Di Paesaggio e Stampe in Alta Qualità

Come forse saprai – visto che in diverse occasioni ne ho parlato nei miei post – ormai da quasi due anni lavoriamo a un nuovo corso dedicato alla fotografia di paesaggio.

Ormai ci siamo quasi. Il corso è pronto, stiamo ultimando le ultime rifiniture, e lo lanceremo a giugno.

Per me è come fare i conti con tutto quello che è stato il mio percorso come fotografo, da quando da bambino impiastricciavo tutto nella camera oscura paterna sino a oggi.

Se dovessi definirmi in quanto fotografo, potrei a ragion veduta affermare che sono un fotografo di paesaggio che si dedica soprattutto al settore editoriale: prima con le riviste, ora con i libri. Sebbene le definizioni siano per loro natura imprecise, opinabili e spesso delle gabbie, mi ci riconosco pienamente.

Debbo dire di avere un’idea abbastanza ampia del concetto di “paesaggio” – che include in parte anche la fotografia naturalistica e i paesaggi intimi stile Eliot Porter – e credo che potremmo affermare senza sbagliare troppo che la fotografia di paesaggio sia il modo migliore, più profondo ed emotivamente coinvolgente di descrivere i luoghi, la loro essenza, di rivelarli e narrarli agli altri. Con espressione abusata potremmo dire: di far percepire il Genius Loci di un contesto, che sia quello urbano, campestre, di mare o di montagna, degradato o intatto.

Ma soprattutto – ed è questa la cosa più importante che spero di aver infuso nel corso – occorre conoscere e ri-conoscere i luoghi: fotografarli non superficialmente, ritraendo la loro “pelle” per così dire, ma andando oltre, interpretandoli e mostrandone la vera essenza.

Cosa affatto facile, ma è quello che i grandi fotografi di paesaggio – una stirpe immensa, che va da Walker Evans a Ghirri, a tutta la scuola di Dusseldorf sino ad Ansel Adams, Edward e Brett Weston, a Michael Kenna – hanno sempre fatto con sapienza e maestria, ed è quello che cerco di fare sempre anche io.

Per questo abbiamo deciso di intitolarlo – Fotografia di Paesaggio: Raccontare l’Anima dei Luoghi –.

Mi ci son voluti trent’anni per “distillare” la consapevolezza e le competenze necessarie. Trent’anni che ho cercato di condensare in un percorso di crescita dedicato ai miei allievi. Come dico sempre, un corso (di fotografia ma non solo) non può davvero “insegnare” qualcosa ma – come sosteneva Galileo Galilei – può, e deve, aiutare e indirizzare l’allievo nello scoprire da sé le cose che contano, mostrandogli come e perché utilizzarle. Lo aiuta a non dover ogni volta reinventare la ruota o scoprire l’acqua calda.

In tal senso mi è tornata utile l’altra parte del mio percorso fotografico: quello editoriale. Infatti abbiamo deciso di fornire al corsista un libro “riccamente illustrato” come si diceva un tempo, in cui ho inserito – oltre a testi tratti dal corso con approfondimenti e testi originali – molte foto che ho scattato durante la mia carriera ma dando anche risalto (a titolo esemplificativo) a un progetto sull’area in cui vivo (la Tuscia) che diventerà un libro dal titolo “La terra del fuoco sopito“, in uscita a breve. Del progetto, in appendice, ho inserito un estratto, che serve anche a far capire come si possa realizzare un progetto a tema “paesaggistico”.

Inoltre, per mostrare come la fotografia di paesaggio possa essere usata non soltanto per raccontare un territorio, ma anche per esprimere il proprio sentire, il proprio pensiero, il proprio approccio alla vita (e dunque alla fotografia) utilizzando i luoghi come simboli e metafore, ho anche realizzato un libro speciale che verrà regalato a tutti gli iscritti.

La copertina di A,B

E’ un progetto profondamente diverso da “La terra del fuoco sopito“: innanzitutto è in Bianco e Nero, con foto realizzate in analogico con una fotocamera che ho personalmente assemblato per scattare foto tonde.

S’intitola “A,B“. Lo so, un titolo strano, ma fa riferimento ai punti di partenza e arrivo, simboli del viaggio: il viaggiatore moderno va da A a B in linea più o meno retta (in genere con un aereo), il viaggiatore intelligente tende a divagare nel suo viaggio verso B.

Il viaggiatore saggio, invece, sa che A e B sono solo due aspetti dello stesso problema: il rapporto che abbiamo con il nostro stare al mondo. Non conta da dove parti e dove arrivi, ma il viaggio. E spesso nemmeno devi spostarti davvero. Così, le foto del libro sono scattate tutte a due passi da casa mia, eppure credo di non aver mai fatto un viaggio che mi abbia portato così lontano!

In effetti i soggetti non sono luoghi specifici: mare, campagna, edifici solitari. Li puoi trovare ovunque. Lo scopo era dare un senso di quiete, pace, tranquillità, assenza di tempo. Per questo sono tutte foto scattate “in bolla”, com l’orizzonte al centro. Un modo diverso dal solito di raccontare il paesaggio, molto “zen” se vogliamo, e mi piaceva donarlo ai corsisti anche come esempio di strade alternative possibili, appunto.

Non per forza migliori o più “artistiche”, ma sicuramente diverse.

Per valutare il progetto prima della stampa definitiva ho deciso di ricorrere a SAAL Digital, una delle società di stampa digitale più importanti d’Europa, con cui collaboriamo già da tempo e che ci ha sempre garantito la massima qualità. La stessa società che poi stamperà anche i portfolio finali degli iscritti al corso (eh sì, il progetto finale che ogni corsista produrrà diventerà una pubblicazione cartacea fine art).

Per questo, credo che meritino che racconti un po’ che tipo di prodotto

Non ero del tutto certo di come il libro si sarebbe presentato; inoltre desideravo averne una copia unica, speciale, da tenere in libreria accanto alla versione definitiva.

libri stampati da SAAL mi ricordano proprio quelle edizioni a stampa uniche e quasi irripetibili, un po’ come i primissimi libri fotografici creati da Anna Atkins e Fox Talbot. Magari se ne creavano dieci o venti copie, ma ognuna era diversa dall’altra, unica.

Qui sopra, due paesaggi molto diversi, con una resa della stampa ugualmente eccellente

Ecco, allo stesso modo il libro di SAAL può essere replicato, ma non sarà mai del tutto identico, proprio perché non prodotto con i metodi tipografici soliti – con tirature in serie – ma grazie a stampe di tipo chimico o con stampa Inkjet.

Ho scelto proprio quest’ultima possibilità e il risultato è stato eccezionale. Puoi vederlo tu stesso nel video qui sotto:

Ogni tanto prendo il libro dalla libreria, me lo sfoglio, e mi tranquillizzo in merito alle mie scelte!

Come detto in altre occasioni, i libri di SAAL (come anche i Portfolio) sono ottimi anche per proporre i propri progetti a potenziali editori, o farli conoscere nei circuiti dei circoli fotografici o, infine, per proporsi per dei lavori professionali. Proprio qualche giorno fa un mio amico e collega a cui avevo consigliato la stampa di un Portfolio di grande formato, lo ha utilizzato con un cliente a cui è piaciuto tantissimo, al punto da affidargli il lavoro. Merito delle sue foto efficaci, ovvio, ma un po’ anche del modo in cui sono state presentate.

Dopo aver testato così la resa del progetto una volta calato su carta, è partita tutta la fase “editoriale” vera e propria ed è subentrata la tipografia.

Ora siamo definitivamente pronti, la prima tiratura è in magazzino, in attesa di essere spedita agli allievi della prima edizione di – Fotografia di Paesaggio: Raccontare l’Anima dei Luoghi –.

Spero davvero che questo corso possa incontrare il favore di molti di voi.

Un’altra immagine tratta da “A,B”, il libro fotografico che verrà regalato ai partecipanti di “Fotografia di paesaggio: Raccontare l’Anima dei Luoghi”

Posso affermare senza timore di apparire retorico o esagerato, che c’è davvero tutta la mia vita lì dentro, le mie esperienze, le mie competenze, quello in cui credo, la fotografia che amo e che mi appassiona, e ovviamente anche la mia ferma convinzione che – come detto – un corso deve soprattutto stimolare e smuovere il corsista, non travasare nella sua testa un sacco di nozioni (cosa che poi nemmeno si può riuscire a fare) che presto dimenticherà.

Mi auguro di esserci riuscito, e che i due libri collegati al corso stesso si rivelino al tempo stesso efficaci come strumenti di studio e belli da tenere nella tua libreria. E ovviamente grazie a SAAL per il supporto!

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