Recensione Album Portfolio di SAAL Digital

Disclaimer

 Come sapete, mi piace essere corretto con i lettori e non nascondere nulla.

Voglio dunque iniziare questo articolo raccontandovene un po’ la genesi.

Qualche tempo fa, ci è stato proposto da SAAL digital di provare il loro Album Portfolio e di scrivere alcune impressioni e commenti su di esso.

Il prodotto ci è piaciuto talmente tanto che abbiamo proposto a SAAL di fare una partnership per offrire l’album Portfolio gratuitamente agli studenti Premium e Master del corso SEP.

Ne è venuta fuori così questa recensione, in cui ti parlerò di come e quando può essere opportuno realizzare un Portfolio, e di quali sono gli elementi di eccellenza che ci hanno spinto a scegliete il prodotto proposto da SAAL. 

Marco Scataglini

Ho sempre trovato incredibile il fatto che la maggior parte dei fotografi impegni molto tempo, denaro ed energie nella realizzazione delle proprie fotografie, ma poi non faccia lo stesso sforzo per presentarle degnamente.

Non importa quale sia lo scopo finale del progetto fotografico a cui si sta lavorando (un semplice album di ricordi, un libro, una mostra, un concorso, una “lettura portfolio”, una proiezione di foto-ricordo dell’ultima vacanza…), resta il fatto che quando si tratta di selezionare e organizzare le immagini, secondo il processo definito genericamente come “editing” e poi di stamparle o confezionarle adeguatamente i più si limitano a operare velocemente, controvoglia e senza impegno.

Eppure si potrebbero fare mille esempi di come progetti fotografici anche non straordinari, una volta organizzati adeguatamente e valorizzati attraverso una “pubblicazione” adeguata abbiano conosciuto grande successo.

Ora, la modalità più ovvia ed efficace per presentare un lavoro fotografico è il Portfolio.

Che non è un’esclusiva dei fotografi.

Anche pittori, grafici e finanche gli scultori predispongono dei portfolio con i propri bozzetti, disegni preparatori o stampe a inchiostro, da presentare a potenziali finanziatori, collezionisti o galleristi. In tal senso il Portfolio ha una storia secolare, e questo credo dimostri efficacemente la sua importanza.

Per i fotografi il portfolio è uno strumento che finalizza i nostri sforzi e ci offre uno strumento che può essere sia l’obiettivo finale da conseguire come anche un passo intermedio per arrivare poi al lavoro definitivo. In entrambi i casi è bene curarlo maniacalmente, perché la sua importanza è notevole e, come vedremo, anche la qualità realizzativa deve essere all’altezza della situazione.

Ed è per questo che oggi ti parlo di un nuovo prodotto di SAAL digital  che è pensato proprio per chi vuole combinare un’elevata qualità di presentazione ad un’ampia flessibilità d’uso e di gestione: l’album portfolio.

album portfolio saal

La versione con la copertina effetto pelle nera del portfolio 30×20 cm di SAAL digital

Ho preparato una video-recensione in cui te ne racconto le caratteristiche e  ti mostro fisicamente un paio di prove che ho fatto.

Nel prosieguo dell’articolo ti spiegherò invece quando secondo me ha senso preparare un Album Portfolio, e riassumerò poi le caratteristiche principali e le mie impressioni sul prodotto proposto da SAAL.

ALBUM PORTFOLIO SAAL – Videorecensione

Ma prima vediamo, per grandi linee, a cosa un portfolio possa servire:

  • può essere un modo per presentare un progetto, anche ampio, attraverso una sintesi delle 12-20 foto più significative, quelle che daremmo a riviste o giornali per pubblicizzare una mostra o un libro. Dunque rappresenta una sintesi, quello che è il “trailer” per un film, su cui basiamo magari la decisione di andare al cinema a vederlo. Così, guardare un portfolio potrebbe spingere un editore a pubblicare un libro fotografico, o un gallerista o un Circolo Fotografico a organizzare una mostra;
  • può essere una sorta di super-biglietto da visita, in cui sono sintetizzati i migliori lavori svolti, il “best of” della nostra carriera fotografica, un modo per dire “ecco, questo sono io come fotografo”. In generale questo utilizzo ha risvolti più che altro professionali, ma anche per un amatore è bello avere in una pubblicazione agile il meglio di quanto fatto sino a quel momento. In tal senso il poter “aggiornare” comodamente il portfolio togliendo e aggiungendo foto (come consente di fare il Portfolio SAAL) è un grande vantaggio. A chi dubita di poter riuscire a condensare anni di fotografie in poche foto, ricordo che questo in genere non è un buon segno: chi ha le idee chiare e sa dove sta andando (fotograficamente parlando) sa quali sono le immagini che lo rappresentano di più, quelle di cui è più orgoglioso;
  • può anche essere la forma definitiva che assume un progetto, generalmente di piccole dimensioni, ma non per questo meno pregnante. Dunque la pubblicazione di un portfolio in copia unica (o in poche copie) da mostrare a familiari e amici è quanto si cerca sin dall’inizio, e l’obiettivo è dunque “distillare” in una serie di alta qualità le fotografie a cui si sta pensando. Oltretutto è un’attività davvero didattica, che insegna molto, a cominciare dall’autodisciplina.

Ci possono anche essere altri usi del portfolio, ma questi di sicuro sono i principali. Molti (troppi) fotografi pensano che per presentare le proprie foto possa bastare un album, a volte delle scatole (più o meno eleganti) con le foto sciolte. Metodo, quest’ultimo, utile per andare alle “letture portfolio”, dove il “lettore” deve poter organizzare liberamente le singole immagini, ma francamente disperante quando si vuole mantenere un preciso ordine attribuito alle foto.

copertina lino album portfolio SAAL

Per questa serie di foto paesaggistiche in BN ho scelto la versione con copertina in tela di lino nel formato 30×20 cm

I fotolibri sono molto belli, però non sono la scelta migliore quando parliamo di portfolio, perché sono rigidi, cioè non modificabili. Vanno bene per progetti già definitivi, ma meno quando si sta ancora elaborando l’idea, o quando si intenda fare delle modifiche anche a distanza di tempo.

Oggi vanno molto, è ovvio, i portfolio digitali (tipo Spark di Adobe) o sui Social specializzati (da Flickr a 500px), ma diciamocelo francamente: il piacere tattile di sfogliare una pubblicazione cartacea è impagabile! E poi una cosa non esclude l’altra.

La soluzione proposta da SAAL è semplice ed elegante e soprattutto pratica perché, per modificare il portfolio, basta svitare due piccole viti e aggiungere o eliminare delle pagine. Il tutto mantenendo una pulizia formale ineccepibile.

album portfolio

Ricorda che l’eleganza in questo caso non è fine a se stessa, dimostra cura e dedizione al proprio lavoro. L’impegno messo nel realizzare le foto non lo si può tradire proponendo portfolio rabberciati e di bassa qualità. Se noi per primi non mostriamo attenzione a ciò che facciamo, perché dovrebbero averne gli altri a cui lo mostriamo?

album foto SAAL

Le due versioni in simil pelle e tela di lino del portfolio. Si possono notare le viti che permettono di modificare l’ordine delle fotografie, come anche di aggiungere o togliere immagini

SAAL Portfolio consente di scegliere tra diverse carte, anche texturizzate e di diverso spessore. Le carte più spesse e rigide, come la “Art Line”, molto belle in effetti, hanno il solo difetto di essere “sfogliabili” con minore facilità, dunque se questo aspetto è importante, è meglio orientarsi su carte più sottili, come la “carta artistica” dalla texture molto piacevole.

Il Portfolio è offerto in tre diverse dimensioni, due rettangolari panoramiche (30×20 cm e 40×30 cm) e una quadrata 30×30 cm. Se si hanno foto sia verticali che orizzontali, è preferibile il formato quadrato, in modo da non obbligare chi guarderà la pubblicazione a doverla girare di continuo. Il formato quadrato è ovviamente ideale anche per le foto quadrate!

album portfolio saal digital

Puoi decidere di inserire le foto a “filo di pagina”, come ho fatto io (vedi nel video), o di lasciare un bordino bianco; nel caso del formato quadrato, se si inseriscono foto rettangolari si dovrà procedere o a un ritaglio o, meglio, a lasciare degli ampi spazi bianchi, che comunque danno luce e aria alle foto. Io, ad esempio, nei miei libri utilizzo sempre il formato quadrato proprio per questo.

Inutile dire che la qualità di stampa è quella di SAAL, sicuramente eccellente, anche se vincolata alla qualità del file inviato: dunque attento nel prepararlo adeguatamente, soprattutto per i formati più grandi.

saal fotoalbum

Questa foto ICM (mosso intenzionale) ha colori molto vividi, ottimamente resi dalla stampa di SAAL

Un aspetto fondamentale sono le copertine, il primo contatto tra lo spettatore e il tuo lavoro. E’ possibile scegliere tra copertine in lino (con la parte interna in pelle bianca o nera), elegantissime e le mie preferite, e copertine in finta pelle (bianca o nera), molto classiche. E’ possibile aggiungere un titolo se lo si desidera.

Impaginare il Portfolio è facilissimo, si può anche fare direttamente online, ma la cosa migliore è scaricare il software di SAAL, che permette con estrema facilità, con la tecnica del “Drag and Drop” di prendere le foto e letteralmente “buttarle” sulla pagina, dove poi possono facilmente essere adattate, ingrandite, modificate a piacere. Il software è così facile e intuitivo che trovo inutile spiegare qui come funziona.

interfaccia software SAAL

L’interfaccia semplice e pulita del software di SAAL permette a tutti, in pochi istanti, di editare il proprio Portfolio

Anche le diverse specifiche del prodotto le puoi trovare sul sito di SAAL e dunque non le riporto qui, ma per quanto mi riguarda ho deciso di fare una prova stampando due portfolio di 12 foto ciascuno, uno a colori e uno in Bianco e Nero, su carte diverse – più spessa quella del portfolio a colori (“art line”) e più sottile in quello in Bianco e Nero (“carta artistica”) – e due copertine diverse, una in lino e una in pelle nera.

I risultati sono stati superiori alle aspettative, non solo per la stampa, ma per le qualità tattili del prodotto stesso, che poi visto che è uno dei modi possibili per passare dal virtuale dei pixel alla concretezza della carta, è un aspetto importante.

Sinceramente sfogliando i due portfolio non sembra nemmeno si tratti di appena 12 foto, sembrano di più, grazie all’intensità dell’esperienza. Infatti, se si pensa a un “libro” di appena 12 foto si rimane perplessi, ma all’atto pratico la cosa funziona alla grande.

Sono rimasto così soddisfatto che alla fine questa è la modalità che abbiamo scelto per la realizzazione dei portfolio degli studenti di Smettere di Essere Principiante .

Grazie alla collaborazione con SAAL infatti, gli studenti PREMIUM e MASTER di SEP avranno la possibilità di ricevere a casa il loro progetto stampato su carta di qualità e rilegato proprio nel formato Album Portfolio che vi descrivo qui.

Ho scelto per entrambi i portfolio il formato più piccolo, questo perché personalmente lo trovo più pratico e maneggevole, ma ognuno potrà fare le proprie valutazioni.

Di sicuro sui formati più grandi i “problemi” legati a una carta più rigida vengono meno, perché la superficie ampia permette di piegare la pagina più facilmente. Dunque se la carta “fine art” va bene sul formato quadrato e sul formato 30×40 cm, lo eviterei sul 20×30 cm. Tanto ci sono diverse carte tra cui scegliere.

Se hai dei dubbi e delle perplessità puoi sempre far stampare una singola foto su diversi tipi di carta e decidere successivamente quale ti convince di più. In caso fai riferimento all’efficiente assistenza di SAAL.

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