SEP – portfolio studenti

C’E’ MASCHERA E MASCHERA – Giovanni D’Agostino

Introduzione

Accostando le maschere di carnevale alle mascherine obbligatorie in piena pandemia, Giovanni ci racconta in modo intimo e diretto un pezzo della storia tutti, drammatico eppure pieno di speranza. Realizza così una serie di ritratti in cui è necessariamente lo sguardio a rivelare lo stato d’animo delle persone, la loro voglia di tornare a vivere in modo “normale”, il loro impegno (come operatori sanitari) perché ciò avvenga e finalmente si possa tornare a pensare alle maschere solo come puro divertimento, come simbolo di liberazione e non di “prigionia”, per quanto lieve.

 

Artist Statement

Dei significati della parola maschera quest’anno ne abbiamo presente uno solo. Cioè maschera come dispositivo di protezione individuale. Quest’anno non c’è stato né carnevale di Venezia né carnevale di Rio. Il virus ci ha obbligato a proteggerci, ad indossare le maschere, a tenere le distanze, financo a rimanere chiusi, quasi vivessimo nella realtà distopica di un film di fantascienza. È stata dura, soprattutto per i più anziani. Abbiamo imparato però che si può comunicare anche con il viso parzialmente coperto. Abbiamo imparato a leggere gli occhi delle persone. Abbiamo imparato che si può ridere con gli occhi. Abbiamo avuto al nostro fianco tanti angeli a darci una mano. Infine sono arrivati i vaccini, il nostro salvagente, quasi miracoloso per i tempi così rapidi. E possiamo nuovamente uscire… e pensare dicambiare maschera, in prospettiva del prossimo carnevale.

Commento

Il progetto di Giovanni rientra pienamente in quella fotografia “straight”, diretta e senza “giri di parole” che va dritta al punto. In tal modo il suo lavoro ha il dono della leggerezza senza essere superficiale, e comunica in modo immediato il suo messaggio, attraverso la reiterazione di quell’elemento odiato ma indispensabile che è la mascherina sanitaria, fino alla foto finale, che esprime la gioia della ritrovata libertà grazie al vaccino. Un lavoro apparentemente semplice, ma in realtà comunicativo, pensato per essere comprensibile e dunque pienamente riuscito e ben realizzato.

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