Quattro chiacchiere con Marco Crupi

In copertina, un bel primo piano di Marco con la sua fidata Lumix. 

Nonostante abbia solo 30 anni, per chi segue il mondo della fotografia online Marco Crupi è un vero veterano, uno dei fotografi della rete più conosciuti e popolari.

Mentre adesso può apparire quasi scontato, per un fotografo, avere una presenza online, Marco  ha avuto la vision giusta per precorrere i tempi, ed oggi il suo blog viene seguito da decine di migliaia di persone, così come i suoi account facebook e instagram.

Ma ciò che mi piace davvero, e che traspare da tante delle pagine che scrive, è che dietro ai numeri del suo blog c’è la sostanza e la passione di un fotografo vero.

Per questa ragione gli ho chiesto di fare una “chiacchierata” via mail con noi di Reflex-Mania, e ne è nata l’intervista che stai per leggere.

Una intervista in cui ci faremo un po’ i fatti suoi, scoprendo come ha iniziato, quali sono stati i momenti fondamentali della sua carriera, che cosa si immagina per il suo futuro.

Una intervista che, credo, potrà dare idee e ispirazione a parecchi lettori.

Cominciamo!

Ciao Marco, e grazie di essere qui con noi su Reflex-Mania. Ormai sei sul web da tantissimi anni, raccontaci però i tuoi inizi: come e quando è nata l’idea di MarcoCrupiBlogSpot

Ciao Erik, ora che mi ci fai pensare il blog compie 10 anni il 30 Novembre!

Come si evince dal nome “Marco Crupi Blog Fotografico” e dal dominio, il sito era nato senza alcuna pretesa o velleità di successo, mi serviva uno spazio virtuale gratuito in cui poter pubblicare le mie foto, l’idea in origine era quella di un diario fotografico personale.

Sembra incredibile ma devo Il successo del mio blog al fatto di non avere una gran memoria: lo usavo per annotare tutto quello che imparavo man mano che mi addentravo nel mondo della fotografia, e così gli articoli riguardavano soprattutto la tecnica fotografica e Photoshop.

Dopo un paio di mesi notai che i visitatori iniziavano a crescere e non erano più solo quelli provenienti da “blog amici”; i miei articoli si erano indicizzati su Google e stavano riscuotendo un certo interesse.

Allora ebbi un’idea: all’epoca i siti internet di fotografia in Italia non erano al livello di quelli di oggi e per cercare informazioni bisognava dividersi tra molteplici fonti, non esisteva ancora un sito in cui si parlava di fotografia a 360°.

Io ebbi il merito di realizzare un sito in cui era possibile trovare articoli di tecnica, tutorial per Photoshop, news, recensioni e l’argomento che più mi piace, la cultura fotografica!

In un’epoca in cui facebook non era potente come adesso, usai il blog per acquisire visibilità sul web.

Ma la visibilità non è il motivo per il quale scrivo! Dover pubblicare quasi giornalmente mi obbliga a studiare approfonditamente per essere padrone degli argomenti che tratto, ed è quindi un modo di crescere come persona e come fotografo.

Inoltre, trovo grande gratificazione nell’aiutare le persone a trovare una risposta a quello che cercano.

Un reportage di Marco sulla Sicilia – Rivista ufficiale di Panasonic

Su quali altri canali online sei presente?

Ho due pagine facebook:

Sono presente anche

Da qualche anno possiedo poi un blog in cui pubblico i miei reportage al link MeaningfulTravels nato dalla collaborazione con un caro amico e compagno di viaggio.

Wow, è tanta roba davvero, bene. Mantenere un blog sempre aggiornato, comunicare qualcosa ai lettori tutte le settimane, è un lavoro impegnativo. Come ti organizzi? Come scegli i temi di cui occuparti?

Hai detto bene, è un lavoro impegnativo, ma essendo un blog personale mi sento abbastanza libero di spaziare, di non avere una linea editoriale rigida.

Solo quando inizio dei corsi a puntate allora li porto a termine cercando di pubblicare con una certa cadenza.

Devo essere sincero, parlare di tecnologia e di fotocamere mi annoia, se potessi non lo farei, ma lo devo fare per tutta una serie di motivi abbastanza ovvi.

Amo scrivere di cultura fotografica, ovvero di grandi maestri della fotografia (sia contemporanei che non) e della storia della fotografia.

Per esempio, nel momento in cui sto rispondendo a questa intervista ho da poco pubblicato ben 3 articoli di cultura fotografica (storia dell’astrofotografia e la storia della fotografa Ellen Auerbach): trattano argomenti che non sono presenti sul web italiano, ed è fonte di orgoglio per me essere il primo a parlarne online.

Anche se la tendenza generale del pubblico è cercare e leggere articoli inerenti l’ultima novità tecnologica e ad ignorare quello che secondo me è veramente la fotografia, io sul mio blog continuerò a scrivere prevalentemente sugli argomenti che più mi appassionano.

Per fare un esempio, l’articolo che ho scritto sull’astrofotografia impiegando all’incirca 8 ore è stato letto da 841 persone subito dopo essere stato pubblicato, mentre una semplice news su una fotocamera o accessorio fotografico fa in media 1500 – 2000 lettori.

Questo per me è un indice dell’interesse generale dei fotografi ed è anche la risposta al perché si vedono tante foto mediocri e senza senso, spesso tutte simili per soggetto, tematica e post produzione.

In che maniera il blog ha influito sul tuo lavoro di fotografo e formatore?

Sono da circa 3 anni ambasciatore europeo del marchio Panasonic, l’unico in Italia.  Questo risultato lo devo anche al blog ed ai miei canali che hanno dato tanta visibilità al mio lavoro.

Una pubblicità di Panasonic con Marco Crupi, niente meno che a Santorini!

Essere dei bravi fotografi non basta più, o meglio, è essenziale esserlo, ma chi si sa pubblicizzare ha sicuramente una marcia in più. Per fare un esempio concreto, la scorsa estate ho fatto un viaggio on the road di 81 giorni in bicicletta per raccontare la mia terra, la Sicilia.

Ho investito molte energie per diffondere il progetto sui social, ed al termine di esso ho avuto delle grandi soddisfazioni: per citarne una, le foto che avevo realizzato arrivarono all’attenzione dell’assessorato al turismo della regione, foto che sono state usate per promuovere il territorio nelle fiere UNESCO e del turismo in tutto il mondo.

Gigantografie delle foto di Marco nello stand della Sicilia, a una fiera Unesco. 

E’ stata un’emozione vedere le mie immagini a Parigi stampate in formato gigante!

Prima di Panasonic ho lavorato con diverse grandi aziende del settore; tra le più importanti Epson, Carl Zeiss, Nokia, Samsung e Manfrotto. Tutte arrivate a me tramite i miei canali online.

Il mio primo workshop l’ho fatto al Photoshow di Milano 2015, essendo sempre stato abituato a comunicare concetti tramite la scrittura è stata una vera sfida e, devo ammetterlo, fonte di grande stress, per intenderci il mio intervento era subito dopo quello di Oliviero Toscani!

Per fortuna è andato bene e giusto l’anno scorso ho concluso con grande soddisfazione un tour in tutta italia chiamato “Lumix on the road” il cui tema era la Street photography.

Sicuramente ricevi molte mail dai tuoi lettori. Quali sono le loro curiosità? Quali i motivi per i quali ti scrivono più spesso?

Generalmente mi scrivono per essere consigliati sull’acquisto di attrezzatura fotografica o per avere un giudizio critico sui loro lavori.

Cerco di rispondere a tutti nei limiti del possibile, perché come puoi ben capire oltre a scrivere online sono prima di tutto un fotografo, ed il tempo per lavorare sulle mie foto non basta mai!

Sul tuo sito ci sono centinaia di articoli. Mi piacerebbe sapere però qual è il tuo preferito, e perché. E poi, qual è il preferito dei tuoi lettori

Non credo di averne uno in particolare, ma posso dirti che ho trovato molto interessante scrivere una serie di articoli sulla fotografia del XX secolo in Africa.

Abbiamo una visione della fotografia molto eurocentrica e ovviamente guardiamo spesso all’America, ma il mezzo fotografico è arrivato anche in altre parti del mondo.

Scrivere di una realtà a me totalmente sconosciuta è stata un’esperienza che mi ha arricchito molto, nonostante l’enorme fatica e tempo speso, mi sono davvero divertito a scrivere quegli articoli.

(Per chi fosse interessato questo è il link all’articolo in questione LaFotografiaInAfrica;  alla fine dell’articolo troverai poi i link dell’intera serie).

Che consigli daresti a un fotografo che voglia aprire il suo blog? Quali i “must”, le cose cioè da fare assolutamente? Quali gli errori da evitare?

Se oggi dovessi aprire un blog lo farei sulla mia fotografia (ed è quello che sto facendo con meaningfultravels.net), oggi eviterei di aprire l’ennesimo blog di informazione.

Il web è saturo di siti e canali youtube del genere.

Scrivere di fotografia richiede tempo e passione, se si inizia un blog solo con lo scopo di guadagnare e diventare popolari vi sconsiglio di farlo. Io per dare il massimo nel mio lavoro di fotografo / blogger / influencer ho dovuto lasciare gli studi universitari, oggi ripresi visto che ho trovato una “stabilità” nel mio lavoro.

Marco è anche un grande appassionato di bicicletta, cosa che se ti piace fare travel e paesaggi è davvero un vantaggio!

In questi anni internet è cambiata: è cambiato anche il tuo blog? Che cosa immagini e quali progetti hai per il futuro?

Internet è molto cambiato, il mio blog ha subito diversi mutamenti a livello grafico per adeguarsi ai tempi ed ospita sempre più spesso contenuti video prodotti da persone che ritengo in gamba.

Sto inoltre cercando di incrementare le occasioni di contatto diretto coi miei lettori. Per me poter realizzare workshop ed eventi e “incontrare le persone di persona personalmente” (cit. Catarella e se non sapete di cosa parlo correte a vedervi Montalbano) è una grande gioia.

Marco, ti ringrazio davvero per questa intervista! Voglio farti una ultima domanda, su te stesso. Ti vedi più un fotografo, un divulgatore, un blogger? O ancora qualcosa di diverso? 

Ogni volta che mi chiedono “Che lavoro fai?” entro in crisi e spesso taglio corto dicendo “Il Fotografo!”. Anche se la verità è molto più complessa.

Certo sono prima di tutto un fotografo professionista, il mio grande amore è la fotografia, ma non posso negare che parte del mio successo è merito anche di quello che faccio online.

Rientro nella grande categoria di quelli che oggi chiamano “Influencer”.

Bene Marco, ti ringrazio davvero per la tua disponibilità e per le cose interessanti che ci hai raccontato.  Un saluto da tutti noi, e rimaniamo in contatto!

Grazie a voi, ciao ragazzi!