CIPRESSI, OVUNQUE E ALTROVE – -Angela Marra
Introduzione
Il cipresso della varietà “italica” – dunque a forma di fiammella, stretta e lunga – è uno dei simboli del nostro paese e soprattutto dell’Italia centrale. Sono utilizzati per rendere più graziose le strade, o decorare i cimiteri, i viali che portano ai casali o semplicemente se ne stanno sul vertice di una collina, come gruppetto d’alberi che non è ancora bosco, ma lo ricorda. Angela esplora proprio l’elemento “cipresso” quale simbolo del paesaggio, di un certo tipo di paesaggio, molto intimo, luminoso, suggestivo, tipicamente toscano in questo caso, e ne trae un progetto all’apparenza semplice ma che attraverso questi alberi diventa anche il ricordo di una tradizione, di un modo di sentire, che ci appartiene, almeno da quando a scuola abbiamo studiato i cipressi “in duplice filar” di Bolgheri!
Artist Statement
In questo progetto ho seguito i cipressi toscani come si seguono delle presenze: non alberi, ma figure. Appaiono soli, in gruppo, allineati o sparsi senza logica, sempre nel punto in cui non li stai cercando. Sono sentinelle del paesaggio, ma anche interruzioni improvvise, dettagli che cambiano il ritmo di un’ora o di un pensiero. Fotografarli è stato un esercizio di ascolto. Ogni cipresso segnava un confine tra la collina e il cielo, tra un ricordo e ciò che resta, tra la strada percorsa e quella che si apre davanti. Alcuni li ho trovati come monumenti immobili; altri come compagni discreti, quasi timidi, dentro un paesaggio più grande di loro eppure definito da loro.
Questo portfolio non vuole raccontare la Toscana come cartolina, ma come luogo abitato da queste presenze verticali che, senza muoversi, spostano il senso di ciò che interrompe e nello stesso tempo unisce il paesaggio. I cipressi sono ovunque e proprio per questo, ogni volta, sembrano nuovi.
Commento
Un lavoro che fa del bianco e nero non una semplice modalità di tipo creativo, ma un codice che permette di trasformare in pure forme, essenziali, gli alberi e i contesti intorno, sfruttando anche in modo adeguato il contrasto creato dal sole e dalle ombre. In tal modo Angela dimostra una notevole capacità di gestire il linguaggio fotografico e di sfruttarne le potenzialità per comunicare le proprie emozioni.