Recensione Filtri ND della K&F

Come fotografi dipendiamo dalla luce, questo è noto. E tutti noi abbiamo sempre sognato di poterla controllare in qualche modo. Fare, insomma, come con quelle lampade con il regolatore di luminosità: ti piacerebbe, scommetto.

Sebbene oltre all’intensità conti molto anche la qualità della luce, per quanto attiene all’esposizione è la prima ad avere una netta rilevanza.

NB. Puoi vedere subito il video, o leggere l’articolo e vederlo attraverso il link in fondo

I filtri Neutral Density (ND) sono in qualche modo la risposta a questa nostra esigenza: consentono di “spegnere” un po’ la luce, a volte a livelli molto spinti, creando una sorta di eclisse solare a nostro piacimento, e dunque di scattare scegliendo liberamente i tempi di esposizione. Anche di giorno, e in pieno sole, possiamo creare un crepuscolo ed esporre di conseguenza.

Ma vediamo quali sono le situazioni più comuni in cui il ricorso ai filtri ND si rende indispensabile, o comunque utile.

  • Quando vuoi scattare con il diaframma molto aperto per ridurre la profondità di campo ma l’intensa luminosità della scena non te lo permette, anche utilizzando la sensibilità Iso più bassa. A diaframma 1.4-2.8, in pieno giorno, e magari sotto il sole, a volte tempi di 1/4000 di secondo a 50-100 Iso non bastano. Ecco allora che, montando un filtro ND, si risolve il problema;
  • Quando intendi eliminare le persone presenti in una scena, ad esempio urbana. Immagina di voler riprendere Piazza Duomo a Milano, o il Colosseo a Roma come se fosse Ferragosto: di giorno, ma senza nessuno. Montando un filtro ND puoi scattare con tempi che superano il minuto (lo vedremo) e magicamente le persone si dissolvono in una sorta di “nuvola”: solo coloro che si muovono poco o stanno fermi saranno ancora visibili come “fantasmi”, ma questo può aumentare il fascino della foto;
  • Quando vuoi riprendere immagini di architettura (specialmente moderna) sfruttando il contrasto luci-ombre generato dal sole, ma al contempo vuoi che nel cielo ci siano “strisciate” di nubi che creino un effetto particolare: è una modalità oramai molto alla moda, ma di certo efficace. Come l’acqua, anche le nubi se molto mosse assumono un aspetto inusuale, e creano interesse;
  • Quando vuoi dedicarti alla tecnica del mosso intenzionale (ICM, Intentional Camera Movement) ma la luminosità è eccessiva per avere gli adeguati tempi di scatto. Con questa tecnica devi muovere la fotocamera in modo che le forme e i colori si impastino, e dunque è necessario poter disporre di tempi di scatto di almeno 1 secondo: d’altra parte i risultati migliori si ottengono proprio quando c’è il sole, in modo che si possano sfruttare i relativi contrasti. Perciò un ND nella borsa apre facilmente le porte a questa tecnica (meno facile di quel che sembri);
  • Quando intendi fotografare direttamente la nostra brillante stella, il sole, ad esempio per un’eclisse, o solo per ottenere una foto di tipo diverso;
  • Quando, a proposito di sole, vuoi fotografare il suo riflesso sull’acqua, ad esempio in estate, ma sfruttando i tempi di scatto lunghi. Solo un filtro ND può aiutarti a farlo.

E così via, potrei farti molti altri esempi, ma mi sembra che il punto sia chiaro. Con i filtri ND hai il controllo della luce che entra nella fotocamera, e questo è un aiuto preziosissimo, sia per variare i tempi che i diaframmi (e dunque la profondità di campo).

I filtri ND sono classificati con numeri crescenti (ognuno il doppio del precedente), che indicano la diminuzione di uno stop della luminosità (per stop si intende letteralmente lo “scatto” della ghiera dei diaframmi o di quella dei tempi).

Ovviamente, aggiungendo un filtro ND possiamo, rispetto alla coppia tempo/diaframma fornita dall’esposimetro, allungare i tempi di scatto o aprire il diaframma.

Un filtro ND 2 toglie uno stop, l’ND 4 ne toglie 2, l’ND 8 ne toglie tre e così via, sino ad arrivare agli 8 stop tolti dall’ND 256, i 9 stop tolti dall’ND 512 e i 10 stop che ci garantisce l’ND 1024 (commercialmente noto come ND1000).

Ti ricordo che ogni stop riduce la quantità di luce in entrata della metà. Perciò 10 stop sono davvero un’enormità che permette di passare da un tempo di scatto, ad esempio, di 1/60 di secondo senza filtro, a 16 secondi con un filtro ND 1000 davanti l’obiettivo. Oppure di passare da un diaframma come f/22 a un diaframma aperto come f/1.4.

Il tutto mantenendo costante la luminosità complessiva della scena.

A volte può rendersi necessario allungare un po’ l’esposizione (dunque sovraesporre di ½ – 1 stop): i sensori digitali non soffrono di un vero e proprio errore di non reciprocità, che affliggeva le pellicole analogiche, per cui all’aumentare dei tempi di esposizione si ha una perdita di sensibilità, ma un fenomeno simile (ma molto più leggero) avviene con i filtri ND più spinti, come l’ND1000.

Ovviamente i filtri possono essere sommati, montandone due, o addirittura tre, ma in tal caso attento alla possibile comparsa di vignettatura, dovuta alla montatura dei filtri, specialmente con i grandangolari.

Inoltre, a qualsiasi filtro ND si può aggiungere un filtro polarizzatore, che in genere toglie ulteriori 1-2 stop, oltre a eliminare riflessi e scurire il cielo azzurro.

I filtri ND si trovano in due formati: quelli a lastrina, da montare sull’obiettivo grazie a un apposito portafiltri, e quelli a vite, tondi, di tipo più tradizionale.

Vediamo vantaggi e svantaggi dei filtri a lastrina:

  • Sono più grandi e costosi di quelli a vite, e più delicati: se realizzati in vetro si possono scheggiare, se sono di resina possono graffiarsi;
  • Con le gradazioni più spinte (tipo ND 1000), se il portafiltri non è appositamente progettato (e solo quelli più costosi lo sono) possono comparire dei riflessi dovuti alla luce che si insinua tra il filtro e la lente frontale dell’obiettivo: visto che il filtro ND è praticamente quasi nero, agisce come uno specchio e ci si ritrova con un riflesso circolare al centro della foto (l’anello frontale dell’obiettivo specchiato nel filtro);
  • In compenso, basta acquistare i singoli filtri a lastra e grazie all’intercambiabilità degli anelli li potremo montare davanti a obiettivi con passo filtri di diametro diverso; inoltre, con lo stesso portafiltri potremo utilizzare anche i filtri graduati, che per la loro stessa natura funzionano meglio con questo sistema di montaggio.

Vediamo vantaggi e svantaggi dei filtri a vite:

  • Sono più economici e occupano meno spazio, e sono più robusti: se in vetro, grazie alla montatura resistono meglio a colpi e cadute accidentali, se in resina possono graffiarsi, ma offrono una superficie minore;
  • Non soffrono di problemi legati a riflessi interni, visto che chiudono la parte anteriore dell’obiettivo, inoltre vi si può facilmente montare davanti un paraluce per evitare anche il flare;
  • Obbligano il fotografo ad acquistare filtri di diversa misura, se nel corredo sono presenti obiettivi con diametri diversi.

Quest’ultimo problema può essere risolto facendo in modo che tutti i nostri obiettivi abbiano lo stesso passo filtri, sebbene non sia sempre semplice (ed è impossibile se si possiedono “grandi calibri”, come un supertele).

Personalmente, ho fatto in modo che tutti i miei obiettivi abbiano il passo 58 mm: ho semplicemente acquistato anelli adattatori (stepdown rings, in inglese). Dunque puoi acquistare il filtro del passo più grande, ad esempio 58 mm come nel mio caso, e montare davanti agli obiettivi di passo più piccolo (ad esempio 52 mm) un anello adattatore (ad esempio da 58 a 52 mm). Per proteggere la lente frontale dovrai acquistare anche i tappi a molla della nuova misura.

Fatta questa lunga ma necessaria premessa, veniamo come al solito alla recensione vera e propria.

Stavolta ho provato una serie di filtri ND a vite della K&F.

Nel catalogo della K&F ci sono pochi filtri a lastrina, visto che la società ha preferito puntare su quelli a vite. Anche io li prediligo, e ovviamente approvo la scelta.

Il mio test riguarda tre tipologie di filtri:

  • Filtri economici in kit con tre gradazioni (ND2, ND4 e ND8);
  • Filtro ND “variabile”;
  • Filtro di alta gamma ND 1000 della serie Nano-X.

Prima di procedere una nota su quest’ultima serie: la K&F (KeintFaith) propone al momento solo tre tipologie di filtro Nano-X, il citato ND 1000, un polarizzatore e un filtro UV. Si spera che in futuro allarghi la gamma.

IL TEST

Non ho certo fatto un test vero e proprio, strumentale, per misurare i parametri dei filtri. Ho invece fatto nel solito, classico modo: sono andato vicino una cascata e ho scattato una serie di fotografie per vedere come si comportavano i diversi filtri.

Il giudizio è stato dato sulla base di queste fotografie, realizzate con una fotocamera Samsung (mirrorless). I risultati potrebbero essere diversi con fotocamere di altra marca o impostate diversamente, ma comunque la resa dei filtri può essere valutata, io credo, in modo abbastanza preciso analizzando il file RAW. Le foto che vedete qui sono comunque state lasciate SOOC, Straight Out Of Camera, così come uscite dalla fotocamera.

Set filtri ND (SKU0049)

Si tratta di un set di tre filtri delle più comuni intensità, in grado di togliere 1 stop (ND2), 2 stop (ND4) o 3 stop (ND8).

Ovviamente i filtri possono essere usati in combinazione, in tal modo montando un ND4 e un ND8 insieme, si ottiene un assorbimento di 5 stop. Come già detto, presta attenzione alla possibile vignettatura.

Il kit viene venduto con una bella custodia morbida, con interno arancione.

Ti consiglio, dopo l’uso, di riporvi accuratamente i filtri perché questi ultimi sono realizzati in resina e non in vetro, cosa che li rende da un lato più resistenti alle eventuali cadute, ma più soggetti ai graffi. Basta che un oggetto duro (il bordo di un altro filtro, ad esempio) sfreghi sulla sua superficie, per rendere il filtro inutilizzabile.

Sono molto leggeri e la resa ottica mi è sembrata più che buona: non si notano perdite di dettaglio o altri difetti.

Il loro maggior problema, almeno dalle mie prove, è che aggiungono una dominante magenta piuttosto visibile alle fotografie, ancora più intensa se si utilizzano due filtri assieme.

Si tratta di un problema che ho osservato anche in altri filtri di categoria economica (a volte la dominante era diversa), e sebbene fastidioso non è gravissimo, specialmente se lavoriamo in RAW. Basta un clic per eliminare la dominante in postproduzione.

Come già per i cavalletti, K&F corrisponde a Reflex-Mania una piccola commissione per ogni acquisto fatto a partire dai link che trovi in questo articolo. Quindi, se fossi interessato a comprare questa o un’altra serie di accessori K&F, puoi utilizzare il link che trovi qui sotto e saprai di aver contribuito a sostenere questo blog.

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Filtro Variabile (SKU0125)

Questo filtro appartiene a una categoria particolare di ND, che si è molto diffusa negli ultimi anni. Si basa sul principio della polarizzazione incrociata: se possiedi due filtri polarizzatori e li metti uno sull’altro, girando la parte frontale di uno dei due vedrai la scena scurirsi fino a diventare del tutto buia.

Questo filtro è appunto composto da due polarizzatori sovrapposti: girando la parte frontale puoi andare, secondo il costruttore, da ND2 a ND400 e più.

Quando uscirono sul mercato la prima volta, questi filtri generarono aspettative molto alte: con un solo filtro si potevano avere innumerevoli filtri ND, almeno in quella gamma. Ma presto si scoprì che c’era un problema: ad un certo punto del progressivo iscurimento, questo non procedeva più in modo uniforme, ma comparivano delle macchie. In alcuni esemplari si notava una sorta di “X” scura sulla foto. Questo ha molto raffreddato gli entusiasmi iniziali.

In verità i filtri ND “variabili” sono un prodotto interessante, soltanto vanno utilizzati con una certa attenzione.

Il filtro della K&F è molto ben realizzato, con una bella montatura satinata nera; la parte frontale gira in modo morbido e senza scatti. Sulla ghiera sono presenti dei riferimenti che vanno da “min” a “max”, nel mezzo ci sono dei pallini man mano più stretti.

Bene: da “min” sino al penultimo riferimento, il filtro fa il suo dovere, pur mostrando un certo “effetto polarizzante” della scena (che può anche piacere), e può essere utilizzato senza problemi, anche perché, a differenza dei filtri precedenti, non si notano dominanti particolari.

Oltre è meglio non andare: “chiudendo” ulteriormente, infatti, compaiono le citate macchie.

Grossomodo si può dire che questo sia un interessante filtro variabile da ND2 a ND16 circa, col vantaggio della compattezza e della semplicità, anche perché l’iscurimento è progressivo e dunque può essere regolato senza soluzione di continuità.

Anche alla risoluzione decisamente scarsa di internet, si nota la differenza fra l’utilizzo dei diversi filtri; in particolare sulla superficie dell’acqua a sinistra, ma anche sulla cascata stessa e sulle rocce.

Acquistando anche un ND1000, con due filtri avremo una gamma completa in grado di venire incontro alle nostre esigenze più diverse.

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Filtro ND1000 Nano-X (KF01.892)

La serie Nano-X rappresenta i filtri “top di gamma” della K&F, sono realizzati in vetro speciale (ottico) e con un particolare trattamento che ne ottimizza le prestazioni. Il costo è più alto dei filtri precedenti, ma siamo comunque a livelli più che ragionevoli per un prodotto di alta qualità.

Il filtro va trattato con una certa cura (evita di farlo cadere!), sebbene sia garantito come impermeabile e resistente ai graffi, e ha una resa neutra; non si nota alcuna aberrazione o altri difetti del genere. La montatura è realizzata a regola d’arte, in alluminio avio, e si avvita con facilità.

Altro scatto realizzato con l’ND1000

In effetti, non ho molto da aggiungere su questo filtro: è un ottimo prodotto e non posso che consigliarlo e dispiacermi che K&F non abbia altri filtri ND in questa serie.

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Conclusioni

Sono davvero passati i tempi in cui il fotografo poteva scegliere giusto tra un paio di marche o tre, quando si trattava di filtri. Diciamo che in genere si sceglieva tra un marchio francese e uno giapponese. Oggi c’è solo l’imbarazzo della scelta, anche se ovviamente sono comparsi sul mercato filtri economicissimi (anche 10,00 € per un kit completo) ma di dubbia qualità. Ho avuto modo di provarne diversi di questi ultimi (son curioso per natura), e debbo dire che per un uso saltuario potrebbero anche andare.

Ma se fai sul serio, magari salire di livello non è una cattiva idea. I filtri economici della K&F si sono rivelati di qualità più che accettabile, e vanno benone se appunto pensi a un uso saltuario; il filtro variabile è una scelta che privilegia l’ingombro e la semplicità d’uso. Ma se vuoi davvero dedicarti alla fotografia con tempi di esposizione prolungati, un filtro di qualità come l’ND1000 Nano-X è una scelta quasi obbligata. Con una spesa ragionevole puoi avere nel tuo corredo un accessorio in grado di provocare eclissi a tuo comando: fa sentire potenti, non trovi?

Se non l’hai già guardato, trovi qui sotto il video di oggi.

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