LA VIA DEGLI OSPIZI – Loris Lovat
Introduzione
Loris ci racconto un luogo di passaggio, inteso nel senso vero del termine: per secoli pellegrini e viaggiatori hanno percorso queste strade e queste valli, accolti da strutture predisposte proprio per la loro accoglienza. In tal modo si è creato un collegamento tra l’Europa centrale e il Veneto, e dunque il Mediterraneo, veicolando culture, idee, punti di vista. E’ proprio la prospettiva del viaggiatore che il nostro autore sceglie di mostrarci, fatta di strade sterrate ed edifici solitari, chiese e ostelli. Entriamo in questo territorio così naturalisticamente rilevante in modo coinvolgente, scoprendone pian piano le meraviglie.
Artist Statement
Questo luogo, collocato nei comuni di Sospirolo e Sedico, in provincia di Belluno, incanta per l’insieme dell’ambiente naturale, delle architetture e della loro dimensione spirituale. Le opere dell’uomo sono state realizzate e modificate nel tempo, in particolare per l’accoglienza dei viandanti. Infatti questa breve via si trova lungo un percorso che nel medioevo scendeva dal centro Europa verso la pianura veneta, e viceversa. La Certosa, chiusa alle visite per la clausura, alimenta i misteri del suo interno. In passato distribuiva pasti ai poveri. La Chiesa di San Gottardo sorge dove prima c’era l’Ospizio di San Marco. L’Ospizio di Candaten è ora stazione dei Carabinieri forestali. Lungo i sentieri e tra i prati di Salet, vicino ai cavalli della Forestale e alle installazioni per l’osservazione della fauna, respirando profondamente si sente l’odore del bosco, dei prati e dei cavalli. Si sentono gli uccelli, il rintocco della campana della Certosa, le foglie mosse dal vento e il bramito dei cervi.
Commento
Un progetto in cui il bianco e nero serve da un lato a concentrare l’attenzione sulle forme e i contrasti, specialmente delle strade e degli edifici, ma anche a richiamare il passato, un tempo che fu ma che ancora sopravvive anche se in forme diverse, meno pellegrinaggio e più escursionismo, ma tuttavia resta l’incontro, la scoperta, la bellezza della natura. In tal modo Loris dimostra di saper efficacemente sfruttare la fotografia in bianco e nero per raccontare un contesto particolare, affine eppure diverso da quelli di altri luoghi delle Alpi.