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MAREMMA TERRA AMATA – Mara Culicchi

Introduzione

La maremma “amara” di Bianciardi diventa, nel lavoro di Mara, la Maremma “amata” con uno slittamento di senso interessante.

Infatti, quella maremma difficile, terra di malaria e morte, povertà e vita dura, è diventata oggi un luogo di pace e bellezza, in cui uomo e natura possono trovare un efficace equilibrio. Mara ci racconta questa realtà attuale grazie a immagini che sembrano, in alcuni casi, riandare all’altra Maremma, quella delle paludi e dei butteri, delle zanzare e della solitudine, in un gioco di rimandi che mantiene desto l’interesse dello spettatore.

Statement

Palude, acquitrini che allontanavano ogni forma di vita. Così per secoli e secoli apparve la Maremma, povere famiglie di butteri ai quali non era offerte altra possibilità di esistenza che costudire le mandrie di vacche e cavalli. Ma quegli uomini non si arresero e iniziarono fin da subito a bonificare questa terra strappandola a quelle acque malsane. Anche oggi passando nella parte costiera della provincia di Grosseto vediamo una terra selvaggia molte volte anche incolta, ma solo chi la sa veramente amare coglie tutta la sua bellezza nella sua essenzialità.

Commento

Il lavoro di Mara è privo di tentazioni effettistiche e retoriche.

L’autrice sceglie invece un registro diretto, quasi da turista, lo stesso di alcuni viaggiatori (pochi, in verità) che in passato viaggiarono per “l’altra” Maremma, quella solitaria e selvaggia, traendone fotografie o dipinti che volevano fermare il tempo, nella consapevolezza che le cose sarebbero cambiate da lì a poco, come in effetti è avvenuto.

Mara racconta la sua Maremma con un approccio leggero, ma non superficiale, semplice ma non elementare, giocando con i colori, con i verdi dei prati e l’azzurro dei cieli, ma anche con i viola e i gialli dei fiori, e le mille tonalità dell’ocra caratteristiche di una terra che ha poche verticalità, ma orizzonti sconfinati.