Fan Ho: un mondo in Bianco e Nero

Fan Ho: un mondo in bianco e nero

Molti amano dilettarsi nel Bianco e Nero! Chi di noi fotografi non lo ha mai fatto?

E’ come se anche il peggiore degli scatti improvvisamente potesse acquistare una sfumatura nostalgica, romantica.

Ma ovviamente c’è una differenza abissale tra noi che lo usiamo per “dare un tono” alle nostre foto e tra chi riuscì, come Bresson o Erwitt, a farne una caratteristica fondante del suo stile.

Oggi allora ci spostiamo dall’occidente all’oriente per parlare di uno di questi maestri del bianco e nero, Fan Ho.

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E in particolare, di come le sue opere sembrino dei quadri astratti, delle storie nostalgiche sfumate nello smog della sua città, la grande Honk Kong.

Seguimi e assieme analizzeremo lo stile e i soggetti ritratti nei suoi capolavori.

Una delle mie foto preferite di Fan Ho. Attraverso un gioco di stratificazione e di riflessi, la fotografia acquisisce diversi livelli di profondità.

Fan Ho, fra Cina, Honk Kong e America. 

Nato a Shangai l’8 Ottobre 1931, si trasferì in giovane età ad Hong Kong.

Durante la sua giovinezza vide la città svilupparsi in maniera frenetica e caotica, mentre una forte immigrazione portava al rapido moltiplicarsi della popolazione urbana.

Fu così naturale per lui ritrovarsi a fotografare l’energia e il caos della città.

Iniziò la sua carriera fotografica con una fotocamera Rolleiflex regalatagli dal padre, con la quale amava vagabondare per Honk Kong, raccogliendo scatti che poi sviluppava nella vasca da bagno di casa.

In breve raccolse tantissimo materiale: e ancora oggi, quelle fotografie, sono la più grande testimonianza di una città, la HonkKong degli anni  ’50 e ’60, che ormai non esiste più.

Divenuto uno dei più rinomati artisti fotografici orientali, Fan Ho poté in seguito dedicarsi anche al cinema, altra sua grande passione.

Girò diversi film, e apparì come attore in altri, ma il grosso del suo contributo resterà impresso su una pellicola fotografica.

Morirà a San Jose, in California, il 19 Giugno del 2016 di polmonite.

Ad oggi il suo operato è ritenuto un indiscutibile successo, e Fan Ho è considerato il più grande fotografo orientale di sempre.

Lo stile di Fan Ho: dedizione maniacale e studio dei dettagli

Si può apprezzare appieno Fan Ho solo rendendosi conto della sua grande capacità tecnica come fotografo.

Di sé stesso diceva:

“Metto la mia vita intera in una singola fotografia” – Fan Ho

E riassumere meglio di così mi sarebbe impossibile: in Fan Ho, il grande talento naturale cammina fianco a fianco ad una ricercata capacità compositiva, frutto di studio e di dedizione eccezionali.

La scelta di fotografare praticamente solo in bianco e nero poi, fa eccellere Fan Ho proprio in quelle che sono le caratteristiche principali di questo tipo di foto:

  • Ricerca della prospettiva
  • Gusto delle geometrie
  • Enfatizzazione delle sagome e delle forme
  • Ricerca di giochi di luce
  • Creazione di ampie gamme tonali

Il suo “gioco” con gli elementi formali del bianco e nero è così perfetto che sembra quasi sia capace di manipolare le nostre menti con la sua fotografia!

Ma ridurre questo fotografo ad un maestro della tecnica sarebbe comunque un grave errore: come egli stesso sosterrà infatti, la sua arte sa anche essere intuitiva ed intima.

L’istinto, in particolare, lo guidava a scegliere il posto e ad aspettare che gli attori, cioè noi, entrassimo in scena.

«Vedo la strada come un Teatro Vivente. È anche il titolo del mio libro! Aspetto che gli attori entrino ai loro posti». –Fan Ho

Caratteri stilistici principali:

  • L’utilizzo in via esclusiva del Bianco e del Nero, non come scelta dettata dalla necessità ma come vera e propria preferenza stilistica, votata alla semplicità e alla carica maggiormente romantica. Disse egli stesso: “questo è il modo in cui percepisco la mia anima”.
  • L’utilizzo di tavolozze di colori specifici o limitati, che evidenzia  il minuzioso lavoro di composizione e aumenta la carica emotiva delle fotografie.
  • Il largo uso di tecniche finalizzate ad aumentare la gradevolezza compositiva e l’armonia; in particolare noterai spesso nelle sue foto l’ uso della regola dei terzi e della regola dei dispari.
  • Lo “deformazione” della geometria tipica del panorama architettonico urbano, che egli ripropone con nuove prospettive, con una scelta ricercata di forme, incastri e punti di fuga.
  • L’evanescenza creata dal fumo, dalla smog, dalla nebbia, che aggiunge ulteriore drammaticità e astrattezza alle fotografie e spesso viene adoperata in una combinazione complementare con la luce per sfocare l’ambiente o i soggetti.

Un uomo in barca rema in un canale. Nuovamente la tavolozza si riduce a poche tonalità con un nero prepotente in primo piano, un grigio principalmente sfocato in lontananza e una forte luce bianca che scende dal l’alto. In un primo momento, l’occhio inevitabilmente cade sulla figura del rematore; la luce e l’ambiente circostante (il cavo, le baracche) in forte contrasto creano un effetto Framing. Solo in un secondo tempo ci si può concentrare bene sullo spoglio e fatiscente ambiente circostante, riflesso di una nuova epoca per Honk Kong.

L’uomo e la donna nell’immagine, apparentemente incuranti del fotografo, camminano in direzione opposta, lo sguardo perso altrove. Le due figure centrali, assieme ai soggetti secondari distribuiti intorno, e alle scale perfettamente geometriche, creano una piacevole simmetria. Nota inoltre come la nebbiolina circostante crei un contrasto naturale, donando ai soggetti immersi un’aura evanescente, quasi fossero delle semplici ombre.

Ora che hai visto una panoramica dei caratteri stilistici salienti di Fan Ho, vediamo gli argomenti che più degli altri hanno catturato l’attenzione del fotografo.

Fan Ho e i soggetti delle sue fotografie

Fan Ho divenne fotografo di fama per aver artisticamente messo in risalto alcune delle tematiche, di ieri e di oggi, relative alla grande città ed al suo rapporto, talvolta discordante, contraddittorio, alienante, con l’uomo.

Ricordiamo che in quel periodo le grandi masse di contadini che si spostarono verso i centri urbani provenivano da realtà piuttosto semplici; la città d’altra parte assomigliava a una grande voragine pronta ad inghiottire chiunque volesse entrare.

Il risultato di questa unione fu un ibrido caotico in cui le realtà dinamiche di una grande metropoli in via di sviluppo convivevano con la povertà e la frugalità del mondo contadino.

Ed è proprio alle realtà più umili che, fin da giovane, Fan Ho dedicò la maggior parte della sua  attenzione.

Una nave colossale sembra emergere dalla foschia, incombendo minacciosa sull’esile sagoma del veliero a destra; un pescatore, solitario su un barchino, aumenta la percezione della scala delle dimensioni. Una magistrale metafora di mondi diversi che vengono in contatto!

Non devi però farti ingannare dalle tematiche forti che egli rappresenta: l’intenzione di Fan Ho, come dichiara lui stesso, non era di denuncia nei confronti della società, ma di testimonianza attraverso l’arte. Spetta poi allo spettatore trarre conclusioni e giudizi!

E non è solo il caos della città ad interessare il grande fotografo cinese.

Qualche volta gli basta concentrarsi su pochi dettagli, su alcuni soggetti, uomini e donne, ritratti nel loro quotidiano.

In questa maniera la città spesso pare vuota, quasi a dare un senso di perdizione, una percezione disorientante di abbandono.

Una ragazzina percorre da sola la strada di casa; tutte le finestre aperte però lasciano intendere quanto quella solitudine sia solo apparente. La palazzina ripresa da un’angolazione in rapida fuga, testimonia il degrado in cui vivevano le fasce più povere. Nota la luce che ritaglia l’attenzione sulla bambina.

Le scale sono uno dei temi più spesso riproposti dal grande fotografo cinese, per la loro intrinseca simmetria e per la sensazione di dinamicità e di promiscuità che donano alle persone.

L’essere umano è quindi il soggetto principale delle sua attenzioni, seppur spesso portato all’anonimato, isolato dagli altri e calato nella soverchiante città.

Infine, una piccola ma produttiva parte del suo tempo la dedicherà a coltivare la passione per scatti tipici delle arti figurative orientali, cercando di realizzare dei veri e propri quadri fotografici.

Ai limiti del fantastico un fortissimo contrasto isola i pochi elementi che il fotografo vuole mettere in risalto. Il bianco forte e morbido allo stesso tempo cancella il resto dando all’immagine un aspetto onirico. Per chi ha visitato un museo di arte orientale, è chiara la ripresa delle tematiche di quei pittori. 

Un insegnamento del grande fotografo cinese

Se hai letto i miei precedenti articoli, come quello su Martin Parr ad esempio, ti sarai convinto che spesso il messaggio prevale sulla forma.

Fan Ho però ci dimostra come la composizione ed un accurata scelta dei luoghi e dei soggetti possano donare una marcia in più alle nostre opere. Come, cioè, la forma possa diventare sostanza.

Come fare?

“Fatevi guidare dalla sensibilità, dalla nostalgia, dall’istinto!” direbbe lui.

Il che sembra paradossale, detto da un vero maestro della tecnica. E allora, ti lascio proprio con le sue parole:

«Credo che la tecnica non sia troppo importante. È più importante usare i tuoi occhi, la mente e il cuore. La tecnica è qualche cosa che ognuno può fare. Se vuoi portare la tua fotografia ad un livello più elevato devi raccontare qualche cosa. Muovi qualche cosa! »–Fan Ho

Last update was on: 19 ottobre 2018 7:42