Viaggi fotografici: 3 destinazioni da sogno in Italia

In questo articolo sono davvero felice di ospitare Fabrizio, deus ex machina del sito ViaggioInCoppia e, come molti viaggiatori,  appassionato di fotografia.

Fra i tanti posti del mondo di cui si poteva parlare, con Fabrizio abbiamo scelto di dedicare l’articolo all’Italia: per prima cosa, perché è meravigliosa.

E poi perché, dopo tutto questo tempo chiusi in casa, credo che sentiamo un po’ tutti la mancanza del nostro paese e della libertà di visitarlo.

Fabrizio ha anche incluso qualche foto dei luoghi di cui parla. Mi sono permesso, in alcuni casi, di aggiungere un mio commento che spero sia utile a tutti.

Cedo ora la parola a Fabrizio, ringraziandolo di aver scritto questo articolo per noi.

35 anni, un lavoro in una multinazionale lasciato alle spalle senza rimpianti, sardo trasferito in Alto Adige, grande curioso della diversità dei territori e delle culture, Fabrizio ha lanciato da un anno il suo blog ViaggioInCoppia, nel quale parla con entusiasmo e schiettezza dei luoghi che più lo appassionano.

La prima volta che sono entrato in contatto con Reflex- Mania è stato poco più di 2 anni fa, in concomitanza con la mia decisione di provare a scattare delle foto di migliore qualità.

Anche se fotografavo da anni, ai tempi non avevo ancora ben chiaro nulla sul mondo della fotografia.

Mi piaceva però moltissimo e, siccome stavo pianificando di aprire un mio un mio sito che parlasse di viaggi, avevo davvero bisogno di approfondire l’argomento.

Certo in questo lasso di tempo non sono diventato un fotografo professionista, per farlo ci vorrà ancora molto tempo e tanta pazienza.

Posso dire però di essere diventato un principiante appassionato, che cerca di fare del suo meglio e di migliorarsi ogni giorno.

Per questo motivo, quando ho proposto una collaborazione tra le nostre due realtà al team di Reflex-Mania, non pensavo certo che venisse accettata.

Con mia immensa gioia invece mi ritrovo qui a parlarvi di due dei miei argomenti preferiti: il viaggio e la fotografia.

Fotografare in viaggio 

Il viaggio è sempre stata la mia prima passione nella vita. Ricordo che, già nei primi anni dell’adolescenza, il mio pensiero è sempre stato rivolto ad uscire dall’isola che mi ha dato i natali, per conoscere nuovi luoghi e nuovi persone.

Da quel momento di tempo ne è passato parecchio, ma ammetto che almeno in parte il mio sogno di ragazzino si è avverato col passare degli anni.

La fotografia è arrivata più tardi. O meglio, ho sempre posseduto un qualcosa in viaggio che fosse capace di fotografare.

Ho perso il conto delle compatte con batterie stilo che ho posseduto nel corso degli anni, ma diciamo che non ho mai avuto nulla di professionale.

Dopo sono arrivati gli smartphone in grado di scattare belle fotografie e infine una mirrorless di fascia media per cercare di fare un salto in avanti nella qualità delle mie foto.

Certo è che per tanti, me incluso, le foto di viaggio sono il ricordo principale del tempo trascorso lontani da casa.

Il souvenir più autentico delle esperienze vissute, le emozioni più grandi che rimangono impresse sulla pellicola e che ci permettono di rivivere quelle stesse emozioni una volta tornati a casa.

Per me ogni foto di viaggio va trattata con cura, catalogata al rientro a casa, per renderla sempre consultabile in ogni occasione.

La foto è la memoria più viva del viaggio, il segno più intimo e personale di momenti unici e irripetibili.

3 ottime destinazioni in Italia dove scattare splendide fotografie 

L’Italia è piena di destinazioni nelle quali è possibile scattare belle fotografie e ovviamente è impossibile conoscerle tutte.

Per questo motivo ho deciso di parlarvi dei luoghi che più mi stanno a cuore, di luoghi che conosco bene e che hanno segnato la mia stessa vita.

Alcuni di questi sono alternativi ai soliti itinerari di viaggio, ma credetemi quando vi dico che si tratta di luoghi dal fascino unico, dove scattare fotografie potrà darvi una grande soddisfazione.

Non si tratta ovviamente solo di destinazioni belle da fotografare, ma di luoghi che hanno tanto da offrire dal punto di vista turistico.

#1 Sardegna: da Plajemesu a Masua 

La Sardegna è il luogo dove sono nato e vissuto per i primi 23 anni della mia vita. Un’isola splendida e in alcune parti selvaggia e meno conosciuta al turismo di massa, come la zona che andremo a scoprire al primo posto della nostra classifica.

Nella costa Sud Ovest dell’isola, a circa una decina di chilometri da Iglesias nasce infatti un territorio che a mio avviso ha una bellezza unica.

Giunti nei pressi del paese di Gonnesa è necessario virare su una piccola strada statale sulla destra che, dopo pochi minuti di marcia, ci porta ad una amplissima spiaggia.

Si tratta di un pezzo di litorale lungo diversi chilometri e che possiede un arenile di sabbia dorata a piccoli granelli e si affaccia su un mare splendido di colore blu intenso.

La spiaggia ha almeno 4 diversi ingressi e assume denominazioni diverse in base all’altezza in cui si decide di farci ingresso.

In ordine si incontrano: Fontana Mare, Plajemesu, Punta s’Arena e Porto Paglia.

Questo tratto di mare è frequentato quasi in esclusiva dagli abitanti del luogo, ma anche dagli appassionati degli sport acquatici.

Quando sulla costa soffia il Maestrale è però meglio evitare la spiaggia che è molto esposta al vento, poiché la corrente è così forte che potrebbe diventare pericolosa.

Da questa spiaggia è poi possibile percorrere una strada statale un po impervia che si arrampica sino a raggiungere il piccolo paese di Nebida, percorrendo tornanti a ridosso di scarpate sul mare.

Il percorso è emozionante perché il paesaggio che si staglia davanti ha un fascino unico. Il mare ha un colore intenso.

La grande spiaggia di Plajemesu si intravede alle spalle. Il grande massiccio del Pan di Zucchero si scaglia impetuoso all’orizzonte.

Nella foto in alto, ottima l’idea di inserire la roccia sfocata in primo piano che invita lo spettatore dentro la scena. Peccato l’orizzonte obliquo, che però si può raddrizzare in pochi secondi in post-produzione.  Molto bello il colpo d’occhio della foto in basso. Orizzonte anche qua un po’ pendente (appena appena) e cielo penalizzato dalla foschia. Accoppiare questa inquadratura all’utilizzo di un filtro polarizzatore e magari alla scelta di un’altra ora del giorno basterebbe a fare davvero una bella foto.

Il Pan di Zucchero è una delle maggiori attrazioni della zona. Un massiccio calcareo, dal colore biancastro, che vi accompagna sbucando all’orizzonte più volte durante la marcia.

Il Pan di Zucchero è un po il simbolo di questa zona, da secoli dedita all’estrazione mineraria, attività ad oggi completamente in disuso.

Il percorso termina idealmente con la spiaggia di Masua. Una spiaggetta sulla quale sorgono ancora i ruderi di un’antica laveria, con un mare dai toni turchesi, proprio di fronte al Pan di Zucchero.

Nell’area che precede la spiaggia, potrete cogliere i resti abbandonati di un’ampia area di estrazione mineraria, che porta sino alla Galleria di Porto Flavia, oggi visitabile. Sito di grande interesse per gli appassionati di storia contemporanea.

#2 La Val di Funes 

Sono trascorsi oramai 12 anni da quando l’Alto Adige è diventata la mia seconda casa. Quando sono arrivato in questo territorio ero ancora molto giovane e fortemente legato alla mia terra natale.

Con gli anni ho imparato a conoscere questo territorio complesso e ricco, così diverso dalla terra dove sono cresciuto.

Non posso negare che un fotografo in Alto Adige non ha certo di che annoiarsi. La natura all’interno di questi confini è stata molto generosa e le Dolomiti offrono occasioni per scatti indimenticabili praticamente ovunque.

Il territorio che voglio proporvi si trova al di fuori dei classici percorsi turistici, ma merita di essere conosciuto, perché al suo interno nasconde gioielli naturalistici e architettonici unici.

La Val di Funes è una valle poco battuta rispetto alle più famosi valli altoatesine. Una valle stretta che si allarga pian pianino mentre si procede più a Nord.

Si viene accolti dai piccoli borghi di San Pietro e Santa Maddalena, paesini molto caratteristici e attrezzati per accogliere i turisti.

Il turismo qui è fatto più di piccole Ferienwohnungen, ovvero appartamenti per ferie a conduzione familiare, più che da grandi hotel.

Il contatto con la gente del posto è quindi più stretto e l’esperienza diventa più autentica.

La prima grande occasione di scattare qualche bella foto ci viene offerta dalla principale attrazione presente in valle, ovvero la Chiesetta di San Giovanni in Ranui.

Si tratta di una Chiesa piccolissima, che sorge su una distesa di prati verdi, attorniata dalle imponenti montagne della valle.

In inverno pare ancora più immacolata, grazie al bianco manto nevoso che copre l’orizzonte.

Due foto ben riuscite e molto diverse della stessa location. Quella in alto di Fabrizio, quella in basso presa da pixabay. Il vantaggio di fotografare vicino a casa è che si può tornare continuamente negli stessi posti, in diverse stagioni e diverse ore, per trasmettere mood completamente diversi. 

La Chiesa è realmente uno splendido soggetto da immortalare, poiché in questa zona gli spazi sono estremamente ampi e lo spettacolo pare quasi irreale, specie in inverno, dal fascino che questo semplice luogo è in grado di donare allo spettatore.

Proseguendo sulla strada statale, durante la bella stagione, è poi possibile raggiungere il Passo delle Erbe, che collega la Val di Funes alla Val Badia.

Anche in questo luogo, l’occhio umano è messo a dura prova dall’ampiezza dello spettacolo che ci si prospetta sul davanti.

Nel pieno del passo, la natura è in piena esplosione. Il grande massiccio del Sass de Putia occupa l’intera scena e ai suoi piedi ampie distese di prati ospitano rifugi e piccole baite, dove è possibile rifocillarsi dopo un’intensa camminata.

Queste immagini sono forse le emozioni più forti che le Dolomiti sono state in grado di darmi nel tempo.

Si tratta infatti di un luogo dove l’orologio si ferma e non rimane che rimanere incantati ad ammirare queste immagini e provare ad immortalarle al meglio, per essere sicuri di non dimenticarle mai più.

#3 La Riviera del Conero 

Essendo nato e cresciuto in Sardegna, in fatto di mare non mi accontento facilmente.

Quindi credimi quando di dico che esiste un luogo, sul mare Adriatico, neanche troppo conosciuto ai più, che può vantare un mare da favola.

Sono pochissimi chilometri di costa nella regione Marche, poco a Sud di Ancona per intenderci.

Questa zona prende il nome di Riviera del Conero e interessa principalmente i piccoli comuni di Numana e Sirolo.

In questa zona, i piccoli paesini si arrampicano su dolci colline che terminano a strapiombo sul mare.

Dal paese si può godere di un’ampia veduta sulle spiagge sottostanti e su un mare le cui tonalità spaziano dal trasparente all’azzurro intenso.

L’accesso in spiaggia avviene percorrendo delle belle passeggiate in discesa in mezzo al verde.

Al termine del percorso sarete accolti da ampie spiagge di piccoli ciottoli e sabbia dorata, i cui scorci lasciano aperte splendide possibilità di scattare foto di rara bellezza.

Per mia personale esperienza, posso dirvi che i giochi di luce che si vengono a creare su queste coste hanno qualcosa di particolare.

L’azzurro del mare, il verde dei boschi e delle pinete, il colore dal bianco al dorato delle spiagge con il colore blu del cielo regalano contrasti e sfumature di colore diverse che con una buona macchina fotografica si riescono ad immortalare nel pieno del loro splendore.

Nella foto in alto, un bello scorcio panoramico. Come nella foto del pan di zucchero, Fabrizio ha inserito un elemento in primo piano, la balaustra, che ti fa sentire davvero affacciato su quel punto panoramico. Anche qua, l’orizzonte un po’ obliquo andrebbe corretto in post-produzione. La foto in basso è secondo me la più interessante di questo articolo, anche se non condivido il crop. Cielo e terra sono ben bilanciati, la linea irregolare del confine fra mare e spiaggia costruisce una buona fuga prospettica verso il promontorio. I piccoli edifici e le assi di legno sulla destra, uniti alla totale assenza di forme di vita, danno un senso di abbandono e melancolia che fa eco al cielo grigio e nuvoloso. Sullo sfondo, uno scorcio di azzurro alza il “tono” e fa ben sperare per il futuro.

Nella mia esperienza di viaggiatore, credo che i 3 luoghi che ti ho descritto siano in qualche maniera paradigmatici della mia maniera di viaggiare.

Non cerco per forza il posto esotico e irraggiungibile, soprattutto poi vivendo in un paese che ha meraviglie da tutte le parti.

Però, allo stesso modo, mi piace fare sempre un passetto più in là di quello che fa la maggior parte dei turisti.

Una stradina semi-nascosta in mezzo alla pineta, qualche chilometro in macchina su una statale secondaria, uno studio più attento delle cartine della zona, sono spesso sufficienti per trasformare una normale vacanza in una esperienza meravigliosa e diversa.

Un saluto. Fabrizio.