Vignettatura: che cos’è, come evitarla, come ottenerla!

Questo secondo appuntamento con i difetti ottici vede come protagonista la vignettatura.

Se ti sei perso il precedente, non ti rovino la sorpresa dicendoti quale era, troverai però il link alla fine di questo articolo. Intanto, cominciamo!

Che cosa è la vignettatura

La vignettatura è un fenomeno che si osserva (o si provoca!) molto spesso in fotografia, e consiste nella riduzione della luminosità della periferia di una immagine rispetto al centro della stessa.

Qui sotto ne vedi un esempio eclatante, (nota gli angoli marcatamente più bui che il centro), ottenuto infatti di proposito per concentrare l’attenzione sui due sposi.

Backlight-wedding Vignettatura
Foto di David Ball, via Wikimedia Commons

Le  cause della vignettatura possono essere diverse:

  • In primo luogo, ci sono quelle “ottiche”: dipendono cioè dalla conformazione dell’obiettivo con cui scatti
  • In secondo luogo, le “digitali”: dipendono dalle caratteristiche del sensore
  • Poi, le “meccaniche”: qui sono oggetti esterni, come per esempio il parasole dell’obiettivo, l’anello di inserzione della lente, o magari dei filtri, a determinare perdita di luminosità periferica
  • Infine, le “artificiali”: in questo caso è il fotografo stesso a sottrarre volontariamente luminosità alla periferia (come nella foto qui sopra) per ottenere effetti creativi di vario tipo

In questo articolo vedremo dunque

  • Qualche dettaglio in più su ciascuna delle tipologie appena viste
  • Come e perché puoi, a seconda delle tue esigenze, sia correggere sia enfatizzare il fenomeno della vignettatura, sia durante che dopo lo scatto

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Vignettatura Ottica

E’ la più interessante da capire, perché connessa con le caratteristiche intrinseche dei sistemi ottici.

La luce che attraversa l’obiettivo arrivando dalla parte periferica dell’angolo di campo fa più strada di quella che arriva dalla parte centrale.

E quindi “impressiona” meno il sensore, lasciando l’immagine più scura in periferia.

Per questa ragione, più è grande l’angolo di campo più il fenomeno è marcato: e quindi gli obiettivi con lunghezze focali ridotte, come i grandangoli, ne soffrono maggiormente. ( Se hai bisogno di un ripasso, vai all’articolo su lunghezza focale ed angolo di campo)

In maniera analoga, la massima apertura del diaframma determina una differenza apprezzabile fra la luce che arriva dalla periferia e quella che arriva dal centro, determinando così anche essa una visibile vignettatura.

Per questa ragione, chiudendo il diaframma essa si riduce sensibilmente.

Questo fenomeno fa parte di una serie di altri fenomeni più articolati, che vedremo in altri “difetti” ottici, e che definirei  come

La prima legge degli obiettivi fotografici“. (N.B. Nome appena inventato da me).

Essa, sostanzialmente, recita che:

  • I difetti ottici sono meno evidenti alle focali intermedie che alle estreme. 
  • I difetti ottici sono meno evidenti alle aperture intermedie che alle estreme. 

Se dovessi ricordare solo una cosa di questo articolo, ricorda questa che hai appena letto!

Vignettatura digitale

Nuovamente, abbiamo a che fare con l’angolo di incidenza della luce, ma in questo caso è un problema di sensore: i pixel periferici raccolgono raggi meno perpendicolari di quelli centrali, e quindi meno luce.

Per questo i sensori APS- C, che “tagliano” parte dell’immagine, sono naturalmente migliori dei full frame in termini di vignettatura.

E questa, se vogliamo, possiamo chiamarla 

“La prima legge dei difetti “ottici”. (Altro nome appena inventato)

Essa recita che:

  • In genere i difetti ottici sono meno evidenti nei sensori APS-C che in quelli Full Frame (fatta eccezione per il rumore digitale agli alti ISO, che però non è un difetto ottico in senso stretto).

Si tratta di un concetto che, se sei un fotografo principiante, magari ti sorprenderà.

Hai sempre sentito infatti che un sensore full frame è migliore di un APS-C.

Diciamo allora che è migliore “potenzialmente”, perché con i pixel distribuiti su una superficie più ampia può dare immagini di migliore qualità (meno rumore digitale, maggiore gamma cromatica, maggiore definizione, ect).

Questa maggiore qualità però si nota soprattutto ad alti ingrandimenti, e quindi, spesso, non si nota affatto (quanti fanno ingrandire le foto oltre una certa misura?).

Soprattutto poi se consideri quanto è cresciuta la qualità dei sensori APS-C moderni. (Per approfondire vai all’articolo Full Frame Vs Aps-C)

E pone invece una serie di problemi di gestione dello scatto, come la vignettatura appunto, ma non solo.

Tanto è vero che per esempio la intera linea di mirrorless fujifilm, compresa la professionale Fuji X-T2, per scelta precisa della casa costruttrice non monta sensori full frame!

Passiamo però ora alla prossima tipologia di vignettatura.

Mi permetto di definirla “la più stupida“, ma questo non significa che non capiti prima o poi a tutti noi di incapparci!

Vignettatura meccanica

Un parasole messo male, un filtro non adeguato, un adattatore di bassa qualità …

Se di colpo vedi comparire la vignettatura in alcune tue foto, chiediti se non hai introdotto qualche nuovo accessorio che mal si adatta al tuo obiettivo fotografico.

O magari hai introdotto l’accessorio giusto, ma lo hai montato male…

Cose che capitano! Come dicevo poc’anzi.

Vignettatura artificiale

Si tratta

  • O di provocarla già in fase di scatto
  • O di aggiungerla alle tue foto (o di enfatizzare quella che già c’è) in post-produzione.

Da un punto di vista della fase di scatto, ci sono due opzioni

  • La prima è fare esattamente il contrario di quello che ti dico nel prossimo capitoletto, dove parlo di come evitarla
  • La seconda è utilizzare funzioni apposite della tua fotocamera, quando e se ci sono.

Infatti diverse fotocamere reflex e mirrorless entry level, così come alcune fotocamere istantanee, inseriscono la vignettatura fra gli “effects” da aggiungere alle tue foto.

In questi casi, basterà un click sul menù per ottenerla!

Ma chiaramente il risultato sarà esattamente l’effetto già pre-impostato dalla tua macchina fotografica.

Qualche fotocamera poi, permette anche un minimo di personalizzazione “on board”. Ma niente di che.

In generale quindi, se vuoi personalizzare in maniera spinta la vignettatura della tua foto lavorando in RAW, dovrai allora farlo con un software di postproduzione.

Da un punto di vista tecnico è molto semplice da fare con uno qualunque dei software più diffusi.

Il problema vero è dosarla correttamente:

  • Quanta parte della periferia dell’immagine vado a scurire?
  • La faccio più o meno arrotondata?
  • Quanto bruscamente faccio diminuire la luce?

Ma soprattutto dovrai chiederti: “per che ragione faccio tutto questo“?

Potresti volere, per esempio:

  • Concentrare l’attenzione sul centro dell’immagine
  • Dare un tocco vintage alla foto
  • Far notare meno una parte dello sfondo
  • Dare profondità alla foto

Ognuno di questi effetti va valutato, e avrai bisogno di qualche prova per trovare la gradazione e forma  più adatta per ottenerlo.

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Prevenire e curare la vignettatura

I trucchi per diminuire la vignettatura in fase di scatto sono la logica conseguenza di quanto visto finora:

  • Cerca di usare lunghezze focali maggiori
  • Diminuisci l’apertura del diaframma
  • Scegli obiettivi in cui l’anello periferico esterno “copre” il meno possibile la lente
  • Scegli accessori perfettamente compatibili con il tuo obiettivo fotografico
  • Montali correttamente

E naturalmente, se non puoi o non vuoi, per esigenze di scatto, attuare questi accorgimenti, preparati a lavorare un po’ in “camera oscura”, cioè in post-produzione.

Una prima maniera molto semplice è, se puoi farlo, croppare l’immagine, cioè tagliare la parte periferica.

Se no, vai nella sezione apposita del tuo software di foto ritocco, e lavoraci su. Non è difficile.

Due parole ancora sulla Vignettatura.

Fra i “difetti” ottici, è:

  • Il meno fastidioso
  • Il più facile da correggere
  • L’unico che si può usare in maniera estensiva come risorsa creativa.

Dico “estensiva” perché anche gli altri si possono usare, ma è raro farlo: infatti è assai più complesso giocare per esempio con l’aberrazione cromatica o la distorsione a barilotto che non con la vignettatura!

Nel valutare un obiettivo comunque, la sua capacità di “resistere” a questo difetto è certamente uno dei parametri da valutare, e infatti spesso lo menziono nelle mie recensioni.

Tuttavia, proprio per la facilità con cui può essere trattata, è probabilmente il meno importante.

Ciò non toglie però che, per un fotografo che aspira a diventare qualcosa in più di un principiante, la comprensione della vignettatura come fenomeno ottico / digitale /meccanico sia necessaria per capire un po’ di più degli strumenti che ha in mano, e quindi per usarli meglio. 

Così come sicuramente, cominciare a sperimentarla in maniera creativa in qualche foto è divertente, ed è un passo che secondo me devi imparare al più presto a fare!

Detto questo, ci vediamo al prossimo difetto ottico! (Se ti sei perso il precedente, vai a “aberrazione cromatica” e buon divertimento).

Last update was on: 23 giugno 2018 16:32