7 consigli per fotografare i monumenti

Dopo aver visto come fotografare un paesaggio urbano, molti di voi ci hanno chiesto di approfondire un tema più specifico: come fotografare i monumenti.

La richiesta è comprensibile, l’Italia è piena di monumenti meravigliosi e riuscire a fotografarli efficacemente può fare la differenza.

Nell’articolo sul paesaggio urbano ti ho mostrato, in generale, quale tipo di accorgimenti devi avere per ottenere il massimo in questo genere fotografico.

Concentrarsi sulla fotografia dei monumenti, però, è ancora più specifico. Per realizzare grandi scatti devi fare attenzione ad una serie di fattori. Quando fotografi i monumenti, infatti, il protagonista assoluto deve essere il monumento stesso.

Questo non significa che non puoi essere creativo, ma devi fare attenzione a non perdere di vista il soggetto principale della foto. Che è, appunto, il monumento.

In questo articolo ti spiegherò le migliori tecniche per fotografare i monumenti. Nello specifico ti parlerò di questi argomenti:

  • Fotografa i monumenti nel momento giusto
  • Sperimenta prospettive alternative
  • Sii creativo con la luce
  • Controlla la profondità di campo
  • Evita le persone
  • Converti in bianco e nero
  • Non esagerare con la post-produzione
Fotografare le statue

Foto di Mikhail | luxkstn su Unsplash

1. Fotografa i monumenti nel momento giusto

Anche nella fotografia dei monumenti e delle chiese, la giusta luce è fondamentale. I monumenti sono sempre ricchissimi di dettagli e per catturarli al meglio devi evitare la luce dura.

La luce dura (ad esempio a mezzogiorno) provoca ombre molto nette. I dettagli risulteranno alterati, perché saranno contornati da antiestetiche ombre nere. Ciò sarà particolarmente evidente quando fotografi chiese e palazzi storici, con le loro pareti ricche di lavorazioni artistiche.

Per questo motivo dovresti pianificare le tue uscite fotografiche all’alba o al tramonto. In queste fasce orarie la luce è più tenue e le ombre sono più morbide.

Altra situazione favorevole per fotografare chiese e monumenti è il cielo nuvoloso. Le nuvole, infatti, agiscono da diffusore naturale della luce. Con un cielo nuvoloso avrai anche più tempo per realizzare i tuoi scatti.

Fotografare i monumenti con luce nuvoloso

Foto di Diane Picchiottino su Unsplash

2. Sperimenta prospettive alternative

Come già ti ho spiegato nell’articolo dedicato alla fotografia urbana, in questo genere fotografico il rischio è di fare scatti banali.

Nella fotografia di monumenti questo rischio è ancora più alto, perché molte volte ti ritroverai a fotografare statue ed edifici storici, dove è più difficile essere creativi.

In questo caso la parola d’ordine è sperimentare. Puoi provare ad abbassare il punto di scatto per ampliare il senso di grandezza. Oppure puoi esplorare prospettive laterali per catturare dettagli insoliti.

Anche usare un teleobiettivo al posto del grandangolo può dare risultati molto creativi. Un teleobiettivo, infatti, appiattisce i piani, generando prospettive inusuali.

Fotografare Basilica di San Pietro

Foto di Axville su Unsplash

3. Sii creativo con la luce

Al punto 1 ti ho spiegato che è meglio avere una luce tenue per non avere ombre nette e catturare ogni minimo dettaglio. In alcune situazioni, però, può essere più interessante il contrario.

A volte proprio un’ombra netta può contribuire a dare carattere allo scatto. Immagina un colonnato o una statua che proietta la sua figura sul pavimento o su una parete. Oppure la luce che entra in una chiesa dalle vetrate.

Le situazioni interessanti possono essere innumerevoli. Il momento migliore è la fascia dopo mezzogiorno e prima del tramonto. Devi evitare, infatti, il sole a picco, perchè avrai assenza di ombre.

Allo stesso modo, anche un’ombra troppo allungata (come durante il tramonto) può essere poco adatta per “disegnare” su superfici come pavimenti o pareti.

Come fotografare i monumenti, interno chiesa

Foto di mostafa meraji su Unsplash

4. Controlla la profondità di campo

Quando fotografi i monumenti, è indispensabile avere il massimo dettaglio. In questo modo puoi davvero mostrare il monumento in maniera efficace, senza perderti nessun particolare. Per questo motivo ti serve una profondità di campo molto estesa. 

Cosa puoi fare per aumentare la profondità di campo? Puoi chiudere il diaframma, usare una lunghezza focale corta oppure allontanarti dal soggetto.

Quando fotografi i monumenti, solitamente usi un grandangolo (quindi una lunghezza focale sotto i 35mm). La distanza non è un problema, i monumenti sono grandiosi e spesso intoccabili, quindi molto spesso saranno lontani dal punto di scatto.
Di conseguenza non è indispensabile chiudere troppo il diaframma. Anche aperture di f/8 o addirittura f/5.6 possono essere sufficienti per ottenere una buona profondità di campo.

Fotografare monumenti con profondità di campo elevata

Foto di mostafa meraji su Unsplash

5. Evita le persone

Uno dei problemi principali quando devi fotografare i monumenti, è la presenza delle persone. È una variabile con cui devi fare i conti, perchè i monumenti più importanti sono anche molto frequentati dai turisti.

La conseguenza è quella di avere, molto spesso, scatti rovinati dalla presenza della gente. Questo può essere particolarmente frustrante, soprattutto quando hai poco tempo oppure sei in viaggio, quindi potresti non avere una seconda possibilità.

In questo caso puoi fare una cosa molto semplice: scegliere momenti della giornata meno frequentati dai turisti. Per esempio l’alba o la notte.

L’alba è indubbiamente il momento migliore, perchè oltretutto hai anche una luce favorevole. Se sei in vacanza, però, non è comodo alzarsi presto la mattina. Se poi, come me, sei anche abbastanza pigro, allora svegliarsi all’alba può diventare un’impresa titanica.

In alternativa puoi provare di notte. In questo caso le difficoltà sono dovute alla scarsità di luce oppure ad un monumento non adeguatamente illuminato. Per evitare di alzare troppo gli ISO, scatta con un treppiede e utilizza tempi più lunghi.

Proprio il treppiede, in realtà, può essere un accessorio utile alla soluzione più affascinante per evitare di includere le persone nella foto: le lunghe esposizioni di giorno.

Se imposti dei tempi di scatto molto lunghi (per esempio 10 secondi o più), le persone “spariscono” come per magia, perchè si spostano più velocemente rispetto al tempo di posa.

In questo caso ti servirà un filtro ND (a densità neutra), altrimenti l’eccesso di luce sovraesporrà le tue foto. Il filtro più indicato è un ND 1000, grazie al quale puoi recuperare 10 stop di esposizione.

Fotografare monumenti con lunga esposizione

Foto di Andres Garcia su Unsplash

6. Converti in bianco e nero

Nella fotografia di monumenti, gli aspetti più interessanti sono le trame e le texture. Alcune facciate di chiese, per esempio, hanno lavorazioni artistiche incredibili. Esse stesse diventano il soggetto della foto, senza necessità di fotografare anche il contesto.

Convertire uno scatto in bianco e nero può esaltare questi dettagli, perchè farà concentrare l’osservatore proprio sul “disegno” artistico. Anche eventuali impurità o sporcizia delle superfici diventeranno meno evidenti.

Anche la fotografia alle statue può trarre grande giovamento da una conversione in bianco e nero. In questo caso luci e ombre daranno maggiore tridimensionalità al soggetto.

Infine, col bianco e nero puoi ridurre anche l’invadenza visiva dei turisti o delle automobili, che coi loro colori attirano inevitabilmente l’attenzione.

Fotografare monumenti in bianco e nero

Foto di Gerard Pijoan su Unsplash

7. Non esagerare con la post-produzione

Una volta che hai concluso la tua uscita fotografica e aver catturato le tue meravigliose fotografie di monumenti e chiese, non ti rimane che fare post-produzione per migliorare i tuoi scatti.

Questo momento è fondamentale, perchè puoi migliorare i tuoi risultati o rovinarli irrimediabilmente.

La post-produzione è una fase cruciale del processo fotografico. Vale in generale, ma in special modo nella fotografia di monumenti.

Nella fotografia dei monumenti il protagonista assoluto è… il monumento. Una foto di successo esalta la bellezza del monumento, riproducendola più fedelmente possibile. Una post-produzione troppo accentuata ne altera inevitabilmente le caratteristiche estetiche, finendo per depotenziare il risultato finale.

Spesso si vedono sui social foto di monumenti famosi completamente alterate, con HDR improbabili e cieli dai colori saturi che attirano solo l’attenzione.

Ecco alcune operazioni di post-produzione che andrebbero fatte:

  • raddrizzare l’orizzonte
  • eliminare le distorsioni (per questo motivo scatta in formato RAW)
  • schiarire le ombre
  • scurire le alte luci
  • migliorare il contrasto
  • eventualmente convertire in bianco e nero

Questo, invece, è quello che NON dovresti fare:

  • esagerare con l’HDR
  • saturare troppo le foto
  • esagerare con la chiarezza
Fotografare monumenti e post produzione

Foto di MEMORIES ARE US su Unsplash

Conclusioni

La fotografia a monumenti e chiese è una variante molto interessante del paesaggio urbano. Concentrarti su questo genere di scatti non è semplice, perchè il rischio di ottenere il banale “effetto cartolina” è molto alto. Molti fotografi, addirittura, evitano completamente questo genere di soggetti, proprio perchè scontati.

Il rischio, però, è quello di fare un bel viaggio, scattare tante fotografie, ma faticare a far capire in che posto ti trovavi. È successo più di una volta anche a me, quindi non devi sorprenderti.

Questi 7 consigli possono aiutarti a trarre il massimo da foto a monumenti, chiese ed edifici storici. Una volta padroneggiata la tecnica migliore, non ti sarà difficile riuscire ad essere più creativo anche in questo genere fotografico. Il segreto, come sempre, è quello di provare e riprovare.

Articolo di Marco Morelli

Foto di copertina: Luiza Giannelli su Unsplash

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