La sezione aurea in fotografia

L’obiettivo di qualunque tecnica compositiva è quello di ottenere immagini dinamiche e interessanti.

Probabilmente avrai già sentito parlare della “regola dei terzi”, una delle più conosciute quando si tratta di composizione fotografica. Forse non sai, però, che questa regola è solo la “versione semplificata” della sezione aurea.

Il concetto di sezione aurea è molto più antico della fotografia stessa. Nel corso dei secoli ha affascinato matematici, artisti e filosofi.

Senza scendere in approfondimenti troppo tecnici, in questo articolo ti spiegherò come mai la sezione aurea è così affascinante. Soprattutto, però, ti mostrerò come sfruttare al meglio la sua potenza anche in fotografia.

Nello specifico ti parlerò di questi argomenti:

  • Cos’è il rapporto aureo?
  • Come viene rappresentata la sezione aurea
  • Sezione aurea e regola dei terzi
  • Griglia aurea o griglia dei terzi?
  • Triangolo aureo e spirale aurea
  • Conclusioni

Spirale aurea nella composizione fotograficaFoto di Giulia May su Unsplash

Cos’è il rapporto aureo?

Riuscire ad individuare il momento in cui compare (o viene scoperto) il concetto di “rapporto aureo” è molto arduo. Fu sviluppato dalla scuola pitagorica, ma era già noto ai tempi dell’antico Egitto. Ma in cosa consiste?

Il rapporto aureo, noto anche come numero aureo, sezione aurea o proporzione aurea, è una relazione matematica che si verifica quando il rapporto tra due numeri è uguale al rapporto della loro somma rispetto alla quantità maggiore.

Detta in maniera più semplice, il rapporto aureo è rappresentato dalla costante irrazionale “phi” (φ), approssimativamente 1,6180339887.

Matematicamente, se due quantità, A e B, soddisfano l’equazione (A + B) / A = A / B = φ, allora si trovano nel rapporto aureo. Questo rapporto è noto per creare forme proporzionali considerate esteticamente piacevoli e armoniche.

Il concetto è complicato, ma basta che tu sappia che questa proporzione in natura è molto ricorrente.

Puoi, infatti, osservare il rapporto aureo in molte strutture, come spirali e disposizioni di foglie o petali. Ad esempio, i girasoli mostrano spesso una disposizione di semi secondo la sequenza aurea, creando una spirale che segue questa proporzione. Anche le conchiglie di alcuni molluschi, come le chiocciole, presentano queste strutture armoniose.

Nel mondo vegetale, le foglie di molte piante crescono in modo che la proporzione tra la lunghezza di una foglia e la distanza tra le foglie successive si avvicini al rapporto aureo.

Il rapporto aureo è un numero talmente affascinante da essere stato definito “numero di Dio”.

Spirale aurea in naturaFoto di Paul Milasan su Unsplash

Come viene rappresentata la sezione aurea

La sezione aurea è spesso rappresentata attraverso un rettangolo diviso in due parti, in modo che il rapporto tra la lunghezza dell’intero rettangolo (A) e la lunghezza della parte più grande (B) sia uguale al rapporto tra la parte più grande (B) e la parte più piccola (A – B).

Questa divisione può essere estesa in una serie infinita, che è nota come la successione di Fibonacci, in cui ogni numero è la somma dei due precedenti (0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, …). La sequenza prende il nome dal suo scopritore, Leonardo Fibonacci, vissuto a cavallo del 1200. Il matematico pisano fu il primo a

Rettangolo aureo e successione di Fibonacci

Il rapporto aureo è ampiamente presente in natura, nell’arte e nell’architettura, ed è stato utilizzato da molti artisti e architetti nel corso della storia per creare proporzioni estetiche piacevoli agli occhi umani.

Alcuni tra gli esempi più illustri dove possiamo ritrovare il rapporto aureo sono il Partenone e la piramide di Cheope. In generale Leonardo da Vinci, Piero della Francesca, Bernardino Luini, Sandro Botticelli, Giotto, Duccio e Cimabue fecero ampio ricorso al rapporto aureo per dare armonia alle loro opere.

Venere di Botticelli e spirale aurea

Sezione aurea e regola dei terzi

Adesso che hai capito in cosa consistono il rapporto aureo, la sezione aurea e il rettangolo aureo, ti spiego come applicare questi concetti alla fotografia.

Partendo proprio dal rettangolo aureo, è possibile ricavare una sorta di “griglia aurea” che rispetta, appunto, le proporzioni del rapporto aureo. Si ottiene una figura come questa.

Griglia aurea

Ti ricorda qualcosa? Si, assomiglia molto da vicino alla griglia dei terzi. Lì però i 9 rettangoli della griglia sono tutti uguali e le quattro linee che la compongono, due orizzontali e due verticali, sono equidistanti tra loro.

Griglia aurea e griglia dei terzi

La griglia dei terzi è la versione semplificata della griglia aurea. Chiaramente per un fotografo è molto più semplice tenere in mente una griglia regolare di questo tipo (in rosso nella figura sopra).

Per questo motivo, nel corso degli anni, la griglia (e la regola) dei terzi ha sostanzialmente soppiantato la griglia aurea.

Griglia aurea o griglia dei terzi?

La regola aurea, come la regola dei terzi, guida la composizione in modo tale che il punto d’attenzione coincida con i punti di intersezione della griglia o con le linee orizzontali e verticali.

Ma quale delle due griglie è meglio usare?

Suddividere la scena in tre parti uguali, a occhio nudo, risulta notevolmente più semplice. Tuttavia la sezione aurea offre un approccio che permette una composizione più equilibrata e “naturale”.

È importante considerare, infatti, che la sezione aurea apre la strada a una composizione più sofisticata, enfatizzando l’equilibrio e la naturalezza dell’immagine.

Durante lo scatto, concentrati sull’allineamento dei punti chiave con gli elementi della griglia o delle linee guida. In questo modo otterrai un risultato visivamente armonioso e attraente.

Triangolo aureo e spirale aurea

Sfruttando la sezione aurea, è possibile generare altre forme geometriche che contribuiscono alla composizione. Un esempio è il triangolo aureo.

Questa struttura si crea tracciando una diagonale nell’inquadratura e quindi collegandola perpendicolarmente a uno degli angoli non appartenenti alla diagonale stessa.

Ogni inquadratura presenta due diagonali, ciascuna con due perpendicolari, risultando in un massimo di quattro combinazioni.

Il punto cruciale è l’intersezione di queste due linee, da sovrapporre al punto focale della foto, ovvero il soggetto principale.

Triangolo aureo in fotografia

Un’altra alternativa molto interessante è la spirale aurea.

La spirale si forma partendo dalla suddivisione ripetuta dell’immagine in rettangoli aurei.

Ciò che riveste importanza per il fotografo è che essa non solo individua il punto di massimo interesse dove la spirale si “avvolge”, ma fornisce anche una guida visiva lungo la linea curva, influenzando l’occhio dell’osservatore.

Organizzando gli elementi nella foto in modo da seguire almeno approssimativamente la spirale, puoi ottenere composizioni estremamente efficaci. Applicare questa regola dà vita a immagini molto potenti.

Guarda, per esempio, l’immagine di copertina di questo articolo: segue alla perfezione i suggerimenti della spirale aurea.

Gli occhi del soggetto sono esattamente posizionati nel “ricciolo” della spirale, ma non basta. Anche la direzione dello sguardo segue la linea immaginaria della spirale, per poi ricongiungersi con il velo, fino ad inglobare la mano in primo piano. Il risultato è un’immagine di forte impatto, con una composizione innovativa ma, allo stesso modo, perfettamente bilanciata. L’applicazione della spirale aurea ha permesso di creare uno scatto dalla composizione molto sofisticata (altro che regola dei terzi!).

Tieni presente che esistono diverse varianti della spirale aurea, dipendenti dalla suddivisione specifica dell’inquadratura. In sostanza, il “ricciolo” può spostarsi verso destra, sinistra, in alto o in basso.

Spirale aurea in fotografia

Conclusioni

Se hai consapevolezza dell’importanza della composizione in fotografia, capirai che più regole conosci e più frecce hai al tuo arco.

La regola dei terzi è nota praticamente a tutti i fotografi che hanno conoscenze almeno di base. Proprio per questo motivo è fondamentale “alzare il livello” per differenziarsi.

Sezione aurea, rettangolo aureo, triangolo e spirale sono regole di composizione decisamente più sofisticate.

Non essendo immediate come la regola dei terzi, però, sono più complesse da applicare. Come sempre, il segreto sta nell’allenamento. Più le applichi, più le fai tue.

Inizialmente puoi provare ad applicarle solo in postproduzione. Se usi Lightroom, esiste uno strumento molto semplice per applicare sia la griglia aurea che il triangolo e la spirale aurea.

Dalla sezione “Sviluppo”, carica la foto e premi sul tasto “Sovrapposizione ritaglio”. A questo punto, premendo sul tasto “O” della tastiera, passerai alternativamente tra le diverse modalità di griglia, come nella figura qui sotto.

Modifica delle griglie della sezione aurea su Lightroom

Quando sei posizionato sulla griglia desiderata, la combinazione di tasti “SHIFT + O” ti permetterà di modificare l’orientamento della stessa.

Triangolo aureo in LightroomFoto di Marco Morelli

È possibile applicare le griglie anche in Photoshop. Una volta caricata la tua foto, devi cliccare sullo strumento “Taglierina” (nella barra laterale a sinistra). Una volta selezionata, puoi trovare le varie alternative tra gli strumenti della funzione (barra delle opzioni in alto).

Sezione aurea in Photoshop

Sovrapporre e “provare” le diverse griglie in postproduzione ti permette di avvicinarti in maniera più soft alla sezione aurea, al triangolo aureo e alla spirale aurea. Giocando con le varie opzioni, ti accorgerai che una determinata foto poteva essere scattata in maniera diversa. A lungo andare, abituerei anche il tuo occhio a comprendere quali scene traggono il massimo dall’applicazione delle regole auree. Ben presto diventerà così automatico che inizierai a riconoscerle anche mentre scatti.

Articolo di Marco Morelli

Immagine di copertina: Ali Choubin su Unsplash

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