che conta è soprattutto la scelta “contenutistica” che appunto è stata quella di mettere a confronto il fiume – un ambiente ancora abbastanza naturale e obiettivamente molto bello – con quel che lo circonda e con le difficoltà che chiunque avrebbe oggi cercando di “vedere il Tevere”. La nostra percezione del fiume è sempre mediata da alcune strutture che ne condizionano molto la fruibilità, e cioé le strade. Il più delle volte siamo in auto, e guardiamo “sprazzi di fiume” attraverso il finestrino, rinchiusi in quella che Paul Virilio definiva la dromosfera (da dromos = velocità). Per scorgere il fiume il più delle volte avremo come osservatorio una strada che in questo tratto tra Roma e Corbara gli scorre molto vicino, lo attraversa più volte, ne modifica l’anima e il senso: l’A1.

Infatti, la valle del Tevere tra Lazio e Umbria ha visto il completamento dell’Autostrada del Sole nel 1964, proprio in questo tratto, vicino Orvieto: una grande opera infrastrutturale, realizzata in un periodo anche pioneristico e con in testa un’idea importante, piena di speranze e buone intenzioni ha certamente unito il nord e il sud dell’Italia, ma ha anche profondamente cambiato molti luoghi che attraversa, specialmente perché il costante rumore del traffico ha reso la valle non più quel luogo silenzioso e tranquillo di un tempo.

Dunque questo tratto di valle del Tevere, di circa 150 chilometri di lunghezza, rappresenta bene le sfide che lo sviluppo pone all’ambiente e alla natura e in fondo a tutti noi. E questa è la prima cosa importante che credo meriti di essere condivisa: l’importanza, quando si lavora a un progetto, di avere un’idea ben precisa.

Il blog, dunque, è in questo caso nato per rendere l’idea – e dunque il progetto – più forte, più preciso, più efficace. La speranza è che il blog possa attirare commenti, considerazioni, anche critiche da parte dei lettori e questo è di grande aiuto al fotografo, non solo in questo frangente. Perciò scrivere un blog, per il fotografo, è come aggiungere un prezioso strumento alla propria attrezzatura.

Poi, in epoca di “Social” avere uno spazio proprio – certo, anche da condividere, ma comunque autogestito – diventa particolarmente importante. Dunque spero che anche tu vorrai seguire questa mia iniziativa: ci sono diversi modi per farlo, ovviamente andando direttamente al blog www.kelidon.eu/blog/tiber, oppure iscrivendosi alla mia Newsletter, compilando il modulo sulla homepage del mio sito www.kelidon.eu. Infine, grazie alla collaborazione con GEApolis, anche sulla loro apposita pagina è possibile vedere i video che realizzerò e i brevi testi che li accompagneranno: www.geapolis.eu/tiber-il-blog-di-marco-scataglini/

In conclusione: anche per me questo è un esperimento. Serve a scoprire se un blog più strettamente legato alla propria esperienza di fotografo sul campo sia utile sia a me che ai miei lettori. Spero di si, come spero che vorrai far parte della “squadra”!

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