Dietro all’obiettivo un progetto di vita – Intervista a Mirko Manzo

Mirko Manzo di Salerno, nato nel 1990, ha una bella storia da raccontare, una storia di vita e di fotografia… perché, a volte, la fotografia ti salva la vita!

Il mio primissimo approccio alla fotografia – racconta Mirko – è nato per puro caso dopo essere stato licenziato, in seguito ad un infortunio, dal Mercato Ittico generale di Salerno dove caricavo e scaricavo merci. Comprai a fine del 2013 una Nikon D3200 semplicemente perché lo smartphone non mi bastava più. Non credevo di avere attitudini particolari come fotografo e il mio unico scopo era scattare immagini da tenere come ricordo.  Sin dai primi click iniziai però ad appassionarmi, fotografavo per istinto ma contemporaneamente, senza accorgermene, stavo imparando le regole della tecnica fotografica. Col tempo e l’esercizio, i risultati miglioravano e le mie foto iniziavano a ricevere i primi apprezzamenti. Decido quindi di investire ancora di più per migliorare il mio corredo fotografico”.

Poi succede una cosa sconvolgente, una di quelle cose che mai nessuno vorrebbe sentirsi dire.

“Nel 2014 – prosegue Mirko – mi viene diagnosticato un cancro al secondo stadio. Mi operano e subisco un pesantissimo ciclo di 21 chemioterapie. Ho capito proprio durante questa tremenda esperienza, quanto per me fosse importante la fotografia. Ero sul lettino d’ospedale attaccato ai macchinari  con le chemio e non vedevo l’ora di ritornare a star bene per riprendere a fotografare: purtroppo per circa 4 mesi non ho avuto nemmeno la forza di tenere la reflex in mano viste le mie condizioni di salute. Dopo essermi ripreso, ancora più convinto di prima,  ho investito ancora per passare ad una fotocamera Full-Frame. Contemporaneamente  sentivo sempre più forte e mia, la passione per la fotografia. Decido così di tentare la strada professionale e apro la partita iva”.

Sguardi - Mirko Manzo

Assieme a passione, studio e costanza le soddisfazioni per Mirko iniziano ad arrivare ed assieme a loro i primi riconoscimenti come un servizio fotografico pubblicato su “Bikers Life” ambientato a Verona, la fotografia qui sopra che finisce in uno spot della Nikon e altro ancora.

“Nella mia città – dice orgoglioso Mirko – mi sto facendo conoscere molto. L’anno scorso ho deciso di realizzare un progetto sulla danza intitolandolo “Ballerina Project” composto da 17 scatti dedicati, in ambientazioni molto diverse tra loro che ha avuto grande successo, facendomi notare e contattare anche dal Maestro Stefano Angelini – ballerino di Carla Fracci”.

Ballerina Project - Mirko Manzo

Ballerina Project - Mirko Manzo

Ballerina Project - Mirko Manzo

Ballerina Project - Mirko Manzo

Ballerina Project - Mirko Manzo

Ballerina Project - Mirko Manzo

Qual è il tuo stile?

Il mio stile è molto improntato sul posato da effetto “WOW” e penso di avere una buona abilità a gestire le luci e a creare atmosfere suggestive. Sono convinto che la gestione della luce sia alla base della fotografia, poi se questo è abbinato ad un occhio creativo e un pizzico di fortuna sei sulla buona strada. Amo la post-produzione, penso sia il completamento dell’opera d’arte, un passaggio che perfeziona qualcosa di bello ma magari, non abbastanza… C’è sempre margine per migliorare.

Ci sono fotografi a cui ti ispiri?

No, a dir la verità no. Non ho mai voluto alcun tipo di contaminazione dagli stili altrui, ma al contrario ho cercato fortemente di maturare uno stile che mi rendesse riconoscibile subito agli occhi dell’osservatore, dando a volte, diverse chiavi di lettura.

Le tue immagini hanno un tocco quasi surreale, che cosa ricerchi nell’atmosfera di uno scatto?

Spesso tendo a ricreare atmosfere quasi oniriche, fondamentale per me, è la gestione delle luci e della composizione. Spesso quando sono sul set è come se decifrassi l’ambiente che mi circonda e lo plasmassi a mio piacimento in base all’idea che ho impressa nella mente dello scatto “finale”. Fondamentalmente nei miei scatti tendo a cercare e a raggiungere una sinergia quasi perfetta tra il soggetto e il background.

The coast of Paradise - Mirko Manzo

Parlaci di come gestisci il processo di post-produzione

Parto dal presupposto che per me ogni scatto nasce già con una propria identità, che andrà poi rafforzata e ottimizzata con vari processi di post-produzione. Il difficile sta nel leggere questa identità in fase d’acquisizione e svilupparla successivamente con la lavorazione che non farà altro che portare lo scatto più vicino al pensiero che ho mentalmente visualizzato. Nelle mie foto mi piace essere perfezionista e meticoloso, adoro curare ogni piccolo dettaglio che sia l’enfatizzare un riflesso negli occhi oppure rendere meno visibile un elemento di disturbo sullo sfondo, tutto deve essere armonico. Dò un ruolo fondamentale alla post-produzione, in questi quasi 3 anni mi sono evoluto e migliorato scatto dopo scatto cercando di arrivare sempre ad una cura maggiore di ogni aspetto. Per alcune foto ho post prodotto anche per 4 ore totali, ma fortunatamente gli sforzi poi hanno ripagato.

Portrait - Mirko Manzo

Broken heart in a rainy day - Mirko Manzo

Impotenza in un abbraccio - Mirko Manzo

Il rapporto tra il fotografo e una modella/modello è molto particolare. Come riesci a tirare fuori lo scatto che desideri con chi hai davanti?

Di base sono una persona molto estroversa, cerco di mettere a proprio agio chi si trova davanti all’obiettivo. Preferisco lavorare con spensieratezza, credo giovi a tutti, infatti spesso si ride e si fanno battute per smorzare l’imbarazzo e l’agitazione del momento. Spensieratezza però non significa “leggerezza” perché sui set comunque pretendo il massimo, in primis da me stesso, dai modelli e anche dallo staff (aiuto luci, videomaker, make-up artist).

Il tuo sogno nel cassetto fotograficamente parlando?

Sostanzialmente il mio sogno lo sto già vivendo in piccola parte, ovvero quello di essere conosciuto ed apprezzato, quello di essere “ricercato” e seguito per il mio stile e la mia professionalità.

Uno dei posti che a breve spero di riuscire visitare è l’Islanda perché da un po’ mi è nata la passione per i paesaggi e vorrei perdermi sotto l’aurora boreale e scattare per notti intere tornando a casa con un bottino fotografico non da poco.

Il Cacciatore di Stelle - Mirko Manzo

Progetti futuri?

Un progetto grosso composto da circa 10 scatti totalmente ambientati e curati in ogni aspetto, dai significati molto profondi. Non vorrei svelare nulla in anticipo, ma posso dire che per completare il tutto avrò bisogno di circa un anno. Il fulcro del progetto sono i disturbi e le dipendenze dell’essere umano. Per il resto è tutto ancora top secret.

Dove possiamo vedere le tue immagini?

Mi farebbe immensamente piacere essere seguito sul mio profilo personale che curo giorno per giorno e dove c’è un album dedicato ai miei lavori migliori intitolato “Best Of Mirko Manzo Creative Photographer”.

Intervista a cura di Gian Luca Marino: Facebook | Twitter | Instagram

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