SEP – portfolio studenti

ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE – Moreno Gremoli

Introduzione

Un’area industriale dismessa, come ce ne sono tante, diventa per Moreno l’occasione di una profonda riflessione sul tempo, sul suo scorrere senza sosta, sull’effetto che ha sugli edifici, certo, ma anche sui nostri pensieri. Il suo sguardo è dapprima ampio, poi si alza a cercare il confine con il cielo, per infine tornare ad allargarsi come a cercare delle impossibili risposte. Ma nel fare questo breve viaggio in un mondo dimenticato e oramai ai margini, scopre anche la capacità della natura di riconnettere i fili, di colmare i vuoti, di guarire le ferite.

Artist Statement

Ho fotografato i resti di questa vecchia azienda del ‘900, chiusa ormai da tanti anni, che produceva acidi e concimi. Sono entrato pensando di trovare anche qualche attrezzatura o meccanismo che mi facesse capire i procedimenti dell’attività di questa fabbrica.

Purtroppo venendo a mancare questi dettagli, sono cambiate anche le cose che avrei voluto trasmettere. I pensieri e le sensazioni mentre scattavo andavano alle centinaia di persone che vi lavoravano e che probabilmente si ritrovavano per i pasti, in quell’area completamente scoperchiata, dalle pareti bianche simile quasi a una chiesa. Malinconia, questo è il messaggio principale che cerco di trasmettere, ma anche la gioia che la forza della natura si sta riprendendo parte del suo spazio abbellendo l’aspetto e mettendo quasi in ordine le cose rimaste.

Commento

Un lavoro sull’architettura urbana di confine, in un contesto che alcuni definirebbero “terzo paesaggio” secondo la felice definizione di Gilles Clement, svolto con mano ferma e occhi ben aperti, ma soprattutto con grande sensibilità, in un bianco e nero pulito e asciutto, coinvolgente al punto giusto, ma anche misterioso, sospeso, come richiesto dai soggetti.

Tutto dimostra la maturità del fotografo, che ben controlla il proprio strumento di comunicazione, senza cedere alla retorica o al facile effetto.

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