Come fotografare l’acqua

Uno degli elementi naturali più presenti nel nostro pianeta è l’acqua. Oltre il 70% della Terra è ricoperta d’acqua e, per te che sei un fotografo, può diventare un soggetto davvero interessante.

In realtà, fotografare l’acqua è semplice solo in apparenza. Quante volte ti è capitato di fotografare le onde del mare, oppure un ruscello, una cascata, laghi o fiumi ed ottenere foto insignificanti?

Riuscire a riprodurre la vastità di una distesa d’acqua, oppure il suo movimento, è un esercizio tecnico abbastanza complesso.

In questo articolo ti parlerò delle tecniche più efficaci per catturare le foto dell’acqua, ma non solo. Per riuscire ad ottenere ottimi scatti, infatti, è necessario anche utilizzare l’attrezzatura giusta, sfruttare la luce migliore e scegliere una composizione efficace.

Nel dettaglio ti parlerò di questi argomenti:

  • l’attrezzatura migliore per fotografare l’acqua
  • la luce giusta
  • le tecniche di scatto
  • la composizione

Guida per fotografare l'acquaFoto di Silas Baisch su Unsplash

La luce giusta per fotografare l’acqua

Le belle giornate spingono molti fotografi a prendere la loro macchina fotografica e uscire a fotografare mare, cascate, ruscelli, dove l’acqua è la grande protagonista. In realtà un’eccessiva luminosità può complicarti la vita.

La luce diretta del sole a mezzogiorno dovrebbe essere sempre evitata quando si scattano foto della natura. Meglio l’alba o il tramonto.

Per immortalare l’acqua di ruscelli, fiumi, laghi e altri specchi d’acqua, è preferibile optare per una giornata parzialmente nuvolosa. Durante le giornate uggiose, la luce si distribuisce in modo più uniforme rispetto a quella intensa di una giornata soleggiata.

I filtri a densità neutra (ND) possono darti una grossa mano, ma ti troverai ugualmente a fronteggiare gamme dinamiche molto ampie. Ci saranno, infatti, zone molto illuminate e altre completamente in ombra. Gestire queste differenze di luminosità può rivelarsi complicato anche per il fotografo più preparato.

Consiglio bonus: la presenza di nuvole dona un tocco di fascino in più a determinati scenari. Catturare le nuvole che si riflettono nell’acqua di un lago, per esempio, può regalarti scatti davvero suggestivi.

fotografare l'acqua luce miglioreFoto di Timothy Eberly su Unsplash

Le tecniche di scatto per fotografare l’acqua

L’acqua è un soggetto particolarmente difficile. È in continuo movimento, compie percorsi imprevedibili, riflette la luce. Trovare le giuste condizioni di esposizione e riuscire ad ottenere foto perfettamente a fuoco, può essere piuttosto arduo.

Per ottenere grandi foto dell’acqua, quindi, ti occorre una padronanza tecnica di livello superiore. Qui ti spiegherò quali sono le migliori impostazioni da adottare, anche a seconda del risultato che vuoi ottenere.

Impostazione dei tempi

Quando fotografi l’acqua, hai sostanzialmente due opzioni: congelare il movimento oppure accentuarlo.

Se sei davanti ad una cascata o un ruscello e vuoi esaltare il fragore e la potenza delle onde, ti servirà un tempo di scatto velocissimo (ad esempio 1/1000). Tempi di questo tipo bloccheranno il percorso delle gocce. Otterrai foto di questo tipo:

Fotografare l'acqua con tempi velociFoto di Derick McKinney su Unsplash

Al contrario, scattare con tempi di posa più lenti ti consentirà di “registrare”, attraverso il sensore della fotocamera, il movimento percorso dalle goccioline d’acqua. È la tecnica del “motion blur”. Quando tale tecnica viene applicata all’acqua, viene generalmente definita “effetto seta”. Il risultato sarà questo:

Fotografare l'acqua con tempi lentiFoto di Marc Wieland su Unsplash

Per ottenere l’effetto seta, dovrai fare estremamente attenzione ai tempi di scatto. Il tempo giusto per ottenere buoni risultati dipende da quanto si muove l’acqua. Grosso modo, più il movimento dell’acqua è lento, più lunghi dovranno essere i tempi di scatto.

Impostazioni di diaframma e profondità di campo

Nella maggior parte dei casi, una profondità di campo elevata sarà la scelta migliore. In questo modo avrai più facilmente tutto a fuoco, quindi il margine di errore si ridurrà.
Impostando un diaframma molto chiuso (da f/11 in poi) otterrai facilmente una profondità di campo molto estesa. Se usi un grandangolo, otterrai buoni risultati già a partire da f/8 (la profondità di campo aumenta se la lunghezza focale dell’obiettivo diminuisce).

Se hai intenzione di fotografare i dettagli e usare un teleobiettivo, il discorso si fa più complicato. La profondità di campo, infatti, è inversamente proporzionale alla lunghezza focale dell’obiettivo. Aumentando la lunghezza focale, quindi, la profondità di campo si restringe. Di conseguenza, aperture di f/11 potrebbero non essere sufficienti.

Fotografare l'acqua e apertura di diaframmaFoto di Joshua Woroniecki su Unsplash

Impostazioni di ISO

Come in ogni foto che scatti, la regola d’oro è sempre quella: tieni gli ISO più bassi possibile”. Aumentando gli ISO aumenta il rumore digitale, quindi la qualità della foto peggiora.

Quando fotografi l’acqua, però, potresti essere costretto ad alzare molto i tempi di scatto (se, per esempio, vuoi congelare il movimento). Se chiudi anche il diaframma per ottenere grande profondità di campo, ecco che la situazione diventa difficile.

Tempi veloci e diaframma è una combo che fa entrare pochissima luce in camera. Alzare gli ISO, quindi, diventa un obbligo. La soglia di sicurezza per non compromettere la qualità della foto dipende, molto banalmente, dalla qualità della tua fotocamera.

Una macchina fotografica entry level potrebbe avere grosse difficoltà a gestire elevati valori di ISO. Anche per questo motivo, è preferibile fotografare l’acqua di giorno, quando c’è abbondanza di luce.

Se, invece, hai intenzione di ottenere l’effetto seta, nessun problema. Anzi, probabilmente i tempi di scatto estremamente lenti ti obbligheranno a controllare l’eccesso di luce con dei filtri ND. Imposta dunque ISO sul valore più basso possibile.

Fotografare l'acqua e isoFoto di Peter Hoogmoed su Unsplash

La messa a fuoco

Un’altra situazione critica nel fotografare l’acqua è la gestione della messa a fuoco. In alcune situazioni potrebbe diventare estremamente complicato riuscire a mettere a fuoco senza sbagliare.

Immagina di essere in spiaggia e di voler fotografare le onde che si avvicinano verso di te. Anche se l’avvicinamento dell’onda ha velocità costante, la forma dell’onda può cambiare in continuazione. Utilizzare la messa a fuoco automatica, magari sul punto centrale, potrebbe essere poco efficace.

Anche la messa a fuoco automatica con inseguimento del soggetto potrebbe rivelarsi inefficace. Questo perché le onde sono un soggetto che cambia forma continuamente, quindi diventa quasi impossibile, per la fotocamera, riuscire a riconoscerlo e “inseguirlo”.

Per tutti questi motivi, la scelta migliore risulta spesso la messa a fuoco manuale. Sistema la fotocamera sul treppiede, prendi un punto di riferimento e scatta nel momento che ritieni più opportuno. Ecco che si rivela fondamentale lo scatto remoto. Con lo scatto remoto puoi concentrarti sulla scena, senza correre il rischio di movimenti di camera.

fotografare l'acqua e messa a fuocoFoto di frank mckenna su Unsplash

L’attrezzatura migliore per fotografare l’acqua

La maggior parte delle volte che fotograferai l’acqua, si tratterà di foto di paesaggio. Di conseguenza userai prevalentemente un grandangolo. Se decidi di concentrarti sui dettagli, invece, avrai bisogno di una lunghezza focale più elevata.

Come nelle foto di paesaggio, quindi, sarà fondamentale un treppiede di qualità. Il treppiede ti aiuterà a tenere la fotocamera ferma anche in situazioni complicate, come rocce, siepi o sabbia. Negli scatti con tempo di scatto lento, il treppiede è necessario per evitare il micromosso.

Come ti ho spiegato prima, quando fotografi l’acqua può rivelarsi fondamentale la possibilità di mettere a fuoco manualmente. Un ottimo treppiede ti faciliterà le operazioni di messa a fuoco manuale, perché non dovrai più spostare la fotocamera.

Altro accessorio fondamentale è il filtro ND. Se scatti con tempi lenti per ottenere l’acqua setosa, il filtro ND ti permette di allungare i tempi anche in pieno giorno. In questo modo eviterai la sovraesposizione.

Infine, un accessorio utilissimo è il telo per coprire la fotocamera e l’obiettivo. Dovendo posizionarti nei pressi di fonti d’acqua, può essere molto facile essere oggetto di schizzi. Una buona copertura eviterà qualunque problema.

Quindi, riassumendo, ecco l’attrezzatura di cui hai bisogno per fotografare l’acqua:

  • fotocamera
  • obiettivo grandangolare
  • teleobiettivo (per i dettagli)
  • treppiede
  • filtro ND
  • telo protettivo per fotocamere e obiettivi

fotografare l'acqua col treppiedeFoto di insung yoon su Unsplash

La composizione migliore per le foto dell’acqua

Quando fotografi l’acqua, ciò che solitamente vuoi enfatizzare è il movimento. Sia che tu scelga tempi veloci per congelare l’azione, sia per l’effetto seta, il protagonista è sempre il movimento dell’acqua.

Dal punto di vista fotografico, un trucco per far risaltare un movimento è quello di porlo in relazione con un soggetto completamente fermo. Se, poi, il soggetto fermo è completamente avvolto dall’acqua, il risultato diventa ancora più efficace.

Puoi sfruttare questi tipi di soggetto: scogli, pietre, ponti, porticcioli, alberi. Includerli nell’inquadratura aumentà la percezione del movimento dell’acqua. Sono solo alcuni esempi, ma puoi trovarne tantissimi, anche meno banali.

Qualche altro suggerimento. Se includi l’orizzonte, ricorda di tenerlo dritto. L’acqua segue per definizione la linea dell’orizzonte. Visto che è il soggetto della tua foto, un orizzonte storto lo farà percepire immediatamente come errore.

Infine, il consiglio più ovvio, ma che è bene sottolineare: se decidi di fotografare l’acqua, la protagonista assoluta deve essere l’acqua. Quindi deve occupare gran parte della tua inquadratura. Altrimenti difficilmente, chi guarda la foto, la riconoscerà come il soggetto principale del tuo scatto.

Fotografare l'acqua e composizione fotograficaFoto di Drew Farrell su Unsplash

Conclusioni

Leggendo questo articolo ti sarai reso conto della difficoltà tecnica nel fotografare l’acqua. Molto probabilmente i primi risultati non saranno buoni, ma non abbatterti. Io stesso devo ammettere che ancora oggi, quando ci provo, ho bisogno di parecchi scatti di rodaggio, prima di ottenere qualcosa di buono.

L’acqua è un elemento che, per definizione, è poco controllabile e imprevedibile. E tutto ciò che è imprevedibile, diventa difficile da fotografare. Se intendi congelare il movimento, ti consiglio di non lesinare con la raffica. Bastano poche frazioni di secondo per catturare lo scatto “perfetto”. Se aumenti gli scatti, quindi, aumentano le possibilità.

Se vuoi ottenere “l’effetto seta”, invece, dedica molto tempo alla pianificazione dello scatto. Studia l’inquadratura migliore, l’incidenza della luce e gli orari migliori. Ricordati sempre di includere un elemento “fermo”, che esalti il movimento.

Infine, scatta sempre in formato RAW. Vista la difficoltà di esporre correttamente, scattare in RAW ti permetterà di avere molte più possibilità di correggere eventuali errori in post produzione.

Articolo di Marco Morelli

Immagine di copertina di Mike Lewis HeadSmart Media su Unsplash

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