Canon EOS M6: Recensione completa

La Canon EOS M6 prosegue lo sforzo della casa giapponese di colmare nel tempo il suo gap di offerta tra reflex e mirrorless.

Si tratta infatti di una “non professionale di fascia medio-alta”, con un prezzo di circa 700 euro, e che può costituire dunque una valida alternativa alla maggior parte delle reflex APS-C.

Trattandosi del modello successivo alla M5 ripropone gran parte dell’elettronica di quest’ultimo, con due differenze macroscopiche: mancanza di mirino EVF, e scelta di proporre uno schermo LCD ribaltabile verso l’alto anziché verso il basso (in basso si limita ad inclinarsi di 45 gradi).

Canon M6 Vs Canon M5

A sinistra la M5, a destra la M6, notabilmente più piccola e leggera. 

Attenzione però: successivo non significa affatto migliore. Anzi, in effetti la M6 è più che altro una versione un po’ più economica della sorella maggiore M5.

Prima di esaminarla nel dettaglio, ecco una carrellata delle sue caratteristiche principali:

  • Sensore: APS-C da 24 megapixel
  • Processore d’immagine: DIGIC 7
  • Sensibilità: 100-25.600 ISO
  • Tempi di scatto: fino ad 1/4.000 sec
  • Raffiche: 9 fps
  • Flash GN integrato pop-up fino a 5 metri
  • Touch screen LCD ClearView II da 3 pollici (7,5 cm) (TFT).
  • Connettività: Wi-Fi, Bluetooth ed NFC
  • Batteria: LP-E17, 1.040 mAh (295 gli scatti dichiarati)

Nella confezione del kit della Canon EOS M6, oltre al corpo macchina (e relativo tappo) sono presenti obiettivo, batteria e caricabatterie, tracolla e manuale dell’utente.

Presenta un attacco per obiettivi EF-M, mentre gli EF ed EF-S sono compatibili tramite adattatore EF-EOS M.

Canon EOS M6 e le mirrorless “rivali”

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Corpo macchina, design e materiali della Canon EOS M6

Il corpo macchina è davvero bello e maneggevole, ma non leggero come potresti aspettarti: misura infatti 112 x 68 x 44,5 mm e pesa 390 grammi.

Per confronto, la reflex entry level Nikon D3400 pesa 395 grammi a fronte di misure 124 x 98 x 76 mm.

Quindi la M6 , in termini di volume, è grande la metà è pesa uguale!

Il motivo è che la D3400, con tutto il rispetto perché è una ottima reflex entry level, è un plasticone che se ti cade per terra un po’ forte è spacciato!

Mentre la Canon Eos M6 (che però costa il doppio) è costruita con materiali non solo eleganti, ma anche molto solidi (e da qui la gran parte del suo peso).

Vediamo adesso però, attraverso alcune fotografie, come e dove si presentano le principali funzioni e controlli.

Aspetto esterno della Canon M6

La Canon M6 è sicuramente una macchina fotografica piacevole da vedersi.

Finalmente!

Nella mia recensione sulla M100 (supert-tecnologica ma davvero bruttina) avevo messo in luce l’enorme gap estetico fra Canon e le mirrorless Fuji (una per tutte la bellissima Fujifilm X-T20), ed ecco che se ne escono con la loro prima mirrorless dall’aspetto decente. Bene.

Ma andiamo nei dettagli.

Si presenta, sulla parte frontale, molto essenziale, con solo il pulsante di sgancio dell’obiettivo e la luce di messa a fuoco.

Canon eos M6

Canon EOS M6 “silver”. Anche frontalmente, si notano le dimensioni ridotte dell’ impugnatura, tratto distintivo di quasi tutte le mirrorless. 

Sul lato sinistro abbiamo:

  • Lo sportellino che nasconde l’attacco per un eventuale microfono esterno
  • Una porta micro USB
  • Il controllo per il flash

Sul lato destro si trovano:

  • Il pulsante dedicato alla connettività Wi-Fi
  • Uno sportellino che cela sia una porta mini HDMI che una seconda porta per il comando remoto

Canon M6

Lato sinistro della versione “black”

Nella parte inferiore si trovano:

  • lo sportellino per batteria e scheda SD
  • il chip NFC
  • l’ attacco  per il cavalletto

Eos M6

Anche in questa foto presa da sotto si nota la buona e solida costruzione di questa macchina fotografica. Essendo stata concepita per la street photography,  Canon ha cercato di darle una buona resistenza ad eventuali colpe e cadute. 

La parte più interessante, ad ogni modo, è come sempre il lato superiore del corpo macchina.

M6 Canon

Superiormente, la Canon M6 presenta::

  • Il pulsante di scatto
  • Il flash integrato
  • Due microfoni direzionali (entrambi stereo)
  • L’attacco per il flash esterno
  • La levetta di accensione (e spegnimento)
  • La ghiera per la selezione delle modalità di scatto
  • Una seconda ghiera per la compensazione dell’esposizione

Infine, il retro della fotocamera è occupato da un generoso display touch da 3 pollici, articolato e ribaltabile, al quale si aggiungono diversi pulsanti (in primis quello per l’avvio immediato delle registrazioni video) e una ghiera di comando.

 

Ecco lo schermo completamente ribaltato. Ottimo per i selfie. 

L’utilizzo di policarbonato (per le piastre superiori), metallo (per i quadranti) e gomma (per le rifiniture) ha permesso a Canon di presentare un prodotto in grado di distinguersi:

  • sia per l’estetica, curata nei dettagli
  • sia per la solidità, davvero inaspettata viste le dimensioni ridotte

Dal punto di vista ergonomico il giudizio non può che essere positivo, anche se la regolazione delle ghiere impugnando la camera non risulta semplicissima, nonostante le ottime rifiniture delle ghiere stesse (opportunamente zigrinate).

Tra tante note positive non manca, purtroppo, un elemento negativo.

In modalità “selfie”, ossia con lo schermo totalmente ribaltato, la parte inferiore dello schermo medesimo finisce per essere “bloccata” dal corpo della fotocamera. Di conseguenza, non è possibile avere accesso ad alcune funzioni attivabili direttamente dal touch screen.

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Caratteristiche tecniche della Canon EOS M6

Approfondiamo ora alcune caratteristiche tecniche fondamentali della Canon EOS M6.

Il sensore APS-C da 24 megapixel non offre sorprese …. nel senso che, come da tradizione di Canon, la qualità delle immagini è assolutamente fantastica.

Come tutti i sensori APS-C, fa un po’ più fatica nella gestione delle basse luci; tuttavia il range ISO (100-25.600) è di tutto rispetto, e la qualità si mantiene discreta ancora fino a 1200 e più.

Come già anticipato, la Canon EOS M6 presenta, come quasi tutte le ultime nate della casa giapponese (vado a memoria: la 200d, la 800D, la 77d, la 6d mark II, la M5, la M100, etc), il sistema Autofocus proprietario “Dual Pixel”.

Si tratta di una tecnologia a rilevazione di fase che ha colmato gran parte della grande differenza di performance che c’era fra l’autofocus in liveview delle mirrorless e quello a mirino ottico delle reflex.

La velocità della messa a fuoco è dunque decisamente soddisfacente, soprattutto in condizioni di buona luce, e trovandosi ad inquadrare soggetti “fermi”.

Anche in modalità “continuo” si comporta bene: assolutamente al livello, dal mio punto di vista, di fotocamere reflex omologhe come la Nikon d5600 o la Canon 800D .

Per quanto riguarda lo scatto continuo, la Canon M6 è in grado di scattare a 9 frame per secondo in RAW, con buffer di 2 secondi. Direi più che sufficiente dunque per l’uso per cui è stata pensata.

Confrontata con, per esempio, la Canon M3, il passo in avanti appare evidente; se la cadenza risulta più che raddoppiata, la profondità del buffer è addirittura quadruplicata.

Notevoli infine i miglioramenti anche nello scatto singolo; per effettuare due scatti ravvicinati, infatti, è sufficiente attendere non più di mezzo secondo.

Il display della Canon EOS M6

Non avendo il mirino di serie, lo schermo LCD è il vero “cuore” di questa macchina fotografica.

La Canon M6 si avvale di uno schermo 3″ touchscreen (1.040.000 punti di risoluzione) basculante (orientabile di 180° gradi verso l’alto e di 45° verso il basso).

Non potendo contare sul mirino EVF, solo opzionale in questo modello, la leggibilità del display finisce per divenire un fattore cruciale per il workflow.

I risultati ottenibili in ambienti chiusi sono ottimi, divenendo discreti se si opera in pieno sole.

In tali condizioni, con il livello standard di luminosità (3/5) visualizzare quanto appare sullo schermo può risultare “faticoso”, ma impostando la luminosità al massimo (5/5) la situazione migliora notevolmente.

Nessuna difficoltà, invece, per le scene notturne; ricorrendo ad una funzione apposita l’operatore ha a disposizione un menu arancio a basso contrasto.

Il problema però, a questo punto, diventa la batteria, che già di per sé non é eccezionale.

Il display offre una buona risposta ai tocchi; anzi, qualcuno potrebbe trovare lo schermo eccessivamente sensibile.

Mettendo la M6 a tracolla, ad esempio, il rischio è di modificare in modo del tutto accidentale i parametri di scatto; per evitarlo è sufficiente disattivare la funzionalità touch.

I video: riprese Full HD, ma manca il 4K

La Canon M6, in fatto di riprese Full HD (fino a 60 fps), si dimostra una delle fotocamere più versatili tra i modelli appartenenti alla medesima fascia di prezzo.

Peccato che non sia possibile effettuare riprese in 4K. Apprezzabile, invece, è la scelta del produttore di affiancare ai controlli manuali un jack destinato ai microfoni esterni, ideali per registrare un audio estremamente pulito.

L’aggiunta di un’uscita per le cuffie sarebbe stata la ciliegina sulla torta; l’assenza, invece, rende la regolazione dell’audio del microfono esterno più difficoltosa costringendo l’operatore, per evitare possibili distorsioni, a regolarsi unicamente sui livelli a video.

La stabilizzazione elettronica rappresenta un ulteriore aiuto nelle riprese, anche se la sua presenza porta ad una leggera penalizzazione nella qualità dei video.

Qualità delle immagini della Canon EOS M6

Canon ha deciso di proporre, per la M6, il medesimo sensore (e il processore) adottato in precedenza per la M5: il sensore APS-C da 24.2 megapixel.

I due modelli condividono anche la modalità Auto ISO, che però non consente di avere a disposizione un ISO pienamente automatico.

Come detto in precedenza, Il sensore APS-C da 24 megapixel, in collaborazione con il processore d’immagine Digic 7, assicurano foto di ottima qualità.

Utilizzando questa Canon in modalità “auto”, i JPEG non rischiano di apparire “sparati”, mentre la gamma dinamica si conferma di buon livello.

In condizioni di discreta luminosità, chi desidera ridurre i tempi di scatto ha l’opportunità di arrivare fino a 6.400 ISO (!) limitando il rumore digitale in maniera notevole.

In alcune occasioni la M6 ha la tendenza a sottoesporre, per cui potreste decidere di fare un po’ di compensazione.

Il bilanciamento automatico del bianco e il sistema esposimetrico sono pressoché infallibili.

Altrettanto apprezzabile è la funzione HDR, che può disporre di una posizione dedicata nella ghiera delle modalità di scatto.

Connettività ed autonomia

Il comparto connettività vede la M6 supportare NFC, Wi-Fi e Bluetooth.

A corredo esiste un’app ufficiale, che consente non solo di scaricare le foto (anche se ad una risoluzione ridotta), ma anche di controllare la fotocamera da remoto.

Attraverso il wi-fi è possibile modificare cadenza di scatto, sensibilità, esposizione, modalità e punto di messa a fuoco.

Per agire è sufficiente toccare la “preview” dell’immagine che appare sul display dello smartphone.

Infine, due parole sull’autonomia della batteria della Canon M6.

La batteria da 1.040 mAh montata su questo modello assicura, in base a quanto dichiarato dal produttore, un massimo di 295 scatti.

Se in condizioni normali questo risponde al vero, le funzioni basate sulla connettività, le elaborazioni (ad esempio HDR), gli effetti e la registrazione di video vanno inevitabilmente ad impattare su tale valore.

Così come le sopra menzionate azioni da attuare sullo schermo quando ci si trova in pieno sole o di notte.

La modalità ECO fornisce un buon contributo nel massimizzare l’autonomia, gestendo retroilluminazione e spegnimento automatico dello schermo.

Una nota di demerito invece alla porta micro USB; non potendo essere impiegata per la ricarica, rende impossibile il ricorso ad una powerbank.

Conclusioni sulla Canon EOS M6

La Canon EOS M6 è una fotocamera mirrorless con un bel disegno, che punta su compattezza e leggerezza senza proporre inutili fronzoli.

Una attenta distribuzione dei comandi, e le numerose modalità operative disponibili, la rendono un prodotto versatile e reattivo.

Offre un buon sistema di messa a fuoco, e garantisce immagini di qualità. In particolare sono i JPEG a stupire, risultando “vibranti” e riproducendo fedelmente i colori.

Le sue caratteristiche tecniche ed ergonomiche la rendono soprattutto adatta alla street photography e al viaggio, e sia l’amatore che il professionista possono usarla con soddisfazione.

Tuttavia, l’assenza del 4K, del mirino (se ne può comprare uno a parte, ma è ingombrante e un po’ scomodo) e la vita limitata della batteria sono dei limiti significativi al workflow; dal mio punto di vista, soprattutto l’ultimo.

Questo “coso”, una volta montato sulla tua Canon eos M6, le toglierà di colpo le qualità estetiche per cui l’avevo lodata. Almeno, questo è il mio parere! Se vuoi un mirino, perché comprare una camera che non ce l’ha e poi attaccarci sto obbrobrio? 

Ora che canon ha non dico superato, ma almeno attenuato molto il problema degli autofocus mirrorless poco performanti, la scarsa durata della batteria mi sembra la cosa da considerare con più attenzione prima di comprare questa macchina fotografica.

E’ comunque evidente che Canon, a differenza di Nikon, sta investendo seriamente nel segmento mirrorless, sfornando una dopo l’altra macchine fotografiche assolutamente valide, e finalmente anche attraenti.

La Canon EOS M6 può davvero essere, allora, il primo vero successo della casa giapponese in questo segmento.

8.5 Total Score
Fotocamera ben riuscita

La Canon EOS M6 è performante, maneggevole e robusta, davvero ideale per la street photography. L'unico vero neo, rispetto ad una omologa reflex, è la scarsa durata della batteria.

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