GELSI – Anna Menis
Introduzione
Anna sceglie di dedicare il suo progetto a un albero che per secoli è stato di fondamentale importanza economica e paesaggistica, ma che poi ha conosciuto un rapido declino, sin quasi a essere dimenticato, sebbene se ne incontrino ancora numerosi esemplari sparsi qua e là nelle campagne d’Italia. Il gelso è un albero molto resistente, capace di resistere ai tagli continui e produce frutti molto apprezzati, dunque è strano che non sia più diffuso ad esempio nei giardini. Col suo progetto la nostra autrice sembra invitare le persone alla riscoperta di questa pianta, che meriterebbe un’attenzione ben maggiore.
Artist Statement
Anche se stanno gradatamente scomparendo, nelle nostre campagne, possiamo ammirare i gelsi che, allineati intorno alle superfici coltivate, lungo i fossi o ai lati delle strade, caratterizzano il paesaggio agrario. Il continuo taglio dei rami per mantenerli bassi in modo di raggiungere il fogliame da terra, li ha spesso trasformati in specie di “mostri”. E’ una struttura paesaggistica che si è andata creando in quanto fonte principale di cibo per l’allevamento dei bachi da seta, attività andata in declino fino a scomparire dal secondo dopoguerra. Il ciclo del baco proseguiva nell’essicatoio fino alla filanda, edifici ora riconvertiti o completamente abbandonati. Con questo progetto intendo celebrare il gelso prima della sua definitiva scomparsa, da quanto rimane originale nel territorio fino alla morte delle piante ed alla rinascita come decorazione di qualche giardino, magari incastonato tra la strada e la ferrovia.
Commento
Un progetto di riscoperta delle tradizioni ma anche delle forme che il gelso è capace di assumere a causa dell’intervento umano e che la nostra autrice interpreta in modo efficace con attenzione e sguardo curioso, cercando nelle campagne e anche lungo le strade queste testimonianze arboree di un passato nemmeno poi così lontano nel tempo, dimostrando di aver compreso il valore del BN nel rivelare quel che spesso i colori nascondono e di saper utilizzare il linguaggio fotografico con sensibilità.