Messa a fuoco: tutto ciò che devi sapere per mettere a fuoco i tuoi soggetti

Uno dei principali argomenti che devi imparare a conoscere è la messa a fuoco, indispensabile per avere fotografie con soggetti nitidi e ricche di dettagli. Una foto mossa, a meno che non sia stata scattata in questo modo intenzionalmente, non è accettabile. E’ semplicemente una foto sbagliata.

E’ perciò indispensabile imparare a utilizzare e applicare la corretta messa a fuoco in fotografia. Ti servirà sia per ottenere soggetti perfettamente nitidi, sia per dare un tocco creativo alle tue fotografie.

Grazie alla messa a fuoco puoi decidere di mettere in evidenza un soggetto piuttosto che un altro. Il concetto di messa a fuoco, infatti, è strettamente collegato a quello della profondità di campo, che abbiamo approfondito in questo articolo.

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 Cos’è la messa a fuoco

Quando guardiamo un oggetto, i nostri occhi lo mettono a fuoco automaticamente; ciò avviene perché compiono una messa a fuoco continua di ciò che stiamo osservando e che è nel nostro campo visivo. Solo una parte rimane sfocata ed è quella periferica. Questo significa che ciò che il nostro occhio guarda direttamente viene messo a fuoco grazie alla comunicazione occhio/cervello; ciò che rimane a lato, invece, rimane leggermente sfocato.

Occhio e cervello sono imbattibili perché compiono questa messa a fuoco continuamente adattandosi al variare di inquadratura, distanza del soggetto e cambio della luce, senza alcun minimo sforzo da parte nostra.

Come si comporta invece la nostra fotocamera?

L’obiettivo punta un soggetto in una scena; in questa scena viene messa a fuoco solo una parte dell’immagine, posizionata sul piano di fuoco. Più ci allontaniamo da questo piano di fuoco in cui tutto è nitido, più i particolari risultano più sfocati.

Esiste solo un piano di messa a fuoco. Il piano di fuoco è quello che contiene tutti i punti che hanno la stessa distanza dal sensore della fotocamera e che risultano egualmente a fuoco in un singolo scatto. La fotocamera infatti riesce a mettere a fuoco solo i punti che si trovano a una uguale specifica distanza, che viene definita “piano di fuoco”.

Ricapitolando, definiamo un piano di fuoco quel piano geometrico che contiene tutti i punti messi a fuoco in uno scatto fotografico. Poiché la fotocamera è in grado di mettere a fuoco solamente un piano di fuoco alla volta, tutto ciò che non è compreso su quel piano non è a fuoco.

Ti starai domandando: se esiste solo un piano focale, come è possibile che in alcune fotografie tutta la scena risulti nitida? Ciò dipende dalla profondità di campo, come ti ho accennato sopra. Infatti, se impostiamo una profondità di campo di 3 metri, avremo una distanza di 3 metri oltre il piano di fuoco in cui la scena sarà a fuoco, ovvero nitida.

Quando parliamo di messa a fuoco in fotografia ci riferiamo alla regolazione della distanza tra le lenti dell’obiettivo e il sensore della fotocamera affinché venga catturata un’immagine nitida. Questa regolazione ottimale della distanza tra l’obiettivo è il sensore della fotocamera viene calcolata secondo due modalità:

  1. messa a fuoco automatica
  2. messa a fuoco manuale
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Messa a fuoco automatica

Sul corpo della nostra fotocamera abbiamo un selettore di modalità di messa a fuoco: puoi scegliere AF (autofocus) se vuoi utilizzare la messa a fuoco automatica; oppure M (manual focus) se vuoi utilizzare la messa a fuoco manuale.

Se opti per la messa a fuoco automatica, devi semplicemente inquadrare il tuo soggetto con la fotocamera, selezionare il punto di messa a fuoco, premere a metà il pulsante di scatto ( così facendo le lenti si spostano regolando la messa a fuoco sul punto prescelto).

La messa a fuoco automatica può avvenire secondo un sistema attivo oppure un sistema passivo.

Sistema attivo nella messa a fuoco automatica

Con il sistema attivo, la fotocamera emette delle onde a infrarossi verso il soggetto e misura il tempo di ritorno di queste onde che dal soggetto vengono riflesse; calcola la distanza dell’oggetto dalla fotocamera, ovvero dalle lenti, e di conseguenza calcola la messa a fuoco corretta.

Difficile utilizzare il sistema attivo quando si vogliono fotografare superfici trasparenti, perché in questo caso il calcolo della distanza viene falsato.

Sistema passivo nella messa a fuoco automatica

Nel sistema passivo, invece, la messa a fuoco si ottiene captando la luce che emette il soggetto stesso.

Il sistema passivo può essere di due tipi:

  • a rilevamento di fase
  • a rilevamento di contrasto

Messa a fuoco a rilevamento di contrasto

E’ la misurazione più diffusa, utilizzata dagli smatphone come dalle fotocamere di tutti i livelli, dalle entry level alle fotocamere pro.

Si basa sulla misurazione del contrasto: quando il contrasto è massimo, anche la messa a fuoco è massima. E’ la misurazione più utilizzata per la messa a fuoco perché non richiede sensori aggiuntivi. Il sensore analizza la parte di scena con il soggetto da mettere a fuoco e ne misura il contrasto; poi lo confronta con la misurazione di un piano di fuoco più avanti e uno più indietro rispetto al soggetto. Successivamente sceglie il contrasto più elevato. Questo è il metodo più utilizzato ma è anche il più lento perché mettere a fuoco richiede del tempo. Inoltre un secondo problema, non proprio trascurabile, è che è impreciso in tutte le situazioni a basso contrasto.

Il rilevamento di contrasto, perciò, da dei problemi:

  • in condizioni di luce molto scarsa
  • con superfici monocromatiche.

Quando si presentano queste situazioni un po’ più complicate in cui è davvero difficile mettere a fuoco utilizzando la messa a fuoco automatica è preferibile passare alla modalità manuale.

Messa a fuoco a rilevamento di fase

Poiché la misurazione a contrasto ha dei limiti, nelle reflex e nelle mirrorless questo tipo di misurazione viene affiancata al rilevamento di fase.

A ogni punto di messa a fuoco corrisponde una coppia di sensori; a ognuno dei due sensori della coppia la luce arriva dopo un percorso leggermente diverso. La fotocamera confronta la differenza di dati dei due sensori e in base a questa differenza stabilisce qual è il piano di fuoco; in questo modo decide se avvicinare o allontanare il piano di fuoco. Ovviamente il metodo a rilevamento di fase permette la valutazione della messa a fuoco solo in corrispondenza delle coppie dei sensori.

Per quanto riguarda i sensori,  ti segnalo che ne esistono di due tipi:

  • sensori lineari: catturano le due immagini e le confrontano
  • sensori a croce: i confronti avvengono sia sul piano orizzontale che su quello verticale; proprio per questo motivo sono più performanti in condizioni di luce scarsa.

Nelle fotocamere più performanti il numero di punti di messa a fuoco è più elevato: ricordati che a ogni punto di messa a fuoco corrispondono coppie di sensori, quindi maggiore sarà il numero dei punti di messa a fuoco, maggiore sarà il numero delle coppie dei sensori che dovranno occuparsi della messa a fuoco.

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Messa a fuoco automatica: scegliamo tra tre diverse modalità

Se le condizioni ci permettono di utilizzare la messa a fuoco automatica, possiamo procedere scegliendo tra tre modalità di funzionamento:

  1. messa a fuoco singola (AF-S per Nikon, e One Shot per Canon)
  2. messa a fuoco continua (AF-C per Nikon e AI Servo per Canon)
  3. messa a fuoco automatica (AF-AUTO per Nikon e AI Focus per Canon)

1. Messa a fuoco singola

Con l’autofocus singolo (AF-S, messa a fuoco singola), se clicchi a metà il pulsante di scatto, la fotocamera avvia la messa a fuoco sul soggetto che hai deciso di catturare.

Ti consiglio di usare l’autofocus singolo se devi fotografare:

  • dei soggetti fermi
  • fare un ritratto
  • fotografare un panorama

Possiamo intuitivamente concludere che l’autofocus singolo è la scelta giusta da utilizzare con soggetti statici, proprio perché la procedura di messa a fuoco inizia e termina una sola volta quando premi a metà il pulsante di scatto.

2. Messa a fuoco continua

Quando invece devi fotografare soggetti in movimento, scegli la messa a fuoco continua (AF-C, autofocus continuo). Come dice il nome, infatti, la fotocamera effettua una messa a fuoco continua sul soggetto che vuoi fotografare. Se tieni premuto a metà il pulsante di scatto, la fotocamera continua a mettere a fuoco il punto che hai selezionato; così, se il soggetto si muove, pur rimanendo nell’area coperta dal punto selezionato, la fotocamera continuerà a mettere a fuoco in base alla sua nuova posizione.

L’autofocus continuo è molto utile quando devi fotografare soggetti che si muovono continuamente secondo una determinata traiettoria. Ad esempio se devi fotografare:

  • bambini
  • animali
  • atleti come ad esempio runners.

Ecco come devi fare: metti a fuoco il tuo soggetto premendo a metà il pulsante di scatto; a questo punto la fotocamera, anzi il sistema di autofocus della tua fotocamera avrà agganciato il soggetto e lo seguirà finché non scatterai la fotografia.

Utilizzare la messa a fuoco continua non è così facile; la buona riuscita di una fotografia dipende dalla velocità con cui si muove il soggetto e dalla sua traiettoria che deve essere intuibile, come potrai capire da solo.

3. Messa a fuoco AUTO

La messa a fuoco auto invece lascia alla tua fotocamera la possibilità di scegliere se utilizzare la messa a fuoco singola o continua. Ma siamo sicuri che la fotocamera sia in grado di scegliere meglio di quanto faresti tu? Ti dico come la penso: se devo sbagliare preferisco farlo da sola e scegliere quindi io, in autonomia, se utilizzare una messa a fuoco o l’altra. Tu che cosa preferiresti?

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Punti di messa a fuoco

Ogni volta che ti accingi a scattare una fotografia decidi cosa vuoi mettere a fuoco, ovvero il tuo punto d’interesse, e ciò che invece può rimanere sfocato.

E’ bene compiere consapevolmente questa scelta del soggetto da mettere a fuoco, perché determina il risultato dello scatto e influisce su cosa vuoi comunicare a chi osserva la tua fotografia.

Puoi scegliere alcune opzioni in autonomia:

  •  aree di messa a fuoco
  • o singoli punti di messa a fuoco.

Puoi perciò personalizzare il punto in cui la tua fotocamera mette a fuoco e sfruttare questa potenzialità davvero importante per la riuscita di un buono scatto.

Innanzitutto: l’autofocus si basa sulle rilevazioni che fanno i sensori presenti sull’area del mirino della fotocamera.

 

messa a fuoco,

Punti di messa a fuoco

Più la fotocamera è performante più punti di messa a fuoco avrà.

Per farti qualche esempio: la Nikon D3400 ha 11 punti di messa a fuoco a croce; la Nikon D810 ha 51 punti, di cui 15 centrali a croce. La Canon Eos 6D Mark II ha 45 punti a croce.

Nella maggior parte dei casi il punto di messa a fuoco è quello centrale ma attraverso un multi-selettore potrai sempre spostarlo.

Ti consiglio di scegliere sempre il punto di messa a fuoco, per poter ottenere il risultato che hai in mente prima dello scatto.

Sulla tua fotocamera puoi impostare:

  • un punto di messa a fuoco centrale: è quello più preciso, perché ad esso corrisponde il sensore più sensibile. Per mettere a fuoco nel modo migliore possibile dovrai posizionare il tuo soggetto in corrispondenza del punto centrale; se poi vorrai posizionare il tuo soggetto secondo la regola dei terzi, dovrai decentrarlo. Per farlo: premi a metà il pulsante di scatto per effettuare la messa a fuoco; senza rilasciare il pulsante di scatto, ricomponi l’immagine posizionando il tuo soggetto; clicca il pulsante di scatto.
  • un punto di messa a fuoco che la fotocamera seleziona automaticamente (AUTO): ricordati sempre che la fotocamera è uno strumento. Non può sapere cosa hai in mente tu: non sa quale soggetto vuoi mettere a fuoco e quale vuoi sfuocare. E quindi può dare risultati diversi rispetto alle tue aspettative. Inoltre i sistemi di autofocus privilegiano sempre l’area centrale rispetto a quelle periferiche.
  • un punto che puoi selezionare tu in base alle tue esigenze (SEL): puoi selezionare il punto di fuoco attraverso il mirino o sullo schermo LCD della tua fotocamera (come ad esempio sulla Canon EOS M5 che ha il touch AF, che permette di scegliere il punto di messa a fuoco semplicemente con un tocco sul monitor). Il punto di fuoco deve essere posizionato sul soggetto che vuoi che risulti nitido; ad esempio, se il tuo soggetto si trova in alto a destra nella tua scena, dovrai spostare con il multi-selettore il punto di messa a fuoco in alto a destra, proprio sul tuo soggetto.
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Messa a fuoco manuale

Per utilizzare la messa a fuoco manuale occorre spostare la leva della messa a fuoco su M ( Manual Focus), e poi procedere a mettere a fuoco ruotando la ghiera della messa a fuoco sull’obiettivo, finché il nostro soggetto non sarà perfettamente a fuoco.

Visto il continuo miglioramento dei sistemi di messa a fuoco automatica, sempre più veloci e precisi, per comodità preferiamo usare la messa a fuoco automatica. Ma ci sono alcune situazioni in cui l’utilizzo della messa a fuoco manuale è imprescindibile, se vuoi ottenere una foto con un soggetto nitido.

E’ preferibile utilizzare la messa a fuoco manuale quando:

  • la luce è scarsa: in questa situazione, infatti, l’autofocus fatica ad agganciare il corretto punto di messa a fuoco.
  • in situazioni particolari in cui la luce riflessa da vetri, trasparenze, o fattori atmosferici come la nebbia, possono mettere in difficoltà l’autofocus
  • in alcun generi di fotografia, come ad esempio la macro-fotografia, in cui la messa a fuoco deve essere perfetta.
  • quando dobbiamo fotografare un soggetto in movimento, e che si muove secondo una traiettoria non prevedibile.
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Messa a fuoco nei ritratti

Quando devi scattare un ritratto ricorda che la prima e più importante regola che devi seguire è mettere a fuoco gli occhi. Sai come si dice: gli occhi sono lo specchio dell’anima. E’ infatti assolutamente indispensabile che gli occhi del soggetto che vuoi ritrarre siano a fuoco: sono l’elemento che attira di più l’attenzione di chi guarda la fotografia. Quando il soggetto è frontale entrambi gli occhi devono essere a fuoco, quando me Invece il soggetto è leggermente spostato in diagonale o di tre quarti metti a fuoco l’occhio più vicino a te. Dopodiché ricomponi la fotografia secondo le regole della composizione.

Puoi usare la messa a fuoco automatica con il punto di fuoco centrale, posizionandolo esattamente sull’occhio, e poi ricomponendo la scena. Infatti, come abbiamo visto poco prima, il sensore centrale è quello più sensibile e quindi più preciso.

messa a fuoco, ritratto

Messa a fuoco: ritratto di un’antilope. Nota che entrambi gli occhi sono a fuoco

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Messa a fuoco nella fotografia di paesaggi

Quando fotografiamo un paesaggio la messa a fuoco è fondamentale. Il nostro obiettivo è infatti quello di avere tutto il paesaggio a fuoco: primo piano e sfondo devono essere nitidi. Quindi la messa a fuoco è un elemento indispensabile nella fotografia di paesaggi.

Le migliori fotografie di paesaggio si scattano durante le Golden Hours ,ovvero l’alba e il tramonto . In questi momenti la luce è molto bassa e di conseguenza è più difficile mettere a fuoco bene; quindi non utilizzare la messa a fuoco automatica che non funziona perfettamente con una bassa luminosità. L’ideale in queste situazioni è mettere a fuoco in modalità manuale.

È preferibile evitare di mettere a fuoco l’oggetto più vicino alla fotocamera; meglio mettere a fuoco un oggetto a una distanza media rispetto alla profondità della scena.

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Messa a fuoco nella macro-fotografia

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Macro-fotografia: il soggetto è perfettamente messo a fuoco

Questo è il tipo di fotografia che necessita di una messa a fuoco precisissima. Nella macro-fotografia il soggetto è molto vicino a chi fotografa. Ciò significa che è indispensabile evitare il micromosso utilizzando un buon treppiede, e mettere a fuoco in manuale.

Solitamente nella fotografia macro i nostri soggetti sono di dimensioni molto ridotte; ciò implica che l’autofocus fa molta fatica a mettere a fuoco proprio dove noi vogliamo. Per questo motivo è indispensabile utilizzare la messa a fuoco manuale esattamente nel punto che vuoi sia più nitido.

Quando vogliamo scattare una foto macro siamo molto vicini al soggetto che vogliamo catturare; di conseguenza la profondità di campo sarà minima. e quindi necessario fare molta attenzione per mettere a fuoco proprio il punto che vogliamo, ad esempio gli occhi di un insetto.

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Conclusioni

Quando una foto è mossa, a meno che non sia un mosso intenzionale, è da buttare. Proprio per questo motivo è indispensabile imparare le varie modalità di messa a fuoco per poter scegliere quelle ottimali nelle varie situazioni fotografiche di scatto.

Abbiamo visto perché la messa a fuoco è indispensabile: perché influisce sul modo in cui l’osservatore guarda la fotografia.

Tu, in quanto fotografo, mettendo a fuoco un soggetto piuttosto che un altro, oppure una parte della scena a discapito di un’altra, guidi l’occhio di chi osserva la fotografia; gli consigli dove guardare, dove focalizzare la sua attenzione.

Last update was on: 24 giugno 2018 19:02