“Impact” di Eric Johansson: il fotoritocco più spettacolare dell’anno

Fin da piccolo ha avuto la passione per il disegno e il computer e da quando a 15 anni ha avuto la sua prima macchina fotografica, ha iniziato ad approcciarsi all’arte del fotoritocco. Ha quindi studiato Ingegneria Informatica e iniziato a lavorare come freelance. Oggi lavora sia su progetti personali che su commissione. Completamente autodidatta, Johansson padroneggia l’arte del fotoritocco e vi applica una creatività surrealista che lo ha reso noto nel mondo della pubblicità (tra i suoi clienti, National Geographic, Google, Adobe, per citarne alcuni) e della comunicazione.

Abbiamo già accennato in questo articolo del “mago del fotoritocco” Erik Johansson, un fotografo e artista che può tranquillamente collocarsi tra Magritte, Dalì e Escher. Vi sembra un’associazione eccessiva? Può darsi, ma visto il successo che stanno ottenendo le incredibili fotografie surrealiste dell’artista svedese (trasferitosi a Berlino) è facile ritrovarsi, tra qualche anno, ad accostare i loro nomi al suo. Sì, perché come gli artisti sopra citati, anche Erik Johannsson ama giocare con le illusioni visive, con la distorsione della realtà, con gli elementi surreali e inconsueti, creando mondi privi di regole fisiche, riprendendo la precisione matematica di Escher e la giocosità di Dalí. Le accattivanti fotografie di Erik, raffigurano avvincenti paesaggi in cui le prospettive sono sempre fuorvianti. È un mondo surreale e divertente, in cui le leggi della fisica non solo non frenano la fantasia dell’artista, ma anzi, le sue manipolazioni, grazie alla sua abilità nell’uso di Photoshop, hanno la capacità di rendere reale l’irreale.

Erik utilizza la fotografia come mezzo per raccogliere il materiale necessario per realizzare le sue idee. Una volta raccolto il materiale viene la parte più impegnativa del suo lavoro, che può richiedere da pochi giorni ad alcuni mesi. Un esempio è la creazione di Impact. Nel video qui sotto, Johansson mostra il processo che passa attraverso il suo lavoro per la creazione di un’immagine surreale come questa. Non solo il video fornisce uno sguardo affascinante e approfondito di quanto lavoro serva per creare un’immagine come “Impact”, sia in campo che col computer, ma è anche un’opera davvero ben fatta.

Impact project - Erik Johansson

Sul suo sito, Erik dice che questa sua post-produzione è divisa in tre parti distinte. Innanzitutto, fa uno schizzo di un’idea, come quello qui sopra. Una volta che ha il concetto nella testa, avvia il processo di pianificazione, che può richiedere un paio di giorni ad un anno per trovare i posti giusti e i tempi per ottenere gli scatti di cui ha bisogno per l’immagine finale e poi scatta e raccoglie le immagini e i materiali necessari. Dopo questo, deve mettere tutto insieme, che “…è il passo più semplice, se ho fatto un buon lavoro nella prima e seconda fase. Questa parte è come un puzzle in cui ho tutti i pezzi ed ho solo bisogno di metterli insieme”, dice Johansson.

Impact project - Erik Johansson

Per il progetto “Impact“, Erik ha usato 17 metri quadrati di specchio, una Hasselblad H5D-40 e il video è stato girato con una GoPro 4K. Quando ha completato tutto, il suo file su Photoshop aveva ben 196 livelli e pesava circa 7,63 GB.

Per vedere o acquistare i suoi lavori date uno sguardo al suo sito web. Non perdete poi, gli interessanti video ‘behind the scenes’, dove si può vedere Erik all’opera.

Lascia un tuo commento

Leave a reply