Modalità di scatto: sai scegliere quale usare?

Se hai comprato da poco una Dslr non ti puoi accontentare di scattare in modalità auto, come facevi quando utilizzavi la tua fotocamera compatta.

Le fotocamere reflex e mirrorless ti offrono un grande vantaggio: la possibilità di scegliere la modalità di scatto.

Perché quindi continuare a scattare solo in modalità AUTO?

Inoltre, quale modo migliore per comprendere i meccanismi della corretta esposizione e perciò il funzionamento di tempi di scatto e apertura di diaframma?

E’ la prima volta che leggi questo blog?

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 Modalità di scatto: quali sono?

modalità di scatto

Ghiera delle modalità di scatto

Ormai che hai acquistato la tua Dslr o mirrorless devi fare un passo avanti. Abbandona la sicurezza della modalità di scatto Auto, quella che fa tutto da sola. La modalità di scatto Automatica ti garantisce nella quasi totalità dei casi foto ben riuscite. Attento: non ho detto foto perfette, ma ben riuscite nel senso tecnico del termine, ovviamente parlando di esposizione. Devi solo scegliere il tuo soggetto, inquadrarlo, comporre la foto secondo le regole di una composizione armonica (ad esempio la regola dei terzi), e cliccare il pulsante di scatto. La tua fotocamera farà il resto. Facile, no? Certamente un po’ limitante, perché la modalità di scatto automatica non ti lascia la possibilità di scegliere.

Modalità di scatto automatiche

Tra le modalità di scatto completamente automatiche troviamo:

  1. AUTO: la fotocamera sceglie il tempo di scatto e l’apertura del diaframma e la sensibilità ISO. Tu non devi fare nulla. Le foto scattate in modalità di scatto Auto sono di solito esposte in modo corretto.
  2. P (Program): idem per la modalità di scatto P, auto programmato (auto exposure mode): quando impostiamo la modalità di scatto P, la fotocamera regola automaticamente tempo di scatto e apertura del diaframma secondo un programma che garantisce l’esposizione migliore nella maggior parte delle situazioni. E’ la modalità di scatto più comoda: è come usare la fotocamera completamente in automatico, con l’unica differenza che ti permette di poter contestare le decisioni della fotocamera. Molte fotocamere, infatti hanno la possibilità di farti modificare le impostazioni dell’esposizione se non ti piacciono.
  3. SCENE: lo stesso capita scegliendo la modalità SCENE; in questi casi la fotocamera ottimizza in automatico le impostazioni per rendere al meglio la scena selezionata (ritratto, paesaggio, sport, bambini…). Ad esempio: per i ritratti, la modalità di scatto automatica “modo scena” imposta parametri che rendono la pelle più morbida e gli sfondi più sfocati; per la scena sport, invece, la fotocamera imposta in automatico tempi di scatto brevi, in modo da congelare il movimento; per la fotografia di paesaggi, la Dlsr imposta un’apertura di diaframma piccola per aumentare la profondità di campo. La modalità di scatto SCENE può sembrare molto utile all’inizio, ma non dimenticare che si tratta di modalità di scatto completamente automatiche in cui tu non puoi decidere niente. Ognuno di questi tipi di impostazione per le differenti fotografie sono limitanti. La fotocamera prende tutte le decisioni.

E’ arrivato perciò il momento di andare oltre le modalità di scatto automatiche, e fare un passo in più nell’utilizzo della tua fotocamera in modo più consapevole.

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Modalità di scatto semi-automatiche

Esistono 3 principali modalità di scatto che vengono definite semi-automatiche (o semi-manuali), che ti permettono di influire sulla scelta dei parametri di scatto:

  1. Manuale: la modalità manuale è la modalità di scatto che ti permette di avere il pieno controllo sui tre parametri che concorrono alla corretta esposizione: ISO, Tempi e Diaframmi. Utilizzando questa modalità di scatto potrai decidere tutto tu in completa autonomia
  2. Priorità di diaframmi: è una modalità di scatto semi-automatica. Impostando questa modalità di scatto puoi decidere quale apertura di diaframma scegliere, e gli ISO. Non puoi impostare i tempi di scatto, che vengono scelti dalla fotocamera per ottenere una esposizione corretta (triangolo dell’esposizione). Sulle fotocamere Nikon viene indicata con la lettera A, e sulle fotocamere Canon con le lettere AV.
  3. Priorità dei tempi: anche questa è una modalità di scatto semi-automatica. In questo caso, puoi controllare e impostare solo il tempo di scatto e gli ISO. Non puoi impostare l’apertura di diaframma, che viene scelta dalla fotocamera per ottenere un’esposizione corretta. Viene indicata con S in Nikon e con Tv in Canon.

Fin qui tutto abbastanza semplice, vero?

Ti starai domandando in quali occasioni utilizzare una modalità di scatto piuttosto che un’altra.

Vediamo perciò come scegliere la giusta modalità di scatto per una determinata situazione.

Se sei un principiante continua a leggere per saperne di più; se hai già dimestichezza con la tua fotocamera e le varie modalità di scatto, ti consiglio di approfondire qui di seguito. Potresti scoprire cose che non sai, e che ti auteranno a raggiungere maggiore consapevolezza nell’utilizzo della modalità di scatto più adeguata alla situazione.

Fotografia di paesaggio urbano: priorità di diaframma, con diaframma molto chiuso per avere maggiore profondità di campo. Tutto appare nitido.

La scelta della modalità di scatto dipende fondamentalmente da due fattori:

  1. il soggetto
  2. il risultato che vuoi ottenere

Modalità di scatto: priorità di diaframma

La modalità di scatto Priorità di diaframmi (A) ti permette di impostare l’apertura del diaframma, mentre la tua fotocamera decide di conseguenza l’adeguato tempo di esposizione.

Tu puoi aggiustare la quantità di luce che entra nella fotocamera. Usando questa modalità di scatto puoi controllare la profondità di campo. Puoi inoltre modificare volta per volta l’ampiezza del diaframma per creare un effetto sfocato oppure per aumentare la nitidezza di una scena.

Quando usare la modalità di scatto priorità di diaframmi

L’apertura di diaframma ti permette di controllare la profondità di campo. Perciò questa modalità di scatto è utilissima in tutte quelle situazioni in cui devi modificare e aggiustare volta per volta la profondità di campo a seconda del risultato che vuoi ottenere, senza preoccuparti troppo del tempo di scatto.

La priorità dei diaframmi è una modalità utilissima in alcune situazioni:

  • ritratti
  • paesaggi
  • luci forti
  • luci basse

Ritratti

modalità di scatto, bokeh, priorità di tempi

Ritratto scattato in priorità di diaframmi, con diaframma molto aperto per creare un magnifico effetto bokeh

Un bel ritratto, che mette in risalto il soggetto principale e lo isola dallo sfondo e dal resto della scena, ha di solito una profondità di campo ridotta, e gioca sull’effetto sfocato dello sfondo (o effetto bokeh). Per ottenere questo effetto occorre che l’apertura del diaframma sia ampia. Con la priorità dei diaframmi puoi impostare l’apertura di diaframma in manuale, e lasciare il resto alla tua fotocamera; per questo motivo questa modalità di scatto viene anche chiamata semi-automatica.

Paesaggi

A differenza dei ritratti, quando devi scattare la fotografia di un paesaggio, skyline o simili, hai la necessità che tutto sia perfettamente nitido e a fuoco. Per questo motivo dovrai avere un’ampia profondità di campo, impostando l’apertura di diaframma più piccola (valori alti: f/11, f/16,…).

Nella fotografia di paesaggio è sicuramente molto meglio utilizzare la modalità di scatto priorità dei diaframmi.

Luci forti

Se ti capita di dover scattare in condizioni di luce molto forte, come d’estate a mezzogiorno in pieno sole (esiste una situazione peggiore?), corri il rischio di ottenere una fotografia sovraesposta. Impostando l’apertura di diaframma più piccola, puoi controllare la quantità di luce che entra dalle lenti dell’obiettivo della fotocamera per andare a colpire il sensore.

Luci deboli

Con luci scarse il rischio è quello di scattare una fotografia sottoesposta. Imposta l’apertura di diaframma più ampia per far entrare più luce nella fotocamera.

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In conclusione, scegli la modalità di scatto Priorità dei diaframmi se vuoi avere il massimo controllo della profondità di campo: nei ritratti ad esempio, quando vuoi ottenere un bell’effetto sfocato, è sufficiente impostare una apertura di diaframma larga (ad esempio f/2.8 se il tuo obiettivo te lo permette). Al contrario, se hai la necessità di avere maggiore nitidezza e ampia profondità di campo, come nei ritratti di gruppo, in cui tutte le persone devono risultare a fuoco, oppure nella fotografia di paesaggio, dove è importante avere tutti i dettagli dell’immagine a fuoco, ti basterà impostare una apertura di diaframma più piccola (f/11, ad esempio, o più piccola ancora, a seconda delle tue esigenze).

Priorità di diaframmi: alcuni consigli operativi

Come abbiamo visto, scegli la modalità di scatto priorità di diaframmi quando vuoi avere immagini con un’ampia profondità di campo.

Ti basta impostare l’apertura di diaframma più piccola e gli ISO, la fotocamera imposta il tempo di scatto che serve per ottenere un’esposizione bilanciata secondo il suo esposimetro. Attenzione però, perché, anche le fotocamere sbagliano, o meglio, possono venire ingannate dalla luci della scena che vuoi fotografare.

Oppure, agiscono correttamente secondo le regole del triangolo dell’esposizione per ottenere una esposizione corretta, ma per fare questo usano parametri che possono compromettere la resa della fotografia.

Mi spiego meglio attraverso un esempio: dobbiamo fotografare una scena in condizioni di luce molto scarsa. Impostiamo la fotocamera secondo i seguenti parametri:

  • ISO 100
  • apertura diaframma f/16

In queste condizioni come si comporta la tua fotocamera? Sceglie un tempo di scatto molto lungo, per compensare la mancanza di luce. Risultato: rischi di ottenere una fotografia mossa se scatti a mano libera senza utilizzare un treppiede.

Perciò il mio consiglio è di guardare sempre nel monitor della tua Dlsr: se il tempo di scatto scelto è troppo lungo, prima di scattare puoi decidere di aumentare gli ISO, o aggiustare l’apertura di diaframma scegliendone una più ampia, o entrambi i parametri. In questo modo la fotocamera sceglierà un tempo di scatto più breve.

Modalità di scatto: priorità di tempi

La modalità di scatto priorità di tempi, permette di impostare il tempo di esposizione, mentre la fotocamera imposta l’apertura del diaframma.

Fotografia scattata in modalità di scatto Priorità di Tempi.

Come abbiamo visto nell’articolo sull’otturatore, il tempo di scatto è la durata di apertura dell’otturatore, che permette di far passare la luce dalle lenti dell’obiettivo della tua fotocamera fino al sensore; quando i tempi di scatto sono corti, l’otturatore si chiude più velocemente per far passare meno luce. Al contrario, quando i tempi di scatto sono lunghi, l’otturatore rimane aperto più a lungo, e di conseguenza fa passare più luce che colpirà il sensore. Scattando in modalità di scatto priorità dei tempi avrai la libertà di poter aggiustare, a seconda delle tue esigenze, il tempo di scatto e non pensare ad altro.

Scegli la modalità di scatto “Priorità dei tempi” quando hai un soggetto in movimento, e vuoi sfruttare questo movimento nelle tue fotografie.

I due casi specifici sono:

  1. congelare un soggetto in movimento: che sia una persona, un animale, una corsa di auto o di bici, se vuoi congelare il movimento dovrai impostare temi di scatto molto brevi.
  2. evidenziare i movimenti di un soggetto: per sottolineare il movimento dell’acqua di una cascata o un fiume, lo star trails, dovrai selezionare un tempo di scatto lungo per catturare il movimento.

Perciò: scegli la modalità di scatto “Priorità dei tempi” in tutti quei casi in cui vuoi controllare il movimento dei tuoi soggetti.

Puoi decidere di congelare l’immagine: in questo caso dovrai impostare tempi di scatto molto veloci (1/500 ad esempio), a seconda del soggetto. Molto utile se devi fotografare una gara sportiva, oppure delle scene di azione.

Al contrario, se quello che vuoi ottenere è evidenziare il movimento di un soggetto, come ad esempio nel panning, dovrai impostare un tempo di esposizione più lungo (ad esempio 1/15). Se vuoi fotografare l’acqua che scorre, come una cascata o un fiume, e rendere bene il movimento dell’acqua, il tempo da impostare sarà ancora più lento (si parla di secondi, e non di frazioni di secondo).

Modalità di scatto manuale

La modalità di scatto Manuale ti permette di scegliere e impostare in autonomia ogni parametro necessario a ottenere una corretta esposizione della fotocamera. E’ la modalità di scatto che ti assicura il massimo controllo delle foto che andrai a scattare. Per poterlo utilizzare al meglio occorre comprendere al meglio come funziona l’otturatore, e quindi i tempi di scatto, il diaframma e gli ISO.

La modalità di scatto manuale diventa secondo me imprescindibile in alcune situazioni di scatto:

Alcuni consigli prima di scattare una fotografia

Quando ti appresti a scattare una fotografia, e quindi a scegliere la modalità di scatto, ti consiglio di:

  • impostare prima gli ISO, in base alle condizioni di luce presenti sulla scena che vuoi riprendere
  • decidere la modalità di scatto a seconda dell’effetto che vuoi ottenere. Domandati sempre: in questo scatto è prioritaria la profondità di campo? oppure è più importante il movimento ( da congelare o sottolineare)?
  • successivamente imposta la fotocamera con i parametri che secondo te sono migliori per il risultato che intendi ottenere.

Sicuramente iniziare a utilizzare le modalità di scatto semi-automatiche come la priorità dei tempi e la priorità di diaframmi aiutano il principiante a comprendere meglio e a rendere più familiari concetti base e imprescindibili quali l’apertura del diaframma e i tempi di scatto.

Sono modalità di scatto che ti aiuteranno a ottenere fotografie ben esposte, e allo stesso tempo ti lasceranno il controllo della situazione, lasciandoti scegliere l’effetto che vuoi ottenere in modo attivo.

Conclusioni

Immagino avrai sentito dire anche tu che se hai una reflex devi solo scattare in manuale, altrimenti tanto vale non averla.

Non sono così d’accordo con questa affermazione. Il vantaggio di una fotocamera, reflex o mirrorless che sia, è proprio quello di darti varie opportunità di scelta che meglio possono adattarsi alle tue esigenze.

Perciò secondo me non c’è nulla di male a scegliere se una volta usare una modalità di scatto e un’altra volta una diversa.

Anzi, ti dirò di più: durante l’ultimo servizio fotografico che ho fatto, mi sono trovata a utilizzarle tutte. Era un matrimonio, quindi una di quelle situazioni in cui si presentano tante occasioni di scatto molto differenti tra loro. E la bravura del fotografo sta proprio nel capire quando è meglio usare una modalità di scatto piuttosto che un’altra.

Last update was on: 17 novembre 2018 16:49