Olympus OM-D E-M5 Mark III: recensione completa

Lanciata sul mercato europeo nel novembre del 2019, la Olympus OM-D E-M5 Mark III è una mirrorless entry level con un sensore da 20,4mp Micro Quattro Terzi, con dimensioni 17,3 × 13 mm.

Versatile, molto capace, la Olympus OM-D E-M5 Mark III è stata concepita come la versione aggiornata della Mark II del 2016, rispetto alla quale ha ricevuto diverse notevoli innovazioni tecniche, tra le altre un’interfaccia W-LAN che include anche il Bluetooth .

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La Olympus OM-D E-M5 Mark III si colloca al centro della gamma OM-D della casa giapponese, in cui troviamo anche la E-M1 Mark II, oltre al modello entry level E-M10 Mark IV. È una fotocamera pensata per quei fotografi che hanno già acquisito un minimo di confidenza con le macchine digitali e vogliono entrare in contatto con funzionalità più avanzate, oltre a essere perfetta per chi ha un’attività professionale e necessità di una seconda fotocamera dalle buone prestazioni, ma piuttosto leggera e poco ingombrante.

Il sito Digital Camera World, riferimento tecnico autorevole per gli amanti della fotografia digitale, assegna alla Olympus OM-D E-M5 Mark III il massimo dei voti, cinque stelle su cinque, con un verdetto piuttosto entusiasta:

“Abbiamo atteso a lungo questa fotocamera, un modello che ha il sensore, l’autofocus e le funzioni della fotocamere più recenti della Olympus ma senza il corpo macchina ingombrante della E-M1 Mark II. Quindi è valsa la pena aspettare? Oh, certo che sì. L’Olympus OM-D E-M5 Mark III riporta immediatamente il Micro Quattro Terzi nel mercato delle fotocamere mirrorless degli appassionati ambiziosi e dimostra ancora una volta che questo formato può gareggiare per qualità dell’immagine con sensori più grandi e battere la concorrenza per dimensioni e portabilità”.

Lanciata subito dopo il 100° anniversario della Olympus, la E-M5 Mark III rinnova la Mark II con una caratteristica tecnica fondamentale, passando dai 16mp del sensore a una risoluzione da 20mp e posizionandosi appena sotto i modelli professionali OM-D E-M1 Mark II ed E-M1X. E in un’ottica di mercato si trova a dover competere con fotocamere simili per budget come la Fujifilm X-T30 (trovi la recensione completa della X-T30 qui), la Nikon Z50 (recensione completa della Nikon Z50 qui) e la Sony a6600 (recensione completa della Sony A6600 qui), ovvero con le migliori fotocamere acquistabili in questo segmento di mercato.

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Design e corpo macchina della Olympus OM-D E-M5 Mark III

La politica della riduzione del peso è un fattore chiave vincente nella produzione Olympus, e anche la OM-D E-M5 Mark III risulta essere piuttosto leggera (414 grammi), anche se con la lente Olympus Pro 12-40mm, in genere presente nel kit di vendita, perde un po’ di vantaggi in questo senso, visto che si tratta di un obiettivo pesante, almeno secondo gli standard Micro Quattro Terzi. Se il problema sono il peso e la portabilità, allora forse meglio acquistare La Olympus OM-D E-M5 Mark III nel pacchetto che include l’obiettivo “pancake” EZ da 14-42 mm, ultracompatto ma qualitativamente un po’ sotto gli standard del 12-40 mm.

Olympus OM-D E-M5 Mark II vista di fronte
Olympus OM-D E-M5 Mark III vista di fronte

Una delle peculiarità del corpo macchina di questa fotocamera è l’esterno, costruito con materiali di buona qualità – un misto di lamine in metallo e materiali compositi rivestiti in finta pelle – per resistere alle intemperie (Certificazione IPX1). Grazie a questa costruzione la Olympus OM-D E-M5 Mark III può essere utilizzata senza problemi sotto la pioggia, a temperature fino a 10 gradi sotto-zero e resistere all’attacco della polvere. Per certi versi, una sorta di modello “Tough” senza però essere una fotocamera subacquea. L’impugnatura è leggermente migliorata rispetto al modello precedente, con un grip più prominente e delle dimensioni ancora più pocket:  125.3 x 85.2 x 49.7mm.

Per quel che riguarda il design, la Olympus OM-D E-M5 Mark III presenta delle linee molto piacevoli, riproponendo i modelli vintage originali OM-D con la caratteristica forma “a delta” della parte superiore, delimitata da un bordo smussato. In altre parole, un aspetto rétro e allo stesso tempo evoluto e molto attuale.  Dal punto di vista degli aspetti ergonomici, la fotocamera è un felice esempio su come si possano distribuire in modo funzionale i controlli, anche quando ci si trova a disposizione poco spazio, come capita con il corpo macchina della Olympus OM-D E-M5 Mark III, disponibile nelle versioni full black o silver.

Sulla parte superiore della macchina, c’è stata qualche piccola variazione rispetto al modello precedente, ma le somiglianze sono diverse. Il mirino è più facilmente raggiungibile con il pollice della mano destra, mentre la ghiera delle modalità ora si trova sulla parte destra della piastra. Rispetto alla Mark II è stata inserita la modalità BULB.

Vista dall’alto

In tutto, i pulsanti fisici presenti sulla Olympus OM-D E-M5 Mark III sono otto, tutti configurabili all’interno del menu. Sul display touch c’è un pannello per le funzioni più veloci e immediate, pensato per bypassare il menu interno, attivabile dal controller sul retro a quattro funzioni, premendo il pulsante centrale “OK”.  In generale le opzioni personalizzabili sono numerose e soddisfacenti.

Il display sul retro è un altro elemento che fa di questa Olympus OM-D E-M5 Mark III un modello realmente più evoluto rispetto alla sua versione di tre anni prima: è un touch screen completamente articolato, con una risoluzione di 1037k punti. Sul monitor, è possibile toccare il punto di fuoco così come il controllo dei parametri. E la possibilità di inclinarlo in diverse angolazioni rende questa Mark III ideale anche per i video blogger.

Olympus OM-D E-M5 Mark III vista dal retro, dove puoi notare il display

Il mirino EVF è un OLED – e non un LCD come nella Mark II – ma con un fattore di ingrandimento inferiore (0.68x in luogo di 0.74x) e purtroppo non è disattivabile completamente quando il display è utilizzato fuori dalla sede, ruotato all’infuori. La risoluzione del mirino è di 2.360k punti, non il massimo se confrontato con la concorrenza.   

Olympus OM-D E-M5 Mark III: specifiche tecniche

  • Sensore: Live MOS 4/3 da 20,4 megapixel
  • Formato e area: 4:3 / 17,3 x 13,0 mm
  • Processore: TruePic VIII
  • AutoFocus: Sistema TTL di rilevamento della differenza di fase, 121 punti AF a rilevamento del contrasto
  • Mirino elettronico: EVF 2.360.000 punti (7 livelli di temperatura cromatica)
  • Formati file: JPS e RAW
  • Sensibilità: auto (personalizzabile, default ISO LOW – 6400); manual ISO LOW – 25600 a passi di 1/3 o 1 EV ISO
  • Display: LCD da 3″ (Vari-angle – Touchscreen (1.037K punti)
  • Qualità video 4K: 4096 x 2160 (C4K) / 24p / IPB (circa 237 Mbps); 3840 x 2160 (4K) / 30p, 25p, 24p / IPB (circa 102 Mbps)
  • Qualità video 2K: 1920 x 1080 (16:9) / 30p, 25p, 24p ; 1920 x 1080 (16:9) / 60p, 50p / IPB (SF, F, N) (MOV)
  • Scheda di memoria: Scheda di memoria SD (compatibile con SDHC, SDXC, UHS-I, UHS-II)
  • Interfaccia: Connettore HDMI micro, USB 2.0 High Speed, slitta Hotshoe, mini-jack microfono 3,5 mm
  • Connettività wireless: Wi-Fi e Bluetooth Low Energy Ver.4.2
  • Batteria: agli ioni di litio con autonomia di circa 310 immagini/60 minuti video
  • Dimensioni (L x A x P): 125,3 x 85,2 x 49,7 mm
  • Peso: 366 grammi (414 con batteria e scheda SD)

Performance della Olympus OM-D E-M5 Mark III

L’autofocus della Olympus OM-D E-M5 Mark III – dotato di 121 punti a croce – si presenta come veloce e reattivo, soprattutto se si utilizza l’opzione che regola l’otturatore sul display touch. In questo caso basta un tocco del dito e la messa a fuoco è praticamente immediata. Il sistema sembra reggere discretamente bene anche di fronte a scene di azione, anche se è il caso di perdere un po’ di tempo per scegliere tra le diverse modalità quale sia la migliore per la situazione che si vuole fotografare.

La Olympus OM-D E-M5 Mark III è la prova che il formato micro 4/3 è più vivo che mai, nonostante il rumore digitale si faccia vivo un po’ più in basso nella gamma ISO rispetto alle fotocamere APS-C, ma l’ottima stabilizzazione (a cinque assi) presente in questa Mark III aiuta a compensare il problema. Per fare un esempio pratico, con questa Olympus OM-D E-M5 Mark III è possibile catturare scatti nitidi senza treppiede con velocità dell’otturatore fino a 1/4 di secondo e lo stesso si può dire per le registrazioni video a mano libera. Possiamo quindi affermare che il limite della grandezza del sensore in micro 4/3 in questa fotocamera sia brillantemente superato da un sistema di stabilizzazione che compensa alla grande questo “problema” di dimensioni.

Lo scatto continuo con l’otturatore meccanico raggiunge il massimo di 10 frame al secondo, niente di diverso rispetto alla maggior parte delle rivali della stessa fascia. Il buffer della Olympus OM-D E-M5 Mark III, invece, stupisce per la sua capacità di elaborare benissimo anche i file di grandi dimensioni (ovviamente la bontà di una raffica dipende anche dal supporto sul quale si è scelto di salvare i file). Durante la raffica a 10fps la messa a fuoco, tolto il primo fotogramma, non è omogenea su tutti gli altri scatti successivi, quindi per un fuoco continuo automatico meglio abbassare le pretese e scendere ai 6fps, ma con lo scatto silenzioso e l’otturatore elettronico si giunge a ben 30fps, senza però poter avere la messa fuoco continua.

Qualità foto e video della Olympus OM-D E-M5 Mark III

Per gli scatti effettuati in piena luce del giorno, i colori sono molto buoni e naturali, i dettagli appaiono nitidi e chiari, scattando con l’obiettivo standard 12-40 mm f / 2.8 Pro. Merito in gran parte di un sensore da 20,4 mp – lo stesso presente sulla professionale E-M1 Mark II – che permette di stampare fino a grandezze equivalenti al formato A3 senza bisogno di intervenire con l’interpolazione digitale.

Si è già parlato dell’ottima stabilizzazione di questa Olympus OM-D E-M5 Mark III, ma la casa giapponese ha fatto altro per sopperire al formato Micro Quattro Terzi del suo sensore, offrendo ottiche professionali con apertura di f/ 1.2 per chi è alla ricerca di uno sfocato omogeneo e una profondità di campo ridotta, anche se i prezzi di queste lenti non sono certo economici.

Fatte queste premesse tecniche, la qualità delle immagini – contraddistinte sempre dalla solita gamma cromatica eccellente di casa Olympus – è decisamente buona, pur non raggiungendo esiti professionali. Per chi non ama  lavorare in post produzione c’è la funzione HDR che si comporta bene, oltre a diversi profili colore tra cui il Pinhole, il Cross Process e il Vintage, attivabili direttamente quando si sceglie la funzione bracketing.

Anche per quel che riguarda la qualità delle registrazioni video, la Olympus OM-D E-M5 Mark III offre prestazioni convincenti con la possibilità di clip “Cinema” in 4K (4096 x 2160) a 24fps con bit rate di 237Mbps: per questo segmento di mercato, non proprio una prerogativa di tutte le fotocamere.

I video nel formato standard UltraHD (3840 x 2160) per 24, 25 o 30fps raggiunge i 102Mbps, più comune alle macchine della stessa fascia di mercato. Le registrazioni in 2K fino a 60fps possono essere realizzate nel formato ALL-I che spinge il bit rate fino a 202Mbps e in ogni caso la qualità FullHD  raggiunge i 120fps.

Olympus OM-D E-M5 Mark III vs. Panasonic Lumix G90

La fascia di mercato a cui appartiene la E-M5 Mark III è una delle più affollate. La soglia dei 1000 euro, o poco più, sembra in effetti essere la prediletta per le case produttrici che si trovano a dover accontentare la domanda di tanti fotografi non più novizi ma non ancora professionisti. Tra le APS-C mirrorless spiccano la Sony a6600 e la Nikon Z50, ma ci è sembrato giusto mettere a confronto la Mark III con un’altra Micro Quattro Terzi come la Panasonic Lumix G90, attualmente acquistabile su Amazon a 1.150 euro. Poco più costosa, la E-M5 Mark III si trova a 1.100 euro (corpo macchina) e a 1380 euro con l’obiettivo M.Zuiko 14-42 mm.

Le principali differenze tra le due mirrorless? Sui fondamentali delle schede tecniche, siamo di fatto alla totale equivalenza, per quanto il modello Olympus sia privo del flash incorporato e un display con una definizione leggermente inferiore (niente di realmente significativo, tuttavia). E allora, cosa fa davvero la differenza tra le due mirrorless in apparenza gemelle? Sicuramente, il peso e le dimensioni: mentre il modello Panasonic Lumix ha un peso di 533 grammi, la nostra E-M5 Mark III può vantare un peso di 414 grammi, con misure più contenute soprattutto nella profondità del corpo macchina (49mm in luogo di 77, non poco). E poi il modello Olympus ha un design decisamente più attraente, con il suo look da fotocamera rétro per puristi, eppure “internamente” così contemporanea…

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Last update was on: 19 Ottobre 2021 19:15

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