Bianco e Nero – I progetti di fine corso

SOMIGLIANZE – Paola Zacché

Introduzione

Il lavoro di Paola è a metà strada tra il concettuale e il reportagistico: racconta un contesto reale come il balletto, dunque uno spettacolo a cui assisterà un pubblico, e lo mette a confronto con una realtà di fantasia, un balletto che esiste solo nella mente dell’autrice, che ne è unica testimone. In tal modo si crea un dialogo tra l’intimo e il sociale, tra ciò che è creazione della fantasia e ciò che dalla fantasia parte per diventare concreto, seppure effimero come uno spettacolo teatrale. In fondo, sembra dirci la nostra autrice, il confine tra ciò che esiste e ciò che immaginiamo è sempre labile e impreciso.

Artist Statement

l progetto è un’indagine sul modo in cui proiettiamo, sulle immagini che osserviamo, significati e relazioni. Dal buio emergono forme che sembrano umane: abbracci, corpi, movimenti, presenze. Le pannocchie, che fotografo nitidamente, attivano un processo spontaneo di riconoscimento, viceversa le danzatrici, immerse nello sfocato, perdono consistenza e diventano incerte, quasi irreali. In questo modo si attiva una sorta di inversione percettiva: ciò che è inanimato appare credibile, quasi vivo; ciò che è umano diventa instabile, dubbio, difficile da afferrare…e lo sguardo oscilla continuamente tra riconoscimento e smarrimento.

Commento

Un progetto che è già di per sé una sorta di danza tra due linee narrative ben precise e alternate, quasi intrecciate, in cui la scelta del bianco e nero e del buio totale da cui i soggetti emergono solo grazie a uno spot di luce diventa necessaria e utile a evocare emozioni e senso di mistero, a indirizzare lo sguardo su ciò che conta davvero, dunque a far riflettere. Paola dimostra dunque di conoscere bene il linguaggio della fotografia e di saperlo usare in modo personale, sfidandosi a trovare nuove strade espressive.

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