L’ essenza della Street Photography

La fotografia di strada è diretta (ricordate la straight photography?), niente è messo in scena e devi preoccuparti di reagire molto velocemente, altrimenti il momento è andato per sempre.

Può sembrare ovvio, ma invece la Street Photography è un gioco complesso.

Solo il fotografo consapevole di ciò otterrà risultati importanti, attraverso molta pratica e dedizione.

Si possono ottenere buoni risultati quando si riesce a sviluppare una buona tecnica e questo passa anche attraverso un’eccellente conoscenza della fotocamera e dell’obiettivo.

Oltre a una vera immersione nella realtà che si sta fotografando, diventando sensibili, empatici con l’ambiente in cui ci si trova a lavorare.

La maggior parte dei neofiti che ho trovato nei miei workshops, che provengono da una formazione decisamente più formale e accademica, magari fatta esclusivamente su libri, non sono in grado di catturare un momento decisivo.

Questo accade in primo luogo per la mancanza di educazione visuale.

La fotografia di strada infatti deve essere nutrita da tante letture, da una cultura che non include solo la fotografia, ma ad esempio altre arti quali cinema, pittura e musica. (Vedi l’articolo sull’ispirazione nella fotografia di strada)

Da un punto di vista squisitamente tecnico poi, noto spesso che i miei studenti sono estremamente lenti.

Non sanno come preparare la fotocamera per un determinato scatto, o pensano troppo ad aggiustare i vari settaggi, e questo si traduce la maggior parte delle volte in una foto persa.

Quando guardo i loro scatti, nel primo feedback fatto direttamente sulle foto nell’LCD della loro fotocamera, spesso vedo  immagini che non possiedono una vera ragione che giustifichi l’aver scattato.

Molte foto sono cioè senza un vero contenuto. Capita.

Altre volte invece vedo foto in cui la situazione mostrava di avere un potenziale, ma che non è stato sfruttato nel migliore dei modi.

I soliti blog su internet danno delle ricetta uniche, che vorrebbero essere universali, quando in fotografia – insisto – non esiste un modo unico di portare a casa un buon risultato.

Qualunque cosa è relativa.

Per esempio, noi con le nostre fotocamere digitali possiamo fare conto sull’AF, mentre i grandi fotografi di strada degli anni ’60 e ’70 no.

Ma un buon fotografo si adatta al mezzo, ed è in grado di scattare una buona foto con e senza l’autofocus.

Ogni fotocamera ha il suo “carattere” e determinate caratteristiche: sta a noi scoprirle e adattare il nostro metodo di conseguenza.

O, detto in altre parole, ogni macchina fotografica fa storia a sé, perché ogni fotocamera ha i suoi segreti e le sue soluzioni.

C’è solo una cosa certa: se il fotografo sta ancora regolando la fotocamera mente l’azione si svolge, molto probabilmente perderà lo scatto.

Per evitare questo, come detto, è fondamentale conoscere la nostra fotocamera.

Se per esempio l’otturatore ha un ritardo di ½ secondo e tu non ne tieni conto, lo scatto sarà già perso.

La foto potrà anche essere, uhm, okay, ma non è questo il tuo scatto, quello che avevi visto e che volevi.

Te lo sei perso a causa della tua lentezza operativa.

Guarda questo brevissimo video realizzato da Gianluca Marino:

Quando sei per strada devi essere veloce. Setta la tua fotocamera. Quando è il momento, basta alzarla e scattare la foto!

In questo video per me è sintetizzata l’essenza della street photography. Fotografare è questione di attimi.

Joel Meyerowitz si raccomanda di portare la fotocamera al viso, inquadrare e scattare all’ultimo momento, quello buono per ottenere la foto che vogliamo.

Adesso vi mostro la foto che ho fatto durante quel breve video:

Certamente non la mia foto migliore, ma che importa? Ho catturato esattamente quello che volevo, lo sguardo della ragazza che passava.

Non si tratta di come utilizzi questa o quella funzione speciale, quanto piuttosto di come disponi la fotocamera, di come gli permetti di lavorare per quel dato scatto e di come queste decisioni ti consentano di portare a casa l’immagine che desideri.

Si tratta, come ho detto, di essere veloci.

Perché la maggior parte del tempo per strada è un gioco di reazione in cui l’istinto è una parte rilevante.

Soprattutto quando ci troviamo in una situazione di incontro, come nel caso di questa foto, dovresti dimenticarti l’idea di fare molti scatti dello stesso soggetto perché tanto non funzionerà.

Soprattutto se il tuo obiettivo è ottenere una immagine che sia in grado di mostrare tensione, dinamismo, quella cosa che io amo chiamare “energia”.

Ricorda che la Street Photography non riguarda il fatto di avere qualcosa di aggiustato e pensato eccessivamente, non si tratta di avere uno scatto perfetto: è molto più importante essere in grado di catturare una foto che abbia qualcosa da comunicare.

È un equilibrio snervante tra l’attesa e la velocità, e quando vedi che tutto raggiunge quel momento, il momento in cui fai clic, e sì, hai l’immagine … l’immagine che avevi pensato!

Joel Meyerowitz ci dice: “Si scende a rischiare, ancora e ancora. Se rischi di uscire fuori, se rischi di fare foto che non sono buone, potresti scoprire qualcosa in una fotografia che è la chiave. La vera porta per il tuo interesse.”

Io ho adottato questa filosofia, e tenendo molto in considerazione anche il mio ruolo di “divulgatore” e di docente di fotografia di strada, per me è importante condividere, senza reticenze.

Non prendiamoci in giro: nessun fotografo è Dio. Tutti, senza eccezione, fanno fotografie buone, meno buone e perfino pessime.

Il fatto che poi non si mostrino quelle venute male è un altro discorso.

Ma per me è così importante raccontare dell’esperienza in strada, ormai questo lo avrai capito, che non mi nascondo, non ho reticenze con le mie foto.

Più sotto in questo articolo troverai 10 foto.

Le ho fatte in rapida successione.

Mi trovavo in un luogo trafficato, con diverse opportunità.

Ho camminato veloce e ho scattato quando ho visto un momento interessante ed ho riconosciuto energia all’interno del fotogramma.

La fotocamera digitale mi ha aiutato, ma posso assicurarti che faccio lo stesso anche con fotocamere a pellicola (è successo a Roma, non molto tempo fa) quindi non mi dire che solo con il digitale possiamo permetterci di farlo.

Sono pazzo a mostrare anche gli scatti mediocri?

Non solo, ma il fatto è che penso siano molto noiosi quelli che mostrano solo le foto che considerano  buone.

Siamo fotografi di strada, facciamo molte foto in strada e, a volte, scattare di più fa parte del gioco per entrare in una mentalità particolare.

Non sono preoccupato di rivelarlo. Questo è il risultato di ciò che ho prodotto in 4 minuti. Spero possa essere utile per i lettori di reflex mania.

Ancorati ad un’idea della foto perfetta, molti mi pare si perdano una delle grandi opportunità offerte dalla fotografia: quella di comunicare.

Se, sa una parte, sono d’accordo sul curare l’aspetto formale della nostra fotografia, non credo invece nel perseguimento indefesso di regole.

Tutto dovrebbe rispondere alla scena che abbiamo di fronte, e basandoci su quella dobbiamo fare le “nostre” regole.

Si parla spesso di fotografia imperfetta, addirittura di anti composizione, ma spesso è un concetto che rimane sulla carta e che quasi mai è applicato dai fotografi. Che, diciamocelo, non hanno il coraggio di mostrare foto considerate sbagliate.

Quello che invece a me interessa principalmente come fotografo documentarista è offrire uno sguardo sincero e legato alla realtà (per quanto fallace possa essere ogni tentativo di riprodurre la mera realtà) e comunicarla attraverso i tanti dettagli dentro la fotografia.

Atteggiamento fotografico certamente rischioso, perché se non padroneggi la tecnica rischi di far solo perdere l’occhio nel fotogramma, senza trovare un senso.

Fare street photography implica rischio, dedizione, pazienza. E’ un altro modo, un modo completamente diverso di fare e vivere la fotografia.

Per me non si tratta certamente di stare attenti a voler apparire sempre bene: se è vero che si fa fotografia di strada essenzialmente per noi stessi, non vedo perché uno debba essere rigido nel voler presentare solo le foto che si pensano siano quelle buone.