Compensare l’esposizione: come, quando e… perché?

Il confine tra uno scatto interessante e un’immagine scialba è spesso labile e in molti casi è dovuto a un mancato gesto, piuttosto semplice, vale a dire compensare l’esposizione. Per capire come, quando e perché farlo, occorre sgombrare il campo da fraintendimenti e quindi… che cosa vuol dire compensare l’esposizione?

In questo articolo lo spiegheremo in una maniera molto semplice, adatta anche a chi ha iniziato  fotografare da poco..

Per chi poi volesse approfondire, consiglio l‘articolo sul sistema zonale di Ansel Adams, dove invece la questione viene affrontata in maniera molto esaustiva e decisamente più complessa da un punto di vista tecnico.

Ma ora, cominciamo!

Cosa vuol dire “compensare l’esposizione”???

In un discorso generico, compensare vuol dire togliere o a aggiungere qualcosa per ottenere una situazione in qualche modo equa.

Nella tecnica fotografica, compensare l’esposizione vuol dire dunque aumentare o sottrarre luce modificando i parametri proposti dagli algoritmi dell’esposimetro. 

A tal proposito si è già parlato di fotografia in HDR, un processo che molti dispositivi attuano con un semplice click, ma che è meglio raggiungere, per esiti professionali, attraverso una procedura che utilizza software dedicati. In ogni caso gli esiti dell’HDR sono quasi sempre sopra le righe. Molte volte i risultati tendono al surrealismo, più o meno artistico.

Come, quando e perché compensare l’esposizione diventa dunque un quesito fondamentale per risultati il più possibile naturali.

Perché compensare l’esposizione?

Ecco una risposta, spero chiara, alla domanda “perché compensare l’esposizione”.

Perché anche le reflex più sofisticate possono essere ingannate.

L’esposimetro delle macchine fotografiche è tarato per la percezione del grigio medio (18% della luce) e la modalità di esposizione scelta va a impattare notevolmente con questa taratura. Compensare l’esposizione allora è utile in casi di contrasti abbacinanti o nei neri pieni, oppure, il più tipico dei casi,  scattando in controluce. 

Infatti, quando scatti una fotografia avendo il sole davanti all’obiettivo, l’esposimetro sottoespone l’immagine. Se vai a compensare l’esposizione, aggiungendo luce o sovraesponendo coscientemente, riuscirai a recuperare una porzione della fotografia che altrimenti risulterebbe come un’area scura.

In una situazione diametralmente opposta, torna utile lo stesso discorso ma al contrario.

Se scatti ad esempio in ombra, o dal sole verso lo scuro, l’esposimetro di una reflex potrebbe essere ingannato e imporre parametri che darebbero come risultato una fotografia sovraesposta.

Ecco allora perché compensare l’esposizione: si interviene verso il basso, cioè in sottoesposizione.

Il grigio medio percepito dall’esposimetro fa sì che quest’ultimo ci azzecchi con la maggior parte delle situazioni “neutre” in termini di luce. Le vie di mezzo sono il suo forte ma, anche se sono le prevalenti, non di rado ci troviamo a volere immortalare scene fuori da questo range. Vediamo allora…

Quando compensare l’esposizione

Bella domanda. Dopo aver spiegato perché compensare l’esposizione, viene ora il secondo quesito: quando compensare l’esposizione. La tecnica fotografica non è scienza, per cui… non esiste una regola univoca che ti dice quando compensare l’esposizione.

Ho appena descritto dei casi estremi in cui l’operazione ha sempre una sua utilità, indiscutibilmente. Con il tempo e l’esperienza però, si può sentire spontaneamente l’esigenza di una compensazione dell’esposizione e percepire da solo le situazioni in cui l’esposimetro può essere ingannato.

Se ancora non hai acquisito la sensibilità giusta per capire al volo che la scena che vuoi immortalare necessita la compensazione, ecco alcuni esempi piuttosto tipici che rispondono alla  tua domanda:

  • Un paesaggio innevato: il manto nevoso riflette molta luce bianca, ingannando gli algoritimi delle fotocamere che ridurranno l’apertura o il tempo di esposizione. Il rischio è quello di avere una foto sottoesposta. Ed è per questo che sarà opportuno fare acquisire più luce per un’esposizione più corretta.
  • Tante luci con sfondo scuro: Può essere il caso di un paesaggio serale con le illuminazioni artificiali oppure… qualcosa di simile a un albero di Natale. In casi simili, la macchina eleva il tempo di esposizione per ottenere più luce. In questo modo le luci sembreranno meno eccessive e abbacinanti. Magari lo sfondo può rimanere leggermente scuro ma… la perfezione non è di questo mondo.
  • Quando ci sono diversi elementi bianchi inframezzati ad altri colori: immagina una serie di libri su una mensola. Molti di essi potranno essere bianchi, altri chiaramente no. Se l’esposimetro coglie come prevalente il colore bianco, ecco un classico caso che risponde alla domanda… quando compensare l’esposizione.
  • L’abito di una sposa: questo esempio è simile a quello appena visto. Immagina il bianco prevalente in mezzo ad altri colori come quello dello sfondo, o quello degli altri invitati. A quel punto l’esposimetro tenderà a sottoesporre e dunque… è il caso di compensare l’esposizione.
  • Un soggetto molto scuro, ad esempio un gatto nero: di fronte a un’immagine del genere, l’esposimetro abbonda di luce fino a sovraesporre la scena. Qui dovrai intervenire con una leggera sottoesposizione per riportare il tutto a un equilibrio di fondo.

Come vedi, potrei andare avanti all’infinito con esempi di quando compensare l’esposizione. Ma avrai capito che, alla fine, è una questione di sensibilità che si acquisisce nel tempo. Solo facendo molte fotografie, e accorgendosi di conseguenza che molti scatti sono chiaramente “usciti male”, ci si accorge di quando è il momento di intervenire.

E se tanti esempi possono confondere le idee, allora mi sento di dire che: è il caso di compensare l’esposizione quando in una scena prevale un elemento molto chiaro e luminoso o quando, al contrario, è dominante un soggetto scuro, prossimo al nero.

Come compensare l’esposizione

Scegliere quando e quanto compensare l’esposizione non è semplice; farlo invece è abbastanza facile, perché praticamente tutte le fotocamere di un livello decente offrono una funzione specifica.

Molte fotocamere, inoltre, possiedono anche una funzione che segnala le zone sovraesposte e sottoesposte, usando il colore rosso e il colore giallo lampeggianti.

Venendo agli aspetti pratici, l’ultimo quesito – come compensare l’esposizione – ha una risposta molto facile: si utilizza una ghiera di selezione e nel mirino della macchina fotografica, o sul display esterno se la tua fotocamera lo possiede, comparirà una scala di compensazione dell’esposizione con questo aspetto…

Sul display LCD di questa canon ecco evidenziato la scala di compensazione dell’esposizione, in questo caso da -3 EV a + 3 EV.

La scala di correzione funziona con l’unità di misura dello stop.

Il +1 Stop sta a significare che la fotocamera fornirà un’esposizione doppia rispetto a quanto programmato automaticamente dall’esposimetro, e così via con la scala. Di contro -1 EV vale il contrario: l’esposizione in questo caso è esattamente la metà di quella proposta dall’esposimetro (-2 un quarto ecc.).

Approfondendo il discorso sul “come compensare l’esposizione”, infine, potrebbe essere utile sapere su quali parametri incide la compensazione. La risposta è multipla: se stai fotografando in priorità ai diaframmi (Av), avverrà sul tempo di esposizione. In priorità dei tempi (Tv) la compensazione inciderà sui diaframmi.

Last update was on: 14 agosto 2018 8:17