Lunga vita agli asociali!

Ho iniziato questa rubrica con lo scopo dichiarato di parlare di fotografia nell’ambiente dei social networks e – da quando ho scritto il primo articolo della serie – ho abbandonato, nel frattempo, tutti i social networks ad eccezione di quello meno fotografico di tutti [Twitter] ma con un forte desiderio di lasciare anche questo!

Che cosa sta accadendo sui social per causarmi tanto malessere?

Assolutamente niente!

Adesso ti spiego perchè potresti trovarti nella stessa situazione e perchè, in questo caso, dovresti chiudere il tuo account senza pensarci due volte (tanto lo puoi riavere con pochi click…).

Facebook ormai è frequentato solo dai boomer, Twitter ti fa vivere in una bolla perchè sono tutti di sinistra, Instagram è solo una gara a chi ha più followers, ecc.

Forse TUTTE queste affermazioni sono vere ma la cosa non dovrebbe preoccuparti perchè la vera verità (scusa il gioco di parole ma è voluto!) è una sola: i social sono lo specchio di ciò che noi siamo.

Quante volte avrai sentito la frase: “non ci meritiamo questa classe politica“!

E invece ce la meritiamo eccome, perchè l’abbiamo votata noi.

Bene, un social funziona allo stesso modo.

Non esiste un social di sinistra semplicemente perchè non esiste un social che accetta l’iscrizione solo di utenti di sinistra. Non esiste un social di boomer semplicemente perchè non c’è un social che seleziona l’età, ecc.

I social sono ENORMI gruppi di persone ed, essendo enormi, sono PERFETTI modelli statistici di ciò che noi siamo, perchè concorderai con me che:

I SOCIAL SIAMO NOI

Fatto questo doveroso e noioso cappello introduttivo ti spiego che cosa mi sta dando tanto fastidio di questo ambiente.

Il mio fastidio – arrivato al limite della sopportazione – è causato da una buona parte dei frequentatori delle varie piattaforme.

In particolare, proprio perchè io sono convinto che i social siano lo specchio della realtà, sono infastidito dal comportamento di tanta gente.

Lasciamo perdere i maleducati, i tuttologi e tutti coloro che dovresti ignorare in partenza. Restano gli ‘altri‘.

Questi ‘altri‘ possono essere divisi in TRE grosse categorie:

  • Chi non fa nulla (legge/non legge il nostro post, ma non interagisce)
  • Chi mette un like (pollice o cuoricino che sia…)
  • Chi commenta

Della prima categoria ce ne disinteressiamo (forzatamente) perchè, è vero che si tratta del gruppo più numeroso ma non sappiamo neppure se il nostro post sia stato visto o meno!

Della seconda… ce ne disinteressiamo allo stesso modo. Scusa, pensaci per bene: che cosa ti dice un like? La foto mi è piaciuta? La foto è bella? In quel posto ci sono stato anche io? Che bei colori? Mi è scivolato il dito sul like?

E tutto questo a cosa ti serve?

Forse a capire quante persone si sono soffermate sulla tua immagine e l’hanno notata ma non saprai mai che cosa hanno visto, perchè la fotografia li ha spinti a manifestare il proprio apprezzamento. Insomma vedrai un segnale di interazione ma non capirai a fondo il perchè.

La terza categoria, decisamente quella meno folta, è quella dei commentatori.

I commenti dovrebbero essere di loro natura utili ma tanti commenti sui social sono molto particolari. Spesso troppo cattivi o troppo buoni. Spesso veramente poco utili. Tante volte limitati semplicemente al “bella!”.

Poi io ho l’impressione che tanti commenti siano fini al commento stesso ovvero che il commentatore non abbia interesse a disquisire della tua fotografia ma voglia solo mettersi in mostra.

Siamo su di un social, tutto è pubblico! Perchè non posso pensare che un bravo comunicatore non voglia usare i commenti per attirare l’attenzione su se stesso?!

Di cosa si discute prevalentemente nei commenti ad una fotografia su di un social? Di TECNICA quindi riceverai spesso delle osservazioni puramente tecniche oppure, come dicevo sopra, commenti inutilmente buoni o cattivi relativamente la bellezza della tua fotografia.

Comunque sia, si tratta di cose che toccano solo la superficie della tua immagine.

A meno che tu non abbia qualche follower abituale con cui sei riuscito a creare un certo rapporto (questo sarebbe già molto interessante!) riceverai spesso commenti sbadati e/o inutili likes.

Con questo non voglio certo dire di mollare tutto!

Quando qualcuno ti dice che lui (o lei) fotografa solo per se stesso ti sta mentendo (magari senza sapere di mentire).

Nessuno fotografa per se stesso.

La fotografia è comunicazione e la comunicazione è rivolta verso l’esterno, verso gli altri.

E’ normalissimo, quindi, che chiunque senta il desiderio di mostrare le proprie immagini agli altri ed è anche normale il desiderio di veder riconosciuto il proprio lavoro perchè se qualcuno manda una comunicazione di ritorno allora significa che la mia fotografia qualcosa lo ha detto!

Ma… che comunicazione è un pollice alzato?

Che comunicazione è “la tua foto è molto bella”?

Che comunicazione è “che apertura di diaframma hai usato”?

Magari potresti provare a dar vita ad un ‘circolo virtuoso’ iniziando a commentare le foto degli altri in modo serio ed approfondito. A spiegare perchè la foto ti piace e perchè NON ti piace!

Poi potresti fare una scelta anacronistica e dimostrare che sei veramente una persona fuori moda.

Io ho deciso di mettere in piedi il mio piccolo blog.

Non riuscivo più a sopportare l’idea che le mie fotografie fossero sparse in giro per la rete tra Facebook, 500px, Instagram e soci.

Le ho quindi raccolte tutte in un unico contenitore (come è logico che sia!) e ho dato loro un ordine ed un senso.

Tu potresti essere meno drastico di me e mantenere in piedi i tuoi account sui social facendo parecchi richiami al tuo sito personale. La tua scatola delle fotografie.

Potresti usare i social come porta di ingresso per il contenitore vero e proprio. Il punto di partenza anzichè il punto di arrivo.

Spesso cambiando la prospettiva si riesce a vedere qualcosa di nuovo quindi – ribaltandola – qualcosa deve succedere per forza, giusto?

I commenti che ricevo oggi arrivano – molto all’antica – via email attraverso un modulo di contatto (che vecchiume…) ma sono qualcosa di meraviglioso!

Tanto per cominciare so che dall’altra parte non c’è un tizio stravaccato sul divano che tocca pigramente il telefono con un dito e mi manda un bel pollicino.

So, al contrario, che una persona ha sentito la necessità di dirmi qualcosa e – per poterlo fare – ha cercato la pagina con il modulo di contatto e ha SCRITTO un testo di senso compiuto senza alcun limite di lunghezza.

Non ricevo NESSUNA richiesta di informazioni tecniche.

Non ricevo NESSUN commento relativo ad una particolare fotografia.

Ma c’è qualcuno che mi dice che apprezza il mio lavoro, e che lo apprezza relativamente ad un SUO bisogno.

Capisci la differenza?

Nessuno mi scrive “sei bravo” oppure “che belle foto” ma tutti mi spiegano come io sia riuscito a confermare una loro idea, come si sentano in sintonia con quello che scrivo, come condividano certe idee che in tanti non prendono neppure in considerazione, come vengano periodicamente a visitare le mia pagine per ispirarsi.

Credo sia molto difficile creare un progetto organico su una piattaforma diversa da un sito web che puoi organizzare come meglio credi (o, perlomeno, io non ci sono riuscito…) ma potresti utilizzare i social come una sorta di sentieri che portano tutti al Sancta Sanctorum.

O magari puoi decidere di sfruttare l’infrastruttura che ti mettono a disposizione le piattaforme social per uno scopo specifico, che decidi tu.

Tutto questo ha un valore diverso da tanti pollici!

Vedi, quello che vorrei farti capire, è che anche gli asociali sono capaci di avere un loro posto in questo periodo di socialità obbligatoria!

E non è detto che si tratti di un posto di secondo piano.

Il segreto sta nell’essere consapevole di cosa stai cercando di ottenere dall’uso dello strumento, e non farti guidare (forse sarebbe meglio dire condizionare) dalle dinamiche e dai meccanismi del social stesso.

E poi… la prossima volta penso che ti parlerò di social networks… alternativi!

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