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Professionista della fotografia di paesaggio? Ecco come

Trasforma la passione per la fotografia di paesaggio in una fonte di guadagno con i consigli dei nostri “pro”.

Basta dare un’occhiata nei tanti forum e nelle gallerie online per convincersi che la fotografia di paesaggio gode di una immensa popolarità tra gli aspiranti fotografi professionisti. Per molti si tratta del genere dal quale scaturisce la passione per la fotografia. Pochi altri sono tanto forti da creare un simile entusiasmo. Non sorprende che molti fotoamatori capaci, considerino almeno una volta di intraprendere una carriera in fotografia specializzandosi nel paesaggio. E grazie alla combinazione tra internet e la tecnologia digitale il loro numero è cresciuto negli ultimi tempi. Non è un mistero che oggi siano sempre di più i fotografi che scattano eccellenti immagini di paesaggio.

“La tecnologia digitale ha reso la fotografia più democratica e accessibile, il che è una buona cosa. Ma allo stesso tempo ha incrementato la concorrenza”, spiega lo specialista David Taylor.

Lo stesso sostiene il collega Mark Bauer. “La tecnologia di oggi ha reso molto facile ottenere fotografie tecnicamente valide. I fotografi sono in grado di sperimentare di più e questo aiuta la creatività. Il risultato è che si nota un discreto miglioramento nello standard di qualità”. Tutto ciò non significa che un aspirante professionista sia tagliato fuori.

“La sfida è sempre quella di migliorare la qualità e produrre immagini che non siano comunemente disponibili”, aggiunge Peter Eastway, uno che ha costruito una carriera come fotografo di paesaggio, viaggio, ritratto e pubblicità. In due parole, con la concorrenza che c’è, devi cercare di essere il migliore possibile.

Chip Phillips, fotografo di paesaggio americano, propone una semplicissima formula: “Dopo aver realizzato dei bei lavori, occorre che ricevano buone critiche. Quindi”, suggerisce, “posta le fotografie online e studia i commenti più costruttivi. Tra Nature Photographers Network, 500px, Flickr, Facebook, G+, ovunque potrai mostrare i tuoi lavori e valutare le critiche”. In effetti, questi siti web sono utili e fonte di ispirazione da parte di altri fotografi per quel che riguarda l’abilità tecnica e i soggetti. Ciò detto, quello che conta di più è che tu trovi un tuo stile. “L’errore più grande è di non pensare abbastanza creativamente e di non essere altrettanto originali,” dice Bauer. “Non basta copiare le idee degli altri e poi cercare di vendere le stesse cose”.

Ian Rolfe, un altro professionista del panel che abbiamo intervistato, ribatte sul concetto di essere originali. “Non copiare lo stile di qualcun altro, sviluppa il tuo con una visione molto personalizzata e di alto livello”.

Phillips rileva che “l’errore sempre più diffuso oggi è quello di chi copia il lavoro degli altri dalla ripresa alla post-produzione nella speranza di diventare chissà come un professionista. L’imitazione”, ribadisce, “è un importante gradino nel processo evolutivo del proprio stile, ma se ti fermi qui sarà sempre più difficile riuscire a distinguerti dalla massa”. Per evitare questo rischio ed essere diverso dai tuoi concorrenti, devi salire altri gradini per arrivare alla vera qualità.

Il paesaggista australiano Christian Fletcher racconta che spende tutto il tempo necessario per assicurarsi che quello che produce sia il massimo possibile che ha potuto ottenere. “Non accetto un risultato di seconda categoria. Se scopri anche il minimo errore nell’uso di un pennello di Photoshop lo devi eliminare. Se sei in giro a scattare, assicurati che l’immagine sia perfettamente nitida. Faccio sempre due o tre scatti della stessa scena con una piccola variazione della messa a fuoco. Ed è facile che una risulti più nitida dell’altra. Segui questa regola e vedrai il tuo lavoro migliorare sul serio. L’ideale è di arrivare al punto che questa tecnica diventi… automatica”. Una volta che il tuo lavoro ti soddisfa e che ritieni di aver raggiunto un sufficiente standard di professionalità, lavorare alla tua reputazione è il secondo passo. Fletcher crede che tu debba evitare di “mostrare tutti i tuoi lavori, buoni, brutti e cattivi… Il fotografo deve presentare al pubblico solo il meglio del suo lavoro”. E spiega che “se mostri dieci belle fotografie e poi un’altra che è un disastro sarà questa, quella che la gente finirà per ricordare e, di colpo, la tua fama svanirà”.

Rendere famoso un nome non è facile, ma può riuscire se c’è la voglia di tentare tutte le possibili opportunità, ma molte di queste vengono spesso sottovalutate, dice Rolfe. “Devi far parte della comunità dei fotografi fin dall’inizio,” suggerisce. “Esiste una miriade di mostre e di esposizioni che si tengono in ogni città. Cerca di partecipare, magari passando per il circuito dei circoli fotografici e delle associazioni”. Workshop e lezioni con sessioni one-to-one sono le strade più diffuse per il professionista che intenda arrotondare. “I workshop sono un’ottima fonte di ricavi, specie se ti specializzi in un genere”, dice Phillips. Però, per poter sostenere con successo un workshop devi essere ben conosciuto quindi devi poter passare da una specialità all’altra senza alcuna difficoltà.

“Molti pensano che fare workshop sia un modo facile per far soldi, ma se lo si fa con attenzione e passione, si tratta di un lavoro che pretende molto e richiede qualità di comunicazione che vanno oltre la capacità fotografica”, dice Bauer. “A meno che tu non sia già noto, può essere difficile trovare clienti al primo tentativo. Quindi devi promuoverti attraverso le vie tradizionali (riviste, libri eccetera) prima di poter avere successo con i workshop, nel frattempo il tuo profilo può suscitare attenzione con un intelligente uso del mondo social”.

Per essere visibile bisogna da usare app e siti come Facebook e Twitter. “I tuoi lavori devono essere visti dal pubblico”, dice Fletcher. “Mantieni viva l’attività sui social, ma stampa le migliori fotografie, fai esposizioni, mostra quello che hai saputo creare. Non diventerai mai il migliore se nessuno sa chi tu sia”.
Una delle mosse più vitali che potresti fare è di pensare a te stesso come un uomo o una donna d’affari altrettanto quanto fotografo sostiene Eastway. “Il tutto ha più a che fare con il business che non con la fotografia”, dice. “Basta dare un’occhiata ai fotografi di paesaggio famosi e non. Alcuni fanno soldi a palate, altri modesti guadagni. E la differenza non sta nella qualità delle fotografie, ma nel modo in cui alcuni promuovono e vendono se stessi, piuttosto che cosa vendono e dove lo vendono”.

Se sei seriamente convinto di voler avere successo nel mondo competitivo della fotografia di paesaggio, devi essere pronto a spendere almeno tanto tempo nel marketing quanto quello che dedichi alle riprese. “Pianifica un business plan,” suggerisce Eastway. “Non deve essere complicato, basta anche un solo foglio di carta con qualche semplice passo o meta da raggiungere. La maggioranza dei paesaggisti sogna che il lavoro consista nel viaggiare per il mondo e scattare fotografie straordinarie. èun bel sogno da avere, ma non bisogna dimenticare il lato degli affari.

Prova a sederti un momento e dire voglio guadagnare 100,000 dollari all’anno come fotografo di paesaggio! Questo significa che devi guadagnarne 2000 la settimana per 50 settimane all’anno. E poi, quante stampe devo vendere la settimana per fare 2000 dollari? Che genere di fotografie acquista la gente? Dove la trovo? Sebbene sia un calcolo elementare, a meno che tu non abbia fatto un corso di gestione aziendale, pochi fotografi si pongono queste semplici domande.”

Come i fotografi di altri generi, i paesaggisti sono gente creativa che però ama fotografare ciò che li ispira, ma questo è qualcosa che non puoi continuare a fare a tempo pieno se vuoi lavorare come un professionista. “Un errore da evitare è quello di non stare a sentire i clienti”, avverte Taylor. “Se vogliono
mele, non vendergli arance! E se a te piacciono le arance, non è questo il prodotto per il quale vieni pagato. È un fatto di puro equilibrio. Devi scattare in modo che soddisfi sia te stesso che il cliente con il quale concordare quali siano i limiti della tua azione prima di cominciare”. Soprattutto, devi avere pazienza e perseveranza per fare il fotografo professionista di paesaggio, perché specie in questo campo il gioco è di aspettare.

“Non pensare di ricavare in pochi anni il necessario per campare”, fa presente Rolfe. Eastway è d’accordo. “Quanto ci vuole perché ti possa permettere di vivere bene? Diciamo un minimo di cinque anni, anche se per molti miei amici ce ne sono voluti 10 o 15 per poter contare sulla fotografia di paesaggio come reddito principale”, chiarisce.

Altro professionista del paesaggio, Andy Farrer dice che è importante che tu continui sempre e veramente ad amare quello che hai fatto per arrivare a poterti mantenere con la fotografia di paesaggio. “Accertati sul serio che ancora ti piace fare il tuo lavoro, perché il lato commerciale dell’attività può spazzare via il piacere e la passione per il genere”, consiglia. “La volta che non vendi una fotografia per qualche tempo, provi una forte emozione come sulle montagne russe o come perdere il tuo più caro amuleto. In questo caso, molti lanciano un sito web e lasciano andare avanti le cose prima di lasciare, che è la soluzione più saggia per il futuro”.

Farrer spiega che bisognerebbe essere felici di vivere con un reddito irregolare. La sua “imprevedibilità immagino che sia presa da alcuni come un insuccesso”, tuttavia i vantaggi superano gli svantaggi.“Noi siamo gente fortunata che ha avuto il dono di non essere costretta ad avere un orario di lavoro e quindi in grado di ottenere il massimo dal brutto tempo o assistere a spettacolari mattinate solo perché siamo all’aperto molto più tempo di chi sta dietro una scrivania”.