UN SALTO NEL TEMP(I)O – Antonia Roilo
Introduzione
L’Italia è un paese sismico, lo sappiamo bene. Ogni terremoto cancella ampie parti della storia – e spesso delle vite – di un territorio, che non sempre possono essere recuperate. Ciò che scompare sotto i crolli resta solo come memoria. Nel caso del progetto di Antonia, questa memoria prende la forma dei pochi ruderi di una chiesa che non è tornata all’antico splendore ma, in qualche modo, ha trovato un nuovo ruolo, più quotidiano, magari meno poetico e più terreno, ma di sicuro importante per gli studenti della vicina università. In tal modo, sembra dirci la nostra autrice, si recupera almeno la funzione sociale e comunitaria del monumento.
Artist Statement
La chiesa della Beata Vergine delle Grazie di Gemona (XV secolo) ha subito gravissimi danni a causa del terremoto del 1976 in Friuli. Non è stata più ricostruita perché sono mancati i presupposti per un restauro filologico con anastilosi. I resti sono stati stabilizzati e conservano la memoria della sua funzione primaria. La mancanza della volta lascia spazio ad un dialogo muto tra terra e cielo e, nello stesso tempo, mette in comunicazione il sito con il territorio circostante e la vita quotidiana delle persone. Il portale indirizza lo sguardo sullo sfondo, dove si intravede la sede del corso di laurea in scienze motorie. Nel silenzio della pietra gli studenti attraversano e vivono questi spazi, generando vibranti atmosfere in un perpetuo rinnovo delle connessioni tra passato e presente.
Commento
Un progetto giocato su due linee: da un lato la chiesa, o quel che ne rimane, che assume il ruolo di memento del terremoto del 1976, dall’altro i ragazzi del corso di Scienze Motorie che l’hanno eletta al ruolo di aula all’aria aperta, di luogo di incontro e di esercizio, dandole una nuova funzione. Il tutto attraverso riprese essenziali e in un bianco e nero ben gestito, a rivelare la capacità della nostra autrice di raccontare, grazie alla fotografie, le proprie storie ed emozioni.