Stampare una foto: Recensione del servizio di Saal Digital

Comincia da oggi la nostra collaborazione con saal-digital, azienda tedesca leader nel mercato della stampa fotografica di alta qualità.

Da oggi quindi, e per diversi mesi, i lettori di reflex-mania che rientrano nelle “regole di utilizzo” che elenco qui potranno utilizzare un voucher di sconto, facendo i loro ordini attraverso  il codice  (rigorosamente in maiuscolo) MYSAALMANIA.

Di seguito, riassumo le regole di utilizzo:

– Il codice ha un valore di 20,00 €
– Il codice e’ valido solo con acquisti superiori ai 39,95 €
– Il codice é valido su tutti i prodotti dello store Saal Digital
– Il codice va scritto interamente in maiuscolo
– Il codice e’ utilizzabile solo una volta
– Il codice ha scadenza 15.08.2018
– Il codice non e’ cumulabile con altre promozioni
– Il codice e’ valido solo per nuovi clienti


Clicca sull’immagine per andare a esplorare il sito di saal. Quando compri, non dimenticare di inserire il codice MYSAALMANIA per avere lo sconto

Se dunque da tempo vuoi fare una stampa di alta qualità di una delle tue foto preferite, questa può essere l’occasione giusta.

Ma cosa significa esattamente “stampa fotografica di alta qualità”? Come si “prepara” correttamente un file per la stampa? Perché vale la pena stampare qualcuna delle tue foto migliori? Cosa bisogna considerare per scegliere un buon servizio di stampa? Come valutare la stampa una volta che vi è arrivata a casa?

Per rispondere a queste domande abbiamo chiesto a Marco Scataglini di prendere una delle sue foto più “difficili” e di stamparla attraverso il servizio online di saal-digital.

Ecco come è andata ….

Se vuoi, guarda il video prima ancora di leggere. Se no, troverai un altro link al video a fine articolo

L’allarme è stato lanciato già da tempo: le nostre fotografie sono a rischio! Il problema è che oramai le foto si archiviano digitalmente in qualche Hard Disk, e spesso finiscono lì per sempre.

Tutto l’impegno e la cura messi nella scelta dell’attrezzatura, nell’imparare a usarla e nel creare le nostre immagini solo per arrivare a immagazzinare “grumi di pixel” in una scatoletta? In effetti, se ci pensi, è un po’ deprimente.

Per questo si sono diffusi appelli a stampare le nostre foto. Sebbene non sia garantito in questo modo il loro futuro, di certo la stampa è una forma più “definita” per una fotografia: anche partendo dal digitale, per sua natura virtuale, si può ottenere in tal modo un oggetto concreto, che è possibile tenere in mano e far vedere agli altri senza dover accendere qualche “device”.

Naturalmente, non tutte le nostre foto sono degne di un simile trattamento: forse solo una ogni cento, ogni mille. E di sicuro sono ancor meno quelle di cui vale la pena fare un ingrandimento, magari da appendere al muro di casa, o da inserire in una mostra.

Le foto di quest’ultimo tipo sono quelle a cui teniamo di più, o che riteniamo più significative del nostro percorso creativo ed espressivo. Se dunque si possono fare delle “stampine” 13×18 cm delle foto “comuni” e si può in tal caso puntare al risparmio, sulle foto più amate non avrebbe senso fare altrettanto.

Perché spendere mille euro per un obiettivo e poi risparmiare, scadendo di qualità, per stampare una foto che abbiamo realizzato con quell’ottica? Sarebbe come comprare una Ferrari e poi montarci su degli pneumatici rigenerati!

Dunque per le foto che utilizzerai per una mostra, per un concorso o semplicemente per decorare la tua casa sarà bene che tu decida di investire qualche euro e fare le cose per bene.

Oggi, d’altra parte, hai davvero molte possibilità di scelta e i costi, per fortuna, sono scesi parecchio.

Io qualche anno fa feci stampare delle foto da un laboratorio artigianale: spesi un piccolo capitale, per avere la stessa qualità che oggi puoi avere con molto, molto meno. Anche perché oramai le stampe si “acquistano” online. Esistono diversi servizi di questo tipo, più o meno grandi e più o meno famosi.

Stavolta voglio parlarti di una società tedesca che è cresciuta prepotentemente sul nostro mercato grazie a un’intelligente politica promozionale: far toccare con mano la qualità del prodotto offrendo stampe con sconti davvero importanti, a volte gratuitamente, in cambio di opinioni motivate.

In un settore dove ci sono molti concorrenti che puntano essenzialmente sul prezzo, anche a scapito della qualità, la Saal ha deciso invece di posizionarsi al vertice della scala, offrendo prezzi concorrenziali, ma adeguati a un prodotto di tipo eminentemente professionale.

Perciò quando mi è stato proposto di testare i loro servizi non me lo sono fatto ripetere due volte. Ecco dunque la mia recensione.

Recensione del servizio di stampa di saal. 

I punti di forza che voglio anticiparti sono essenzialmente tre:

1 – un software scaricabile intuitivo e completo, all’interno del quale puoi davvero fare tutto: impaginare un libro fotografico, scegliere il tipo di carta e il supporto per un ingrandimento, realizzare un poster, e così via. Avendo sempre davanti il costo di ogni singola scelta. Ho trovato il software Saal nettamente superiore ad altri che avevo avuto modo di provare. Se c’è un limite, magari, è proprio la completezza, che potrebbe renderlo ostico ai principianti assoluti. Ma con un po’ di pazienza non c’è nulla che non possa essere risolto, grazie anche al supporto online.

2 – Un sistema di lavorazione rapido ed efficiente, che comunica quasi passo passo col cliente, che può seguire il suo ordine e avere un’idea abbastanza precisa di quando verrà evaso. I tempi sono sorprendenti: in pochi giorni sono passato dall’effettuare l’ordine ad avere in casa la stampa; se non ci fosse stato di mezzo il fine settimana i tempi sarebbero stati anche più rapidi.

3 – Un ottimo sistema di imballaggio, che protegge davvero la stampa, anche dalle grinfie a volte tutt’altro che delicate dei corrieri che, si sa, van sempre di fretta.

Grazie a questi tre passi in rapida successione, Saal si colloca in una categoria molto elevata nel settore.

Schermata iniziale del software SAAL

Sequenza di unboxing della stampa: il packaging è impeccabile e preserva l’integrità della stampa

Il Dibond da 3 mm è un sandwich di due lamine di alluminio con un’anima sintetica di colore nero

Dettaglio dell’effetto “spazzolato” della superficie dellla stampa su Dibond Butlerfinish

Confronto (solo dimostrativo) della resa del colore tra il file a schermo e la stampa

Sistema di fissaggio: robusto e semplice

La stampa rimane staccata dalla parete, davanti alla quale sembra quasi “levitare”

A seconda di come riceve la luce, la stampa con la finitura Butlerfinish si “accende” o si “spegne”, come reso evidente da queste due foto affiancate. Nel momento in cui si sceglie dove collocare la stampa occorre tenerne conto

La foto originale

 

Ma com’è la stampa?

Comincio col dirti che ovviamente non ho provato tutti i servizi di Saal (anche se prevedo di testare il fotolibro, di cui ti parlerò), e dunque quel che scrivo riguarda la tipologia di stampa che ho fatto realizzare come test.

In generale va tenuto conto del fatto puro e semplice che spesso il risultato dipende non tanto da Saal, ma da te (lo so sembra ovvio ma molti lo dimenticano).

Non si tratta solo di far stampare una foto ben fatta (nel senso che sia perfettamente rispondente alle caratteristiche che tu desideri), ma di inviare un file predisposto apposta per la stampa.

Il sito di Saal ti permette di scaricare i profili ICC dei vari prodotti per fare una prova sul tuo computer, ma al di là di questo, e senza arrivare a profili colore da inviare insieme al file (che per il settore professionale è possibile), devi fare in modo di ottimizzare il file stesso:

  • innanzitutto: da quanto tempo non calibri il tuo monitor (se mai l’hai fatto)? Se non disponi di un calibratore (ad esempio uno spider con apposito software), puoi ricorrere alla “calibrazione” a occhio offerta da diversi programmi di postproduzione: fai una ricerca online per scoprire come fare. Di sicuro è molto (davvero molto) meglio di niente;
  • secondo: hai portato il file alle giuste dimensioni per la stampa? Quasi mai il file nativo è dimensionato a dovere, e questo porta a deformazioni e a perdite di nitidezza, specialmente se il file è più piccolo della stampa e occorrerà ingrandirlo (interpolarlo). Il processo di interpolazione è estremamente delicato ed è meglio non affidarlo a meccanismi automatici: perciò apri il tuo file e controlla!
  • Hai aggiunto la maschera di contrasto? Un file per la stampa è diverso da quello che teniamo in archivio: a quest’ultimo mai e poi mai devi aggiungere qualsiasi effetto ti venga in mente, e nella maniera più assoluta evita di aggiungere la maschera di contrasto, che serve ad aumentare la nitidezza. I file digitali (se ben lavorati) sono per loro natura un po’ morbidi: va bene così, visto che all’occorrenza possiamo intervenire. Un caso classico (ma non per forza generale) è quello della stampa: infatti, per avere un risultato più deciso e di qualità, è consigliabile aggiungere un po’ di nitidezza alla foto, prima di inviarla alla stampa. Senza esagerare per non generare artefatti, però. Anche in questo caso parliamo di un campo molto vasto che non possiamo approfondire qui, ma su cui potrai facilmente trovare risorse e consigli online.

Se hai fatto tutto questo, allora il risultato non dovrebbe deluderti. A me il risultato è piaciuto davvero molto.

Il software Saal ti offre molte possibilità di scelta riguardo alla stampa di un “fotoquadro” (per una prima esplorazione, vai sul loro sito), sia come formati sia come supporti: puoi far montare la tua foto sul Dibond, un sandwich di alluminio che rappresenta il top del settore, o su un pannello PVC, sotto metacrilato, su tela o, infine, su Dibond Butlerfinish, che è quello che ho scelto io.

Anche i tipi di carta sono molto vari, e comprendono le carte della Hahnemühle, di certo tra le migliori presenti sul mercato.

Il Dibond Butlerfinish prevede la stampa sull’alluminio con effetto spazzolato, che traspare pienamente nelle alte luci. Ho scelto questa tipologia proprio perché si tratta di qualcosa di molto diverso dal solito, e di difficile realizzazione: perciò se i tecnici Saal son bravi a far questo, ho pensato, figuriamoci il resto.

Per il test (una stampa nel formato 50×70 cm) ho scelto una foto da uno dei miei “progetti in corso” che sapevo essere adatta alla bisogna. Si tratta infatti di una foto che ritrae un singolare riflesso sulla superficie dell’acqua. La foto sembra quasi astratta, ma ovviamente non lo è davvero, e presenta punti nitidi e punti “mossi”, a seconda del movimento dell’acqua.

Ho pensato che la lucentezza della superficie metallica avrebbe potuto replicare quella del torrente che avevo fotografato e in effetti è così. La stampa ricorda vagamente i vecchi Cibachrome (per chi ha avuto la fortuna di conoscerli), ed è davvero un piacere per gli occhi, ma ti dico subito che non è detto si adatti a tutti i soggetti.

Innanzitutto è difficile illuminarla in modo uniforme, poi la trama del metallo toglie (apparentemente) un po’ di dettaglio. Diciamo che con i soggetti giusti (penso ad esempio sarebbe assolutamente da urlo con fotografie autunnali di boschi e paesaggi) può essere una scelta da consigliare apertamente.

La superficie di metallo ha bisogno di essere colpita dalla luce, altrimenti la foto “si spegne”: letteralmente. Diventa piuttosto smorta e scura, tanto è invece vivace e luminosa se ben illuminata. Perciò occorre saperla collocare in modo adeguato: in tal caso, è spettacolare vedere come la luce renda quasi viva la fotografia.

A conti fatti, comunque, è un tipo di supporto “da effetto”.

La qualità dei colori e della stampa (fatta con inchiostri UV a 6 colori) è impeccabile, anche confrontandola con la foto originale sul mio monitor (calibrato), sebbene per la tipologia del supporto sia estremamente difficile fare dei confronti diretti, appunto perché la luce modifica parecchio l’effetto della stampa a seconda poi del punto di osservazione.

Per la mia esperienza ti dico che comunque non mi è mai capitato, in tanti anni, di inviare fotografie da stampare a laboratori (ne ho provati parecchi) e riceverne foto completamente sbagliate.

A volte c’è stato un certo “scivolamento cromatico” (più frequente verso i toni magenta), ma niente di drammatico: solo confrontando direttamente il file originale e la stampa ci si accorgeva della differenza.

Tieni presente che una perfetta corrispondenza sarebbe davvero possibile solo grazie a una linea di lavoro interamente calibrata (non solo il monitor, ma anche la stampante), e dunque con una cura che si paga a caro prezzo. Sinceramente, non trovo sia grave una leggera differenza nei toni, se è davvero leggera.

Un problema più serio è il metamerismo (che con le tecnologie di oggi è un fenomeno non tanto comune), cioè il fatto che la stampa cambi tonalità a seconda del tipo di luce che la colpisce. Una volta ho dovuto far ristampare una mostra proprio perché, tenendo in casa, davanti alla finestra, alcune delle stampe, mi sono accorto che la mattina presto erano bluastre e successivamente, con l’uscita del sole, prendevano una forte dominante calda. La cosa era molto evidente e francamente fastidiosa.

Avviene lo stesso anche con la stampa che ho fatto fare da Saal, ma in realtà non per un vero metamerismo, ma semplicemente per il fatto che la superficie metallica riflette in modo molto evidente la tonalità della luce che la colpisce.

Un problema da non trascurare quando si stampa una foto è il possibile aumento del contrasto che, anche questo l’ho verificato, avviene piuttosto spesso e dipende anche dal tipo di supporto.

Infatti, ogni carta da stampa ha un suo profilo, elaborato sulla base anche delle capacità di assorbimento, o di riflessione della luce. La cosa è intuitiva: una carta brillante, con superficie baritata, che riflette molto la luce, darà colori squillanti (la si sceglie per questo, in fondo) e apparirà più chiara di una carta texturizzata che invece riduce il dettaglio e può sembrare un po’ grigia.

Siccome la perfezione è difficile da raggiungere, meglio accontentarsi di un buon compromesso e, se si sceglie una carta brillante (o il Dibond Butlerfinish del mio esempio) sarà bene ridurre il contrasto (di poco!), per evitare che la chiarezza eccessiva dei bianchi dia l’impressione di chiudere i neri, a meno che non sia questo quel che desideri.

Se possiedi una stampante casalinga, anche economica, fossi in te una stampina di prova la farei: non è decisiva, ma ti darà un’idea.

Ho avuto modo di sentire molti amici fotografi lamentarsi del fatto che le stampe inviate a un laboratorio erano troppo scure ma, ammesso che la calibrazione del monitor sia fatta almeno discretamente, e al netto della citata reazione diversa dei vari tipi di carta da stampa, in genere questo è un fenomeno che si può evitare semplicemente schiarendo le ombre. Attento a non esagerare: stiamo parlando di quel piccolo tocco che impedisca alla parte più buia della nostra foto di apparire completamente chiusa nella stampa finale.

Detto questo, se proprio hai dei dubbi, la cosa migliore è far fare una stampa piccola, che costa poco, sullo stesso materiale che utilizzerai per l’ingrandimento (soprattutto se questo dev’essere grande e impegnativo): dopo averla osservata, potrai decidere se è tutto a posto o se occorra fare delle modifiche. Considerando i tempi di evasione degli ordini di Saal la cosa non richiederà lunghe attese.

Per concludere, mi piace osservare che il Dibond da 3 mm della mia stampa è leggero ma stabilissimo.

Ti dico solo che dopo anni le stampe a cui accennavo all’inizio, montate sullo stesso materiale, non si sono curvate nemmeno di un millimetro, e sono dei 70×100 cm.

Con la stampa Saal invia, a richiesta, il sistema di fissaggio. Ce ne sono di diversi tipi: io ho scelto quello tradizionale con distanziatori. Mi piace vedere il pannello che sembra come “levitare” davanti al muro.

Ora non ti resta che scandagliare il tuo archivio alla ricerca delle foto da premiare con una stampa adeguata alla loro importanza, e poi andare al sito SAAL per il tuo ordine.

Mi raccomando, se sei interessato, ricorda il codice MYSAALMANIA da inserire per uno sconto di 20€ sul tuo primo acquisto!

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