Panasonic Lumix DMC-G80: Recensione completa

Lumix G80: la mirrorless uscita nel 2016 ancora attuale

Non più considerabile come un’ultima novità del mercato – la Panasonic Lumix DMC-G80 è stata lanciata negli ultimi mesi del 2016 – questa Micro Quattro Terzi con sensore da 16Mp ha preso (ufficiosamente) il posto del modello G7, risalente al maggio 2015.

Ultimamente rinnovata dalla G90 (leggi qui la recensione), la Panasonic Lumix DMC-G80 rimane tuttora una mirrorless di media fascia con cui la concorrenza deve fare i conti, nonostante nella tecnologia 4/5 anni siano da considerare come un lasso di tempo piuttosto invalidante.

Così non è per la Lumix DMC-G80, ancora molto richiesta dai consumer che cercano un naturale upgrade dall’esperienza di uno smartphone, o da fotografi più smaliziati in cerca di qualcosa di più leggero e maneggevole di una reflex, ma con indubbia qualità fotografica e con diverse opzioni personalizzabili. 

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Rispetto al modello precedente, la Panasonic Lumix DMC-G80 ha ricevuto un discreto makeover, con numerose migliorie di sostanza: un corpo macchina resistente alle intemperie, un mirino EVF aggiornato, l’aggiunta della stabilizzazione dell’immagine nel corpo a 5 assi che lavora insieme alla stabilizzazione di alcuni obiettivi e la funzione Post Focus. La massima risoluzione dei video rimane quella della G7, ovvero l’UltraHD (vedremo in seguito le caratteristiche). 

Distribuita sul mercato americano con la sigla DMC-G85, la Panasonic Lumix DMC-G80 ha ricevuto ai suoi tempi critiche lusinghiere, com’è successo con l’influente DPReview, che a un certo punto della favorevole recensione, si preoccupa di collocare la fotocamera all’interno del mercato:

“La Lumix G80 giunge in un mercato mirrorless affollato e ha una forte concorrenza sia da altre fotocamere Micro Quattro Terzi, sia da alcuni modelli APS-C. La Sony a6300 e l’Olympus E-M5 II in particolare si confrontano bene con la G80, sia in termini di prezzo che di capacità. La G80 deve anche affrontare la concorrenza di reflex digitali come la Nikon D5500 e la Canon Rebel T6S / 760D. Ma anche in mezzo a tutti questi pezzi grossi, possiede diversi ha assi nella manica: sono sufficienti per farvi aprire il portafoglio?”. 

A oltre quattro anni dal suo lancio, è normale che il prezzo della Panasonic Lumix DMC-G80 sia sensibilmente sceso, ed è questo uno degli aspetti più attraenti di questa fotocamera che, da un punto di vista della scheda tecnica, porta benissimo la sua veneranda età di quasi un lustro. E infatti, il primo dato che salta all’occhio è che la Lumix G80 presenta ancora un sensore da 16 MP. Rispetto al modello che lo ha preceduto potrebbe sembrare che nulla sia cambiato, ma di fatto la Panasonic Lumix G80 è nota per rilasciare immagini con dettagli superiori, anche in virtù dell’assenza di un filtro passa basso, che, unito a un processore Venus Engine rinnovato, fa sì che vengano persi pochi dati, e quindi… maggiori dettagli e nitidezza. Ovviamente, ogni cosa ha i suoi effetti collaterali: l’assenza del low pass, vuol dire anche effetto moiré quando si fotografano soggetti ultra dettagliati. 

A rendere ancora (relativamente) attuale la Panasonic Lumix G80, oltre al sistema a cinque assi di stabilizzazione, ci sono altre caratteristiche come l’output in real time durante la ripresa video (via HDMI), l’entrata per il microfono, le funzioni di Focus Bracket e Aperture Bracket, diverse modalità Creative Video, la modalità silenziosa, l’esposizione multipla, l’energy saver con ripresa attraverso mirino elettronico, i file RAW in Camera, il Time Lapse

Corpo macchina ed ergonomia della Panasonic Lumix DMC-G80

Panasonic Lumix DMC-G80; Body della mirrorless
Panasonic Lumix DMC-G80; vista di fronte del corpo macchina

Con l’obiettivo del kit montato,  o con qualsiasi altra ottica “base” simile, la Lumix G80 può essere tenuta e controllata con una certa comodità anche solo con una sola mano. Sia la ghiera di controllo anteriore, sia quella del retro sono facilmente raggiungibili, così come i pulsanti Fn1 e Fn2 / Q Menu, senza che la presa richieda particolare contorsioni delle dita o del palmo delle mani.

Il peso e le misure della Panasonic Lumix DMC-G80, infatti, la dicono lunga sulla sua ottima portabilità ed ergonomia: 505 grammi (senza batteria) per una larghezza di 128,4 mm, un’altezza di 89mm e una profondità di 74,3mm

Il pulsante di scatto e le ghiere di controllo della Lumix G80 hanno un tocco e una roteazione rassicurante, soprattutto se confrontati la G7. Questo miglioramento è probabilmente il risultato del trattamento a cui è stato sottoposto il corpo macchina della G80 per limitare la polvere e i danni da intemperie, caratteristiche piuttosto rare per le fotocamere di questa fascia.

La piastra superiore della Panasonic Lumix DMC-G80 fornisce un’idea precisa degli aspetti ergonomici di questa fotocamera, con le due ghiere dalla dimensione ottimale e facilmente raggiungibili. Per altre impostazioni c’è il tasto Fn2, sul retro a destra del display, per il Quick Menu.  

Panasonic Lumix DMC-G80 piastra superiore con le ghiere
Panasonic Lumix DMC-G80 vista della piastra superiore in cui puoi vedere le ghiere di controllo e i pulsanti

 Il design è quello che siamo abituati a vedere con le Lumix, da diverso tempo: si rifà ai modelli reflex digitali, con finiture in gomma. Al tatto, la Panasonic Lumix DMC-G80 risulta piuttosto piacevole, avvolta com’è da un rivestimento gommoso che ne facilita la presa. Diversamente dal modello Panasonic GX80 – con il quale condivide diversi aspetti tecnici – il materiale non è una finta pelle scivolosa e poco ergonomica. E poi, il grip di questa Lumix G80 è molto più pronunciato. 

Il display da 3 pollici di diagonale, articolazione completa e 1 milione di punti di risoluzione, non ha subito particolari variazioni rispetto al monitor del modello precedente: la resa dei colori è buona, il touchscreen reattivo e preciso per ogni operazione, la luminosità è adattabile in automatico alle condizioni ambientali. Rispetto al pannello della Lumix DC-G7, ha anche ricevuto una piccola ma apprezzabile innovazione ergonomica con un incavo per il dito, per facilitare l’apertura laterale con il pollice.

Panasonic Lumix DMC-G80 vista da dietro con il display aperto.
Panasonic Lumix DMC-G80 con display aperto.

La Panasonic Lumix DMC-G80 è stato anche il modello con l’introduzione del Touchpad AF, che dà la possibilità di selezionare l’esatto punto di messa a fuoco mentre si inquadra dal mirino. Tuttavia, non guardando lo schermo… l’operazione non è così comoda a meno che non intervenga anche la mano sinistra (con quella destra sull’impugnatura che necessariamente subirà una modifica nel gripping). 

Sul menu grafico di questa Lumix G80, niente da eccepire, soprattutto se comparato a quelli più complicati della Sony o della Olympus, che però negli ultimi tempi sono leggermente migliorati. Nelle Panasonic Lumix l’organizzazione è invece molto chiara, con cinque sezioni principali e un listato lungo che però evita caotici sottomenu.  

Anche il mirino OLED della Panasonic Lumix G80 ha avuto qualche piccola ma gradita miglioria, come il passaggio dell’ingrandimento da 0.7 a 0.74x. La risoluzione è di 2.36 milioni di punti è ancora attuale, stessa cosa si può dire per la frequenza di refresh

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Panasonic Lumix DMC-G80: scheda tecnica 

  • Sensore : 4/3, 17.4 x 13 mm (rapporto 4:3, fattore di moltiplicazione 2.0x rispetto al sensore Full Frame)
  • Processore: Venus Engine 
  • Stabilizzatore ottico: 5 assi (Dual I.S. 2 compatibile)
  • Mirino: LVF (Live View Finder) OLED  2.360.000 punti, copertura 100%
  • Display: Monitor OLED articolato da 3 pollici, proporzioni 3:2, risoluzione 720 x 480 pixels
  • AutoFocus: sistema a contrasto (49 aree) AFS (Auto Focus Single) / AFF (Auto Focus Flexible) / AFC (Auto Focus Continuous) / MF
  • Range ISO: 100-25.600
  • Esposizione: Tempi di scatto 60″ – 1/16000, compensazione +/- 5 stop in passi di 1/3
  • Raffica: 9Fps (con AF), 6Fps (AF Continuo) 40Fps (senza AF)
  • Flash: integrato con portata di 6.2 metri
  • Registrazioni video: 4K (3840x2160p) a 30Fps
  • USB: micro-USB (2.0) senza possibilità di ricarica 
  • Memoria: SD, SDHC, SDXC (UHS-II)
  • Batteria: Li-Ion (Panasonic DMW-BLC12, capacità 8.64 Wh)

L’Autofocus della Panasonic Lumix DMC-G80

Come la sorella maggiore Lumix DC-GX8, la Panasonic Lumix G80 ha un sistema AutoFocus a rilevamento di contrasto basato su 49 punti e sulla tecnologia DFD (Depth from Defocus) di Panasonic, che interviene solo con le ottiche della casa giapponese.

Che dire di un sistema che quattro anni dopo il suo lancio, sembrerebbe datato? L’AF della Lumix G80 è veloce e preciso, difficilmente perde colpi sia in piena luce naturale, sia negli interni. Le modalità AF – manuale, singolo e continuo –  sono selezionabili velocemente dalla ghiera che si trova sopra il display, mentre con il pad si seleziona il punto di messa a fuoco, evitando il touch del display, così come una delle tre modalità di messa a fuoco. 

Rispetto alle attuali mirrorless basate su sistemi ibridi, qualche limite si riscontra quando si tratta di inseguire soggetti in movimento, mancando il rilevamento di fase che invece affianca il contrasto in sistemi AF più evoluti, già presenti ai tempi del lancio della Lumix G80 in alcune Olympus o Sony (ma non ancora presenti nella G90, lanciata da Panasonic nel 2019). 

Con la modalità Face Detect, il sistema rileva un volto su cui viene visualizzato un riquadro giallo, che diventa verde una volta confermata la messa a fuoco. Se vengono rilevati gli occhi, è visualizzato un mirino sopra di essi, all’interno del riquadro verde. Nel caso ci siano più facce da rilevare, la Lumix G80 si orienta verso la faccia più vicina, non essendo possibile scegliere tra i volti rilevati. In altre parole… il rilevamento del volto è utile solo se non si desidera scegliere il soggetto, lasciando che sia la fotocamera a scegliere automaticamente. Molto più performante il tracking su un soggetto, che difficilmente viene perso dal sistema che però risulta un po’ lento nell’ancoraggio iniziale. 

La raffica tradizionale della Panasonic Lumix G80 si attesta sui 9Fps (6 con quello continuo) con un  buffer decisamente migliorato rispetto alla G7, mentre la raffica 4K registra un filmato fino a 50/60Fps dal quale è possibile estrarre un singolo fotogramma in Jpg, scegliendo tra diversi formati. Ovviamente la qualità non è RAW – la definizione è di 8Mp – ma è un’ottima opzione per catturare eventi molto veloci. Basata sulla stessa filosofia della raffica 4K è la funzione Post Focus, che cattura una sequenza con la stessa immagine con variazione sulla distanza AutoFocus, per selezionare cosa mettere a fuoco a scatto avvenuto. 

Qualità delle immagini e dei video 

È noto che il formato Micro Quattro Terzi non sia quello ideale per risoluzioni elevate o per alti ISO, per questi discorsi ci sono le APS-C o il formato pieno. Giudicato nel 2021, un sensore da 16Mp potrebbe apparire poca cosa, ma non sempre funziona tutto come vuole il mercato… e può capitare che una fotocamera con questo sensore, sia perfettamente in grado di rilasciare scatti di apprezzabilissima qualità fotografica, proprio come questa Lumix G-80.

Spingendosi fino a 1600 ISO, i dettagli rimangono buoni anche per le stampe. Un minimo di rumore digitale, comunque accettabile, inizia a scorgersi a 3200 ISO ma può capitare che a 6400 ISO e un digital noise importante… lo scatto non sia comunque compromesso nella sua bellezza. Qualche problema in più si ha quando si scatta con poca luce, situazioni in cui è necessario dotarsi di lenti luminose, per immagini pulite. 

Da un punto di vista puramente tecnico, il comparto video della G80 è simile a quello della GX80, con la mancanza dei frame rate elevati per gli slow motion, ma rimane comunque un 2K di alta qualità (25/30/50/60fps) e un 4K (24/25/30fps) con bitrate da 100Mbit. Da segnalare l’utilissima funzione Live Cropping pensata per ottenere effetti di scorrimento o zoom in/out direttamente durante la registrazione.

Come la maggior parte delle Panasonic, anche la Lumix G80 ha diversi strumenti video utili, come il focus peaking e le regolazioni del livello del microfono (con un’opzione di filtro del vento).

Tra i difetti, invece, evidenziamo che l’auto ISO non può ancora essere utilizzato in modalità di esposizione manuale e l’assenza del jack per cuffie. Per i film-maker più esigenti, interessati al color grading in post produzione, la Lumix G80 ha il profili Cinelike Gamma D e Cinelike V oltre che la regolazione di contrasto, nitidezza, riduzione del rumore, saturazione, tonalità di colore, tonalità ed effetto filtro (solo monocromatico).

La gestione del punto di messa a fuoco dal display risulta estremamente rapida e semplice, anche se il sistema AF – come già detto basato solo sul contrasto – mostra
diversi momenti di hunting, ovvero caccia affannosa per quanto riguarda i soggetti più veloci e imprevedibili. 

Prima di passare alla conclusione, due aspetti fondamentali: l’autonomia della batteria e le interfacce.

La Panasonic Lumix G80 è alimentata dalla batteria DMW-BLC12E (1200mAh/8.7Wh) che assicura poco più di 300 immagini, che in modalità risparmio energetico diventano il doppio.

Per quel che riguarda porte e connessioni, la G80 ha fatto un passo avanti rispetto alla G7, con lo spostamento dello slot per la scheda SD dalla parte bassa al fianco laterale e l’attacco per un battery grip sulla piastra inferiore. Sul lato sinistro del corpo macchina, troviamo uno sportellino con ingresso per microfono e telecomando remoto e un’altra porta per la micro USB e la micro HDMI. Ovviamente è presente la funzione WiFi, ma non l’NFC.

Le mie conclusioni sulla Lumix DMC-G80

La Panasonic Lumix DMC-G80 è una fotocamera “tuttofare” di fascia media, attualmente acquistabile su Amazon a poco più di 600 euro, con l’ottica 12-60mm inclusa.

È una versione rinnovata della Lumix DC-G7, grazie a un nuovo otturatore che aveva dato diversi problemi e un corpo macchina di maggior pregio. Il touchscreen funziona benissimo, perfettamente articolato e con tempi di reazione molto soddisfacenti, tutte caratteristiche che rendono questa fotocamera per certi versi ancora attuale, a quattro anni dal suo lancio. 

Non è la fotocamera giusta se fai riprese sportive, o scatti particolarmente movimentati. Questo va detto, perché il suo sistema AutoFocus ha qualche anno di troppo e già ai suoi tempi non era particolarmente competitivo. Ma se cerchi qualità di scatto in situazioni paesaggistiche, ritratti o street… la Lumix G80 ha un prezzo che vale sicuramente le sue ottime prestazioni di mirrorless di media fascia, anche quattro anni dopo la sua uscita: un peso tollerabilissimo, un’ottima stabilizzazione, una portabilità perfetta, controlli manuali completi. 

Pro
  • ergonomia
  • dimensioni e peso contenuti
  • buon rapporto qualità prezzo
Contro
  • non è appena uscita
  • Tracking AF difficoltoso
  • durata batteria limitata
7Expert Score
Buona mirrorless

Ottimo rapporto qualità prezzo per questa mirrorless uscita qualche anno fa, ma che ha caratteristiche ancora degne di nota e più che soddisfacenti

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