Tempo di esposizione: apprendi le basi per usarlo con creatività

Se ti sei avvicinato da poco alla fotografia, è indispensabile che tu comprenda uno dei tre fattori che contribuiscono a una corretta esposizione: il tempo di esposizione, ovvero la velocità di scatto, o tempo di posa o tempo di scatto.

Il tempo di esposizione è fondamentalmente responsabile di due elementi importanti:

  • la luminosità delle tue foto
  • la creazione di effetti particolari, che si ottengono congelando l’azione o sottolineando il movimento.

Quindi il tempo di esposizione è una delle basi della fotografia che cercherò di spiegarti in modo semplice è immediato.

Nell’articolo “Otturatore: cos’è e a cosa serve” ti ho spiegato come funziona l’otturatore e come si muove in base ai tempi di scatto. Facendo un breve riepilogo: l’otturatore è una tendina che si trova tra le lenti del tuo obiettivo e il sensore. Alzandosi e abbassandosi fa sì che la luce colpisca il sensore; la velocità con cui si alza e si abbassa, ovvero fa passare la luce, è il tempo di scatto, o tempo di esposizione (del sensore alla luce). Questo movimento viene attivato dal pulsante di scatto, che comanda l’apertura e la chiusura della tendina dell’otturatore in base ai tempi di esposizione che hai impostato.

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 Cosa è il tempo di esposizione

Spiegato in parole semplici, il tempo di esposizione è la lunghezza del tempo in cui l’otturatore della fotocamera rimane aperto ed espone il sensore alla luce.

Questa semplice operazione è fondamentale nella fotografia, perché influisce sulla resa finale del tuo scatto.

I due principali effetti su cui influisce il tempo di esposizione sono:

  1. i soggetti in movimento: in base al tempo di esposizione puoi decidere se bloccare il movimento oppure se evidenziarlo.
  2. la luminosità, ovvero l’esposizione della tua fotografia

Quindi non solo corretta esposizione, ma strumento per scattare le tue fotografie in modo creativo.

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 1. Tempo di esposizione e movimento

Quando utilizzi un tempo di esposizione lungo, l’otturatore rimane aperto, e tutto ciò che si muove nella tua scena viene registrato dal sensore come mosso.

Un tempo di esposizione lungo parte da 1/30 sec (si legge: un trentesimo di secondo) in avanti: un secondo (1”), 2”….

Se usi un tempo lungo, il sensore della tua fotocamera rimarrà esposto alla luce per più tempo. In questo caso, se sarà presente un soggetto che si muove, verrà evidenziato il movimento. Se nella tua scena è presente un soggetto in movimento, il migliore tempo di esposizione da utilizzare varia in base alla velocità del soggetto o dell’effetto che vuoi ottenere.

Ci sono delle situazioni in cui il tempo di esposizione molto lungo può creare effetti creativi affascinanti:

  • gare di auto: può aiutare a evidenziare il movimento; pensa al panning che è quella tecnica che sottolinea il movimento del soggetto. solitamente il panning, come puoi leggere qui, utilizza un tempo di esposizione attorno a 1/30 sec. (un trentesimo) o 1/60 sec. (un sessantesimo).
  • corse sportive di ciclismo, o di corsa
  • paesaggi catturati con la lunga esposizione, che è una tecnica molto conosciuta anche per le fotografie notturne.
  • corsi d’acqua o cascate: per rendere “l’acqua che sembra latte”. Questo effetto si ottiene impostando tempi di posa molto lunghi; guarda la foto delle cascate d’acqua (qui sotto).
    tempo di esposizione

    Cascata fotografata con tempi di esposizione lunghi (licenza CC0)

Per ottenere un effetto simile avrai solo bisogno di:

  • un treppiede: per fissare la tua fotocamera e evitare che vengano ripresi anche i movimenti della fotocamera, dato che i tempi sono lunghi. In questo modo le tue foto non saranno mosse.
  • un filtro: se fotografi di giorno, con luce solare forte, e devi impostare tempi di esposizione lunghi, corri il rischio che la tua fotografia risulti sovraesposta, o addirittura bruciata. Invece, con l’utilizzo di un buon filtro Nd potrai ovviare a questo problema.
  • tempo di esposizione molto lungo,

Al contrario, se utilizzi un tempo di esposizione molto corto puoi bloccare l’azione

tempo di esposizione

fotografia scattata con tempo di esposizione corto

Puoi ottenere risultati come quelli degli esempi qui sopra solo imparando a gestire questo fantastico strumento creativo che è il tempo di esposizione della tua fotocamera.

Ho pensato di riassumere brevemente in uno schema le situazioni di scatto più comuni e i relativi tempi di esposizione:

  • bloccare il movimento di un auto o comunque di un mezzo di trasporto: 1/1000s
  • un runner: 1/250 o 1/500 ( dipende dalla sua velocità)
  • bambini che giocano: 1/250 sec
  • una scena illuminata dalla luce diurna con pochi movimenti ho nessun movimento: 1/125 sec
  • scie di luce: 8-30 sec
  • fuochi d’artificio: 2-4 sec
  • scene notturne in esterno: ¼- 8 sec.

Considera questi esempi solo un punto di partenza, perché possono servire solo per darti un’idea. Ma non dimenticare che tutto dipende dall’insieme di tante variabili:

  • dalla luce disponibile sulla scena
  • dalle lenti che utilizzi
  • dalle impostazione Iso
  • dall’apertura del diaframma.
tempo di esposizione

fuochi d’artificio

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2. Tempo di esposizione ed esposizione fotografica

Il tempo di esposizione influisce anche sulla giusta esposizione della tua fotografia, ovvero sulla luminosità dell’immagine.

Tempi di esposizione lunghi fanno sì che l’otturatore rimanga aperto più a lungo, e che il sensore catturi molta più luce e renda la tua fotografia molto più luminosa.

tempo di esposizione

fotografia notturna: scie di luce ottenute con tempi di esposizione lunghi

Al contrario, un tempo di esposizione breve espone per un tempo breve il sensore alla luce. La conseguenza è una fotografia meno luminosa.

tempo di esposizione

esempio di fotografia scattata con tempo di esposizione molto corto

Attenzione, non mi stancherò mai di ripeterlo: qui vogliamo semplicemente capire come funziona il tempo di esposizione. Ma è giusto sottolineare che il tempo di scatto non è l’unico elemento che concorre a una corretta esposizione. Esistono tre elementi fondamentali e strettamente interconnessi che servono a ottenere la migliore esposizione:

  1. il tempo di scatto
  2. il diaframma
  3. la sensibilità ISO, di cui abbiamo già parlato qui.

Ora stiamo approfondendo uno di questi fattori, il tempo di esposizione, per comprenderne meglio il funzionamento.

Torniamo quindi al nostro tempo di esposizione.

Per fotografare in una giornata di sole molto forte, devi impostare un tempo di scatto breve altrimenti la tua fotografia risulterà sovraesposta.

Al contrario, se dovrai fotografare in una giornata in cui la luce scarseggia, dovrai impostare un tempo di esposizione un po’ più lungo, per far entrare più luce dalle lenti dell’obiettivo fino al sensore della tua fotocamera, ed evitare che la tua fotografia risulti sottoesposta.

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Tempo di esposizione: come si misura

Preferisco non dare niente per scontato; quindi trovo giusto spiegare come si misura il tempo di esposizione. Viene misurato in secondi o in frazioni di secondo.

Esempi:

  • ¼ significa un quarto di secondo
  • 1/125 significa un 125esimo di secondo.
  • 1/1000 è più breve di 1/250

Ricordati che più è grande il denominatore, più breve è il tempo di esposizione.

Solitamente il tempo di scatto lento sia per le reflex che per le mirrorless è di 30 secondi mentre il tempo di scatto più corto dipende dalle performance della fotocamera, e può anche raggiungere 1/8000s. Ad esempio: la Nikon D3400 ha un tempo di posa minimo di 1/4000sec.  e uno massimo di 30 sec. Invece la più performante Nikon D810 ha un tempo di posa da 1/8000 a 30 sec.

Quando devi utilizzare un tempo di esposizione più lungo di 1/60, fai attenzione al micromosso, dovuto al fatto che con tempi più lunghi la fotocamera è sensibile e mentre l’otturatore è aperto, registra ogni minimo movimento della tua fotocamera che rende la foto mossa.

Il mio consiglio in questi casi è quello di utilizzare sempre un treppiede.

Esempi di tempi di esposizione: 1/500, 1/250, 1/125, 1/60, 1/30, 1/15….osservando questa sequenza puoi notare che ogni impostazione è esattamente il doppio di quella che la precede. Ciò significa che a ogni incremento di uno stop del tempo di esposizione, il doppio della luce colpirà sensore.

Esiste anche il tempo di esposizione B, ovvero “Bulb”; impostando il tempo di posa su Bulb l’otturatore rimane aperto finché non clicchi nuovamente sul pulsante di scatto. In parole semplici: quando clicchi il pulsante di scatto: la tendina dell’otturatore si solleva e rimane sollevata finché non rilasci il pulsante di scatto. Solitamente la modalità Bulb serve in tutte quelle situazioni in qui serve un tempo di posa più lungo di 30 secondi, ad esempio con il light painting oppure nella fotografia notturna, quando vuoi ottenere effetti creativi particolari.

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Tempo di esposizione: impostiamo la fotocamera reflex o mirrorless

Solitamente le fotocamere compatte non danno la possibilità di scegliere i tempi di scatto e l’apertura di diaframma. Sono automatizzate; in questi casi però si possono utilizzare le modalità di scatto “programmi”, che decidono in autonomia quali sono le impostazioni migliori di tempi e diaframma per alcune situazioni di scatto: ritratti, paesaggi, foto notturne…

Ovviamente in questo caso devi attenerti al risultato che ti darà l’impostazione utilizzata; sicuramente un po’ limitante se vuoi scattare una foto “ragionata” secondo i tuoi desideri.

Prendiamo perciò in considerazione le fotocamere reflex e mirrorless che danno più libertà di azione, e analizziamo le seguenti modalità:

  1. auto
  2. priorità dei tempi
  3. priorità del diaframma
  4. Manuale

Se utilizzi la tua fotocamera in modalità auto, questa imposterà automaticamente il tempo di esposizione insieme alla apertura di diaframma e alla sensibilità ISO.

Diversamente puoi impostare la tua fotocamera secondo due modalità semi-automatiche:

  • la priorità dei tempi: Impostando il tempo di esposizione potrai scegliere il tempo di posa e in automatico la tua fotocamera imposta l’apertura del diaframma. E’ un buon modo per esercitarti soprattutto se sei agli inizi.
  • la priorità dei diaframmi: in questo caso puoi impostare l’apertura del diaframma, e la tua fotocamera sceglie il tempo di scatto per ottenere una corretta esposizione.

La modalità di scatto manuale è quella che ti permette di avere il totale controllo su tutti gli elementi che influiscono sulla perfetta esposizione delle tue immagini. Utilizzando la modalità di scatto manuale, sarai tu a dover decidere sia il tempo di esposizione che l’apertura del diaframma.

Se usi una DSLR il tempo di esposizione è indicato nel pannello in alto. Diversamente, in qualche entry-level o nelle compatte o nelle mirrorless potrai vedere l’indicazione del tempo di esposizione direttamente sullo schermo LCD posteriore.

Lunghezza focale degli obiettivi e tempo di esposizione

Le lunghezze focali più lunghe aumentano il movimento della fotocamera e quindi il micromosso. Sarà perciò indispensabile utilizzare una velocità di scatto che sia più grande della lunghezza focale; per esempio,se hai una lente da 200 mm dovrai scattare attorno a un 1/250sec.

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Tempo di esposizione: come scegliere il tempo di esposizione ideale

A seconda del risultato che vuoi tenere ottenere è davvero importante che tu capisca come funziona il tempo di esposizione, ovvero il tempo scatto.

Partendo dal presupposto che la corretta esposizione è fondamentale, dovrai scegliere tu quale tempo di posa usare per rendere le tue fotografie creative e d’impatto.

La grossa discriminante è il movimento: devi decidere se congelare il movimento o accentuarlo, in base al risultato che vuoi ottenere.

tempo di esposizione

close-up

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Conclusioni

Comprendere Come funziona il tempo di esposizione o velocità di scatto è indispensabile per imparare a utilizzare in modo creativo la tua fotocamera.

Se il tempo di esposizione è lungo l’otturatore farà entrare molta più luce; otterrai una foto sovraesposta. Se il tempo di esposizione sarà troppo corto, d’altra parte, la tua immagine risulterà molto scura, o sottoesposta. Quindi solo tu puoi decidere quale sarà il giusto tempo di esposizione a seconda di una serie di elementi da valutare:

  • la luce presente nella scena
  • Il movimento del tuo soggetto

Scegliere quale tempo di esposizione utilizzare, dipende da quanta luce è presente sulla scena, ma anche da quanto si muove il tuo soggetto.

Una volta che avrai imparato a padroneggiare perfettamente il tempo di esposizione e capito come funziona, potrai facilmente

  • trovare la giusta esposizione per fotografare in condizioni di luce scarsa: il vantaggio più evidente è sicuramente quello di utilizzare il tempo di esposizione insieme alla sensibilità Iso e alla apertura del diaframma per trovare l’esposizione corretta, ovvero il giusto equilibrio di luminosità per i tuoi scatti.
  • creare effetti visivi particolari con soggetti in movimento: ovvero congelare un’azione oppure accentuare il movimento dei soggetti. E in questo modo aggiungere un tocco creativo alle tue foto

Ho voluto arricchire questo articolo di fotografie a titolo di esempio, per farti capire quali risultati puoi avere anche tu a portata di mano.

Adesso è arrivato il momento di provare: prendi la tua fotocamera ed esci!

Prova a fare questi esercizi:

  1. scegli prima un soggetto fermo e inizia a fotografarlo con diversi tempi di esposizione (ovviamente lascia invariati Iso e apertura del diaframma). Dopodiché studia osserva e confronta le fotografie così ottenute. Ti servirà per vedere come il tempo di scatto influisce sulla luminosità della tua foto
  2. trova un soggetto in movimento: un ruscello, una cascata d’acqua, una fontana. Monta la tua fotocamera sul treppiedi, e prova a bloccare il movimento oppure a rendere il tuo scatto dinamico.

Un ultimo suggerimento: ogni volta che ti troverai a dover scattare una fotografia fermati un attimo, pensa all’effetto che vuoi ottenere e imposta il tempo di esposizione adatto. Rimarrai stupito da ciò che otterrai.

Last update was on: 25 giugno 2018 11:47