Le 10 caratteristiche del fotografo bravo. Ma proprio bravo

Prova ad andare su un forum o in gruppo Facebook e lancia una discussione su un tema tipo: come si riconosce un bravo fotografo da uno scarso? Riceverai opinioni assurde, sballate, pazzesche, qualche idea buona, numerosi insulti e in breve il tutto degenererà in un casino pazzesco.

Diciamo subito (così mi levo lo scrupolo di dire qualcosa di intelligente prima del cazzeggio che seguirà) che i fotografi bravi non esistono, esistono persone che sanno pensare, provare emozioni e comunicarle grazie alla fotografia. Augh!

Ad ogni modo voglio venirti incontro, esserti d’aiuto nel malaugurato caso un giorno tu volessi sfrugugliare (voce del verbo sfruguglio = stimolare, sollecitare) la Rete proponendo discussioni inutili come quella in apertura, e ti offro queste dieci considerazioni, massimamente inutili ma anche immensamente intelligenti e profonde.

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Questi consigli è bene utilizzarli insieme ai 10 consigli del post precedente: con quelli hai appreso come “barare” e sembrare esperto anche se non lo sei, con questi consigli invece potrai identificare quei fotografi con cui è bene evitare assolutamente di barare, perché ne sanno troppo più di te: a sentir loro ne sanno troppo di più di chiunque popoli il globo terraqueo. Inutile provare a contraddirli.

Semmai potresti far tesoro dell’esperienza e diventare come loro. Ma te lo sconsiglio. Per quel che vale, ricorda che abbiamo bisogno di persone in grado di emozionarsi ed emozionare, non di palloni gonfiati. Ma senza dubbio i secondi hanno una maggiore popolarità e possibilità di avere successo.

1 – Il bravo fotografo si guarda bene dall’avviare su Facebook o altri Social discussioni su come riconoscere un bravo fotografo: se lo fa è un pirla e dunque non è davvero bravo. E questo mi sembra ovvio;

2 – il bravo fotografo scatta solo fotografie ben fatte, a fuoco, non mosse, molto nitide, in grado di sfidare la prova del 100% (su schermo da 27 pollici o più). Il pixelpeeping è la sua religione, di cui è un fanatico senza scrupoli;

3 – il bravo fotografo acquista di conseguenza fotocamere acconce ai suoi scopi: schifa tutto ciò che non sia Full Frame (meglio “Super FF”) fa gli straordinari per mettere da parte i 40mila euri necessari all’acquisto di una Hasselblad digitale, che sogna da una vita, e analizza i file al 400% per vedere se si distingue un filo d’erba comune da una Poa annua o da un Lolium tepulentum;

4 – il bravo fotografo, per quanto sopra, acquista solo le migliori lenti (guai a chiamarli obiettivi!) che il suo portafoglio consente, e in caso fa acquisti a rate, e in caso si fa prestare i soldi, e in caso va dal cravattaro, gioca a poker clandestino, fa scommesse illegali, una rapina in banca, organizza un rapimento o cosette del genere. Tutto, pur di impossessarsi di uno Zeiss Otus, di un Sigma Art, di un Leica Summicron. In generale, un obiettivo senza nome e cognome gli fa schifo;

5 – il bravo fotografo acquista solo i migliori accessori: filtri in vetro Schott, treppiedi in fibra di carbonio aereonautico con testa in magnesio spaziale e pomelli in zircone lavorato a mano, borse in cuoio di elefante in via d’estinzione e interni in pelliccia di leopardo delle nevi;

6 – il bravo fotografo conosce a menadito tutte le regole della fotografia, le porta stampate nel cervello: la regola dei terzi, la sezione aurea, gli equilibri delle masse, dei toni, delle ombre e delle luci, applica senza sbagliare il Sistema Zonale di Ansel Adams anche se gli hanno detto che non serve a niente col digitale (ma non si sa mai), applica alla perfezione il bilanciamento del bianco e conosce a menadito il metodo dell’ETTR (Expose To The Right). Osserva l’istogramma come la pastorella di Lourdes guardava all’apparizione della Madonna, ma con devozione nettamente superiore;

7 – il bravo fotografo esegue al volo, in un millisecondo, il calcolo della profondità di campo, sa applicare senza indugio l’iperfocale, il rapporto d’ingrandimento nella macro e mille altre formule del tutto inutili – visto che ha una fotocamera più intelligente di lui – ma in questo modo dimostra inequivocabilmente la propria superiorità e competenza;

8 – il bravo fotografo sa perfettamente come mettere in posa una modella, meglio se nuda. Anzi, nuda per forza, che i vestiti per il bravo fotografo sono un impiccio assurdo. Il corpo della modella, nelle sue mani, diventa materia di creazione artistica: ha studiato tutti i grandi fotografi di nudo, e sa riprodurre alla perfezione le loro pose (in pratica le loro idee). Ama mettere modelle nude dove non dovrebbero essere (in piazza, al supermercato, sul sagrato di una chiesa), perchè la creatività, quando chiama, va seguita;

9 – il bravo fotografo conosce tutti gli schemi di illuminazione, la luce Rembrandt, quella frontale, dal basso, dall’alto, di dietro, da lontano, da vicino, l’high key, il low key e via elencando; possiede e utilizza con maestria flash portatili a saponetta, bare bulb, da studio, e poi ombrelli, bank, pannelli riflettenti e chi più ne ha più ne metta;

10 – infine, il bravo fotografo conosce la fotografia, la sa usare, la piega ai suoi desideri. Le sue foto non possono essere criticate: vanno “lette“, le sue foto non possono essere sbagliate: semmai sono “troppo avanti“, le sue foto non possono far cagare: sono “l’iconografia dell’oggi“, riprese con “sguardo penetrante“, colme di “sensata insensatezza del senso” o altre stupidate del genere.

Se il fotografo rispetta questi dieci punti, vai tranquillo: è un bravo fotografo. Che è come a dire: un bravo elettricista, o un bravo idraulico. Come questi non ti manderanno in corto circuito l’impianto elettrico di casa o non ti allagheranno il bagno, così il primo fornirà fotografie assolutamente perfette.

Tuttavia sono ragionevolmente certo che un impianto elettrico o idraulico ben fatto sanno essere molto più creativi e interessanti delle fotografie di un bravo fotografo. Ma questo, al bravo fotografo, è meglio se non glielo dici…