Iperfocale: Cos’è e Come si Usa

Cos’è l’Iperfocale

La definizione che trovi in Wikipedia dice:

La distanza iperfocale è la distanza più ravvicinata alla quale una lente può mettere a fuoco mantenendo accettabilmente nitidi gli oggetti all’infinito. Quando la lente mette a fuoco a questa distanza, tutti gli oggetti che si trovano a una distanza che va da metà della distanza iperfocale fino all’infinito saranno accettabilmente nitidi. È la distanza che permette la maggior profondità di campo, in relazione all’apertura del diaframma e alla focale dell’obiettivo (lunghezza focale).

Quello che faremo in questo articolo è chiarire quanto contenuto in questa definizione tanto densa di concetti.

Grafico per distanza iperfocale
In questo grafico puoi vedere la rappresentazione dell’iperfocale calcolata con una lunghezza focale di 28mm. Sull’asse delle ascisse trovi la distanza espressa in metri; sull’asse delle ordinate invece trovi le varie aperture del diaframma. Ma ciò che è più interessante è la parte in basso sotto il grafico. Qui viene ben evidenziato con un disegno. la distanza iperfocale, la fascia anteriore alla distanza iperfocale dove hai ancora una nitidezza accettabile, e la distanza massima di nitidezza accettabile. (@Depositphotos)

Volendo usare parole più semplici: l’iperfocale è la distanza minima di messa a fuoco per avere tutti gli elementi “accettabilmente” nitidi fino all’infinito. Permette di ottenere la massima profondità di campo che è possibile ottenere combinando due fattori, che sono l’apertura del diaframma e la lunghezza focale dell’obiettivo utilizzato.

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Profondità di campo e messa a fuoco

Il concetto di distanza iperfocale è strettamente collegato al concetto di profondità di campo. La profondità di campo serve per mettere a fuoco. Puoi utilizzarla principalmente per ottenere due risultati:

  1. ottenere un soggetto a fuoco e sfocare lo sfondo 
  2. mettere tutto a fuoco, per avere una fotografia completamente nitida. 

1. Soggetto a fuoco e sfondo sfocato

Mettere a fuoco il soggetto e sfocare lo sfondo è una tecnica che si utilizza soprattutto nella fotografia di ritratto, quando si vuole isolare il soggetto mettendolo in evidenza rispetto a tutto il resto.

In pratica, per ottenere questo effetto, devi mettere a fuoco il soggetto in primo piano; dopodiché ti basterà aprire il diaframma proporzionalmente alla quantità di sfocato che desideri ottenere.

Ritratto di donna in primo piano. Lo sfondo è sfocato
Ritratto di donna: per mettere in evidenza il soggetto, ovvero la donna in primo piano, è stato sfocato lo sfondo, utilizzando un’ampia apertura di diaframma (@Depositphotos)

2. Fotografia tutta a fuoco

Altro discorso invece se vuoi ottenere un’immagine completamente nitida. Di solito si compie questa scelta nelle fotografie di paesaggio, in cui si vuole avere tutta la scena nitida, dal primo piano fino allo sfondo. Come saprai, se utilizzi un diaframma chiuso (numero f alto), ottieni una maggiore profondità di campo, ovvero uno sfondo più nitido. 

Pesaggio marino con ampia profondità di campo
Grazie all’iperfocale, in questa immagine sia la parte primo piano (le rocce) che l’isola in lontananza sono accettabilmente nitide. (@Depositphotos)

Nella fotografia di paesaggio, l’unico modo per riuscire ad avere tutta l’immagine a fuoco è utilizzare la distanza iperfocale.

Tirando le fila, la profondità di campo dipende da:

  • lunghezza focale della lente  
  • diaframma.

E poiché l’iperfocale è una particolare distanza di messa a fuoco, possiamo trarre la conclusione che anche l’iperfocale dipende da questi due fattori.

Tecnica dell’Iperfocale: a cosa serve

Se è facile ottenere il primo tipo di profondità di campo che abbiamo analizzato, ovvero quello del soggetto nitido e dello sfondo sfocato, non altrettanto semplice è avere tutto nitido dal primo piano di messa a fuoco all’infinito.

Ed è proprio in questi casi che torna utile l’utilizzo dell’iperfocale. Grazie alla tecnica dell’iperfocale possiamo mettere a fuoco sia il soggetto in primo piano che lo sfondo.

Iperfocale: come si usa

Vediamo innanzitutto come si utilizza l’iperfocale. Per semplificare al massimo (approfondiremo a breve, ma voglio che tu capisca in concreto come fare):

  1. Imposta la messa a fuoco su manuale (escludi perciò l’autofocus)
  2. Calcola la distanza iperfocale
  3. Non mettere a fuoco sul soggetto, ma su un punto che rappresenta la “distanza iperfocale”, e che si trova tra il soggetto e l’infinito. Questa distanza dipende dalla lunghezza focale dell’obiettivo e dall’apertura del diaframma. 

Se metti a fuoco alla distanza iperfocale, otterrai sia il primo piano che lo sfondo nitidi.

Ti starai domandando come fare a calcolare questa fantomatica distanza… lo vediamo subito.

Come si calcola l’Iperfocale

I fattori che dobbiamo tenere in considerazione per calcolare l’iperfocale sono:

  • lunghezza focale dell’obiettivo, scelta per lo scatto
  • apertura del diaframma
  • sensore della fotocamera

Se imposti delle lunghezze focali ampie (ad esempio grandangolari, supergrandangolari e fisheye) è più facile ottenere come risultato immagini completamente a fuoco con la tecnica dell’iperfocale (la profondità di campo di questi obiettivi è molto ampia, il che aiuta).

L’apertura di diaframma è il secondo fattore che incide: se lo chiudi aumenta la profondità di campo, se lo apri si riduce

Per calcolare la distanza iperfocale esiste una formula matematica, ma non ti spaventare, abbiamo anche dei metodi e degli strumenti più facili e immediati, che vedremo tra poco.

Giusto per conoscenza, quella che trovi qui sotto è la formula per calcolare l’iperfocale:

H= f² / (N*c)

dove:

  • H è la distanza iperfocale, ovvero la distanza che vogliamo trovare e che ci serve per mettere a fuoco.
  • f è la lunghezza focale impostata sull’obiettivo
  • N è l’apertura del diaframma
  • C è il circolo di confusione e dipende dal sensore della fotocamera utilizzata (per APS-c: 0,016mm; per FF: 0,026mm)

Il circolo di confusione è quel parametro che indica la soglia oltre la quale lo sfocato di una foto (che come abbiamo spiegato è sempre presente in una certa misura) diventerà percepibile ai nostri occhi.

Ma tranquillo, ora che conosci la formula matematica ….. puoi tranquillamente dimenticarla. 

Esistono infatti dei metodi più semplici e più immediati, ma soprattutto comodi, per calcolare la distanza iperfocale:

  1. Tabelle
  2. App
  3. Metodi pratici

Tabelle per il Calcolo dell’Iperfocale

Esistono delle tabelle che contengono già tutte le iperfocali calcolate per le varie combinazioni di diaframmi e lunghezze focali, sia per APS-C che Full Frame.

Qui sotto te ne metto un esempio.

Tabella di calcolo della distanza iperfocale
La tabella serve per trovare la corretta distanza iperfocale dati l’apertura del diaframma e la distanza. E’ divisa in due parti: nella parte superiore trovi l’iperfocale per fotocamere APS-C. Sotto invece trovi l’iperfocale per le Full Frame. Incrociando i dati di apertura di diaframma e lunghezza focale, trovi il valore corrispondente di distanza iperfocale alla quale mettere a fuoco.

Può essere utile stampare la tabella e portarne una copia sempre con te; soprattutto se ti trovi a dover fotografare in zone dove il collegamento internet ti può abbandonare e non puoi quindi usare le molto più comode app che vedremo tra poco.

App per il calcolo dell’Iperfocale

Ci sono molte app, che dovrai semplicemente installare sul tuo smartphone e utilizzare all’occorrenza.  Ne esistono sia per android che per IOS.

Giusto per elencarne alcune:

se hai uno smartphone Android: DOF Calculator, Hyperfocal Calculator, Hyper Focal pro, DOF Simulator; se hai un Iphone: DOF Table, Iperfocale, Hypefocal, Focus Calcolatore Iperfocale….

App Hyperfocal calculator
Schermata dell’app Hyperfocal Calculator per calcolare l’iperfocale

L’offerta è molto ampia: alcune sono a pagamento, altre no. Avrai solo l’imbarazzo della scelta.

Come si calcola in pratica la distanza iperfocale utilizzando queste app? E’ molto semplice. Ad esempio, io utilizzo Hyperfocal Calculator, ma funzionano tutte più o meno allo stesso modo.  Ovvero:  

  • occorre indicare il sensore utilizzato, (alcune app, come ad esempio HyperFocal, ti chiedono il modello di fotocamera che stai usando)
  • indicare la focale dell’obiettivo scelta per scattare
  • indicare l’apertura del diaframma
  • indicare la distanza del soggetto

Impostando solo questi pochi dati, l’app calcola alla velocità della luce la distanza iperfocale (chiamiamola X).

Dalla distanza X sarà tutto nitido fino all’infinito. Inoltre indica anche il punto più vicino di messa a fuoco.

Con questi parametri puoi impostare la fotocamera. 

La tecnica dell’Iperfocale funziona sempre?

Ok, adesso che sappiamo a cosa serve l’iperfocale e come si calcola la distanza iperfocale abbiamo un problema: come fare sul campo? dobbiamo sempre muoverci con un metro? (a volte anche moooolto lungo?). Oppure ci sono altri modi che ci possono aiutare?

Si, effettivamente, una volta calcolata la misura della distanza iperfocale, devi capire come mettere a fuoco in quel punto, proprio a quella esatta distanza.

  1. Puoi usare la scala metrica che viene indicata sugli obiettivi. Però gli obiettivi più moderni, a differenza di quelli più datati,  a volte non hanno l’indicazione precisa sul barilotto della scala metrica.
  2. Un altro metodo, più pratico ed empirico, consiste nel mettere a fuoco sul primo terzo inferiore dell’inquadratura. Mi spiego meglio. Sai che la distanza iperfocale permette di mettere a fuoco in uno spazio davanti al punto di messa a fuoco iperfocale (corrispondente a circa un terzo verso la fotocamera), e due terzi oltre il punto di messa a fuoco iperfocale (il tutto se valutiamo un’immagine scattata con con grandangolare e un’apertura di diaframma di f/11). Perciò puoi provare a mettere a fuoco in quel punto (approssimativamente), e poi controllare lo scatto.
  3. Puoi sfruttare il Live View: il display della fotocamera è molto utile per verificare lo scatto. Puoi provare ad aumentare l’ingrandimento sulle parti più vicine (in primo piano) e più lontane dell’immagine per controllarne la nitidezza. E se ti accorgi che qualcosa non è andato per il verso giusto, puoi riprovare aggiustando i parametri. Ti starai domandando come fare a capire quali correzioni apportare per ottenere la zona di nitidezza che vuoi.  Devi semplicemente osservare l’immagine: se noti che lo sfondo non è nitido, devi impostare la messa a fuoco spostandola di più verso quella direzione, cioè più lontano rispetto alla fotocamera. Se invece è il primo piano che non è a fuoco, devi spostare la messa a fuoco verso il primo piano (cioè in direzione della fotocamera.
Particolare di un obiettivo con idicazione della scala metrica
In questo particolare di un obiettivo nota la scala metrica e quella dei diaframmi. In questo modo impostare l’iperfocale è semplice (@Depositphotos)

Considerazioni finali

L’Iperfocale è un concetto che di primo acchito spaventa un po’ tutti. Come tutto ciò che non si conosce. Ma è sufficiente comprenderne la teoria, il suo funzionamento e le modalità di utilizzo per rendersi conto che alla fine non è così difficile da applicare. 

Qui abbiamo visto gli strumenti che ti aiutano a calcolare la distanza iperfocale, e alcuni trucchi per applicarla empiricamente. Oggettivamente è davvero più semplice di quello che potrebbe sembrare.

Abbiamo visto che è più facile sfruttare l’iperfocale con obiettivi grandangolari e con diaframmi chiusi.

Di norma, l’iperfocale viene utilizzata molto nella fotografia di paesaggio e nella street photography.

Nella fotografia di paesaggio perché di solito si vuole mettere “accettabilmente a fuoco” un soggetto davanti al paesaggio e contemporaneamente cercare di avere tutto il paesaggio nitido a una ampia profondità di campo.

Nella Street Photography perché aiuta il fotografo ad avere un’area in cui tutti i soggetti presenti sono accettabilmente a fuoco. Il fotografo, in questo caso, utilizza la messa a fuoco manuale alla distanza iperfocale per mettere a fuoco in anticipo tutti i soggetti che entreranno in una determinata area. In questo genere di fotografia, dove “non c’è tempo”, e dove i soggetti si muovono velocemente, dove occorre essere veloci, l’uso dell’iperfocale permette di non perdere occasioni di scatto. Utilizzare l’autofocus in queste situazioni è davvero difficile.

Attento però, perchè non puoi usare la tecnica dell’iperfocale in ogni situazione. Occorre infatti che la scena sia illuminata a sufficienza, oppure che tu riesca a trovare una corretta esposizione senza fare affidamento sulla luce che entrerà dal diaframma, perché sarà “chiuso”. E come sicuramente sai in tante situazioni di luce scarsa, una buona apertura di diaframma aiuta a esporre correttamente la scena.

Infine una piccola nota: non confondere l’iperfocale con il focus stacking. Le due tecniche hanno principalmente due finalità differenti.

Foto di una testa d'aglio fotografata con la tecnica del focus stacking
A differenza dell’iperfocale, con la tecnica del focus stacking si ottiene una foto con tutte le parti del soggetto perfettamente a fuoco. Per ottenere questa foto sono state scattate più foto, che poi sono state unite insieme grazie a Photoshop. (@Depositphotos)

Se, come dice la definizione di Wikipedia, l’iperfocale non permette di avere tutta l’immagine a fuoco, ma solo una fascia di nitidezza (più o meno ampia, all’interno dell’immagine stessa), il focus stacking ha la finalità di mettere tutto a fuoco. Viene utilizzato principalmente nella fotografia macro, quando è necessario avere la massima nitidezza in tutte le parti del soggetto. Si scattano tante foto, tutte nitide e a fuoco, del primo piano e dei vari piani di fuoco fino alla sfondo. Dopodiché si utilizza un programma di post-produzione come può essere Photoshop per unire tutte le foto e ottenerne una completamente a fuoco.

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