Compressione Jpeg: scopri cos’è e perché è importante conoscerla

Se fotografi, anche da poco tempo, sai che puoi scattare i tuoi scatti in formato Jpeg o in formato RAW. Ho scritto già degli articoli sul formato Jpeg e sul formato RAW , che puoi leggere per approfondire: li puoi trovare cliccando sulle seguenti voci:

In questo articolo, invece, voglio parlarti in modo un po’ più approfondito della Compressione Jpeg, perché la compressione di questo file influisce parecchio sulla resa visiva delle immagini.

La compressione definisce una serie di algoritmi che servono per ridurre le dimensioni delle immagini digitali, in bite. Una fotografia, o una immagine digitale, è formata da tanti pixel (sono dei piccoli quadratini) disposti a matrice. Ogni quadratino usa uno o più bit per definire il colore del quadratino stesso.

La compressione jpeg è quindi una compressione con perdita di informazioni.

Ma procediamo per gradi e partiamo prima da un breve riepilogo di cos’è un file JPEG.

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Cos’è un file Jpeg (in breve)

JPEG significa Joint Photographic Expert Group, dal gruppo di fotografi che nel 1986 avevano studiato questo formato compresso per ridurre/scalare file di immagini troppo grandi.

JPEG si riferisce allo standard di compressione che viene utilizzato per ridurre il peso e la dimensione dei file.

Per quale motivo ridurre peso e dimensione di un file? innanzitutto per risparmiare spazio su schede di memoria e computer, per ridurre i tempi di caricamento delle foto sui siti web, e per avere foto subito pronte.

L’estensione dei file jpeg compressi può essere: .jpg, .jpeg, .jfif. .JPG, .JPE.

Come saprai bene, il file Jpeg è un file che subisce una compressione, ovvero è un file lossy, che significa che subisce una perdita: ogni volta che salvi il tuo file Jpeg , questo perde delle informazioni che lo impoveriscono.

Ma, ti starai domandando, sostanzialmente cosa perde il file Jpeg? Viene modificata la struttura relativa ai toni del colore dell’immagine, oltre al fatto che si perdono i dettagli. Perciò, tutte le volte che modifichi un file Jpeg, e poi lo salvi, ottieni come risultato un file in cui sono stati persi dei dettagli ed è stata modificata la mappa dei colori.

Le foto scattate dalle nostre fotocamere sono di circa 12-16 bit di info (per i file raw). Invece, quando scatti in Jpeg, la fotocamera prende tutte le info raccolte e le comprime in un formato jpeg compresso a 8 bit (per canale di colore: cioè 256 colori per il Rosso, 256 per il Verde e 256 per il Blu). Contemporaneamente applica uno sviluppo di saturazione, contrasto e colori. Questo perché al file jpeg viene applicato, subito dopo lo scatto, uno sviluppo direttamente in fotocamera, al momento del salvataggio dell’immagine.

Una immagine a 8 bit a colori (RGB) contiene 8 bit per ogni colore. Un’immagine bitmap, ovvero composta da pixels, è una matrice composta da pixel suddivisi in blocchetti  8×8 pixel.

Quando all’immagine bitmap viene applicata la compressione per trasformarla in file Jpeg compresso, possono comparire degli artefatti: ad esempio possiamo vedere dei quadretti sull’immagine , o sfocature, o aloni.

Cosa significa scattare in Jpeg

Quando scatti una fotografia in formato Jpeg, l’algoritmo della fotocamera decide e applica uno sviluppo in camera del file, a cui applica lo spazio colore impostato sulla fotocamera (sRGB, Adobe RGB, …). La compressione jpeg viene dettata dallo spazio colore impostato sulla fotocamera quando scatti una foto.

Quando questa immagine viene compressa, molte delle informazioni vengono irrimediabilmente perse.

Ad esempio, se una immagine è composta da tanti pixel di colori RGB (red, green, e blue), nella compressione, pur salvandosi la luminosità dei canali colore, viene ridotta la percentuale di incidenza dei canali rosso e blu.

Ciò è facilmente visibile confrontando un file Jpeg con un RAW, che contiene informazioni complete su tutti i colori.

Quando parlo di colori mi riferisco alla profondità in bit. La profondità di bit corrisponde al numero di colori che contiene il file:

  • 8-bit: 16 milioni di colori
  • 10 bit: 1 bilione di colori
  • 12 bit: 68 bilioni di colori
  • 16 bit: 281 bilioni di colori.

La compressione Jpeg non ti permette di scegliere quali colori eliminare e per quali tipi di immagine. Sono decisioni che vengono “prese” dalla compressione del file stesso. Per questo motivo, se  vuoi sviluppare un file, e post-produrlo, io ti suggerisco caldamente di scattare in formato RAW: avrai più informazioni su cui lavorare.

Lavorare in post-produzione su un Jpeg compresso significa lavorare con le poche informazioni che sono rimaste dopo la compressione. E non è l’ideale.  In questo caso, però, se proprio devi scattare in Jpeg, sappi che sulla fotocamera puoi impostare il livello di compressione che subisce il file Jpeg:

  • Fine: compressione bassa
  • Normal: compressione media
  • Basic: compressione alta

Ti ho già accennato al fatto che vengono persi dei colori, pur rimanendo invariata la luminosità dei canali colore RGB. Il fatto che l’occhio umano riesca a percepire meglio le sfumature piuttosto che i colori fa si che non cogliamo subito questa perdita di colori dovuta alla compressione jpeg. Ma se osserviamo bene una foto che ha subito la compressione Jpeg (anzi, più di una compressione, se è stato minimamente post-prodotto), notiamo subito che soprattutto nei colori chiari (nelle alte luci), come potrebbe essere un cielo con delle nuvolette bianche, si possono creare visibili artefatti. Ad esempio potrebbero diventare visibili i blocchi di quadratini 8×8 formati dai pixel.

Ovviamente, quando decidi di stampare una fotografia da un file che ha subito una compressione jpeg, otterrai colori limitati ai 256 bit. Tutte le foto prima di essere mandate in stampa vengono ridotte a 256 bit; d’altra parte l’occhio umano ha dei limiti nel riconoscere più di 200 livelli di colore (per ciascun canale colore).

E allora perché ce ne servono di più? per ottimizzare i dettagli e la saturazione dei colori all’interno dei 256 toni. Il che ci riporta alla gamma dinamica, ovvero alla differenza tra le alte luci e le basse luci che una immagine può contenere (in base, ovviamente alla gamma dinamica che una fotocamera può registrare).

Scattando in formato jpeg, quindi con una compressione jpeg, la gamma dinamica nelle alte luci patisce un po’ e perde i dettagli, che non sono in alcun modo recuperabili, perché la compressione li elimina. A differenza  di quanto accade con un file RAW, perché, pur essendo un file flat al momento dello scatto, in fase di sviluppo posso sfruttare tutte le informazioni che ha registrato, visto che non ha subito perdita.

Compressione Jpeg: quantifichiamola

Se dovessimo quantificare la compressione Jpeg, potremmo dire che un file Jpeg subisce una compressione pari al 90% nel momento in cui trasformiamo un file RAW in formato Jpeg.

Risultato: perdita di qualità dell’immagine.

Anche se i pixel non vengono ridotti, viene ridotto il numero dei colori presenti nell’immagine. Perciò, se ti capita di vedere in un file jpeg compresso i quadratini dei blocchi 8×8 dei pixel, non significa che è cambiato il numero dei pixel, ma che sono sparite le gradazioni intermedie dei colori che formano le sfumature. Così si crea una sorta di passaggio netto da un colore all’altro.

Conclusioni

Possiamo dire che la compressione jpeg è qualcosa da cui non possiamo esulare. Una volta che sviluppiamo un file RAW (possibilmente), al termine del lavoro lo salviamo in Jpeg per mandarlo in stampa, o per inviarlo agli amici, o per pubblicarlo sul web. E di conseguenza la compressione file è imprescindibile.

Ma se il file jpeg compresso è la naturale conclusione di un processo che parte dallo scatto, passa dallo sviluppo e dalla post-produzione, e finisce con la stampa, non deve essere per forza il punto di partenza.

Se hai letto qualcuno dei miei articoli, saprai bene che io suggerisco sempre di scattare foto in formato file RAW, ovvero non compressi. Questo perché, contenendo tutte le informazioni registrate in fase di scatto, si presta molto meglio a subire uno sviluppo in camera bianca. E successivamente, quando arriverai al momento di trasformare il RAW per la stampa usando la compressione jpeg del file, starai comunque partendo da un file con più info.

Se comunque decidi di scattare in Jpeg, imposta nella tua fotocamera una minore compressione jpeg possibile tra low, medium e high. In questo modo il file conterrà più info visto che sarà meno compresso.

La compressione jpeg non crea problemi a quei fotografi che non hanno interesse o bisogno di modificare le proprie foto.

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Last update was on: 6 Marzo 2021 8:15
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