SEP – portfolio studenti

COIMETROMANIA – Camillo Falcone

Introduzione

La Coimetromania è una insana attrazione per i cimiteri. Così ci racconta Camillo.

Ma in verità questa passione per i cimiteri è assai diffusa e questo perché – sebbene spesso rappresentati come luoghi lugubri e tristi – in verità sono il più delle volte luoghi di pace e serenità, oltre a diventare spesso anche delle autentiche gallerie d’arte. La volontà degli esseri umani di farsi ricordare – e, diciamocelo, distinguersi dalla massa anche da morti – spinge molte famiglie a erigere monumenti funebri di grande belezza, ricorrendo anche a scultori di fama. Dunque camminare in un cimitero – specie se monumentale – significa comprendere appieno i gusti, le idee, le idiosincrasie di determinate epoche storiche, almeno sin da quando la legge napoleonica istituì l’obbligo di seppellire i morti fuori dalle mura urbane.

Camillo dunque ha viaggiato attraverso il tempo, si è immerso in questo silenzio colmo di storie e significati e ha individuato una storia simbolo, in fondo di valore universale per noi umani, quella tra uomo e donna, che nasce con l’innamoramento e – inevitabilmente – termina nella morte. Ma quel che c’è nel mezzo resta pur sempre la cosa più importante!

Artist Statement

Questo progetto trova la sua origine proprio dal fenomeno psicologico della Coimetromania, che condivido con numerosi appassionati e che mi porta ad esplorare i cimiteri, abbandonati, di campagna, monumentali. Le espressioni dei volti, le gestualità, gli sguardi, ma anche i semplici dettagli anatomici: tutto contribuisce alle sensazioni che un visitatore attento può vivere, anche percorrendo in maniera casuale i viali dei cimiteri e sostando dinanzi alle diverse sepolture, dalle più fastose e ricche sino a quelle più semplici.

Nei cimiteri sono rappresentati tutti i possibili destini di un essere umano, basta leggere le iscrizioni o semplicemente le età dei defunti: da pochi giorni a oltre cento anni. Non è strano quindi che nelle rappresentazioni artistiche si trovino riflesse le diverse età degli esseri umani, dalla giovinezza all’età adulta, dall’età matura sino alla vecchiaia conclusiva.

E’ proprio questa riflessione che mi ha portato a scegliere, come filo rosso che collegasse questi scatti, un punto di vista che raccontasse i rapporti fra uomo e donna, cercando nelle prospettive delle scene e nei particolari dei gesti e delle espressioni tutto ciò che ne potesse catturare  gli elementi essenziali delle diverse fasi della nostra vita.

COMMENTO

Un lavoro da un certo punto di vista malinconico, eppure colmo di speranza e bellezza. Colpisce l’abilità dell’autore di individuare gesti e sguardi fissati nel marmo che possano portare lo spettatore all’interno di una storia unica, che però è il frutto della somma di tante storie diverse. In questo sta l’indubbio fascino del progetto di Camillo, che è sorretto dalla sua capacità tecnica e “iconografica”  che non esagera mai, che non scade nemmeno per un attimo nell’effetto fine a se stesso o nella ricerca della pura e semplice impressione. Passeggiando lentamente tra le tombe e lungo i viali di questo “parco della Memoria”, Camillo insegue la sua storia da autentico reporter e ce la consegna come fosse vera, e in fondo in parte lo è, anche se di fatto esiste solo grazie alla sua abilità e alla sua immaginazione.

 

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