Bianco e Nero – I progetti di fine corso

L’INGANNO DI TEREZIN – Silvia Sangregorio

Introduzione

Un progetto che va ad affrontare un tema complesso, difficile da narrare senza rischiare la retorica o un eccesso di emotività. Ma Silvia riesce a tener testa a entrambi questi aspetti scegliendo un approccio asciutto, diretto, basato sui luoghi, sulle architetture, sulle atmosfere, lasciando ai muri e alle suppellettili il compito di narrare l’orrore altrimenti inenarrabile. Attraverso l’uso accorto di luci e ombre, forme e prospettive, ci conduce dentro un campo di concentramento meno noto di altri, ma non per questo meno eloquente nel rendere l’abisso in cui l’umanità può precipitare quando prevale il sonno della ragione, per citare Francisco Goya.

Artist Statement

Terezin è uno di quei luoghi che racconta il periodo più oscuro della storia umana, l’olocausto. Nel 1941 la città di Terezin viene trasformata in campo di concentramento e con essa viene messo su l’inganno per eccellenza della propaganda nazista: gli ebrei vengono trattati bene. Persino la croce rossa quando la visita del 1944 crede a questa farsa…vede gente nutrita coinvolta persino in attività culturali. Ma noi sappiamo bene cosa era il campo e in fondo lo sapevano anche quelli della croce rossa, ma è sempre più facile credere alle cose che più ci fanno comodo per non dover metterci in gioco e prendere posizioni scomode. Questi scatti vogliono rendere omaggio a tutte le vittime di Terezin che nonostante l’orrore vissuto hanno continuato a vivere, creare e a sperare.

Commento

Un progetto in cui l’uso del Bianco e Nero appare ben sviluppato ma soprattutto indispensabile, perché il colore non solo non avrebbe aggiunto nulla, ma anzi avrebbe rischiato di distrarre. In tal senso la nostra autrice dimostra di saper scegliere con accortezza i soggetti, di saper gestire inquadrature e contrasto e insomma di aver pienamente compreso le potenzialità della fotografia in Bianco e Nero e in generale del linguaggio fotografico.

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