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Quando un fotografo smette di essere principiante

Ogni pratica, non solo artistica (pensa a quelle sportive, ad esempio) richiede un periodo di apprendimento, più o meno lungo.

A volte questo periodo viene definito come una “curva”, e trovo che l’immagine sia azzeccata, perché si parte da zero, si sale, si sale, si sale… e poi si inizia a scendere.

Com’è possibile, dirai, smettere di imparare? Come si può crescere nel perfezionamento della pratica fotografica, e poi “fermarsi”, addirittura disimparare? Non di curva bisognerebbe parlare, sento che stai pensando, ma di retta in costante ascesa.

Io la vedo un po’ diversamente, e credo di poterne parlare a ragion veduta, visto che da tempo sono in quella fase discendente della nostra “curva”, e da tanti anni ho smesso di essere un principiante, laddove ci sono fotografi che restano tutta la vita degli “absolute beginners” nonostante la pratica e gli studi!

Una coccinella alle prese con una curva un po’ ripida… ogni fotografo all’inizio si è sentito così. 

Il fatto è che la nostra società e soprattutto le nostre scuole sono organizzate intorno al concetto di perenne apprendimento. “Gli esami non finiscono mai”, diceva Eduardo de Filippo, e da ogni punto di vista aveva ragione. Se devi sempre imparare qualcosa, ci sarà sempre qualcun altro che te ne chiederà conto. E se non hai studiato, ti guarderà con occhi tristi che sembreranno dire “peccato, sei rimasto indietro”.

E’ come non aver mai tolto lo zaino delle elementari dalla schiena, è come non essersi mai alzati dal banco in terza fila (io, almeno, stavo lì).

Pensa a come le fotocamere cambiano con una velocità un tempo sconosciuta, e a come devi sempre apprendere nuovi termini tecnici, oggi più che altro legati al mondo dell’elettronica.

Quelli della mia generazione si son dovuti sorbire il passaggio dall’analogico (di cui ancora nemmeno avevamo compreso tutto) al digitale (di cui non comprenderemo mai tutto), e non è stato facile, con quella terminologia astrusa, i mille controlli a cui prestare attenzione, e la gestione del colore, gli hard disk, i molti device, e via elencando.

Ragazzi, si resta apprendisti a vita, studenti all’infinito, pivelli per l’eternità!

O almeno, così ci vorrebbero gli esperti del marketing che lavorano per le case produttrici di computer e fotocamere. Perché laddove non arriva la competenza personale, si può supplire acquistando nuova (apparentemente più comprensibile) tecnologia, che faccia il lavoro al posto nostro.

E magari acquistando corsi tutto incluso che ci facciano finalmente intendere a cosa serva un determinato bottone della nostra fotocamera, o quel comando (rigorosamente da “menu a discesa”) del software sofisticato che abbiamo installato sul computer velocissimo.

Che bello.

Ti chiederai in tutto questo dove starebbe l’arte, la capacità di emozionarsi ed emozionare, di esprimere le proprie idee, le sensazioni, gli sguardi. Se te lo stai chiedendo, forse anche la tua curva sta iniziando la fase discendente. Bravo!

Perché per smettere di essere principianti, in fotografia come in tanti altri campi dello scibile umano, occorre arrivare alla comprensione che non è imparando di più che si migliora, ma diventando più consapevoli delle nostre potenzialità e dei nostri sentimenti, iniziando finalmente a porci le domande giuste.

Snowden Ward, nel 1902, scriveva: “Il fotografo che realmente riflette sull’opera propria, elimina il caso dal suo risultato, e quantunque essa possa essere considerata buona o cattiva dai critici, consegue almeno quel tale scopo perché ad esso appunto ha mirato. Fare una cosa giusta è bene; ma conoscere perché si fa tal cosa, anche quantunque non sia giusta, è meglio”.

Quando parti dalla parte bassa della curva di apprendimento, ti chiedi “come?”.

Vuoi scoprire ogni segreto tecnico, comprendere come ottenere foto correttamente esposte, a fuoco, non mosse. Ti dico: con un po’ di impegno son cose che si imparano in poco tempo.

Se resti aggrappato alla convinzione che l’importante sia perfezionare il “come”, la tua curva continuerà a salire, ma tu resterai sempre un principiante e ogni méta è appunto solo il principio di un nuovo percorso di apprendimento.

Quando scoprirai che ciò che davvero conta è “perché (perché voglio fotografare? E perché questo soggetto? e così via), la curva si flette e inizia la fase discendente. Potrai continuare, è ovvio, a scoprire nuovi aspetti tecnici, a imparare trucchi e trucchetti, ma saranno solo strumenti a tua disposizione: sarai un fotografo, non più un eterno principiante.

Sembrerebbe un passaggio semplice, addirittura elementare. Lo è, in effetti. Ma per scoprirlo a volte non basta una vita!

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