Nikon Z7: Recensione Completa

Era una calda giornata dello scorso agosto quando a Milano, e in diverse parti del mondo, è stata presentata al pubblico la nuova mirrorless Nikon Z7, la sorella maggiore della Z6.

Per una volta la lunga attesa di un prodotto non è stata tradita da esiti deludenti!

Anzi, è vero il contrario. Più potente e costosa della sorella minore, la Nikon Z7 ha rappresentato per la casa giapponese una vera svolta nel suo approccio al mercato delle mirrorless.

Fino a quel momento infatti l’offerta si era limitata alla gamma Nikon 1, lanciata nel 2011, e pensata senza alcuna velleità: poche fotocamere con prestazioni davvero misere.

La nikon Z7 invece è una macchina fotografica bella e potente, pensata per prestazioni semi-pro, e uscita con un corredo di obiettivi di tutto rispetto, e un adattatore per le ottiche reflex.

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Il grande debutto della gloriosa casa giapponese nel settore delle Mirrorless Full Frame è già un successo, se non di vendite (per quello si vedrà) almeno di apprezzamenti tra gli addetti ai lavori. Un esordio come si deve dopo la falsa partenza di Nikon 1. Esordio che ha visto uscire la Nikon Z6, la Nikon Z7, diversi obiettivi e un adattatore per ottiche reflex.

Si, perché l’attacco della Z6 e della Z7 presenta la novità dello Z-mount: costruito un diametro da 55 millimetri, 11 in più del classico attacco delle reflex, e con una sensibile diminuzione della distanza fra esso e il sensore.

Va da sé che un sistema ottico del genere permette di raggiungere più facilmente delle grandi aperture di diaframma, con conseguente maggiore sul sensore. 

A tal proposito, mi permetto un consiglio: se usi la serie Z, attenzione all’inserimento dell’obiettivo nella baionetta, perché c’è  addirittura il rischio di andare a sfiorare il sensore durante l’operazione.

Nikon Z7: design del corpo macchina

Prendendo in mano la Nikon Z7 la prima sensazione è quella piacevole della doppia soddisfazione, anzi… tripla: peso ridotto, buona maneggevolezza, senso di robustezza della costruzione.

Una lunga attesa non è stata invano, almeno per quel che riguarda la costruzione di questa Nikon Z7. La presa e sicura e tranquillizzante, il grip è ottimo, davvero molto profondo.

Il corpo, realizzato in lega di magnesio, rende la camera “importante” quanto basta, nonostante le ridotte dimensioni.

Le due ghiere e il joystick sono molto familiari a chi è abituato a maneggiare una reflex della Nikon. La disposizione dei pulsanti è molto ergonomica.

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Da un punto di vista puramente estetico, il corpo macchina della Nikon Z7 si distingue per una sobrietà e un minimalismo del design che sono tratti distintivi della casa giapponese, quindi rispetto alle classiche reflex, il passaggio alla versione mirrorless non è certo stato uno shock visivo.

Il mirino è uno degli highlight di questa Nikon Z7: con i suoi 3.69 milioni di punti è senza dubbio uno dei migliori tra le mirrorless.

Non lo stesso entusiasmo mi ha suscitato invece lo il dispaly touch. Risponde bene al tocco ma è  orientabile solo sull’asse verticale.

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Sulla parte superiore della Nikon Z7 c’è il secondo display che fa il suo solito lavoro, indicando dati come il livello della batteria, numero di scatti rimanenti e le impostazioni di scatto.

Piccola delusione invece per quel che riguarda la presenza di una sola slot per le schede XQD, che limita l’utilizzo professionale della Nikon Z7

Specifiche tecniche della Nikon Z7

Formato: Fullframe, 36 x 24 mm
Rapporto tra i lati: 3:2
Risoluzione:  
45.7 megapixel
Range ISO:  32 – 102400
Tempi di scatto: 30” – 1/8000
Compensazione dell’esposizione: +/- 5 stop in passi di 1/3
Modalità esposizione: M, S, A, P
Esposimetri: Multi-Area, Semi-Spot, Spot
Punti Autofocus: 493
Raffica: 9 FPS x 23 RAW (con o senza autofocus)
Qualità video: 4K (3840x2160p)/30 FPS
USB: USB- C (3.1)
Schermo Touchscreen: LCD 3.2 pollici, 1024 x 680 pixels (articolato)
Mirino elettronico: copertura 100%, 0.80x (risoluzione 1280 x 960 pixel)
Peso: 675 g
Dimensioni: 134 x 101 x 68 mm
Batteria: Li-Ion (Nikon EN-EL15b, capacità 14.00 Wh)

Nikon Z7 monta i nuovi obiettivi della serie Nicon Z, è dotata di uno stabilizzatore basato su cinque assi, di un sistema WiFi (ma non del GPS) e dispone di una sola slot per la memory card.

È una camera tropicalizzata e non ha  flash incorporato.

Fare foto con la Nikon Z7

Si è parlato così tanto di quella che sarebbe stata la Nikon Z7 che, devo ammetterlo, qualche piccolo pregiudizio sulle performance della mirrorless full frame l’ho avuto.

In fondo, il bombardamento mediatico non è un buon compagno dell’obiettività. Detto questo, ricredersi di un preconcetto è la conquista migliore per qualsiasi cosa recensita, ed è quello che è successo a me dopo aver provato la Nikon Z7. Per prima cosa, il peso una volta impugnata.

Quei 675 grammi, rappresentano per me la giusta via di mezzo per i “sensori” che ho sulle dita: non troppo leggera da dare l’ effetto “giocattolo”, non troppo pesante da rendere poco agevole il suo uso.

Da un punto di vista personale, direi… il peso perfetto o giù di lì.

Passando ai tratti ergonomici di questa Nikon Z7, va detto che non fanno certo rimpiangere le reflex: i tasti sono raggiungibili senza alcuno sforzo, con una disposizione che legge perfettamente le abitudini al movimento delle dita.

Il passaggio dalla modalità foto a quella video è estremamente comodo, grazie ad una levetta che sta in alto in un angolo del display dove il pollice arriva naturalmente senza fare particolare contorsioni.

L’impugnatura mi convince ma non mi esalta, ma probabilmente… è solo questione di abitudine.

Niente da ridire sul mirino che mi è parso di alta qualità: in fondo quasi 4 milioni di punti sono lì per darci una visione fedele della foto che stiamo per scattare.

L’autofocus definito “predittivo”, ovvero capace di intuire in qualche maniera il movimento del soggetto che stiamo inquadrando, mi è parso molto fluido e soprattutto privo del difetto piuttosto comune del movimento a scatti.

Le immagini della Nikon Z7 sono ricche di dettagli, con quella saturazione mai eccessiva tipica delle migliori fotocamere dell’azienda giapponese. (E che non piace invece ai canonisti).

A 1600 ISO si rasenta la perfezione e fino a 6400 ISO la resa è spettacolare.

In sintesi… questa Nikon Z7 mi è parsa decisamente all’altezza delle aspettative.

Anche sull’esperienza video, nulla da lamentare: l’ultra HD è di quelli veri, vibranti e super dettagliato. Non mi stupisco affatto che online molti recensori specializzati in video abbiano parlato di una delle migliori mirrorless per video maker.

Nikon Z7 Vs Concorrenti

Inevitabile paragonare la Nikon Z7 alla D850. Prodotte dalla stessa casa, hanno entrambe sensori full frame da più di 40 megapixel, e sono state pensate per gli amanti della grande definizione.

Per prima cosa, il fatto che tra le due fotocamere – fondamentalmente lo stesso prezzo, intorno ai 3500 euro – ci siano quasi 4 etti di differenza a sfavore della reflex, non è una cosa da poco.

E stessa cosa dicasi dell’ingombro, nettamente a sfavore della D850.

Per il resto, stessa risoluzione del sensore e identica sensibilità ISO, stesso schermo LCD.

La Nikon Z7 ha una migliore raffica (9 in luogo di 7 frame per secondo) e un autofocus a 493 punti vs. i 151 della D850.

Il sistema di funzionamento però è diverso, e direi che tutto considerato quello della D850 è superiore.

Se sei un amante della fotografia sportiva o con soggetti in movimento, probabilmente la Nikon D850 o la D5 rimangono ancora insuperabili, nonostante l’Autofocus continuo della Z7 si comporti in modo egregio.

Poi c’è il discorso della gamma cromatica, superiore nella D850, ma nulla che faccia urlare alla grande differenza qualitativa.

E allora il punto non è tanto il paragone con la più completa delle reflex Nikon, quanto quello con i competitor della stessa fascia mirrorless, a cominciare dalla storica “nemica” Canon.

Con quest’ultima è inevitabile il paragone con il modello EOS R, che costa decisamente meno, pesa 15 grammi in meno, ma offre una risoluzione più bassa e una raffica di 5 FPS in luogo di 9 (30 megapixel).

Sull’ AF vince invece la EOS R con il suo sistema proprietario dual view.

Nikon Z7: le ottiche

Della linea Nikon Z, attualmente sul mercato sono disponibili quattro ottiche: la più recente è lo zoom ultragrandangolare Nikkor Z 14-30mm f/4 S s-line che si unisce alle prime tre, vale a dire Nikkor Z 35mm f/1.8 S, Nikkor Z 50 f/1.8 S e Nikkor Z 24-70mm f/4 S.

Nei prossimi mesi è previsto il lancio di alcuni zoom: Nikkor Z 24-70mm f/2.8, che dà il massimo nella luminosità, e il Nikkor Z 70-200mm f/2,8 e diverse ottiche fisse: il Nikkor Z 58mm f/0,95 S Noct, il Nikkor 20mm f/1.8 e il Nikkor 85mm f/1.8.

Infine, l’adattatore  FTZ che ha un prezzo, da solo di circa  250 euro.  Molto spesso venduto con i kit della Nikon Z7 e Z6 rappresenta il trade union con le reflex, perché offre la possibilità di utilizzare le ottiche F: AF-S e AF-P.

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Un’ottima idea che farà felici i fan delle reflex che in questo modo potranno utilizzare le loro ottiche anche sulle mirrorless.

La mia opinione sulla Nikon Z6

Con la nikon Z7 la casa giapponese dimostra di essersi resa conto finalmente che le mirrorless rappresentano una fetta consistente del futuro del mercato.

La Z7 ha un sensore impressionante per nitidezza e gestione della luce, un processore all’altezza della dimensione dei file che produce, raffica di scatto e autofocus adatti per foto sportive, una ottima ergonomia, e infine una tropicalizzazione all’apparenza molto ben fatta.

In questo scenario, l’unica cosa che non mi spiego è la scelta di non inserire un secondo slot di memoria: questa mancanza costituisce una limitazione non trascurabile all’uso professionale di una fotocamera altrimenti davvero notevole.

Last update was on: 23 Ottobre 2019 9:58
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Bella e potente

Finalmente una mirrorless Nikon con i "contro...". Difficile trovarle difetti: probabilmente solo la mancanza di un secondo slot di memoria e il prezzo, non proprio abbordabile!

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