Smettere di Essere Principiante – I progetti di fine corso

FABBRICHE: REPETITA IUVANT – Andrea Rocco

Introduzione

Riprendendo con efficacia il lavoro di Gabriele Basilico, soprattutto la sua prima opera a grande diffusione, “Ritratti di Fabbriche”, Andrea esplora una realtà che quasi sembra distopica, fantascientifica, irreale, con delle forme che si fanno ora scultura, ora arte contemporanea, ora dozzinale ripetitività. La scelta di fondo è quella di restare ancorato alle forme pure, dirette, anti-decorative, com’è tipico di tanta architettura utilitaria non realizzata per piacere o essere bella, ma per essere funzionale, anche economica. Se molti di questi elementi entravano nella logica di scuole come la Bauhaus, quel che manca a questi edifici è uno “stile”, qualcosa che li distingua da una massa di elementi tutti uguali, ovunque nel mondo. Il nostro autore è riuscito così a esplorare una realtà parallela, geograficamente indeterminata, ma significativa nell’individuare l’estetica della nostra epoca.

 

Artist Statement

Gli organismi edilizi industriali mi hanno sempre affascinato per il rigore e l’essenzialità della loro realizzazione. Con questo breve progetto ho voluto indagare la modularità e ripetitività degli elementi architettonici che compongono le strutture produttive necessitate dalle modalità con cui, all’interno, viene svolto il lavoro di uomini e macchine. Ed ecco che, come la sentenza latina afferma, le ripetizioni aiutano a perseguire l’intento del produrre oggetti sempre uguali ed anonimi tipici dell’attività industriale. Più mattoni Più volumi, Più vetri più luce, Più varchi più trasporti, Più moduli più produzione e così via; anche i colori a volte sembrano seguire questa metrica. Ogni tanto si tenta di mascherare questa incessante ripetitività con elementi di decoro che comunque lasciano trasparire l’essenza della realtà.

Commento

Con uno sguardo di rigore assoluto, il nostro autore è riuscito a mettere insieme una galleria di “ritratti” di edifici che dona loro qualcosa che non hanno direttamente: un valore estetico. Se infatti i soggetti sono poco definibili se non nella loro funzione, lo sguardo di Andrea li valorizza, li rende “belli” e interessanti andando a coglierne i pattern, le forme geometriche, i giochi di luci e ombre, dimostrando così di possedere un pieno controllo della tecnica ma soprattutto uno sguardo affilato.

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