SEP – portfolio studenti

PROGETTO MANI – Mary Toschi

Introduzione

La vita è anche fatta di mani che si incontrano, dialogano, esprimono sentimenti, accolgono – sembra dirci Mary – e la cosa intrigante è che questo linguaggio vivo e vivace la nostra autrice l’abbia trovato nei cimiteri. In effetti, sono luoghi di pace e silenzio, e in quella pace e silenzio, l’immobilità delle statue funebri inizia a sciogliersi, a vibrare se non di vita vera e propria, comunque a comunicare ai vivi sensazioni e sentimenti, che Mary coglie sapientemente.

Tutt’altro che lugubri, queste statue riproducono gesti che furono in qualche modo cari ai defunti, e servono dunque a perpetuarne il ricordo. Ma se l’insieme è utile proprio a questo scopo, indagare il dettaglio significa anche estrapolarne un valore universale, cioé mostrare come un gesto abbia un significato che va al di là della mera apparenza, e invece comunichi in modo pieno e diretto qualcosa che appartiene alla nostra intimità più profonda. E il successo di questo progetto si deve proprio a tale elemento, a questa ricerca del poco apparente che assume importanza in virtù dello sguardo della fotografa.

Artist Statement

Ho sempre adorato le statue, in particolare di marmo, mi chiedo come da un materiale che appare freddo possano essere create delle meraviglie che ispirano emozioni e calore. Durante un giro a Firenze sono andata a visitare il cimitero delle Porte Sante. Un mondo si è aperto. Ho trovato dei monumenti che mi hanno lasciata senza parole. Ho iniziato fotografando i volti, ma poi ho notato che le mani mi davano emozioni maggiori.

Gesticolo molto, per me le mani sono molto importanti, dicono molto, ho deciso dunque di focalizzarmi su di loro. Ho iniziato concentrandomi sul cimitero monumentale di Lugano che mi ha sorpreso la meraviglia e la qualità di alcune sculture.

Così scoperto quindi che potrei stare ore a fotografare nei cimiteri, calma, niente rumore, solo pace e tranquillità. La mia intenzione é di continuare e far evolvere il mio progetto visitando altri cimiteri. Mani che sfiorano, mani che che cercano, mani che bloccano, mani che pregano, mani che accusano, a volte basta un gesto semplice di una mano a far intuire un pensiero. Mi piacerebbe un giorno imparare il linguaggio per sordi, mi affascina, la considero a tutti gli effetti una lingua, anche se silenziosa.

Commento

Mary sceglie un tono basso, quasi spento, che ben si addice al contesto in cui sono state realizzate le foto.

Così, l’insieme è scuro, buio, eppure ogni elemento è ben evidente, quasi uscisse rafforzato da tale ombra, a significare il trionfo della vita sulla morte – magari – o semplicemente per invitare lo spettatore a indagare a sua volta, a cercare il dettaglio rivelatore, significante. Un progetto ben concepito e realizzato in modo originale, con tagli compositivi a volte anche arditi, ma sempre utili alle necessità narrative.

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