FRAMMENTI DELL’APPIA – Mauro Cifani
Introduzione
Il percorso seguito da Mauro – sia in senso fisico che ideale – è quello di migliaia di viaggiatori del Grand Tour che venivano a Roma proprio alla ricerca dei ruderi persi nella campagna che allora circondava l’Urbe. E tra queste testimonianze del passato la via Appia rivestiva un ruolo fondamentale, trattandosi di una delle opere più grandiose dell’umanità. Specialmente il tratto più prossimo alla città, con le sue necropoli, i monumenti funerari, le statue, le ville rustiche affascinava allora come oggi ogni viaggiatore. Goethe si fece anche immortalare da un amico pittore mollemente poggiato a un rudere proprio lungo la Regina Viarum. Dunque in effetti percorrere il tragitto di questa strada è un viaggio nel tempo e nelle emozioni, prima ancora che una passeggiata, come ci ricorda il nostro autore.
Artist Statement
Il progetto vuole essere una meditazione visiva sul tempo, sulla memoria e sull’indistruttibile dialogo tra l’opera umana e la forza della natura. Le immagini sono state realizzate camminando, metro dopo metro, lungo il tracciato della Via Appia Antica, la Regina Viarum, concentrandosi sulle rovine, sui monumenti e sui frammenti architettonici che la costellano allo scopo di rappresentarle come testimoni di caducità e persistenza: ogni rudere è un monito alla fine di ogni impero, ma anche una testimonianza della persistenza della forma oltre la funzione. Inoltre la strada in sé, con la sua prospettiva infinita, diventa un simbolo di un pellegrinaggio interiore nel passato, dove il cammino fisico si sovrappone a quello della storia.
Commento
Un progetto impostato intelligentemente sul dettaglio, sugli elementi che caratterizzano questa strada antica rispetto a ogni altra. L’autore sceglie una cifra intima, personale, un bianco e nero asciutto, che rivela e nasconde al tempo stesso, con la consapevolezza di possedere i mezzi per narrare quel che a prima vista non si vede, ma che pure è presente in ogni elemento che si incontra lungo la via Appia, con un uso accorto della tecnica fotografica che non scivola mai verso la mera spettacolarizzazione ma viene piegata alle necessità narrative.