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Color Grading e Color Correction: cosa sono, cosa fanno

Grazie alle performance delle moderne fotocamere, quasi tutti quelli che oggi hanno una reflex o una mirrorless non si dedicano esclusivamente alla fotografia, ma fanno anche frequenti incursioni nella parte video.

Per questo credo sia importante cominciare a masticare alcuni concetti fondamentali del film, sia da un punto di vista tecnico che espressivo.

Per questa ragione ho chiesto a Mirko Rotelli e Andrea Flisifondatori dell’agenzia di post-produzione video Post Tube, di scrivere per noi un piccolo articolo introduttivo a due aspetti fondamentali della video-produzione: la color correction e la color grading.

Cosa che ci aiuterà a fare anche un piccolo ripasso su alcuni concetti fondamentali che riguardano il colore e che sono importanti per tutte le arti grafiche, dalla pittura alla fotografia al video.

Ora però, senza ulteriori indugi, gli lascio la parola e li ringrazio!

Color Grading: Prima e Dopo. Come vedete, si è lavorato ottenendo un effetto molto naturale però di impatto.

Se in passato il lavoro del colorista era particolarmente faticoso perché fatto totalmente a mano e con strumenti non performanti, oggi viene sicuramente facilitato e invogliato alla creatività grazie a software sempre più performanti e potenti.

Indipendentemente dal software scelto, il lavoro del colorista è quello di agire

  • Sulla color correction, in modo da correggere eventuali errori nel girato
  • Sulla color grading, in modo da ottenere un filmato coerente, coinvolgente e graficamente accattivante, che crea un grande impatto emotivo. 

Concretamente, dunque, mentre la “correction” modifica colori che per qualche ragione sono venuti sbagliati durante la ripresa, la color grading ha lo scopo di creare pathos, armonizzare scene, influenzare lo spettatore attraverso l’utilizzo di alcune specifiche sfumature di colore.

coloristi al lavoro

Oggi la postazione del colorista è super-digitalizzata. Questo, senza aver tolto fascino al lavoro, ne ha ampliato enormemente le possibilità

Termini fondamentali della color grading

In caso tu non abbia particolare confidenza con il mondo dell’editing video e della color grading, ecco alcuni termini con relativa spiegazione che potrebbero tornarti utili.

  • Tonalità: identifica il colore puro senza fare riferimento a quanto sia luminoso, scuro o vivido. Quando si parla di “rosso” “verde” o “blu” ci si riferisce alla tonalità.
  • Saturazione: identifica la quantità di colore all’interno di una singola tonalità, varia quindi tra la totale assenza di colore e il colore in purezza. Una immagine può essere convertita in bianco e nero riducendo la saturazione a zero.
  • Luminosità: identifica la quantità di luce contenuta nel colore e dipende quindi dalla quantità di bianco.

Combinazioni diverse di questi tre elementi possono dare effetti molto diversi: per esempio, il rosso ciliegia e il bordeaux hanno la stessa tonalità di rosso ma a variare sono la luminosità e la saturazione.

Strumenti utili per la color correction

Per aiutare il lavoro del colorista esistono diversi strumenti utili per effettuare una color correction professionale, in modo da ottenere esattamente il risultato desiderato riuscendo anche a correggere gli errori commessi durante il girato.

color correction

La maggior parte dei software, pur offrendo una propria interfaccia grafica, lavora sugli strumenti che scopriremo insieme tra poco potendo correggere i colori a partire dal bilanciamento del bianco ma offrendo anche possibilità di automatizzazione su tutto il filmato e non lavorando solo sulla singola clip.

Bilanciamento del bianco

Cos’è?

Noto soprattutto nel settore fotografico ma fondamentale anche nell’editing video, il bilanciamento del bianco è il modo migliore per ottenere uno standard su cui lavorare e per questo è infatti uno dei primi step da affrontare in caso di color grading e color correction.

Concretamente il bilanciamento del bianco permette di spostare la dominante di colore in modo da farla diventare più fredda o calda sulla scala Kelvin in modo da correggere il video ma può anche offrire in alcuni casi la possibilità di simulazione di determinate condizioni di illuminazione naturale.

Come funziona?

Il bilanciamento del bianco funziona attraverso lo spostamento della dominante da calda a fredda e viceversa sulla scala Kelvin. Concretamente, impostando una tonalità più calda, ovvero abbassando i gradi della scala Kelvin, si emula il tramonto mentre virando su toni più freddi , ovvero alzando li gradi sulla scala Kelvin, si può ottenere la luce blu tipica di una giornata uggiosa.

Nota*: a volte alcuni possono essere confusi dal fatto che alzando la temperatura si va verso colori freddi e diminuendola si va verso colori caldi. In realtà la cosa è perfettamente coerente e la spieghiamo in questo articolo

Luminosità e contrasto

Cosa sono?

La luminosità l’abbiamo già definita sopra, il contrasto invece è la differenza fra le parti chiare e le parti scure di un fotogramma: tanta differenza -> tanto contrasto; poca differenza -> poco contrasto.

Attraverso lo strumento di luminosità e contrasto siamo in grado di agire migliorando e modificando  questi due valori. Nonostante la funzione in sé sia pratica nasconde alcune insidie; per esempio in caso di necessità di correzione di clip sovraesposte o sottoesposte sarebbe più opportuno utilizzare lo strumento di esposizione invece della luminosità.

Come funzionano?

Luminosità e contrasto sono due modifiche che agiscono in modo complementare: all’aumentare di una delle due diminuisce l’altra, ed è per questo che li trovi insieme. E’ importante quindi prendere particolare confidenza con lo strumento per poter ottenere esattamente il risultato desiderato.

Nitidezza

Cosa fa?

Tra gli strumenti di correzione del colore troviamo la nitidezza. Lavorare sulla nitidezza non significa rendere concretamente più nitida l’immagine, ovvero non si riuscirà a correggere una immagine sfuocata.

Le maschere di nitidezza sono però in grado di ingannare l’occhio facendo apparire l’immagine come se fosse più nitida giocando con il contrasto di alcuni pixel disposti sul bordo. Come per ogni strumento è bene non abusarne, infatti portando all’estremo l’affilatura si potrebbe ottenere un effetto poco gradevole.

Come funziona?

La nitidezza agisce attraverso un raggio che aumenta o diminuisce la sfocatura, allargando o restringendo la transizione del contrasto.

Three way corrector

Cosa fa?

Attraverso una singola interfaccia è possibile agire di color correction sfruttando il three way corrector. Questo strumento garantisce il controllo su tonalità, saturazione, luminosità e contrasto in un singolo passaggio.

Non è sicuramente un tool preciso come possono essere le curve ma è sicuramente tra i più facili e rapidi da utilizzare.

Come funziona?

A differenza di altri strumenti, seppur all’inizio possa sembrare ostico, ha molte potenzialità. Solitamente é composto da un cerchio con un puntatore che il colorista può trascinare per controllare la tonalità agendo su tonalità, saturazione e luminosità.

three way correctors

Color match

Cosa fa?

Lo strumento di color match è in grado di analizzare i colori di una singola immagine acquisendo tutti i dati di editing in modo da poterli applicare su altre immagini, su altri fotogrammi o addirittura su tutto il video.

Si tratta di un calcolo automatico che potrebbe causare imprecisioni e che necessita poi di un ritocco manuale di correzione ma è ottimo per creare una base omogenea su cui lavorare.

Come funziona?

A differenza di altri tool offrono quasi sempre una interfaccia estremamente comprensibile e facile da utilizzare; proprio per il loro essere intuitivi vengono particolarmente apprezzati ma non vanno sottovalutati.

Il color match ha un forte potenziale creativo e offre grandi opportunità di personalizzazione in fase di color grading.

Curve

Cosa fanno?

Le curve rientrano tra gli strumenti più completi, precisi ma anche complessi all’interno dei numerosi tool di color correction.

I diversi programmi di color correction permettono di visualizzare una vera e propria curva dove è possibile traslare i singoli colori visualizzando differenze di sfumature, luci ed ombre in modo semplice, valutando però una modifica completa e non solo in un piccolo frammento di video.

Come funzionano?

Prendono il nome proprio dalla loro funzione a curva che grazie all’interfaccia grafica aiuta a comprenderne il funzionamento; l’asse Y rappresenta i pixel chiari-scuri prima dell’applicazione delle curve mentre l’asse X rappresenta i pixel chiari-scuri dopo le modifiche.

Particolarmente apprezzate poiché permettono di effettuare modifiche complete valutandone l’effetto totale senza lavorare solo su un singolo frame o su un singolo valore.

Manipolazioni di colore secondarie

Oltre agli strumenti precedentemente indicati ne esistono alcuni in grado di regolare il colore su una parte isolata dell’immagine in modo da agire modificando solo quella specifica porzione di immagine o tonalità senza alterare il resto del fotogramma.

Le color correction secondarie sono ottime perché precise, infatti permettono di agire solamente su specifiche parti di immagini da correggere o modificare senza però rischiare di alterare l’aspetto totale sbilanciando il lavoro svolto precedentemente.

Qualificatori di colore

I qualificatori sono un ottimo strumento per riuscire a cambiare un determinato colore o una gamma precedentemente selezionata attraverso uno strumento contagocce senza però alterare tutto il fotogramma; i qualificatori di colore permettono un’azione solo su determinate tonalità senza alterarne altre.

Color masks

Le color masks sono uno strumento utile per isolare in modo diretto i singoli colori attraverso la selezione di una forma. Dopo averli isolati si inizia il lavoro di editing agendo solamente su quelli selezionati, evitando l’alterazione di altre sfumature o colorazioni presenti.

L’importanza dell’essere moderati

Gli strumenti più moderni in grado di attuare la color correction e la color grading offrono infinite possibilità di personalizzazione per influenzare e modificare totalmente l’aspetto del video.

Oltre però a migliorarne l’aspetto se spinti al massimo possono mettere in luce errori che altrimenti non si noterebbero, difetti ed infine anche esagerare il rumore video o creare esposizioni errate.

È bene quindi iniziare il lavoro dopo aver raccolto tutto il materiale e senza esagerare.

Il lavoro del colorista consiste nel rendere un filmato estremamente coinvolgente, accattivante e coerente in modo da poter veicolare il messaggio.

Utilizzando i più disparati software attualmente sul mercato si accede ad una serie di funzioni in grado prima di correggere gli errori commessi durante il girato con la color correction e poi agendo a livello emotivo e creativo con la color grading.

Partendo dal bilanciamento del bianco e utilizzando altri strumenti come le curve, la luminosità, la nitidezza e il contrasto il colorista può ottenere un risultato in grado di generare pathos.

I numerosi strumenti, seppur facilitino il lavoro del professionista, se spinti all’estremo possono addirittura peggiorare il risultato. Per poterli utilizzare al meglio è necessario tanto esercizio, formazione e soprattutto moderazione.